[2021-04] Aliens: Infiltrator

Dopo mesi e mesi di continui rimandi, finalmente la Titan Books ha rilasciato il romanzo Aliens: Infiltrator di Weston Ochse: acquistato su Amazon in prevendita il 21 giugno 2020, solo il 20 aprile 2021 ho potuto finalmente veder apparire il libro nel lettore Kindle.


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[2008-10] Aliens: No Exit

Cover di Stephen Youll

Grazie all’antologico The Complete Aliens Omnibus: Volume Seven (Titan Books) mi sono potuto gustare uno dei romanzi originali con cui la Dark Horse agli inizi del Duemila ha cercato di espandere l’universo narrativo alieno a fumetti. A giudicare dalla qualità delle storie, diciamo che l’intenzione era giusta ma gli strumenti sbagliati.

Ho iniziato Aliens: No Exit (2008) di B.K. Evenson nell’agosto 2020 e l’ho finito nel marzo 2021, giusto per far capire quanto mi ha preso e quanta voglia avevo di leggerlo.


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[2006-03] Predator: Forever Midnight

Cover di Stephen Youll

Grazie ad Amazon Usato nel corso degli anni ho potuto comprare dall’America alcuni preziosissimi, introvabili e costosissimi romanzi originali della Dark Horse a prezzi bassissimi, forse perché i volumi non sono in condizioni perfette sebbene più che ottime. Questo mi ha permesso di leggere quei romanzi di Predator che per motivi ignoti e incomprensibili la Titan Books non ha ristampato in raccolte digitali omnibus, come invece ha fatto per quelli alieni.

Mi sono gustato dunque Predator: Forever Midnight (2006) di John Shirley.


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[2007-09] Predator: Flesh and Blood

Cover di Stephen Youll

Grazie ad Amazon Usato nel corso degli anni ho potuto comprare dall’America alcuni preziosissimi, introvabili e costosissimi romanzi originali della Dark Horse a prezzi bassissimi, forse perché i volumi non sono in condizioni perfette sebbene più che ottime. Questo mi ha permesso di leggere quei romanzi di Predator che per motivi ignoti e incomprensibili la Titan Books non ha ristampato in raccolte digitali omnibus, come invece ha fatto per quelli alieni.

Mi sono gustato dunque Predator: Flesh and Blood (2007), scritto a quattro mani da Michael Jan Friedman e Robert Greenberger.


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[2008-02] Predator: Turnabout

Cover di Stephen Youll

Grazie ad Amazon Usato nel corso degli anni ho potuto comprare dall’America alcuni preziosissimi, introvabili e costosissimi romanzi originali della Dark Horse a prezzi bassissimi, forse perché i volumi non sono in condizioni perfette sebbene più che ottime. Questo mi ha permesso di leggere quei romanzi di Predator che per motivi ignoti e incomprensibili la Titan Books non ha ristampato in raccolte digitali omnibus, come invece ha fatto per quelli alieni.

Mi sono gustato dunque Predator: Turnabout (2008) del grande Steve Perry, un ghiotto romanzo di caccia… pressoché privo di Predator!


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[2016-05] Alien – The Weyland-Yutani Report

Illustrazione di copertina di Markus Pansegrau

Alla fine ho ceduto e lo scorso luglio 2020 ho comprato Alien – The Weyland-Yutani Report (2016) di S.D. Perry.

Forse spinti dal lavoro dell’autrice – figlia del grande Steve Perry – per il romanzo Aliens vs Predator: Prey (1994), in cui si è inventata di sana pianta l’intera cultura dei Predator, per i quali ha coniato quel termine Yautja che ancora oggi anche i fan talebani usano credendo che sia un termine “canonico”, quelli della Titan Books l’hanno ingaggiata per continuare ad inventarsi robe: per esempio un quadro omogeneo che colleghi tutti i film alieni

Il risultato è un coloratissimo manualone strapieno di splendide foto di scena e illustrazioni da togliere il fiato, opera di Markus Pansegrau (per gli xenomorfi) e John R. Mullaney (per gli oggetti), il cui contenuto però è un’altra pietra lanciata nella già incrinata vetrina dell’universo alieno: già è pieno di invenzioni della Rete, non ci servivano proprio altre invenzioni del tutto gratuite.

Ho dovuto fare foto “di sguincio” perché se no sparava il flash

Il volume ha all’interno anche “documenti scottanti”, foglietti e robe varie, a formare quasi un dossier segreto della Weyland-Yutani che possiamo consultare per avere uno sguardo sui prossimi cento anni di futuro. È pieno di annotazioni con cui andrò ad aggiornare vari post del blog, specificando che sono tutte invenzioni di S.D. Perry: il fatto che siano pubblicate da una casa editrice licenziataria del marchio Fox non le rende per questo “vere”.

Già solo per queste illustrazioni vale il prezzo del volume!

Comunque è un gustosissimo spettacolo per gli occhi e ovviamente un oggetto da collezione irresistibile.

Con un “paginone centrale” dedicato alla Sulaco si vince facile (cliccate per ingrandire)


La trama di Amazon:

Per un centinaio d’anni gli scienziati della Weyland-Yutani Corporation hanno monitorato il comportamento di una forma di vita aliena il cui potenziale per le applicazioni militari è pressoché illimitato. Sebbene ogni tentativo di controllare la sua potenza è finito nel sangue, lo studio di ciò che resta dello Xenomorfo è considerato una priorità. Per questo la Weyland-Yutani vi garantisce l’accesso ai suoi documenti sull’alieno, nella speranza che possiate essere d’aiuto nel catturare questa affascinante ma mortale creatura.

La trama della fascetta:

Alien: The Weyland-Yutani Report utilizza illustrazioni esclusive e più di trentacinque anni di arte concettuale di film di Alien e foto di scena per esplorare la natura dello Xenomorfo in dettagli mai prima d’ora messi a confronto. Raccontato dal punto di vista della famigerata Weyland-Yutani Corporation, il libro presenta un approfondimento sui personaggi, sugli ambienti, i veicoli e le armi dei film, insieme ad uno studio approfondito delle formidabili abilità dello Xenomorfo. Coprendo tutti gli aspetti di questa saga di grande popolarità, Alien: The Weyland-Yutani Report è il libro definitivo per i fan dello Xenomorfo.

L.

– Ultimi libri:

  • [2021-04] Aliens: Infiltrator - Dopo mesi e mesi di continui rimandi, finalmente la Titan Books ha rilasciato il romanzo Aliens: Infiltrator di Weston Ochse: acquistato su Amazon in prevendita il 21 giugno 2020, solo il 20 aprile 2021 ho potuto finalmente veder apparire il libro nel lettore Kindle. Indice: La trama in breve L’autore La storia Conclusione
  • [2008-10] Aliens: No Exit - Su un pianeta diviso tra due compagnie uno xenomorfo compie una strage, e la Planetus manda un suo uomo per indagare e capire se sia colpevole l'altra compagnia, la Weyland-Yutani.
    Romanzo verboso e inconcludente, quasi del tutto privo di xenomorfi ma in compenso con chiacchiere in eccesso.
  • [2006-03] Predator: Forever Midnight - Altra grande occasione mancata, con troppe invenzioni e poca trama.
    Appena giunti sul pianeta Midnight per proteggere la colonia umana, gli Orbital Marines del comandante Ness sono aggrediti e falcidiati da una nave dei Predator, i quali ora inseguono le loro prede sul pianeta dove non tramonta mai il sole. Inizia una caccia alquanto noiosetta.
  • [2007-09] Predator: Flesh and Blood - Per evitare un pericoloso pretendente all'eredità di famiglia, suo cugino cattivo fa in modo che dei Predator in caccia atterrino proprio dove sta il parente ingombrante, ma gli umani sono più scaltri e comincia una lunga (e noiosa) rincorsa. Lettura non memorabile, vicenda minuscola e personaggi anonimi, quando non proprio banali.
  • [2008-02] Predator: Turnabout - Steve Perry riesce a scrivere un romanzo Predator... senza Predator!
    Il ranger Sloane nella sua foresta in Alaska scopre l'arrivo di cacciatori spaziali dediti al massacro, così tira fuori i suoi super-fucili da cecchino e usa la sua esperienza di marine in Vietnam per dare la caccia ai cacciatori.
  • [2016-05] Alien – The Weyland-Yutani Report - La romanziera S.D. Perry per la Titan Books si inventa un universo alieno omogeneo per uno splendido volume riccamente illustrato, sia con foto di scena che con illustrazioni create appositamente. Tolte le invenzioni, è sicuramente un imperdibile oggetto da collezione.
  • [2014] Easy Street (the Hard Way) - Traduco quel poco spazio che l'attore Ron Perlman dedica ai ricordi legati ad Alien Resurrection (1997) in questa sua autobiografia.
  • [2020-05] Predator: Stalking Shadows - Romanzo-prequel del videogioco Predator: Hunting Grounds (2020) che si prefigge di fare da agile manuale sugli incontri e scontri fra uomini e Predator dal 1997 ad oggi.
    Protagonista è l'immaginario Scott Devlin, di cui assistiamo alla carriera lanciata quel giorno in cui a Los Angeles, nel 1997, ha conosciuto il maggiore Dutch Schaefer, appena rimesso dalle ferite dell'incontro con un Predator dieci anni prima. Vengono velocemente raccontati i momenti chiave del loro pluridecennale lavoro contro i cacciatori alieni.
  • [1995-12] Aliens: Rogue - Novelization del fumetto omonimo del 1993 firmato da Ian Edginton.
    Su Charon Base il professor Kleist porta avanti il Progetto Chimera utilizzando centinaia di cavie umane non certo volontarie: tutto pur di creare... l'Alien King, un titanico xenomorfo che sfidi la Regina. Intanto sulla base arrivano Palmer e Clay, che non sono chi dicono di essere, e la ribellione delle vittime può iniziare.
  • [2020-02] Alien: Phalanx - Un'altra martellata sulla tomba dell'universo alieno: un romanzetto scritto male che copia un celebre fumetto... alchemico...
    Ataegina, un'isola dove il tempo sembra essersi fermato al Medioevo. L'arrivo degli xenomorfi ha spazzato via quasi tutti gli umani, che ora vivono in piccole comunità nascoste in grotte fra le montagne. A garantire il collegamento fra queste grotte sono stati addestrati dei ragazzi a correre e a rischiare la vita: la ragazza a capo di uno di questi gruppi è la protagonista della vicenda.

[2014] Easy Street (the Hard Way)

Nutrivo molte speranze nei riguardi di Easy Street (the Hard Way), l’autobiografia (o memoriale) scritta da Ron Perlman insieme a Michael Largo, invece purtroppo sul fronte alieno c’è davvero poco: comunque traduco quel poco spazio che l’attore dedica ai ricordi legati ad Alien Resurrection (1997).


Se date un’occhiata su IMDb alla mia filmografia degli anni Novanta potreste pensare: “Ma che cazzo, questo qua non fa che lavorare tutto il tempo”. E io risponderei che a parte rare eccezioni come City of Lost Children (1995), The Island of Dr. Moreau (1996), Alien: Resurrection (1997) e, alla fine, Il nemico alle porte (2001), tutto il resto è nato dalla semplice disperata disperazione. Non mi spingerei a dire che mi vergogno di quei film, è solo che spero che nessuno li abbia visti. Mi fa sembrare uno stupido, ma essenzialmente stavo tirando avanti: avevo dei figli alla scuola privata e un tetto sulla mia testa che dovevo mantenere integro. Ma mentre la maggior parte degli uomini può nascondere i propri sbagli sotto il tappeto, i miei di sbagli sono finiti su grande schermo e sono stati proiettati alle 11 di sera ogni fottuta settimana.

[…]

Ho saputo del progetto [di Alien Resurrection] quando ho ricevuto una strana telefonata da uno degli alti dirigenti della 20th Century Fox. Stavano preparando il lancio di ciò che sarebbe stato il quarto titolo di uno dei franchise più di successo di sempre. Stavano stilando una lista di possibili registi per il film e molto in alto su quella lista c’era Jean-Pierre Jeunet, con il quale avevo lavorato per City of Lost Children. Visto che lui aveva lavorato solo con il cinema indipendente francese, nessuno ad Hollywood aveva idea se fosse in grado di gestire una grande produzione per uno studio, perciò sapendo che io ero l’unico americano con cui Jean-Pierre avesse mai lavorato mi chiesero come fosse stata quell’esperienza. Naturalmente il mio racconto è stato entusiasta: non solo Jean-Pierre era un autore brillante ed innovativo, ma era anche un grande cinefilo che avrebbe adorato lavorare ad una grande produzione americana. In più – e questa era la cosa sorprendente – mi aveva confessato il desiderio di fare un grande film per Hollywood.

Alla fine ottenne la regia e mi restituì il favore aiutandomi ad ottenere il ruolo di Johner. Il personaggio era un fanfarone sopra le righe, uno che si credeva un duro ed aveva l’abitudine di cercare sempre di dimostrarlo. Visto che le mie partecipazioni ai grandi progetti di Hollywood erano molto limitate, va da sé che ero parecchio eccitato. In più nel film c’era Winona Ryder, all’apice della carriera, e un paio di altri attori con cui da allora sono rimasto amico: Leland Orser (Purvis, l’imbozzolato!) e Raymond Cruz (il soldato Distephano), dei tipi eccezionali!

A differenza dei film hollywoodiani che ho fatto, questo è stato girato negli studi Fox a Century City, così ho potuto usufruire del lusso di dormire nel mio letto ogni sera, tanto per cambiare. […]

Alien Resurrection ha avuto un buon esordio, incassando all’incirca 38 milioni nel finesettimana del Ringraziamento, quando uscì: poi nella seconda settimana è scomparso. Niente gambe [No Legs], come dicono a Hollywood. Perciò, molto rapidamente, l’eccitazione ha lasciato il posto alla delusione, per poi lasciare il posto all’imbarazzo, per poi lasciare il posto a due anni durante i quali il mio telefono non ha squillato. Ed intendo letteralmente. Neanche un cartone animato da doppiare, attività che mi ha sostenuto in tanti anni difficili. Stavolta la cosa era molto più seria. Questo silenzio radio, giorno dopo giorno mi convinceva che la mia fortuna era esaurita. Non c’erano prospettive future né al cinema né in TV.


La storia continua con Ron che segue il consiglio del suo psichiatra per elaborare quella crisi e poi, dal nulla, arriva la telefonata di Jean-Jacques Annaud, che l’aveva diretto ne  Il nome della Rosa (1986): se Jude Law accetta, c’è un filmone da girare con un ruolo scritto appositamente per Perlman. Cioè Il nemico alle porte (2001).

Ad Alien Resurrection non è dedicata più alcuna parola.


L.

– Ultimi libri alieni:

  • [2021-04] Aliens: Infiltrator - Dopo mesi e mesi di continui rimandi, finalmente la Titan Books ha rilasciato il romanzo Aliens: Infiltrator di Weston Ochse: acquistato su Amazon in prevendita il 21 giugno 2020, solo il 20 aprile 2021 ho potuto finalmente veder apparire il libro nel lettore Kindle. Indice: La trama in breve L’autore La storia Conclusione
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    Su Charon Base il professor Kleist porta avanti il Progetto Chimera utilizzando centinaia di cavie umane non certo volontarie: tutto pur di creare... l'Alien King, un titanico xenomorfo che sfidi la Regina. Intanto sulla base arrivano Palmer e Clay, che non sono chi dicono di essere, e la ribellione delle vittime può iniziare.
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[2020-05] Predator: Stalking Shadows

La sera del 15 maggio mi arriva la mail di Amazon che mi avverte della disponibilità dell’eBook Predator: Stalking Shadows, con almeno dieci giorni di anticipo rispetto alla data stabilita quando l’ho pre-ordinato. Proprio a pranzo avevo finito il romanzo Urania che stavo leggendo: questo è un segno del Grande Predatore!

Gli autori James A. Moore e Mark Morris devono fare i funamboli con questo romanzo, perché devono affrontare un tema vasto – con trent’anni di narrativa sulle spalle – e ridurlo per la minima attenzione dei moderni gamer, giocatori che non hanno il benché minimo interesse a saperne di più rispetto a ciò che vedono sul video. Non è facile mettere insieme fan storici e nuove generazioni totalmente disinteressate, così si è dovuta fare una scelta di “stile”: al posto di una narrazione fluida, gli autori hanno scelto una serie di quadri che assomigliano decisamente alle varie missioni del gioco in questione, con una certa quantità di tempo a separarle così da giustificare ogni volta la loro “novità”.

Stalking Shadows è interessante nel suo tentativo di fondere elementi vecchi e nuovi, di creare una sorta di “storia dei rapporti uomo-Predator dal 1997 ad oggi” che non pesti i piedi a quanto già raccontato altrove. Visto il coinvolgimento di Moore in Predator: Hunters and Hunted sicuramente c’è stata attenzione a non auto-contraddirsi, sebbene la quantità sperticata di incontri con i Predator raccontati in Stalking Shadows non trovi riscontro in alcun’altra opera sull’argomento.


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[1995-12] Aliens: Rogue

Cover di John Bolton

Dall’edizione Omnibus della Titan Books (2016) mi sono gustato in digitale Aliens: Rogue di Sandy Schofield, romanzo con cui la Bantam Books nel dicembre 1995 ha presentato  la novelization del fumetto omonimo del 1993 firmato da Ian Edginton.


La trama

(Dalla quarta di copertina dell’edizione cartacea)

Benvenuti sull’ex colonia penale di Charon, dove i tunnel nel sottosuolo sono il luogo perfetto per un nido alieno. Qui il professor Ernst Kleist detiene il potere come il tiranno paranoide che è, spiando tutto e tutti e facendo sparire le persone. Con un cappello giallo della Harley-Davidson e una maglietta, la pilota Joyce Palmer si dirige verso il più oscuro inferno dell’universo: prima che la sua permanenza su Charon sia conclusa, dovrà scoprire i folli piani di Kleist.
Usando i cadaveri delle sue vittime, il professore ha dato vita alla sua personale creazione, il Rogue. Lui progetta di usare il mostro contro la Regina Aliena in una battaglia per il predominio su Charon. Solo Palmer – con l’aiuto di un manipolo di coraggiosi marine – potrà fermarlo. D’improvviso si ritrovano nel mezzo di uno scontro fra Kleist, gli alieni e l’indescrivibile Rogue, nel tentativo di salvare vite innocenti… incluse le proprie.


L’autrice

Sandy Schofield è lo pseudonimo collettivo dei noti autori di fantascienza Kristine Kathryn Rusch e Dean Wesley Smith, usato solamente per tre romanzi legati a franchise: Star Trek: Deep Space Nine – The Big Game (1993), Aliens: Rogue (1995) e Quantum Leap: Loch Ness Leap (1997).


Charon Base

La vicenda si svolge sulla stazione di ricerca Charon, Charon Base, «non molto più di una roccia che ruotava attorno ad una stella di classe tre in un’orbita ellittica». In origine era nata come prigione governativa dove rinchiudere i più pericolosi criminali della Terra, il che ha fornito manodopera a basso costo: l’attività principale dei detenuti diventò quella di scavare tunnel ed espandere sempre più la base, fino ad avere quindici o venti livelli di profondità. A nessuno era importato che la maggior parte dei prigionieri morì nell’impresa.

Poi c’è stata l’invasione aliena della Terra (Aliens: Book I) e la successiva riconquista (Aliens: Book III), così il Governo non reputò più conveniente mandare detenuti così lontano, vendendo Charon Base alla compagnia Z.C.T., desiderosa di trovare un posto sperduto e lontano da occhi indiscreti dove sviluppare il Progetto Chimera. Trasformata la prigione in un enorme laboratorio scientifico, una parte della struttura venne sigillata e al suo interno vennero lasciati una Regine Aliena e cinque droni a creare un nuovo nido.

Ingaggiati scienziati provenienti da ogni dove, soprattutto quelli con meno dilemmi etici, il Progetto Chimera è stato affidato al professor John Kleist con un unico scopo: trovare il modo di fare soldi dagli alieni. Tanti soldi. Come nel caso della droga XenoZip estratta dalla pappa reale della Regina: il nome della droga non viene mai citato ma è palesemente lei.

Il professor Kleist ben presto decide di seguire scopi più alti, come per esempio… la creazione di una nuova razza aliena mediante innesto, proprio come la creatura mitologica nota come chimera.


«Qualcuno una volta ha descritto l’odore di un nido alieno come quello di diecimila uova marce che friggono nel grasso rancido.»


I marine

Per fortuna i cinque marine della squadra operativa hanno i filtri nei respiratori e non devono sentire il puzzo dei tunnel colonizzati dagli xenomorfi.

McPhillips, Dillon, Choi e l’unica soldatessa rimasta Boone, guidati dal sergente Green, affrontano gli alieni con due armi ideate dal professor Kleist: il Sound Cannon, che lancia onde sonore che stordiscono gli alieni, quasi paralizzandoli, e il Taser Web, una rete elettrificata che serve ad immobilizzare a terra le creature. Per sicurezza hanno in spalla anche dei fucili Kramer, arma automatica da 26 colpi a caricatore, ma è imperativo non usarli: Kleist non vuole che vengano danneggiati i suoi alieni. La punizione per chi lo fa è eseguita dal capo della sicurezza Larson e il suo secondo in comando Bergren… ed è peggio della morte.

«Questa non era una guerra, e questa non era una morte onorevole. Era solo semplice profitto». La grandi multinazionali che hanno preso il posto degli Stati non hanno ideali né bandiere, solo pedine sacrificabili su un’enorme scacchiera dove pochi hanno il potere. E fra questi c’è il professor Kleist.


Arriva Clay

Il professor Kleist riceve un messaggio da un suo vecchio amico, Gordy D. Squaza (De Souza nel fumetto), «il secondo uomo più potente della Z.C.T. Corporation», che lo avverte di come compagnie rivali abbiano cercato di hackerare il sistema di comunicazioni, rendendo insicuro continuare ad inviare dati nel sistema solito. Per questo Squaza ha inviato un uomo, Clay (Klay nel fumetto), a prendere i dati e riportarli a mano sulla Terra, alla vecchia maniera.

«[Clay] è il miglior agente operativo che abbiamo mai avuto. Devi ringraziare lui per quel gel che riduce il sangue acido alieno allo stesso pH dell’acqua: l’ha fatto sparire sotto il naso della Grant Corporation. Ci ha anche fornito i lancia-rete elettrificata per le nostre truppe. Non ci sono altri di cui mi fidi di più per questa missione.»

Clay arriva su Charon a bordo della navetta da trasporto commerciale Caliban di Joyce Palmer, donna grintosa ma anche molto curiosa: per esempio curiosa di sapere come mai la stazione Charon dai 1.500 abitanti, fra lavoratori e soldati, è scesa fino a cento persone? Possibile siano stati tutti “incidenti” come recitano i comunicati ufficiali?


«Kleist è uno psicopatico che ammazza la gente per suo guadagno personale: va fermato.»


Alla corte del Re

Ovviamente Clay non è quello che sembra né lo è Palmer, e una volta chiaro che Kleist ha alimentato anni di esperimenti del Progetto Chimera utilizzando cavie umane, non certo volontarie, la situazione precipita.

Catturato, Clay viene messo davanti al cuore del Progetto Chimera: l’Alien King che qui viene semplicemente descritto con huge, “enorme”.

«È in parte suo figlio, Clay, visto che condivide parte del suo DNA […]. Il resto del suo meraviglioso patrimonio genetico è un cocktail di DNA alieno, ormone maschile umano concentrato e un complesso miscuglio biochimico che avrebbe fatto impazzire i suoi amici alla Grant Corporation.»

Quando l’Alien King scappa al controllo, Kleist capisce subito dove sta andando: va a sfidare la Regina.


«Credo che ciò che stai sentendo sia una sfida da parte della Regina.»


In conclusione

A parte i gustosi approfondimenti sulla storia della stazione Charon e su altri particolari, che mi è piaciuto riportare qui sopra, Aliens: Rogue rimane una semplice novelization del fumetto, con giusto qualche licenza qua e là ma nulla da giustificare un piacere “a sé stante”.

Chi non avesse letto il fumetto sicuramente lo troverà un’ottima lettura, ma non si tratta di quel tipo di novelization più bello dell’originale.

L.

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Martedì 25 febbraio 2020 appare “magicamente” sul mio profilo Kindle l’eBook che avevo prenotato da mesi: la Titan Books continua il suo viaggio nell’universo alieno con Alien: Phalanx di Scott Sigler.

L’entusiasmo di avere finalmente un nuovo romanzo alieno è stato subito stemperato, prima dalla copertina inguardabile poi dallo scoprire che è un fantasy, genere che odio: 380 pagine di storia fantasy è un brutto colpo, per me, ma sono disposto a sopportare questo ed altro per l’universo alieno.

In una settimana si è svolto il dramma: un romanzo scritto male con una storiellina che non fa altro che copiare uno storico fumetto alieno. Un fumetto… alchemico…


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