Disney si riprende Predator (2022)

Da quasi un anno era tutto fermo, le annunciate novità a fumetti erano scomparse nel nulla e del nuovo film non se ne parlava più, e mettiamoci anche il forte ritardo nell’apparire sulla piattaforma Disney+: il marchio “Predator” è rimasto a lungo paralizzato per colpa di un’azione legale intentata da Jim e John Thomas, gli sceneggiatori del primo film del 1987, come ho raccontato.

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[2022-01] James Cameron su “Total Film”

Sul numero di gennaio 2022 della rivista di cinema “Total Film” (n. 320) appare un’intervista a James Cameron: spero di far cosa gradita traducendola.

L’intervista è un lancio pubblicitario del librone Tech Noir: The Art of James Cameron uscito nel dicembre 2021, a cura di Chris Prince e con prefazione di Guillermo Del Toro.

Da notare come quello che una volta era un maestro visionario del cinema ormai abbia il cervello completamente ripieno di sostanza blu, visto che ad ogni domanda risponde parlando di Avatar, di cui è quasi pronto quel seguito che da ormai tredici anni è promesso come imminente, ed è solo il primo di una serie di film che (per fortuna) esistono solo nella folle isola del dottor Cameron, abitata da strane creature dalla pelle azzurra.

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[2005] Predator (DVD Duri a morire)

Scopro con grande sorpresa che anche Predator (1987) è annoverato nella storica collana video da edicola “Duri a morire” (RCS 2005): approfittando di un’offerta di eBay ho recuperato l’edizione DVD, non so se il titolo fosse anche nella collana in versione VHS.

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Citazioni aliene. Nathan Never 20 (1993)

Cover di Claudio Castellini

Dopo aver presentato la “citazione predatoria” nell’Universo Alfa che mi ha segnalato l’amico Moreno, mi sono ricordato che da tempo avevo da parte una citazione molto simile, risalente ai primissimi anni di vita della testata “Nathan Never” (Bonelli).

Mi riferisco al numero 20 (gennaio 1993), L’ora della vendetta, firmato dal decano Antonio Serra, che risale a quando compravo regolarmente in edicola il fumetto e mi stupisce che all’epoca – in piena Fase 1 della mia passione aliena – non mi si sia fissata nella memoria questa chicca.

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Citazioni aliene. Universo Alfa ESP (2017)

Cover di Max Bertolini

Grazie a Moreno del blog “Storie da birreria” scopro questa ghiotta citazione “predatoria” a fumetti nell’albo n. 21 (16 novembre 2017) della testata Bonelli “Universo Alfa“, dal titolo ESP Files: Paradiso perduto.

La sceneggiatura è di Giovanni Gualdoni e Davide Rigamonti: non avendo voglia di leggerlo (ci ho provato ma le storie dell’Universo Alfa proprio non le digerisco), riporto la trama:

«L’esper Herbert Loomis viene ingaggiato come spia dal Consiglio di Sicurezza per indagare su un omicidio. Ad affiancarlo, la giovane e avvenente detective Marla Reyes, in servizio sulla stazione orbitante Deep Eden, un paradiso esclusivo nello spazio, riservato a una clientela estremamente facoltosa. L’indagine di Loomis è particolarmente delicata perché il successo di Deep Eden dipende anche dalla promessa di assoluta mancanza di criminalità. Lo slogan della stazione, infatti, è “crimine zero”! Ma sarà vero?»

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Citazioni aliene. X-Files 6×13 (1999)

Il 1999 è stato un anno particolarmente alieno, visto che il ventennale dell’uscita del primo film ha regalato emozioni d’ogni tipo: come per esempio il rilascio in DVD non solo del film, che per anni avevamo visto nella nebbia del VHS, ma anche delle scene tagliate che fino a quel momento conoscevamo solo attraverso le foto sulle riviste.

Scopro che Chris Carter ha festeggiato alla grande quell’anniversario, e quel febbraio 1999 l’ha reso un condensato di citazioni aliene esplosive. Ecco la seconda parte di quel “mese x-alieno“.

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Citazioni aliene. X-Files 6×11-12 (1999)

Il 1999 è stato un anno particolarmente alieno, visto che il ventennale dell’uscita del primo film ha regalato emozioni d’ogni tipo: come per esempio il rilascio in DVD non solo del film, che per anni avevamo visto nella nebbia del VHS, ma anche delle scene tagliate che fino a quel momento conoscevamo solo attraverso le foto sulle riviste.

Scopro che Chris Carter ha festeggiato alla grande quell’anniversario, e quel febbraio 1999 l’ha reso un condensato di citazioni aliene esplosive. Ecco la prima parte di quel “mese x-alieno“.

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Audible: Alien, il mare della disperazione (guest post)

Il blogger noto come il Moro, curatore di Storie da birreria e di Ucrònia, è stato così gentile da condividere la sua recensione sul terzo audiolibro alieno giunto in Italia: gli cedo subito la parola, ringraziandolo per la disponibilità.


Salve a tutti, è Il Moro che vi parla!

Alien: Il mare della disperazione è il terzo sceneggiato radiofonico (anche se non essendo trasmesso per radio questo nome non è adatto, magari meglio qualcosa tipo “sceneggiato audio”) della trilogia iniziata con Alien: Oltre l’oscurità e Alien: Il fiume del dolore, ambientati tra il primo e il secondo film della saga aliena. Gli sceneggiati sono tratti rispettivamente dai romanzi Alien: Out of the Shadows di Tim Lebbon e Alien: River of Pain di Christopher Golden, e quest’ultimo da Alien: Sea of Sorrow di James A. Moore.

I romanzi, e quindi anche gli sceneggiati, fanno parte di una ideale trilogia, ma i collegamenti tra i primi due sono così labili che è possibile ascoltarli separatamente senza problemi. Il mare della disperazione non ha nessun collegamento con Il fiume del dolore (almeno, nessuno che io sia riuscito a cogliere), ma si fa riferimento a dei fatti accaduti in Oltre l’oscurità. Anche in questo caso, e anche se l’azione si svolge nello stesso luogo, non è comunque necessario aver ascoltato il precedente, tanto più che è ambientato 300 anni dopo, nel concetto dilatato del tempo in cui si ambientano le storie di Alien, con tutta questa gente che rimane in ipersonno per anni durante i viaggi spaziali.
A me sembra comunque strano che la tecnologia nelle centinaia di anni coperti dalla saga (secondo la cronologia aliena stilata da Lucius questo sceneggiato è ambientato nel 2497, mentre i primi eventi di cui si parla nel film Prometheus (2012) avvengono intorno al 2090) rimanga sostanzialmente sempre la stessa. Anche se ci sono fior di viaggiatori in ipersonno, sulla Terra il tempo scorre regolarmente, no?

Il sensitivo Decker viene reclutato a forza dalla solita Weyland-Yutani per partecipare a una missione di recupero “esemplari” sul pianeta LV-178 dove, durante gli scavi per una miniera, sono stati trovati i resti di un’antica civiltà aliena, un’astronave aliena ma di alieni diversi, e dentro la nave un nido di xenomorfi. Tre razze aliene in una sola storia, in pratica, ma tanto vediamo sempre solo xenomorfi.
La missione prevede di scendere nelle profondità della miniera con una squadra di mercenari e recuperare uno o più esemplari vivi che la Weyland-Yutani possa studiare e sfruttare.

Purtroppo devo confermare quanto già detto da Lucius nella sua recensione: questo sceneggiato non ha niente a che vedere con i precedenti. La trama latita, in pratica è solo una lunga sequenza d’azione in stile Aliens: scontro finale (1986), con i soldati che muoiono a mucchi in cunicoli dalle pareti chitinose sparando e gridando insulti. Oltre alla squadra principale, dove si trova Decker, ci sono altre squadre, una di mercenari e una di scienziati, credo, ma potrei non aver capito bene, perché i personaggi che non fanno parte della squadra principale e non sono sulla nave in orbita sono caratterizzati pochissimo, in pratica sono trattati come manichini buoni solo a morire al momento giusto, e le sole voci dei doppiatori spesso non sono sufficienti a distinguerli l’uno dall’altro. Capita di sentire qualcuno che muore e chiedersi chi diavolo fosse.
Nella poca trama poi abbiamo cose come i poteri di Decker che funzionano a singhiozzo quando serve alla sceneggiatura e altre evidenti forzature per mandare avanti la vicenda.
In tutta quest’assenza di trama si poteva pur trovare il tempo di approfondire qualcosa, tipo la natura dell’insediamento alieno o dell’astronave, e invece rimangono addirittura delle cose irrisolte, come la donna trovata morta nella capsula medica all’inizio. Se ne parlava in Oltre l’oscurità me ne sono dimenticato completamente, e solo chiedendo al luminare che gestisce questo blog ho scoperto che compariva sì già nel primo, ma era un evento secondario. Inoltre nel terzo libro la scoperta di questo cadavere non c’è, è un’aggiunta dell’autore dello sceneggiato, Dirk Maggs, un’aggiunta francamente inutile.

Lunghissimi i “titoli di coda” presenti alla fine di ogni episodio, cinque minuti abbondanti, sarebbe stato meglio metterli una sola volta nell’ultima puntata.

Bisogna dire che a livello di effetti sonori e bravura dei doppiatori siamo ad alti livelli, ma i problemi di regia di cui abbiamo già parlato (oltre a un paio di errori di traduzione evidenziati da Vasquez in questo articolo) impediscono a questo sceneggiato di distinguersi anche a livello tecnico.

Insomma una mezza delusione, peccato.

Il Moro

Le mie altre comparsate in questo blog:


Ringrazio ancora il Moro per la sua disponibilità.
L.

[2022-02] Hiya Toys: Predator Battle Damage

La Hiya Toys torna a farsi sentire, visto poi che le altre case sembrano aver abbandonato l’universo alieno.

La casa ha comprato il marchio “Predators“, dal film omonimo del 2010 di Nimród Antal, e presenta i vari modelli di creature presenti.

A febbraio del 2022 esce Predator: Battle Damage Jungle Hunter.

Il modello è in scala 1:18 ed è alta dieci centimetri: onestamente mi sembra un po’ poco, sembra più alto!

Pesa 136 grammi e il prezzo è di 19,99 dollari. Neanche tanto, visti i prezzi chiesti da altre case.

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[2021-12] Copertura alieni

Nell’universo alieno si vedono cose che voi umani non potreste neanche immaginare. Per esempio dal nulla appaiono in più lingue romanzi firmati da una misteriosa Hilary Diaz e costituiti esclusivamente… da parole in libertà.

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