Citazioni aliene. Accident Man (1993)

In occasione della recensione del film del 2018 – stimolata da quella di Cassidy – mi sono letto l’unica storia a fumetti di “Accident Man” che sono riuscito a recuperare: è un fumetto minuscolo uscito per qualche tempo in Gran Bretagna e di non certo facile recupero. Per fortuna però nel 1993 la giovane Dark Horse Comics era attenta al fumetto indipendente così ha invitato gli autori – Pat Mills  e Tony Skinner – a scrivere appositamente un’avventura del loro assassino professionista Mike Fallon in terra americana.

Nel secondo numero della saga di tre uscite, nel luglio 1993, sullo sfondo ci sono ben due citazioni aliene, forse inserite dalla casa o forse un gioco con cui i due autori britannici ringraziavano dell’ospitalità.

Continua a leggere

[2021-06] Marvel ristampa Aliens (1)

Dal 1° giugno 2021 la Marvel presenta in digitale le ristampe del primo mitico universo a fumetti di Aliens, quello con cui la Dark Horse Comics ha conquistato il mondo.

Ecco di seguito le uscite, ovviamente in lingua originale, ma intanto vi ricordo la mia storia dei fumetti alieni, raccontata per la prima volta.

Continua a leggere

[2019-07] Alien su “Première”

Cover di Gilles Warmoes

Il numero di luglio-agosto 2019 la rivista specialistica francese “Première” è interamente dedicato alla storia della 20th Century Fox, con speciali e approfondimenti su tutte le grandi produzioni che l’hanno contrassegnata e resa celebre… be’, quasi tutte. Le saghe di Alien e Predator stranamente non hanno trovato spazio, ma in fondo sono marginali per la casa…

Il numero si chiude con una classifica dei migliori personaggi della Fox, stilata con criteri del tutto soggettivi, e qui viene riparato il “torto”: il Predator è al decimo posto in classifica mentre Ripley è addirittura al primo, battendo John McClane (al terzo posto) e addirittura Darth Vader (al secondo posto), che però per i francesi è ancora Dark Vador.

Continua a leggere

[2016-07] Alien 3 su “RetroGamer” 157 (guest post)

Condivido una splendida “indagine” compiuta da redbavon del blog Pictures of You, che ci racconta la lavorazione del videogioco “Alien 3” della Probe Software.


“Licence to thrill” da Retrogamer, luglio 2016

I videogiocatori appassionati di Alien hanno un debito di riconoscenza nei confronti della britannica Probe Software, uno dei tanti sviluppatori che dal 1979 si sono cimentati nel difficile compito di adattare la tensione e l’azione dei film della saga al piccolo schermo dei tubi catodici di televisioni e monitor. Alien e i videogiochi hanno infatti una lunga storia di adattamenti, più o meno riusciti.

Continua a leggere

[2012-06] Colonial Marines su “PlayStation” 118

Riporto il testo della rivista italiana specialistica “PlayStation Magazine Ufficiale” n. 118 (giugno 2012), che dedica un corposo speciale all’anteprima del videogioco Aliens: Colonial Marines.

Molto interessante come l’autore si spertichi in lodi per un gioco che di lì a poco sarebbe stato massacrato, e l’entusiasmo per quello che viene definito (giustamente) «il seguito ufficiale di Aliens» crolla di fronte ad obiezioni che sicuramente avranno senso per i videogiocatori, molto di meno per uno spettatore esterno come me. Ho sentito videogiocatori professionisti criticare il fatto che un’astronave esploda con un boato, quando è noto che nello spazio il suono non si propaga. Per fortuna questi geni dell’astrofisica non vanno mai al cinema, altrimenti non dovrebbe esistere uno solo dei grandi film di fantascienza.

Continua a leggere

Citazioni aliene. I Griffin 17×16 (2019)

Spettacolare doppia citazione aliena dalla serie animata “I Griffin” (Family Guy) che, nell’episodio 17×16 (24 marzo 2019, in Italia dal dicembre successivo), mostra in tribunale una Regina Aliena che si prova un guanto come fosse O.J. Simpson, mentre il classico “Alien vs Predator” qui è inteso come… “Kramer vs Kramer”! Peraltro un film uscito nello stesso 1979 di Alien.

Non so se l’avvocatessa sia una citazione di Ripley, comunque è una scenetta geniale, anche se non ha alcun peso nella vicenda.

Continua a leggere

Citazioni aliene. Barbapapà (2019)

L’amico Zio Portillo di solito mi segnala citazioni scacchistiche, ma stavolta ci regala un piccolo gioiello! Visto che oggi è il suo compleanno, questo post è anche per fagli gli auguri.

Continua a leggere

[2021-07] Eaglemoss: edizione scatola

Sul numero 392 (maggio 2021) del mensile per fumettari “Previews” viene pubblicizzata una ristampa della collana The Alien and Predator Figurine Collection della Eaglemoss, con i primi personaggi in… “edizione scatola”, come recita il sito ufficiale italiano.

Continua a leggere

[1991] Terrore nello spazio (Dead Space)

Ormai lo sanno tutti, nello spazio nessuno può sentirti citare Alien, quindi lo fanno in tanti. Come per esempio Fred Gallo, che oggi produce documentari per bambini ma ha esordito alla regia con un filmaccio di fantascienza che copia tanto e dai migliori: come dargli torto?

Il suo Dead Space è prodotto dalla Concorde Pictures di Roger Corman, che grazie ad un accordo distributivo con la RCA-Columbia permette a questi infimi prodottini di girare tutto il mondo, Italia compresa.
Al momento di portarlo nelle nostre videoteche, però, la Columbia-TriStar ha pensato bene di affibbiargli il titolo Terrore nello spazio, drammaticamente vago per un film: vuoi vedere che hanno pensato di chiamarlo come il film di Mario Bava del 1965 che O’Bannon ha scopiazzato per Alien? Che sia una sorta di contrappasso, visto che questo film del 1991 è palesemente una scopiazzata aliena?
Comunque la Prisma/Fox nel 1998 ha battezzato con lo stesso titolo la VHS italiana di Within the Rock o Terror Mooon (1996), che invece IMDb chiama Dagli abissi dello spazio. Insomma, ’sto terrore nello spazio piace ai distributori italiani.

Scomparso subito nel nulla, il film dal maggio 2020 lo trovate in italiano sul canale YouTube di Cinema ZOO, finché dura.

Un titolo secco, senza fronzoli

L’eroe della vicenda è la classica figura di avventuriero spaziale che negli anni Ottanta la faceva da padrone, e in questo caso è il comandante Steve Krieger, interpretato da quel Marc Singer che per tutta la sua carriera di filmacci ha campato di rendita grazie all’enorme fama riscossa nei panni del mitico Mike Donovan nella serie “Visitors”. Noi ragazzini degli anni Ottanta siamo tutti cresciuti con Donovan come padrino, malgrado i finti anni Ottanta di moda oggi lo ignorino.

Può un figlio di quel “fanta-decennio” girare per la galassia senza un robot “spalla comica” al seguito? Ovviamente no, e qui l’assistente robotico – Tim in originale, che diventa qualcosa come Timba in italiano! – è doppiato da una voce famosa ma non so identificarla.

Steve Krieger, maschio spaziale senza rischio né raschio

Krieger e Tim guidano un’astronave scassata, come si confà ad un avventuriero spaziale, e rispondono contro voglia ad una richiesta di soccorso da Phebon, una stazione di ricerca sul pianeta omonimo: un laboratorio spaziale affetto dal peggiore dei problemi dell’universo. È gestito da Bryan Cranston!

Chi sarà mai il cattivo della storia? Chi sarà il.. breaking bad?

Il miglior attore del mondo (come lo sfotte Cassidy) interpreta Frank Darden, uno degli scienziati che a Phebon cercano una cura contro il virus Delta-5 che sta falcidiando l’umanità, e la sapete tutti la regola per combattere un nemico: trovare un nemico più potente. È la formula americana: vuoi far fuori un dittatore violento? Cerca un dittatore ancora più violento, e poi uno più più violento per far fuori quello più violento, e poi uno più più più violento per far fuori il precedente e così via. È una tecnica che gli Stati Uniti adottano da sempre, e la politica internazionale dimostra che hanno fatto proprio un bel lavoretto di fino…

Nello spazio vige la stessa regola, così Bryan Cranston e gli altri scienziati per combattere il pericoloso virus hanno creato un «mutante metamorfico», che non sconfigge il virus ma in compenso si mangia tutti gli umani che incontra. Esattamente lo stesso risultato della politica estera americana!
Dubito che la sceneggiatrice esordiente Catherine Cyran pensasse a tutto questo, ma mi piace pensare che quella vecchia pellaccia di Roger Corman adorasse il sottotesto sarcastico.

Che bell’ovetto, chissà quale sorpresa conteneva…

Corman avrà tempo con Carnosaur 2 (1995) di ricopiare identico Aliens (1986), qui siamo nello spazio quindi si ricopia Alien (1979). Così uno scienziato curiosone si sporge troppo sul piccolo uovo che covava il virus mutaforma (?), questo ne fuoriesce e gli si infila nel naso (giuro!), e dopo un po’ – da bravo chestburster – ne fuoriesce in versione larvale dal petto. Però per non far proprio capire che si sta copiando il film di Ridley Scott confondiamo un po’ le acque: il mostro fuoriesce dal petto citando palesemente La Cosa (1982) di John Carpenter. Anche per citare i registi giusti.

Rob Bottin, dove sei?

Tornando al copione alieno, l’essere larvale fuoriuscito dal petto fugge e va a nascondersi in attesa di crescere, mentre Krieger e gli altri cominciano a setacciare la stazione, assicurandosi di chiudere man mano i bocchettoni dell’impianto di condizionamento per intrappolare la creatura, anticipando la scena identica vista l’anno dopo in Alien 3 (1992).
Intanto non mancano le frecciatine agli scienziati spietati, che con i loro esperimenti infami mettono a rischio la vita con la scusa di salvarla. Signora mia, chissà che ci mettono nei vaccini. Certo che avere Bryan Cranston occhialuto con un camice da dottore non aiuta la ricerca medica.

Fidatevi degli scienziati, soprattutto se hanno la faccia di Bryan Cranston

Il povero Marc Singer è palesemente fuori ruolo, visto che non serve un avventuriero spaziale dalla battuta pronta e dal fisico forgiato da mille amplessi: siamo in un campo dominato da eroi “ripleyggianti”, cioè donne determinate più che muscolose, quindi l’aitante Singer non può far altro che mettersi in pose plastiche davanti a fonti di luce ingiustificate e assumere la faccia di chi finge di capire dove sia, quando è chiaro che non lo sappia.

Quando cerchi di fingere interesse ma non sai neanche dove sei

Ad un certo punto il nostro baldo eroe ci regala il momento più alto dell’intera vicenda, dove si ride di cuore. Bisogna andare fuori dalla stazione a stanare il mostro, e quindi è necessario indossare la tuta spaziale per camminare sul pianeta alieno. Eh, detta così pare facile, dove li troviamo i soldi per una tuta spaziale? Va be’, Singer: infilati un giacchetto, che vale come tuta pressurizzata!
Non un respiratore, non un casco, solo un giacchetto… e neanche chiuso fino al collo! Mi coprivo di più io quando uscivo di casa in Fase 1!

Cioè… quella sarebbe una tuta spaziale pressurizzata???

Dopo una puntatina alle Vasquez Rocks, la mitologica location dove sono state girate le migliori scene di cinema fantastico di sempre – da “Star Trek” a Bill & Ted che citano “Star Trek” (1991) – si torna in interni che dobbiamo girare l’incontro con la Regina Aliena. Va be’, Regina forse è troppo… diciamo una dama di compagnia inquadrata con tante luci addosso.

Al cospetto della Regina Aliena… o supposta tale!

Mi sembra superfluo specificare che non esiste trama, al di fuori della scopiazzata aliena, e i personaggi vagano abbandonati a sé stessi, ma vi posso assicurare che si ride di gusto, soprattutto quando il mostro pseudo-xenomorfo attacca le sue vittime. Il budget del film permetteva al massimo un “coso” di gomma appeso alla parete, quindi sta agli attori buttarcisi addosso fingendo di esserne afferrati, e agitarsi facendo in modo di muovere gli artigli di gomma come se il mostro fosse vivo.
Siamo in pratica tornati alla celebre piovra di gomma di Ed Wood, cioè agli albori del cinema horror: solo per queste scene vale la pena vedersi questo film.

Lo xeno-coso di gomma

Per un film di fantascienza copiare Alien è cosa buona e giusta, ma bisogna sempre ricordarsi anche di Aliens, perciò non stupisce che dopo una prodezza dell’eroe Krieger, il suo amico robotico Tim se ne esca con questa frase:

«Non male per un semplice essere umano.»

Quando basta una sola frase a venderti un film.

L.

– Ultime citazioni da Alien:

  • Citazioni aliene. Piccolo ranger (1981) - Quasi due anni dopo l'uscita italiana di Alien (1979), la testata a fumetti "Il piccolo ranger" presenta la versione bonelliana del nostro xenomorfo preferito, anche se adattata per i giovani lettori.
  • Star Trek Alien: Datalore (1988) - Anche Evit parte per le stelle e mi segnala una deliziosa cripto-citazione trekiana, a cui aggiungo due perle del male.

[2021] Army of the Dead (Snyder vs Aliens)

Vasquez and the Army of the Dead

Ogni film che omaggia Aliens (1986) di James Cameron fa solo il suo dovere, pagando il tributo al più iconico e archetipico film del genere fanta-horror moderno; ogni film che copia Aliens (1986) di James Cameron fa bene, perché si copia sempre dai migliori: persino Cameron stesso si è auto-copiato, con quella roba che ha chiamato Avatar (2009)!

Ecco perché sebbene sia il vuoto con gli zombie intorno, Army of the Dead (2021) di Zack Snyder va visto: sia per dichiarare la morte cerebrale del cinema, che cerca malamente di riciclare tematiche ormai proprie dei fumetti, sia per dichiarare la sconfitta di trent’anni di fanta-horror, visto che il paraculo Snyder sa bene che l’unico modo di vendere questa roba agli spettatori… è ricopiare Aliens (1986) scena per scena, con battute e personaggi copia-e-incollati di peso. Non sembri una critica: copiare Aliens è cosa buona e giusta!

Continua a leggere