[1998] Aliens: Earth Hive / Nightmare Asylum

Cover di Dimitrios Patelis

Approfittando di un’offerta di Amazon Usato ho comprato d’importazione questo volume di 260 pagine in edizione tascabile che raccoglie i due splendidi romanzi di Steve Perry tratti da altrettanti fumetti di Mark Verheiden: Aliens: Earth Hive (1992) ed Aliens: Nightmare Asylum (1993), usciti anche in Italia per Sperling & Kupfer.

I due romanzi sono stati editi originariamente dalla Spectra (la collana della Bantam Books dedicata alla fantascienza), poi è subentrata la Millennium che dal 1995 ha iniziato a ristampare tutti i romanzi alieni: con il 1998 la casa inizia una serie di ristampe Omnibus, di cui questo è il primo volume.

È curioso notare come la storia di Hicks e Newt dopo gli eventi del film Aliens sia in assoluto la più ristampata del mondo alieno (tra libri e fumetti) eppure la meno nota e stimata…

L.

– Ultimi post simili:

  • [1990-12] Predator 2 (Novelization) - Rarissimo romanzo-novelization del secondo film, copiato dal fumetto di Mark Verheiden.
    La nave aliena è atterrata sull'emisfero occidentale, alimentata da una tecnologia sconosciuta alla scienza umana. La sua destinazione: la città di Los Angeles.
  • [2021-08] Alien 3: The Unproduced Screenplay - Ennesimo sfruttamento della pessima sceneggiatura di William Gibson, stavolta a forma di romanzo.
    Nella Guerra fredda futura, i Comunisti spaziali fanno esperimenti sugli alieni che poi gli Americani dovranno gestire.
  • [2021-04] Aliens: Infiltrator - Ottimo romanzo che racconta gli eventi pregressi del videogioco Aliens: Fireteam (2021).
    Il dottor Hoenikker arriva su Pala Station e capisce subito che gli esperimenti sugli xenomorfi che lì vengono portati avanti potrebbero finire male. Molto male.
  • [2008-10] Aliens: No Exit - Su un pianeta diviso tra due compagnie uno xenomorfo compie una strage, e la Planetus manda un suo uomo per indagare e capire se sia colpevole l'altra compagnia, la Weyland-Yutani.
    Romanzo verboso e inconcludente, quasi del tutto privo di xenomorfi ma in compenso con chiacchiere in eccesso.
  • [2006-03] Predator: Forever Midnight - Altra grande occasione mancata, con troppe invenzioni e poca trama.
    Appena giunti sul pianeta Midnight per proteggere la colonia umana, gli Orbital Marines del comandante Ness sono aggrediti e falcidiati da una nave dei Predator, i quali ora inseguono le loro prede sul pianeta dove non tramonta mai il sole. Inizia una caccia alquanto noiosetta.
  • [2007-09] Predator: Flesh and Blood - Per evitare un pericoloso pretendente all'eredità di famiglia, suo cugino cattivo fa in modo che dei Predator in caccia atterrino proprio dove sta il parente ingombrante, ma gli umani sono più scaltri e comincia una lunga (e noiosa) rincorsa. Lettura non memorabile, vicenda minuscola e personaggi anonimi, quando non proprio banali.
  • [2008-02] Predator: Turnabout - Steve Perry riesce a scrivere un romanzo Predator... senza Predator!
    Il ranger Sloane nella sua foresta in Alaska scopre l'arrivo di cacciatori spaziali dediti al massacro, così tira fuori i suoi super-fucili da cecchino e usa la sua esperienza di marine in Vietnam per dare la caccia ai cacciatori.
  • [2016-05] Alien – The Weyland-Yutani Report - La romanziera S.D. Perry per la Titan Books si inventa un universo alieno omogeneo per uno splendido volume riccamente illustrato, sia con foto di scena che con illustrazioni create appositamente. Tolte le invenzioni, è sicuramente un imperdibile oggetto da collezione.
  • [2014] Easy Street (the Hard Way) - Traduco quel poco spazio che l'attore Ron Perlman dedica ai ricordi legati ad Alien Resurrection (1997) in questa sua autobiografia.
  • [2020-05] Predator: Stalking Shadows - Romanzo-prequel del videogioco Predator: Hunting Grounds (2020) che si prefigge di fare da agile manuale sugli incontri e scontri fra uomini e Predator dal 1997 ad oggi.
    Protagonista è l'immaginario Scott Devlin, di cui assistiamo alla carriera lanciata quel giorno in cui a Los Angeles, nel 1997, ha conosciuto il maggiore Dutch Schaefer, appena rimesso dalle ferite dell'incontro con un Predator dieci anni prima. Vengono velocemente raccontati i momenti chiave del loro pluridecennale lavoro contro i cacciatori alieni.

The Predator: e alla fine arriva Newt!

Ci aveva già provato Joss Whedon nel 1996, circa, a far resuscitare Newt – come lui stesso ha raccontato nel 2005 – clonandola e facendo di lei un personaggio che alla fine è stato espropriato da Ripley: il personaggio più umiliato dalla Fox (dopo la dottoressa Shaw di Prometheus) ha conosciuto un altro schiaffo con uno degli infiniti finali alternativi ridicoli di The Predator (2018).
Un giorno scopriremo se queste scene sono state volute da Shane Black nel disperato tentativo di far piacere ai fan o se la Fox/Disney ha imposto più “scene dopo i titoli” per poi scegliere quale usare.

Però, è cresciuta bene la bambina!

Dopo aver svelato il finale alternativo con RipleyYuri Everson stavolta fa altre scottanti rivelazioni sul suo profilo Instagram, riportate anche dal sito Predator4movie: stavolta nel finale alternativo, in stasi sospesa, c’è Rebecca Jorden detta Newt, interpretata dalla stessa Breanna Watkins che ha prestato il corpo a Ripley.

Quanti altri personaggi ha nel frigo, la Weyland-Yutani?

I gravi problemi temporali di Ripley si ripetono identici con Newt: perché girare delle scene con personaggi che è impossibile convivano nella stessa linea temporale? A questo punto fate spuntare pure l’androide David, che è un personaggio ancora (purtroppo) attivo e interpretato da un attore in grado di tornare a dargli il volto.
Ma, come sempre, è tutta roba buttata a casaccio in vista del quarantennale di Alien, questo 2019: cosa si inventerà la Fox? Altri inutili cofanetti Blu-ray privi di speciali oppure il ritorno dei personaggi che lei stessa ha ucciso decenni fa?

Buongiorno anche a te, Rebecca

L.

– Ultimi post simili:

[1995] Aliens: Earth Hive / Nightmare Asylum

Cover di Dennis Beauvais

Approfittando di un’offerta di Amazon Usato, ed avvicinandosi il periodo natalizio che istiga all’acquisto compulsivo, ho comprato d’importazione questo volumone di 280 pagine stampate su carta spessissima: in pratica sembra averne 700, di pagine! Si tratta della raccolta in volume di Aliens: Earth Hive (1992) ed Aliens: Nightmare Asylum (1993), i due romanzi firmati dal solo Steve Perry che raccontano a parole la geniale saga a fumetti di Mark Verheiden. Entrambi i romanzi sono giunti anche in Italia grazie a Sperling & Kupfer, intitolati rispettivamente Aliens: il nido sulla Terra (1998) e Aliens: Incubo (1998), e sono stati presentati in eBook il 19 gennaio 2016 dalla Titan Books, all’interno del primo Aliens Omnibus. Questa edizione del 1995 risulta pubblicata da Millennium, una casa contrassegnata dal logo di una formica che non sono riuscito a capire se sia legata alla Bantam (che ha fatto uscire originariamente questi romanzi alieni) o se sia una specie di versione britannica del nostro Club degli Editori o Mondolibri, cioè una casa specializzata in ristampe provenienti da vari editori. Grazie alla mia crescente collezione di libri alieni scopro che fino al maggio 1993 ad occuparsi di loro è la Spectra, collana della Bantam dedicata alla fantascienza, mentre subito dopo subentra la Millennium che continua l’opera evidentemente abbandonata dalla Bantam. Che io sappia quest’ultima casa ha edito solamente due romanzi, prima di mollare l’universo alieno: esattamente i due romanzi ristampati in questa raccolta. Impossibile non siano piaciuti ai lettori, visto che sono fra i migliori romanzi della saga possibili e immaginabili…

L.

– Ultimi post simili:

  • [1990-12] Predator 2 (Novelization) - Rarissimo romanzo-novelization del secondo film, copiato dal fumetto di Mark Verheiden.
    La nave aliena è atterrata sull'emisfero occidentale, alimentata da una tecnologia sconosciuta alla scienza umana. La sua destinazione: la città di Los Angeles.
  • [2021-08] Alien 3: The Unproduced Screenplay - Ennesimo sfruttamento della pessima sceneggiatura di William Gibson, stavolta a forma di romanzo.
    Nella Guerra fredda futura, i Comunisti spaziali fanno esperimenti sugli alieni che poi gli Americani dovranno gestire.
  • [2021-04] Aliens: Infiltrator - Ottimo romanzo che racconta gli eventi pregressi del videogioco Aliens: Fireteam (2021).
    Il dottor Hoenikker arriva su Pala Station e capisce subito che gli esperimenti sugli xenomorfi che lì vengono portati avanti potrebbero finire male. Molto male.
  • [2008-10] Aliens: No Exit - Su un pianeta diviso tra due compagnie uno xenomorfo compie una strage, e la Planetus manda un suo uomo per indagare e capire se sia colpevole l'altra compagnia, la Weyland-Yutani.
    Romanzo verboso e inconcludente, quasi del tutto privo di xenomorfi ma in compenso con chiacchiere in eccesso.
  • [2006-03] Predator: Forever Midnight - Altra grande occasione mancata, con troppe invenzioni e poca trama.
    Appena giunti sul pianeta Midnight per proteggere la colonia umana, gli Orbital Marines del comandante Ness sono aggrediti e falcidiati da una nave dei Predator, i quali ora inseguono le loro prede sul pianeta dove non tramonta mai il sole. Inizia una caccia alquanto noiosetta.
  • [2007-09] Predator: Flesh and Blood - Per evitare un pericoloso pretendente all'eredità di famiglia, suo cugino cattivo fa in modo che dei Predator in caccia atterrino proprio dove sta il parente ingombrante, ma gli umani sono più scaltri e comincia una lunga (e noiosa) rincorsa. Lettura non memorabile, vicenda minuscola e personaggi anonimi, quando non proprio banali.
  • [2008-02] Predator: Turnabout - Steve Perry riesce a scrivere un romanzo Predator... senza Predator!
    Il ranger Sloane nella sua foresta in Alaska scopre l'arrivo di cacciatori spaziali dediti al massacro, così tira fuori i suoi super-fucili da cecchino e usa la sua esperienza di marine in Vietnam per dare la caccia ai cacciatori.
  • [2016-05] Alien – The Weyland-Yutani Report - La romanziera S.D. Perry per la Titan Books si inventa un universo alieno omogeneo per uno splendido volume riccamente illustrato, sia con foto di scena che con illustrazioni create appositamente. Tolte le invenzioni, è sicuramente un imperdibile oggetto da collezione.
  • [2014] Easy Street (the Hard Way) - Traduco quel poco spazio che l'attore Ron Perlman dedica ai ricordi legati ad Alien Resurrection (1997) in questa sua autobiografia.
  • [2020-05] Predator: Stalking Shadows - Romanzo-prequel del videogioco Predator: Hunting Grounds (2020) che si prefigge di fare da agile manuale sugli incontri e scontri fra uomini e Predator dal 1997 ad oggi.
    Protagonista è l'immaginario Scott Devlin, di cui assistiamo alla carriera lanciata quel giorno in cui a Los Angeles, nel 1997, ha conosciuto il maggiore Dutch Schaefer, appena rimesso dalle ferite dell'incontro con un Predator dieci anni prima. Vengono velocemente raccontati i momenti chiave del loro pluridecennale lavoro contro i cacciatori alieni.

[2016-08] Neca: Ripley Rescuing Newt

neca-serie-9-ripley-newt-c

Sul numero 338 (novembre 2016) del mensile per fumettari “Previews” viene pubblicizzata l’uscita di Aliens Serie 9 della Neca in occasione del trentesimo anniversario del film Aliens (1986), in uscita a gennaio 2017.
In questa uscita: Ripley che recupera Newt.

neca-serie-9-ripley-newt-a

neca-serie-9-ripley-newt-b

L.

– Ultimi post simili:

[1993-08] Aliens: The Female War

Cover di Dave Dorman

Cover di Dave Dorman

La Spectra – divisione fantascientifica della Bantam Books (Random House) – continua a presentare novelization dei grandi fumetti alieni della Dark Horse Comics firmate dal celebre Steve Perry, prolificissimo autore che per l’occasione fa esordire come co-autrice la figlia Stephani. (Romanziera in seguito nota come S.D. Perry.)
Dopo Il nido sulla Terra (Hive) e Incubo (Nightmare Asylum) è il momento di chiudere la trilogia di Mark Verheiden con The Female War, versione romanzata del fumetto Dark Horse Aliens: Earth War (1990).
Malgrado la Sperling & Kupfer abbia portato in Italia i primi due tigli, non si è sentita obbligata a portare anche il terzo, con la conclusione della vicenda…

Il romanzo in lingua originale è stato presentato in eBook il 19 gennaio 2016 dalla Titan Books, all’interno del primo Aliens Omnibus dedicato alla citata serie di Steve e S.D. Perry.

La trama

Billie (Newt), Wilks (Hicks) e Ripley sono di nuovo insieme, nella stazione orbitante Gateway. La Terra è ormai territori alieno ma continuano ad arrivare le sparute trasmissioni video dei superstiti… come la piccola Amy di cui ormai Billie si sente madre.
Ripley ha un’idea per salvare il pianeta, ed è così assurda… che potrebbe addirittura funzionare.

Raggruppa tutti quelli che la notte sognano alieni, cioè i Colonial Marines più sensibili ai richiami psichici della grande Regina Madre, che dallo spazio profondo sta chiamando i suoi figli: si raggiunge quel pianeta, si rapisce la super Regina, la si porta sulla Terra, si aspetta che chiami a sé gli xenomorfi e poi, quando sono tutti vicini vicini, li si nuclearizza.
Facile, no?

L’incipit (traduzione mia)

Ripley sentiva le piccole braccia della ragazzina stringerle forte il collo, mentre lei premeva con forza il pulsante dell’elevatore. La Regina era certamente dietro di loro: sarebbero morte lì. Il pensiero la percorse come un’onda di dolore e premettere di nuovo il pulsante.
Sarebbero morte in quel buco d’inferno, su un pianeta morente che stava per essere spazzato via da un’esplosione nucleare.
«Andiamo, maledizione!»
Strinse la bambina e guardò dietro di sé, nelle tenebre. Dei tubi rotti emettevano vapore e creavano una folta nebbia nell’oscurità. Avvertiva la Regina avvicinarsi, poteva quasi sentire il rumore dei suoi passi sotto l’eco delle sirene d’allarme. Le aveva massacrato i figli, a centinaia, e non aveva dubbi che volesse vendicarsi.
Guardò su e vide l’elevatore scendere lentamente, ancora ad alcuni piani di distanza. In ogni istante poteva… Dalle sue spalle arrivò un grido disumano, gonfio di rabbia. Istintivamente Ripley strinse la propria arma e si appoggiò alla porta dell’elevatore. «Stringiti forte a me» gridò.
E poi lei arrivò, simile agli altri xenomorfi ma più grande, e non più gravida. La Regina aveva una enorme corona, un’escrescenza che le partiva dalla testa. Un secondo paio di braccia, più piccole, che le uscivano dal petto. Si muoveva lentamente sbucando da un angolo, a pochi metri di distanza, rumoreggiando.
Ripley sussultò mentre la bambina le si stringeva di più addosso.
Poi finalmente l’elevatore arrivò!

Commento

Se già non bastassero i nomi sfalsati a rendere “strano” il libro, i Perry adottano uno strano taglio: cancellano cioè tutto il flashback di Ripley!
Quando nel fumetto di Verheiden la giovane Newt incontra finalmente Ripley, dopo dieci anni che non sapeva più nulla di lei, prima la schiaffeggia – aveva giurato di rimanerle vicino! – poi vuole sapere cosa sia successo.
Così scopriamo che dopo le vicende del film Aliens (1986) la nostra eroina viene risvegliata solo dopo tre giorni di sonno criogenico: la Compagnia vuole che faccia da consulente per un’altra operazione su Acheron. L’esplosione non ha spazzato via tutti gli alieni…
Abbandonata a malincuore Newt dormente, Ripley fa la conoscenza di altri Colonial Marines – la copia esatta di quelli del film di Cameron – e via con una missione simile, ovviamente fallimentare, intrigante solo perché i soldati indossano una versione “portatile” del powerloader.
Morti quasi tutti, Ripley e i superstiti sono costretti a nascondersi mentre Newt passa di manicomio in manicomio, in attesa di salvare alfine la Terra.

Nel romanzo dei Perry tutto questo è cancellato. Come se niente fosse, Billie saluta Ripley come se l’avesse vista fino al giorno prima, e la donna in due righe spiega i suoi dieci anni di assenza: mi sono risvegliata sei mesi fa tra i superstiti della Terra. Fine delle spiegazioni.
Stando ai Perry, dunque, Ripley sarebbe rimasta nel criosonno per dieci anni dopo gli eventi di Aliens… ma dove? Se la Sulaco ha portato Billie/Newt a casa, com’è possibile che la bambina si sia risvegliata e Ripley no? Per di più rimanendo altri dieci anni a dormire non si sa dove…
Dopo aver scritto due capolavori, Steve Perry ha perso il tocco, o forse ha fatto scrivere il romanzo tutto alla figlia esordiente limitandosi a co-firmarlo, non lo so: sta di fatto che è un romanzo noioso, mentre i primi due sono spettacolari.

Un’ultima domanda: perché raccontare in flashback la scena di Aliens con Ripley e Newt che fuggono dalla Regina – che vi ho in parte riportato nell’incipit – e poi… far finta che non sia quella Newt ma un altro personaggio? È una cosa semplicemente ridicola… tipo lasciare la nomenclatura LV-426 ma invece di Acheron… Rim!

Un romanzo confuso che non riesce a risollevare il più debole episodio della trilogia di Verheiden: ho provato a leggerlo controvoglia ma mi sono stufato presto. Visto che è da poco che leggo romanzi in inglese, sforzarmi per il delirio dei Perry non vale proprio la pena…

L.

– Ultimi post simili:

[1993-04] Aliens: incubo (Nightmare Asylum)

Cover di Alessandro Verzeni

Cover di Alessandro Verzeni

Secondo romanzo della serie di novelization dei fumetti Dark Horse Comics firmate dal celebre Steve Perry.
Questo raro romanzo alieno giunto in Italia è tratto dalla saga Aliens. Book II (1989) di Mark Verheiden, con protagonisti Newt ed Hicks. Visto che purtroppo i due personaggi sono stati fatti morire nel terzo film, ecco dunque nascere Billie e Wilks: curiosi nomi che la stessa Dark Horse adotterà per la ristampa del fumetto nel 1996, Nightmare Asylum.

Continua a leggere

[1992-10] Aliens: il nido sulla Terra (Earth Hive)

Steve Perry - Aliens 1Cover di Dennis Beauvais

Nel 1992, con l’uscita al cinema di Alien 3, si riaccende la “febbre aliena” e la Bantam Books ha una bella pensata: ingaggiare il celebre Steve Perry – noto “novellatore” – per presentare una serie di romanzi sull’universo degli xenomorfi.
Invece di pensare a storie inedite, Steve e sua figlia Stephanie scrivono una serie di novelization dal mondo a fumetti della Dark Horse, cominciando proprio dalla Trilogia di Mark Verheiden.

Continua a leggere

[1990-06] Aliens: Book III (Earth War)

Cover di John Bolton

Cover di John Bolton

Dopo una lunga estate di fervente attesa, nel settembre del 1991 il numero 6 della testata italiana “Aliens” (Edizioni PlayPress) mantenne quanto promesso… cioè, quasi
Dopo il numero speciale Aliens. Dieci anni dopo e il successivo Aliens. Book II, era il momento di chiudere la trilogia firmata da Mark Verheiden, e la PlayPress lo fece… ma la Dark Horse Comics compì quello che ritengo un enorme sbaglio: affidò i disegni al pessimo Sam Kieth, che svaccò di brutto.

Aliens3aQuelle ridicole mostruosità che vedete nella foto qui di lato, che sembrano due giunoniche protagoniste di una qualche vignetta umoristica, purtroppo sono Newt (a sinistra) e Ripley (a destra), nella loro rappresentazione peggiore di tutti i tempi. (Non credo sia un caso se questa scena e l’intera ridicola pagina che la contiene sia stata bellamente cancellata nelle ristampe successive…)
Sam Kieth distrugge un momento solenne, cioè l’addio a due personaggi che sceneggiatori mentecatti hanno spazzato via dall’universo alieno: Aliens. Book III o, come venne subito ribattezzato, Aliens: Earth War era lo scontro finale tra le tre migliori donne della fantascienza: la giovane Newt, la grintosa Ripley e la Regina Aliena!

Cover di John Bolton

Cover di John Bolton

Invece, grazie agli orripilanti e inguardabili (e gigioneschi e buffoneschi) disegni di Sam Kieth diventa tutto indigesto e insopportabile. Quando nel luglio del 1991 negli USA la Dark Horse ha riunito i quattro numeri nell’edizione cartonataJohn Bolton ha provato a salvare il salvabile con una bella copertina, ma questo terzo episodio è insalvabile…

Ho provato più volte, nel corso di vari anni, a rileggere la storia ma ormai ci ho rinunciato ed evito di farlo ancora per questo ciclo di articoli: i pessimi disegni mi infastidiscono e ogni volta mi sembra che Verheiden abbia scritto una minchiata. Dopo due capolavori, mi pare davvero strano, eppure è così…

Cover di John Bolton

Cover di John Bolton

Mentre la Terra soccombe sotto il peso dell’invasione aliena, Ripley e Newt uniscono le forze per sferrare l’attacco finale e riprendersi il pianeta, ma ovviamente prima dovranno fare un po’ di conti: in fondo Rebecca è stata abbandonata per almeno dieci anni da Ripley, che invece aveva promesso di proteggerla e di stare sempre con lei. Cosa ha fatto nel frattempo?
Parte un debole flashback con vari altri marines che tanto muoiono subito e non meritano di essere citati. Tanto bla bla bla e poco spara spara: forse in un’altra situazione e con un altro disegnatore avrei apprezzato la storia: così ho solo (purtroppo) un pessimo ricordo.

Newt

Da quel luglio 1991 la Dark Horse ha ristampato più volte questa pessima storia, sempre cercando di mascherarla e migliorarla: già nel dicembre usciva in edizione limitata e nel dicembre del 1996 diventa Aliens, 3: Female War, ristampato ancora nel 2013 in Aliens Omnibus 1. Ogni volta ha rimaneggiato i colori tentando di migliorare l’orrore dei disegni, ma non c’è stato niente da fare…
A chiudere la sagra della mediocrità, l’italiana Sperling&Kupfer dopo aver pubblicato le prime due ottime novelization di Steve Perry… ha pensato bene di fregarsene della terza ed ultima. Meno male che possiamo contare su case editrici così oculate…

L.

– Ultimi post simili:

[2014-11] Alien: River of Pain

Alien - River of Pain (2014)Terzo romanzo alieno che leggo in lingua originale, e stavolta non si tratta più di storie originali – come per i precedenti Alien: Out of Shadows e Alien: Sea of Sorrows – bensì una “ri-narrazione” ampliata a dismisura di una parte della sceneggiatura del film Aliens (1986).
Sempre edito dall’ottima Titan Books, ecco dunque Alien: River of Pain (2014) di Christopher Golden.

Trama

15 marzo 2173: su un planetoide roccioso disperso nello spazio, LV-426, nasce Rebecca Jorden: futura unica superstite della comunità di coloni nota come Hadley’s Hope.
Il planetoide, nell’orbita di Calpamos, è un mondo aspro e inospitale, tanto che i terraformanti l’hanno battezzato Acheron, che nella mitologia greca indicava il fiume su cui traghettavano le anime: un fiume del dolore, stando al titolo del romanzo.
Su questa roccia nello spazio nasce la prima bambina della comunità colonica di Hadley’s Hope, che tutti chiamano Newt.

Il 21 giugno 2179 la famiglia Jorden scopre e cerca di esplorare uno strano cargo ritrovato sul pianeta, ma non ottiene altro che risvegliare gli xenomorfi in esso dormienti.
Imbozzolato papà Ross, la famiglia lo porta nel locale ospedale e così facendo l’intestazione può coinvolgere l’intera comunità di terraformanti.

Commento

Il romanzo racconta la storia della caduta di Hadley’s Hope di cui il secondo film – anche nella versione estesa – non accenna che con qualche immagine: la storia qui si conclude con l’arrivo di Ripley e dei Colonial Marines. Ed è anche giusto, visto che il resto della vicenda è già raccontato dal film e dalla sua relativa novelization.
Questo però è il maggior difetto del romanzo, che ho letto velocemente trovandolo davvero poco interessante: si limita ad inventare qualche personaggio in più ed allunga il brodo in maniera assurda, visto che non solo c’è pochissimo da raccontare… ma è stato già raccontato, decisamente meglio!

Agli albori del fenomeno dei fumetti alieni la Dark Horse Comics ha presentato il piccolo gioiello Aliens: Newt’s Tale (1992), che racconta la stessa identica storia, anzi addirittura ingloba pure l’intera vicenda del secondo film chiudendosi con Ripley e Newt addormentate nelle capsule criogeniche… con un facehugger a vegliare su di loro! (Era appena uscito Alien 3 al cinema e la casa cercava di far combaciare le storie.)
Quella splendida storia a fumetti ha creato benissimo l’atmosfera di Hadley’s Hope durante l’infestazione, e soprattutto l’ha fatto brevemente: questo noioso romanzo impiega decine e decine di verbose pagine per descrivere ciò che al fumetto bastava una vignetta…

No, non sono affatto soddisfatto di questa mia terza lettura in lingua originale: spero che il prossimo ciclo alieno, firmato da un autore che ho adorato come Tim Lebbon, mi torni a dare soddisfazione.

L.

– Ultimi post simili:

[1989-08] Aliens: Book II (Nightmare Asylum)

Cover di Denis Beauvais

Cover di Denis Beauvais

Che grande mese, quel maggio del 1991, perché le Edizioni PlayPress portarono in edicola – mantenendo incredibilmente la loro promessa – la seconda saga di Aliens a fumetti: dopo Book I, arriva Aliens. Book II, che non ha un titolo italiano.
Con spiegazioni vaghe e promesse di future uscite (non sempre mantenute), continuava il mio viaggio emozionante nell’universo xenomorfo.

Spears e i suoi esperimenti

Spears e i suoi esperimenti

Io all’epoca leggevo esclusivamente fumetti Bonelli, regolari e granitici nei loro canoni, quindi non ero abituato alla potenza creativa che potevano assumere gli american comics: per questo ritengo il disegnatore di questa storia, Denis Beauvais, un grande genio: non credevo possibile che con i colori si potesse rendere così vibranti e caldi e brucianti e stupendi dei disegni. (La Bonelli coi colori non ci ha mai saputo fare!)

Newt triste

Alla sceneggiatura invece c’è sempre lui, il grande Mark Verheiden, che continua a raccontare la storia dove l’ha interrotta.
Ci sono Newt e Butler – il sintetico che in realtà non viene quasi mai nominato in tutta la saga – che, atipica coppia di innamorati, fuggono dalla Terra invasa dagli alieni: ma con loro c’è anche Hicks, il marine sfregiato e reso acre dalla vita. È quasi impossibile sperare che nella loro scialuppa non ci sia un alieno che rovinerà loro il viaggio, ma sarà anche l’occasione per naufragare sul planetoide-laboratorio di Spears, rude militare che ha una sua personale concezione di come dovrà essere il futuro umano… Un rapporto con la razza aliena particolarmente traballante…

La più bella Ripley di sempre

La più bella Ripley di sempre

Mentre per Aliens. Dieci anni dopo potei leggere tutta la saga in un unico numero, per Aliens: Book II ho dovuto aspettare tre mesi, essendo la saga di quattro numeri – iniziata dalla Dark Horse nell’agosto 1989 – divisa in tre numeri dalla PlayPress: Aliens n. 2, 3 e 4 (quest’ultimo doppio). Però gli sforzi furono coronati non solo da un gradimento sperticato per la storia… ma per la più bella immagine di Ripley della storia, quella che riporto qua sopra. Un’immagine che prometteva fuoco e fiamme per il terzo episodio della saga…

aliens incuboRicordo che i problemi raccontati per il precedente episodio si ripetono identici per questo secondo. Per non dover spiegare la presenza di Newt ed Hicks dopo il 1992, quando l’orrore di Alien 3 ne ha decretato la morte, la Dark Horse ristampa questo Book II cambiando i nomi – Newt diventa Billie, Hicks diventa Wilks – e lo stesso fa Steve Perry quando trasforma in un ottimo romanzo la storia di Verheiden: Aliens: Nightmare Asylum (1993), portato in Italia dalla pessima Sperling & Kupfer nel 1998 con traduzione di Claudio Carcano con il titolo Aliens. Incubo.

Un volume TPB in tiratura limitata è stato pubblicato dalla Dark Horse nel settembre 1990.

Chiudo con la cover gallery:

L.

– Ultimi post simili: