[2016-04] Alien: Invasion (The Rage War 2)

The Rage War 2 - Alien Invasion (2016)Secondo deludente appuntamento con la trilogia di romanzi che Tim Lebbon, il grande autore del capolavoro Alien: Out of Shadows (2014), dedica all’universo di Aliens e Predator. Purtroppo risultando al di sotto della sufficienza con entrambi gli alieni Fox.
Continuo dunque la mia lettura di romanzi alieni in lingua originale con The Rage War 2. Alien: Invasion (2016) presentato sempre dalla britannica Titan Books.

Trama

Siamo sempre nel 2692, subito dopo gli eventi di Predator: Incursion.
I Predator – che l’autore chiama Yautja – hanno invaso l’Outer Rim, l’estremo confine dello spazio umano, non per qualche progetto di espansione ma semplicemente perché minacciati dal Rage: l’avanzata di una antica razza umana che utilizza tecnologia xenomorfa e vuole conquistare l’universo.
Per affrontarla, umani e Predator stringono un patto di alleanza… e per queste poche righe di trama sono serviti due romanzi interi!

Commento

Dopo aver creato un capolavoro come Alien: Out of Shadows, non voglio credere che Tim Lebbon si sia impazzito tutto insieme: temo che abbia ricevuto dalla Titan mandato di scrivere una saga alla Star Wars, per cercar di vendere un prodotto – come l’universo xenomorfo – che interessa davvero uno sparuto numero di fan. A chiacchiere sono tutti amanti di Aliens e del suo universo narrativo, ma all’atto pratico solo pochi pazzi (come me!) lo seguono nelle sue varie forme, dopo tutti questi anni.
Così voglio immaginare che la Titan abbia commissionato a Lebbon una trilogia di Star Wars ma con i pesonaggi di Aliens e Predator: il risultato è il fallimento più totale…

Sin dal 1979 Alien è fantascienza oscura, cupa, fatta di luoghi bui dove si annida l’orrore. Non si può neanche chiamarlo “horror”, è semplicemente paura allo stato puro: paura dell’altro, del diverso. Dell’alieno, appunto.
Poi c’è la deriva “fantascienza militare” con i Colonial Marines, ma sempre tutto virato al dark e soprattutto… serio. Un tizio in tuta nera e mascherona che sposta gli oggetti a distanza non trova alcuno spazio nell’universo di Aliens, tanto per capirci.
Tim Lebbon con il suo primo romanzo sembra aver colto queste linee guida, poi però con questa trilogia svacca di brutto, e comincia a buttare dentro azioni militari spaziali che non hanno nulla di spaziale né tanto meno di militare. Chiacchiere vuote per allungare il brodo, decine di personaggi senza spessore e soprattutto un nemico organizzato gerarchicamente che usa una terminologia più vicina a Star Wars e ai suoi Lord e cavalieri piuttosto che ad Alien.

L’universo narrativo xenomorfo fallisce con storie troppo allungate – vedi per esempio il deludente lunghissimo ciclo a fumetti Aliens: Colonial Marines degli anni Novanta – perché la sua forza è nella potenza della paura, e quando racconti di decine di personaggi superficiali che si muovono confusamente nello spazio la paura è proprio l’ultimo sentimento. È la noia a farla da padrona…

Spero che nell’ultimo episodio ci sarà un minimo di elementi “alieni”…

L.

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2 pensieri su “[2016-04] Alien: Invasion (The Rage War 2)

  1. Un Tim Lebbon su commissione spiegherebbe bene il crollo seguente al primo romanzo. I suoi committenti, del resto, non sarebbero certo i primi a non aver capito che nell’universo xenomorfico/predatorio le contaminazioni operate senza alcun criterio, non tenendo conto della concretezza che lo caratterizza, non portano a nulla di buono ed è la ragione per cui non riesco a sopportare i cross-over fumettistici fra alieni e tizi con superpoteri -eccettuato l’umano Batman- o, ancora peggio, poteri magici alla Witchblade e Darkness: molto diverso è il caso della discendente di “Dutch” Schaefer che, se non ricordo male, in un’avventura aiuta Dredd a scovare un Predator grazie alla sua telepatia. Una dote che non va ad inficiare la concretezza di cui parlavo, anzi potrebbe esserne un arricchimento…

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  2. Pingback: Cronologia Aliena | 30 anni di ALIENS

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