Alien: Covenant (2017) Nuova foto

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La rivista “Empire” presenta una foto in alta risoluzione (cliccate per ingrandire) dal film Alien: Covenant.

L.

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Shane Black su CIAK (1993)

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Profilo dello sceneggiatore Shane Black sul numero di luglio 1993 della rivista “CIAK“. Di seguito il testo senza firma.

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Shane  Black

Nato in Pennsylvania nel 1962 e laureatosi presso l’UCLA, la leggendaria università californiana del cinema che ha coccolato talenti del livello di Martin Scorsese e Francis Coppola, Shane Black è cresciuto divorando i classici anni Trenta-Quaranta e i fumetti più assortiti.

Una volta terminato il college, l’irrequieto giovanotto sopravvive masticando i tipici cento mestieri dell’aspirante creativo. Il contatto preliminare con il pianeta di celluloide avviene poco tempo dopo, quando per parecchie settimane tenta inutilmente di piazzare una sceneggiatura scritta a quattro mani insieme a un amico. La storia, The Shadow Company, è una via di mezzo tra un film bellico e un horror-movie.
Niente da fare. Nessuno pare interessato all’offerta. Da quel momento Shane cambia tattica. Si chiude in casa per un paio di mesi a “cucire” da cima a fondo, senza quasi respirare, il copione di Arma letale (Lethal Weapon, 1987), titolo e pellicola che gli daranno il primo, profondo brivido di gloria.

Il progetto viene ceduto alla Warner Bros per 250.000 dollari, una bazzecola se si pensa all’enorme successo che l’avventura degli agenti Martin Riggs e Roger Murtaugh riscuoterà ovunque. Eppure, nonostante l’ottimo trampolino di lancio, i guai di Black cominciano già al secondo stadio.
Quando stende la versione iniziale di Arma letale 2 (Lethal Weapon 2, 1989), ha la cattiva idea di voler sopprimere l’eroe Mel Gibson nel bel mezzo della parabola. Ovviamente la produzione si oppone, ma l’autore, anziché abbozzare, preferisce gettare la spugna. Segue un paio di anni di sofferto silenzio, finché, siamo nel 1990, il determinato Shane lancia sul mercato un thriller ambientato nel mondo delle partite di football truccate.

Trattasi di L’ultimo boy-scout (The Last Boy Scout, 1991), diretto poi da Michael Lehmann, un boccone che gli agenti Bill Block e David Greenblatt sventolano sotto il naso dei produttori invitandoli a prendere o lasciare nel giro di 72 ore al massimo. La mossa, nell’ultimo biennio prassi abituale a Hollywood (vedi il caso clamoroso di Joe Eszterhas), talora può riuscire a strappare compensi vertiginosi. Per comprare la sceneggiatura di Black la Geffen Company staccò un assegno di 1 milione e 750.000 dollari.

L.

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Alien: Covenant (2017) Prima clip video

La 20th Century Fox ha rilasciato la prima clip video del sempre meno atteso Alien: Covenant (2017), una scena intitolata “Last supper” e in effetti quando parla la protagonista, al centro degli altri “apostoli” dell’equipaggio, sembra davvero l’ultima cena dell’iconografia cristiana.
Più che un film sembra sempre più un fan service con citazioni sparse, dall’oggettino ballerino sul tavolo ad un siparietto ammiccante che potete vedere verso al fine della clip.
Tutto questo non fa sperare in un film completo e a sé stante bensì ad un marchettone che il vecchio Ridley poteva tranquillamente risparmiarsi…

Da notare infine la presenza di James Franco nel ruolo del capitano Branson: strano che finora non si sia parlato della presenza di un attore così famoso, prediligendo foto di attori sconosciuti. Temo che non sia un ruolo molto importante…
E quando c’è Franco nel film, c’è sempre vicino uno della sua gang: in questo caso Danny McBride, che però con la barba sembra… Salvini!

L.

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Alien: Covenant (2017) Prima foto del cast

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La 20th Century Fox ha presentato la prima foto di scena di Alien: Covenant… Boh, per me continua a NON promettere bene, ‘sto film…

L.

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[1994-12] Aliens vs Predator: Hunter’s Planet

Cover di John Bolton

Cover di John Bolton

the-complete-aliens-vs-predator-omnibus-1Nel 1994 continua il viaggio della collana “Spectra” (Bantam Books, divisione della Random House) nell’universo alieno su concessione della Dark Horse Comics: per la prima volta però un autore ha licenza di creare una storia inedita, al contrario delle novelization di storie a fumetti apparse finora. A dicembre esce quindi Aliens vs Predator: Hunter’s Planet di David Bischoff, raccolto nel volume antologico The Complete Aliens vs Predator Omnibus, presentato a fine dicembre 2016 Titan Books.

Malgrado il romanzo venga presentato come secondo della trilogia, in realtà è una storia alternativa, perché questa non è mai stata una trilogia… ma lo spiego meglio più sotto.

Tutti i brani che presento sono tradotti da me.


Indice:


Inquadramento temporale del romanzo

Quando la Dark Horse ha dato alla Bantam licenza di novelizzare i suoi fumetti, esisteva solamente Aliens vs Predator (1990) e Machiko al massimo era apparsa in una piccola storia che Randy Stradley aveva scritto per il “paginone centrale” della rivista gratuita “Insider”.
Dopo che Stephani Perry ha novellizzato quello storico fumetto – con il romanzo Aliens vs Predator: Prey (maggio 1994) – Bischoff ha preso la breve storia gratuita di “Insider” e l’ha ampliata: ha cioè immaginato un futuro per Machiko che all’epoca ancora non esisteva.

Questo Hunter’s Planet si apre così con la novelization della breve storia gratuita di Stradley per la rivista “Insider” e poi l’autore si immagina che Machiko, trovandosi male tra i Predator, torni alla civiltà. L’anno successivo la Dark Horse, probabilmente insoddisfatta di questa trovata, crea la storia a fumetti in due parti – Duel / War – in cui torna Machiko che, al contrario di questo romanzo, decide di aiutare gli umani contro i Predator.
Anni dopo il fumetto War verrà novellizzato da Stephani Perry, in pratica cancellando la “storia alternativa” di Bischoff: curiosamente anche la Perry inizia il romanzo novellizzando la storia breve gratuita di Stradley, in pratica dunque utilizzando gli stessi personaggi che usa Bischoff ma in modo diverso.


La trama:

Il momento di gloria nella vita di Machiko Noguchi è stata la battaglia nella colonia di Ryushi: è stato allora che si è unita ai Predator come cacciatrice fra i cacciatori.
Ora ha un impiego senza sbocco per la Chigusa Corporation: è una disadattata ed è considerata una mina vagante. Infelice ed insoddisfatta, Machiko coglie al balzo l’occasione quando il ricco Livermore Evanston le offre un lavoro.
Nell’enorme parco dei divertimenti che è Hunter’s Planet, popolato da creature geneticamente modificate di ogni tipo, sembra che i Predator abbiano cominciato a “seminare” alieni: davvero una brutta situazione per gli affari…
Machiko ha un’esperienza unica con entrambe le specie. Quello che però lei non sa è che l’intero pianeta è una copertura per un’installazione militare del tipo peggiore. A questo si aggiunga che il confronto con i Predator, che un tempo considerava amici, si rivela particolarmente problematico.
Scontro dopo scontro diventa ben presto chiaro che Machiko non ha molte scelte, e l’unico modo di uscirne sembra essere quella di prendere il controllo del più letale pianeta dello spazio conosciuto…


L’incipit:

Dtai’k-dte sa-de nav’g-kon dtain’aun bpide.
“Un combattimento iniziato non finisce fino alla fine”.
Tarei’hasan merda.
Nat’ka’pu illustrò quanto fosse sciocco il vecchio detto yautja fintando sulla sinistra, poi facendo roteare la lancia schivata dal suo avversario. Con velocità sorprendente il Leader scattò con un balzo in avanti, afferrando il bordo della maschera dello studente e strappandola via dalla sua faccia, portandosi appresso anche un paio di ciuffi di peli. Gli occhi gialli brillarono dalla sorpresa. Le mandibole si serrarono dalla vergogna. Lo studente grugnì di disappunto, tentanto di colpire Nat’ka’pu con il lato smussato della lancia. Ma afferrando la sua armatura il Maestro ebbe la meglio sullo studente spavaldo, in equilibrio incerto, parando il colpo di lancia con il suo guanto di pelle e forzando l’arma a terra.
Prima che la testa calda potesse iniziare un altro attacco, l’esperto schiaffeggiò così forte la zanna destra del guerriero che agli altri sembrò che la testa del giovane dovesse saltar via dal collo. Davanti a tanta abilità lo studente non poté fare altro che cadere in ginocchio, ansimando.
«Nain-desintje-da.»
Vittoria completa, naturalmente. Nat’ka’pu non si aspettava di meno da se stesso. Comunque, gridò con disprezzo alla volta della sua vittima: avrebbe dovuto resistere di più, in una vera battaglia. Per il suo giovane impeto e per la sua forza era uno dei migliori sparring partner che il Leader aveva mai affrontato.
«Hai ancora tanto da imparare prima che tu possa incidere la thwei di un Carne Dura sulla punta della tua fronte, se sopravviverai tanto a lungo.» Lo studente, chiamato Ki’vik’-non, si limitò a voltare lo sguardo, silenzioso ed immobile. «Sparisci dalla mia vista», ordinò il Leader. «Vatti a lavare umiliazione e sconfitta dagli occhi. E pulisciti anche le orecchie: puzzi di moccioso. Sbrigati, prima che chi ha scommesso su di te venga a trovarti.»


L’autore:

David Bischoff (classe 1951), originario di Washington D.C., scrive da tutta la vita: da articoli di giornale a romanzi, racconti e novelization: in Italia infatti sono noti solo due dei suoi molti romanzi, uno dei quali è la novelization del film Wargames. Giochi di guerra (Longanesi 1983).
Oltre a questo romanzo, l’unico altro suo contributo all’universo alieno è Aliens: Genocide (1992), novelization del fumetto omonimo.


Il pianeta:

La storia si svolge sul pianeta Blior, descritto come molto simile alla Terra, con cinque piccole lune nella sua orbita.
Il clima è mite e ci sono ventuno continenti grandi come l’Australia disseminati sul pianeta: solamente su uno di loro Livermore Evanston ha organizzato la colonia per cacciatori, dall’altisonante nome di Livermoreland, con capitale Evanstonville.


Le creature del romanzo:

Dinosauri da Jurassic Park

Questo romanzo viene pubblicato quasi un anno dopo l’uscita nei cinema statunitensi di Jurassic Park, il grande film di successo di Steven Spielberg tratto dal romanzo di Michael Crichton. (In realtà Crichton si è molto ispirato, non dichiaratamente, al romanzo Carnosaur del 1983 di Harry Adam Knight, da cui il film omonimo uscito nei cinema un mese prima di quello di Spielberg.)
I dinosauri tornano grandi protagonisti degli anni Novanta, così Bischoff non resiste e li inserisce nella fauna modificata geneticamente del pianeta: viene citato espressamente un Tyrannosaurus rex che scorazza per il pianeta.

Zangoid

Viene citato uno strano ibrido chiamato Zangoid, purtroppo non utilizzato poi nella trama.

Gli Zangoid sono principalmente felini ma con una testa di lucertola e sei protuberanze: quattro gambe e due braccia. Alcuni li chiamano “serpenti centauri” per la loro rassomiglianza con le creature della mitologia greca.

Buggers: super alieni cyborg!

Nel laboratorio di manipolazione genetica, Machiko incontra un nuovo tipo di xenomorfo, modificato geneticamente per avere una vista “umana” e soprattutto potenziato con un esoscheletro metallico, che lo rende molto più resistente dal punto di vista fisico.
Questa creatura in un certo modo anticipa di alcuni anni uno dei big boss del videogioco Aliens vs Predator (Sierra 1999), che nella missione del Predator presenta un alien-cyborg che spara laser mortali.

Nello scontro finale questi “nuovi” alieni vengono chiamati Buggers, ed ecco come vengono descritti:

Più grandi dei normali alieni, troneggiavano sui Predator, armati e dotati di esoscheletri cyborg, con varie braccia ognuna con un’arma diversa impugnata, dalle pistole alle lance ai coltelli. Ed erano tutti diversi fra loro. Alcuni avevano l’aspetto di una Regina, con la bava sgocciolante dalle zanne e le armi incastrate fra gli artigli. Altri sembravano normalissimi Carne Dura ma con estensioni metalliche e soprattutto con visori oculari: quegli alieni potevano vedere.

Predalien mancato

Nel laboratorio di genetica, visto per la prima volta uno Zangoid, avviene un curioso dialogo.

«Una sorta di ibrido alien/yautja?»
«Grazie a Dio no, semplicemente un alieno potenziato.»

Malgrado l’idea sia balenata, l’autore non se l’è sentita di far nascere il Predalien, che invece apparirà in condizioni molto simili – cioè come esperimento segreto della Weyland-Yutani – nel videogioco Aliens vs Predator 2 (Sierra 2001).


Considerazioni finali

È sicuramente un gran piacere ritrovare Machiko in una storia per lo più inedita, peccato però che la sfrutti in realtà molto poco: Machiko chiacchiera molto con il suo androide di compagnia, chiamato Attila l’Unno, indaga sulle intenzioni della Compagnia, sul suo misterioso ospite – il ricco Livermore Evanston che la ingaggia come esperta in sicurezza – e in generale parla molto: quando però arriverebbe il momento di farla agire, perché in fondo per due anni la donna è stata una Predatrix, perché in fondo Machiko è una Blooded Warrior, una guerriera iniziata promossa sul campo e con tanto di nome di battaglia: Da’dtou-di, “piccolo coltello”. Malgrado tutto questo, l’impegno fisico del personaggio è prossimo allo zero: dopo uno scontro con Shorty – suo acerrimo nemico sin dal citato fumetto gratuito di Stradley – in realtà non succede molto, e lo scontro finale tra Predator e Buggers, che poteva assumere contorni epici, si risolve molto sbrigativamente.
Bischoff scrive abbastanza bene ma purtroppo allunga il brodo e procrastina il “succo” fino a ridursi a qualche goccia nel finale. Sarebbe stato auspicabile avere una Machiko più guerriera e meno “signora in giallo”: purtroppo ci penserà Stephani Perry a renderla di nuovo guerriera… ma la scrittrice purtroppo è molto soporifera nel suo stile narrativo!

L.

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Patrick Ballesteros – Alien Saga Cast

patrick-ballesteros

Illustrazione dell’artista Patrick Ballesteros che ritrae i personaggi dei quattro film della saga aliena.

L.

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[1995-07] Superman vs Aliens

Cover di Dan Jurgens & Kevin Nowlan

Cover di Dan Jurgens & Kevin Nowlan

Ormai i “versus” alieni non si riesce più a contenerli, e mentre procede il lungo scontro con i Predator (Duel e War) sempre nel 1995 la Dark Horse Comics collabora con la Distinta Concorrenza (come la chiama Cassidy!), cioè la DC Comics, perché uno dei suoi storici personaggi – anzi, a ben vedere IL supereroe per eccellenza! – si cimenti con il celebre xenomorfo.
Nel luglio del 1995 appare uno dei “versus” più incredibili, tanto che lo omettono lasciando solo i nomi dei due contendenti: Superman Aliens.
L’ingordo Dan Jurgens – prolifico autore DC che però ha lavorato anche un po’ per la Marvel – cura sia i testi che i disegni, con l’aiuto di Kevin Nowlan.

Ho sentito come un sibilo...

Ho sentito come un sibilo…

Clark Kent e Lois Lane vengono chiamati dalla dottoressa Kimble della Lexcorp perché, da giornalisti, testimonino il più grande evento dell’umanità: è arrivato sulla Terra un messaggio alieno e la Kimble sta partendo per andargli incontro.
Ascoltato il messaggio e capito che proviene da Kripton, Superman – ops, lo sapevate che Clark Kent è in realtà Superman? – distanzia gli altri e scatta in avanti: possibile sia ancora vivo qualcuno del suo pianeta di origine? Il messaggio è in realtà una boa stellare che emana coordinate e “pensieri”: siamo in pericolo, venite a salvarci.
La Lexcorp mette a disposizione di Superman un’astronave – ma… è Superman, cribbio, che cacchio ci fa con un’astronave? – così il supereroe comincia a viaggiare nello spazio per raggiungere le coordinate: cioè una città di Kripton che sta viaggiando nello spazio.

Vi sembra troppa roba? Siamo solo a pagina 10!
In realtà mi fermo qui perché la ponsosità di Superman e la valanga di informazioni che vengono racchiuse in quest’albo è da mal di testa: in soli tre numeri c’è materiale per una saga di almeno dieci.
In poche parole, Superman scopre che Argo City prima dell’esplosione di Kripton si era blindata e si è ritrovata a vagare nello spazio, mentre tutti continuavano la loro vita come se nulla fosse. Poi è arrivata un’astronave vagante piena di uova aliene ed è successo l’immaginabile: ora di tutta la città è rimasta solo Kara, kriptoniana che si ritrova ad aiutare il povero supereroe che prende sberle da tutti i pizzi.

Botte super-aliene

Botte super-aliene

Potrà pure essere Superman, ma il sangue acido alieno lo rende momentaneamente cieco, e finisce pure imbozzolato e “inseminato”: riuscirà l’uomo d’acciaio a “digerire” un chestbuster? Sì, e lo farà… con un rutto!
SupermanAliensBUn mare di chiacchiere accompagna la coppia Superman e Kara mentre fanno finta di essere normali personaggi di una storia fantascientifica e cercano di sopravvivere agli alieni di Argo per abbandonare la città volante. Il fatto che Superman si ritrovi ad indossare una tuta spaziale lo trovo quanto meno grottesco: ripeto, è Superman, cribbio!

Ho un ottimo ricordo della prima volta che ho letto questa storia, ma ogni volta che sono andato a rileggerla mi ha molto deluso, piena com’è di riferimenti noiosi alla storia di Superman: è come se in ogni storia aliena ricostruissero le vicende della Nostromo

In realtà quella prima lettura è stata bella per un altro motivo. Avevo cambiato vita e avevo detto addio ai fumetti alieni, ma dopo qualche anno succede una cosa strana. Nell’edicola sotto l’ufficio mi casca l’occhio su un fumetto colorato: è il febbraio del 1998, e dopo cinque anni rivedo un Alien in copertina… maledizione, devo comprarlo…
Questo numero 4 della PlayPress Presenta – con la traduzione di Andrea Voglino – è l’inizio del ritorno di “febbre aliena”, da cui non riesco ancora a guarire…

L.

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