[1989-08] Aliens: Book II (Nightmare Asylum)

Cover di Denis Beauvais

Cover di Denis Beauvais

Che grande mese, quel maggio del 1991, perché le Edizioni PlayPress portarono in edicola – mantenendo incredibilmente la loro promessa – la seconda saga di Aliens a fumetti: dopo il Book I, arriva “Aliens. Book II” (Dark Horse Comics), che non ha un titolo italiano.
Con spiegazioni vaghe e promesse di future uscite (non sempre mantenute), continuava il mio viaggio emozionante nell’universo xenomorfo.

Spears e i suoi esperimenti

Spears e i suoi esperimenti

Io all’epoca leggevo esclusivamente fumetti Bonelli, regolari e granitici nei loro canoni, quindi non ero abituato alla potenza creativa che potevano assumere gli american comics: per questo ritengo il disegnatore di questa storia, Denis Beauvais, un grande genio: non credevo possibile che con i colori si potesse rendere così vibranti e caldi e brucianti e stupendi dei disegni. (La Bonelli coi colori non ci ha mai saputo fare!)

Newt triste

Newt triste

Alla sceneggiatura invece c’è sempre lui, il grande Mark Verheiden, che continua a raccontare la storia dove l’ha interrotta.
Ci sono Newt e Butler – il sintetico che in realtà non viene quasi mai nominato in tutta la saga – che, atipica coppia di innamorati, fuggono dalla Terra invasa dagli alieni: ma con loro c’è anche Hicks, il marine sfregiato e reso acre dalla vita. È quasi impossibile sperare che nella loro scialuppa non ci sia un alieno che rovinerà loro il viaggio, ma sarà anche l’occasione per naufragare sul planetoide-laboratorio di Spears, rude militare che ha una sua personale concezione di come dovrà essere il futuro umano… Un rapporto con la razza aliena particolarmente traballante…

La più bella Ripley di sempre

La più bella Ripley di sempre

Mentre per Aliens. Dieci anni dopo potei leggere tutta la saga in un unico numero, per Aliens: Book II ho dovuto aspettare tre mesi, essendo la saga di quattro numeri – iniziata dalla Dark Horse nell’agosto 1989 – divisa in tre numeri dalla PlayPress: Aliens n. 2, 3 e 4 (quest’ultimo doppio). Però gli sforzi furono coronati non solo da un gradimento sperticato per la storia… ma per la più bella immagine di Ripley della storia, quella che riporto qua sopra. Un’immagine che prometteva fuoco e fiamme per il terzo episodio della saga…

aliens incuboRicordo che i problemi raccontati per il precedente episodio si ripetono identici per questo secondo. Per non dover spiegare la presenza di Newt ed Hicks dopo il 1992, quando l’orrore di Alien 3 ne ha decretato la morte, la Dark Horse ristampa questo Book II cambiando i nomi – Newt diventa Billie, Hicks diventa Wilks – e lo stesso fa Steve Perry quando trasforma in un ottimo romanzo la storia di Verheiden: Aliens: Nightmare Asylum (1993), portato in Italia dalla pessima Sperling & Kupfer nel 1998 con traduzione di Claudio Carcano con il titolo Aliens. Incubo.

L.

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13 pensieri su “[1989-08] Aliens: Book II (Nightmare Asylum)

      • Quando dici splendido intendi “Aliens Book II”? Concordo 😉
        Il quarto Alien è nato proprio male, mentre il terzo alla fin fine qualche possibilità ce l’aveva – almeno un paio di sceneggiature poi rigettate erano ottime – e invece tanti problemi hanno reso malino ciò che poteva essere benino. Forse è per questo che a volte fa più rabbia rispetto al quarto, che è indifendibile. (Qualcosa mi suggerì di non andarlo a vedere al cinema, e infatit non me ne sono mai pentito!)

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  2. Sisi mi riferivo a Nightmare Asylum, dei disegni da estasi e una storia che sarebbe stata perfetta per un film.

    Di Alien³ mi piace molto la fotografia, con quelle inquadrature dal basso che rendono la scena più monumentale di quello che è in realtà, e poi quello stile sporco, cinico, ancora in linea con la mitologia dell’universo di ALIEN, ha anche dei buoni interpreti e delle ottime battute, peccato per gli effetti speciali, era un’epoca di transizione, ancora si usava la Stop Motion, ma alcuni cominciavano a usare la CGI, Terminator 2 dello stesso anno è di un’altro pianeta.

    Alien Resurrection sembra una parodia grottesca, è il film che guardo meno volentieri fra tutti quelli in cui appaiono gli xenomorfi.

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    • Sì, stanno seguendo i volumi che la Dark Horse sta ristampando in occasione dei vari anniversari. Certo, invece di presentare roba già uscita in Italia magari sarebbe carino che attingessero a trent’anni di inediti, ma temo che la casa non abbia alcun interesse a cercare: si limita a prendere le novità Dark Horse. Per carità, è sempre un lavoro santo e benedetto, ma spero che oltre a guardare avanti vadano pure un po’ indietro 😛

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