[2014-11] Alien: River of Pain

Alien - River of Pain (2014)Terzo romanzo alieno che leggo in lingua originale, e stavolta non si tratta più di storie originali – come per i precedenti Alien: Out of Shadows e Alien: Sea of Sorrows – bensì una “ri-narrazione” ampliata a dismisura di una parte della sceneggiatura del film Aliens (1986).
Sempre edito dall’ottima Titan Books, ecco dunque Alien: River of Pain (2014) di Christopher Golden.

Trama

15 marzo 2173: su un planetoide roccioso disperso nello spazio, LV-426, nasce Rebecca Jorden: futura unica superstite della comunità di coloni nota come Hadley’s Hope.
Il planetoide, nell’orbita di Calpamos, è un mondo aspro e inospitale, tanto che i terraformanti l’hanno battezzato Acheron, che nella mitologia greca indicava il fiume su cui traghettavano le anime: un fiume del dolore, stando al titolo del romanzo.
Su questa roccia nello spazio nasce la prima bambina della comunità colonica di Hadley’s Hope, che tutti chiamano Newt.

Il 21 giugno 2179 la famiglia Jorden scopre e cerca di esplorare uno strano cargo ritrovato sul pianeta, ma non ottiene altro che risvegliare gli xenomorfi in esso dormienti.
Imbozzolato papà Ross, la famiglia lo porta nel locale ospedale e così facendo l’intestazione può coinvolgere l’intera comunità di terraformanti.

Commento

Il romanzo racconta la storia della caduta di Hadley’s Hope di cui il secondo film – anche nella versione estesa – non accenna che con qualche immagine: la storia qui si conclude con l’arrivo di Ripley e dei Colonial Marines. Ed è anche giusto, visto che il resto della vicenda è già raccontato dal film e dalla sua relativa novelization.
Questo però è il maggior difetto del romanzo, che ho letto velocemente trovandolo davvero poco interessante: si limita ad inventare qualche personaggio in più ed allunga il brodo in maniera assurda, visto che non solo c’è pochissimo da raccontare… ma è stato già raccontato, decisamente meglio!

Agli albori del fenomeno dei fumetti alieni la Dark Horse Comics ha presentato il piccolo gioiello Aliens: Newt’s Tale (1992), che racconta la stessa identica storia, anzi addirittura ingloba pure l’intera vicenda del secondo film chiudendosi con Ripley e Newt addormentate nelle capsule criogeniche… con un facehugger a vegliare su di loro! (Era appena uscito Alien 3 al cinema e la casa cercava di far combaciare le storie.)
Quella splendida storia a fumetti ha creato benissimo l’atmosfera di Hadley’s Hope durante l’infestazione, e soprattutto l’ha fatto brevemente: questo noioso romanzo impiega decine e decine di verbose pagine per descrivere ciò che al fumetto bastava una vignetta…

No, non sono affatto soddisfatto di questa mia terza lettura in lingua originale: spero che il prossimo ciclo alieno, firmato da un autore che ho adorato come Tim Lebbon, mi torni a dare soddisfazione.

L.

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3 pensieri su “[2014-11] Alien: River of Pain

  1. Siamo al livello di un semplice promemoria di cose già scritte e anche già disegnate prima, oltre che meglio. E i promemoria funzionano se sono sintetici, non se vengono allungati alla dimensione del romanzo (nemmeno breve, tra l’altro)…

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  2. Pingback: Cronologia Aliena | 30 anni di ALIENS

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