Star Trek Alien: Janeway come Ripley (1996)

Grazie a questo post di Sam Simon – altro grande estimatore degli universi di Aliens e Star Trek – scopro un episodio assolutamente imperdibile di “Star Trek: Voyager“, dove l’intento di omaggiare Aliens (1986) è così palese da lasciare pochi dubbi, se non la domanda… perché? L’unica risposta che trovo è… perché sì.

Andato in onda in patria l’11 dicembre 1996, forse questo episodio diretto da Alexander Singer e scritto dal bravo Brannon Braga (che ha firmato molti ottimi episodi di “The Next Generation”) è una reazione alla notizia dell’imminente lavorazione di Alien Resurrection: infatti già almeno dal giugno 1996 riviste come “Fangoria” e “Sci-Fi Entertainment” annunciano la pre-produzione Fox del quarto film della saga, diretto da… Danny Boyle!
Forse la Paramount con la sua quarta serie TV di “Star Trek” ha voluto omaggiare il quarto film di Alien.


Star Trek: Voyager 3×12
Il virus (Macrocosm)

Tornata a bordo della Voyager dopo una missione, il capitano Janeway (Kate Mulgrew) si rende subito conto che c’è qualcosa che non va: dove sono finiti tutti? Girando per la nave è chiaro che si siano tutti radunati in sala mensa, ma perché? E soprattutto… perché fa un caldo d’inferno?

Neelix (Ethan Phillips) come Frost

«Fa un caldo infernale» (It’s getting awfully hot in here)
Neelix, Voyager

«Caldo d’inferno, qui» (Hot as hell in here)
Frost, Aliens

Resasi conto che sta vivendo una situazione alla Hadley’s Hope («Maybe the crew is hiding from the aliens»), Janeway entra in modalità Colonial Marine.

Aggirandosi guardinga per i corridoi come Vasquez, il guasto tecnico che sembra aver spento la nave costringe Janeway ad aprire a mano le porte degli ascensori, tanto per continuare le similitudini.

Quello che lei e Neelix trovano in sala teletrasporto non fa ben sperare: è come se gli alieni che infestano la nave… avessero acido verde al posto del sangue!

Quando la situazione si fa seria, è obbligatorio infilarsi nei condotti d’areazione.

Perso per strada Neelix, rapito dalla forma aliena esattamente come Newt, il capitano Janeway non ha altra scelta: è il momento di giocare duro. È il momento di vestirsi… e diventare Ripley!

Hai capito la capitana? E pensare che mi è sempre sembrata una mamma orsa…

Premio “Miglior Canotta bagnata della Flotta Astrale”

La ciliegina sulla torta è quando il Dottore (Robert Picardo) si infila nel tunnel per una lunga passeggiata alla Bishop.

Episodio spettacolare che dimostra quanto Aliens sia penetrato a fondo nell’immaginario collettivo di ogni altro universo narrativo fantastico.


La Fanta-Arma della storia

Che fucile usa Janeway? Memory Alpha ci dice che è la prima volta che viene mostrato nella serie TV, e infatti fino a quel momento la Federazione usava quegli imbarazzanti giocattolini squadrati: cos’è successo?

Il 18 novembre 1996, un mese prima dell’episodio in questione, la Paramount ha deposto nei cinema americani quel montarozzo di sterco di cammello fumante che è Star Trek: Primo contatto, il cui unico pregio è l’essere mille volte più mortalmente orribile di Generazioni, che finora credevo fosse il peggior film di Star Trek mai visto. Per fortuna dopo arriverà Insurrezione a stracciare ogni record.

La creazione del film è affidata ad un branco di scimmie urlatrici affette da malattie mentali, il cui unico impegno è stato cambiare tutto ciò che assomigliava a Star Trek: dagli interni dell’astronave alle divise, fino alle armi. Il perché risiede solo nella follia dei fan che chiamano “canonico” l’atto di pulirsi il culo con il canone.

Così dopo trent’anni ad usare pezzi di plastica e pela-patate come armi, d’un tratto l’equipaggio dell’Enterprise è dotato di super-mega-fuciloni “piselloni”, modello dildo rifle, dalla forma della canna che non lascia alcun adito a dubbi.

Uomini, in alto i fuciloni piselloni!

Da dove escono fuori? Non si sa, ma ora abbiamo i fuciloni a canna pisellona nera, e giustamente nessuno dei personaggi si accorge di star usando un’arma mai vista nella Federazione: in fondo siamo su un’Enterprise totalmente diversa da quelle viste prima, quindi siamo palesemente in una realtà parallela, cioè una realtà in cui tutti iniziano una sequenza con un fucile a canna nera, poi girano l’angolo… e la canna è squadrata e argentata.

Girando l’angolo si sono cambiati tutti d’arma?

Per fortuna c’è un altro angolo da girare, così la scena finisce di nuovo coi fucili a canna nera.

Si vede che Star Trek ci tiene alla continuity

Tanto perché le donne in TNG non hanno mai contato niente, in quei due fotogrammi e mezzo in cui si vede la dottoressa Crusher fa giusto in tempo a mostrare una terza versione del fucile: a canna pisellona nera ma squadrata d’argento.

Mi si nota di più se mostro un terzo tipo di arma?

Ma insomma, ’sto fucile c’ha la canna a pisellone nero…

Fermi tutti, vi dichiaro pisellati!

… o squadrata d’argento?

Data, perché hanno tutti il pisellone nero tranne noi?

Invece di prendere d’assalto i cinema e dare fuoco alla pellicola, i fan sono boccaloni e ingoiano tutto quello che la Paramount proietta su un video: trattandosi di Borg, tutti ripetono «È canonico» e il discorso finisce lì. Ogni resistenza è inutile.
Le serie TV scattano sull’attenti e subito acquisiscono i cambiamenti che il film s’è inventato di sana pianta – perché ogni Canone è formato da cazzate sparate a casaccio, ogni volta diverse – e così invece del solito phaser pela-patate o del fuciletto giocattolo Janeway può sfoggiare il fucilone pisellone, direttamente dal set di Primo contatto.

Pure sulla Voyager sono dotati di fucilone pisellone

Siccome siamo qui a rispettare il Canone, in Primo contatto il fucilone lancia impulsi (e viene chiamato pulse emitter)…

Un fucilone così grosso per un impulso così piccolo

… in “Voyager” invece lancia un raggio di qualcosa, chiaramente diverso.

Raggio fotonico di qualcosa!

Il nome dell’arma non è chiaro, lo chiamano phaser rifle ma in realtà è un nome generico che si adatta a tutto. L’universo di “Star Trek” non ama le armi e purtroppo il fucilone pisellone rimarrà una rarità. Però il 19 maggio 1997 farà in tempo a fare la sua apparizione anche in “Deep Space Nine“.

Soldato Nog munito di pisellone a rapporto

Episodio 5×24, la splendida puntata Empok Nor, per raggiungere la base gemella di DS9 il cadetto Nog (Aron Eisenberg) vuole andare sul sicuro, e si porta un’arma che purtroppo non userà. Comunque fa la sua porca figura.

Uno sparo ferengi nella notte

Spero di trovare altre apparizioni del fucilone pisellone, ma l’attenzione dell’universo di Star Trek per le armi è davvero carente. Mi basta una puntata di “Voyager” ad altissima densità aliena.

L.

– Ultime commistioni trekkiane:

  • Star Trek Alien: Arsenal of Freedom (1988) - Evit mi segnala un venditore d'armi del pianeta Minos che ha un curioso motto, ricopiato di netto dal quello di un Colonial Marine di Aliens (1986) parecchio... reaganiano!
  • Star Trek Alien: Datalore (1988) - Anche Evit parte per le stelle e mi segnala una deliziosa cripto-citazione trekiana, a cui aggiungo due perle del male.
  • Star Trek Alien: Enterprise vs Covenant - Il peggior abominio della storia, Alien: Covenant, sembra raccogliere scena per scena alcune terribili idee fornite da una serie TV di quindici anni prima.
  • Star Trek Alien: Janeway come Ripley (1996) - Appena annunciata la pre-produzione del quarto film di Alien, la quarta serie di "Star Trek" sfoggia un episodio ad alta densità aliena, con Janeway come Ripley!
  • Nicole Sarah Fellows: la Ripley clonata (1997) - Una giovane comparsa viene "clonata" per diventare una delle prime fasi di Ripley 8.
  • A.C. Crispin e l’arte della novelization (1984) - Traduco questo articolo apparso sulla rivista specialistica "Starlog Magazine" numero 83 (giugno 1984), in cui la romanziera A.C. Crispin - autrice della splendida novelization del quarto film alieno - racconta lo stato dell'opera nel 1984 di due generi narrativi particolari: la novelization e il tie-in.
  • Citazioni aliene: Star Trek Aliens (1988) - Deliziosa vignetta umoristica apparsa sul n. 137 (dicembre 1988) della rivista specialistica "Starlog" che mi permette di chiedere idee su una possibile fan fiction "Star Trek vs Aliens".

22 pensieri su “Star Trek Alien: Janeway come Ripley (1996)

  1. Bellissimo post e gran citazioni aliene! Questa è proprio una serie di Star Trek di cui ignoro tutto, mi ha stupito anche scoprire che ci recitava Kate Mulgrew, la Red di “Orange si the new black”. Appena avrò domato “The Next Generation” passerò a questa serie 😉 Cheers

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  2. Applausi a scena aperta!!! :–)

    Stupendi i fotogrammi delle due versioni di Aliens!! E avanzo una spiegazione della possibile genesi della puntata: per evitare che tutti vedessero Janeway come mamma orsa hanno pensato di renderla una donna forte, e donna forte uguale Ripley!!!

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      • Janeway è un capitano duro, specialmente mano a mano che la serie va avanti. In Tuvix, per esempio, prende una decisione durissima, ma non è l’unica. Ha questa triplice qualità di mamma (per esempio nel rapporto CON Seven of Nine, ma con l’equipaggio tutto), di scienziata e di donna dura non disposta a compromessi! Quando vedrai Voyager (non uso il se, uso il quando!) credo che ti colpirà come personaggio, è uno dei meglio sviluppati (specie dalla 4a in poi, che poi è da quando la serie ingrana davvero)! :–)

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      • Quando alfin Janeway vedrai, su di lei tante cose scoprirai… 😉
        Quanto all’episodio in questione, che trasudi Aliens da tutti i pori (come sottolinea anche la tua doppia colonna di fotogrammi) è innegabile!
        Su Primo Contatto cosa dire, se non che una delle cose che più ho gradito del film (a mio parere, quello più riuscito del quartetto dedicato a TNG) dopo i Borg e la nuova Enterprise progettata per romper loro i coglioni biomeccanici sono state le nuove armi, molto più adatte al design della nave rispetto alle precedenti… del resto uno dei pilastri fondamentali di Star Trek risiede proprio nell’IDIC vulcaniano: “Infinite Diversità in Infinite Combinazioni”, che non si fanno certo piegare da quel canon così tanto indispensabile per taluni fan (e che, tra l’altro, ha ben poco senso all’interno di un universo narrativo dove il multiverso fa parte delle regole del gioco) 😉

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      • Quando all’epoca della sua uscita provai a vedere “Primo contatto” fu un errore: a differenza dei film con Kirk che erano per tutti e parlavano a tutti, questi di TNG erano chiaramente marchette concepite esclusivamente per i fan più puri della serie, parlando una lingua incomprensibile ad altri e di argomenti noti esclusivamente a chi aveva seguito con molta attenzione la serie e teneva a distanza chi (come me) disgraziatamente la serie non l’aveva seguita.
        Ora che l’ho rivisto, per studiare il fucilone, venivo da un’immersione di 5 stagioni complete viste in rapida sequenza, quindi sebbene non sia un fan comunque stavolta partivo con solide basi: stavolta in quei dieci minuti iniziali in cui succede di tutto (complimenti agli sceneggiatori!) sapevo di cosa stesse parlando, ma lo stesso l’ho trovato una mostruosità, sia per ritmo totalmente sballato che per infinita “minuscolezza” della trama: sembra un episodio stiracchiato e di quelli scritti male.
        Tutto questa esagerata bava per Cochrane poi mi è incomprensibile: in TNG viene citato una sola volta in 7 stagioni, quindi è una trovata rivolta esclusivamente ai fan più duri e puri, di nuovo a dimostrare che non è un film ma un “fan made” un po’ più costoso.
        L’unico pregio di questo LCF (Leccata di Culo ai Fan) è l’aver inventato quel fucilone gagliardo, che evidentemente non dev’essere piaciuto e scompare subito dopo le apparizioni citate. Ah, se anche i Borg fossero subito spariti dopo le prime apparizioni… 😛

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      • Eh, ma se anche i Borg fossero subito spariti dopo le prime apparizioni, allora non avremmo avuto il tragico evento personale che ha segnato Benjamin Sisko nella battaglia di Wolf 359, quello stesso evento che rivissuto nella dimensione atemporale dei Profeti da praticamente il via a quella magnifica serie che è DS9… quindi, a conti fatti, mi sa tanto che abbiamo fatto bene a tenerceli stretti, i Borg 😉
        Zephram Cochrane? Di certo è stato trattato meglio nei romanzi (vedi “Federazione” di Judith and Garfield Reeves-Stevens) che non nelle serie tv: pure in Enterprise, cronologicamente più vicina a lui, Cochrane/Cromwell compare solo in un cameo -per quanto importante- iniziale e in una breve e malvagia versione alternativa durante l’equivalente del Primo Contatto avvenuto nel Mirror Universe…

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      • Sono contento che un personaggio nato dai romanzi come Cochrane (visto che è quasi totalmente assente nelle serie TV prima del film) sia “promosso”, anzi se succedesse più spesso sarebbe bello, ma questo non fa che confermare che “Primo contatto” è un prodotto scritto esclusivamente per i fan più duri e puri, che non hanno bisogno di spiegazioni, quindi i primi dieci minuti di film possono racchiudere avvenimenti che avrebbero richiesto almeno un’ora di spiegazioni in un normale film di fantascienza.
        Nel 1982 non avevo la benché minima idea di chi fosse Khan, non avevo mai visto l’episodio di TOS in cui appariva o forse l’avevo dimenticato, quindi “Star Trek II” se fosse stato diretto come “Primo contatto” sarebbe risultato totalmente indigesto e sarebbe durato 80 minuti: perché spiegare quello che sanno tutti? Invece è scritto così bene e fa di tutto per parlare anche a chi non abbia mai visto una puntata di TOS, che è un film che può stare spavaldamente sulle proprie gambe: anche chi non sa cosa sia Star Trek può vedere “L’ira di Khan” e godersi uno splendido film. Invece “Primo contatto” è per specialisti stretti, visto che neanche essersi sparato quasi tutto TNG può aiutare a capirlo, ma quel che peggio è scritto malissimo perché è un semplice fan fiction costosa, che dà tutto per scontato perché sta parlando a chi già sa tutto. Mi sembra una visione terribilmente ristretta di questo universo.
        Poche idee di TNG mi piacciono, ma è innegabile che poi abbiano dato vita a ottime ripercussioni, dai Borg ai Cardassiani fino al maggiore Kira, che in pratica nasce in TNG con il guardiamarina Ro: il problema è che tutte queste idee saranno impreziosite da altre parti, non in TNG. Diciamo che è una serie sforna-idee a propria insaputa 😀

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      • TNG ha spianato strade (come dovrebbe fare ogni buon precursore che si rispetti) ad altri che le hanno poi percorse fino in fondo, tutto qui 😉
        E poi dai, ammettilo, di “Primo Contatto” parli così solo perché a te invece è piaciuto tantissimo “Insurrezione” 😀 😛
        P.S. Pensa che proprio “Primo Contatto” era considerato come uno dei film maggiormente fruibili anche dai non-fan (e gli incassi mi fanno credere che perlomeno alcuni suoi aspetti, come ad esempio una caratterizzazione dei Borg più “zombesca” rispetto a quella vista nella serie tv, possano avere acceso la curiosità anche di chi non seguiva assiduamente TNG)…

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      • Probabilmente la mia genetica avversione a TNG si è riuscita a sciogliere davanti alla serie TV, che dopo trent’anni riesco ad apprezzare, ma non davanti ai relativi film, che onestamente non mi sembrano rispecchiare lo stile narrativo della serie: paradossalmente ogni singolo episodio di TNG (di 45 minuti) si prende il tempo di spiegare le proprie storie molto di più di quanto faccia il film (da 110 minuti), che va di corsa e da TUTTO per scontato.
        Resterà per me sempre un mistero come si possa anche solo immaginare di mettere nello stesso universo i primi sei film con questi fan made.

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      • I primi sei film avevano il vantaggio di poter contare su di un mito già consolidato da molto tempo: non dovevi necessariamente essere un affezionato della TOS, per averne sentito parlare, mentre TNG il proprio mito non aveva ancora finito di costruirselo ed i film ne facevano parte integrante, quindi mi stupisce poco che il rapporto con i fan risultasse essere più stretto qui (nonostante variazioni di ritmo e stile narrativo al presumibile scopo di agganciare ANCHE il grande pubblico, dato che gli incassi non si fanno mai solo con gli aficionados, ovvio) di quanto non lo fosse nei sei capitoli dell’era Kirk. Come poi sia stato ripagato questo modus operandi cinematografico, tra l’altro nemmeno così granitico visto il tentativo -fallimentare- di introdurre nei due titoli successivi novità non legate alla serie (nessun fan poteva minimamente conoscere quei Son’a, Ba’ku o Remani creati per l’occasione), purtroppo lo si è visto…

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      • E’ proprio nell’equilibrio “fan-non-fan” che il film l’ho trovato devastante.
        Come dicevo, io non sapevo (o ricordavo) chi fosse Khan, ma non c’era bisogno: il film mi spiega chi è, perché si comporta così e dà spazio al suo personaggio. Non c’era bisogno di sapere chi fosse Sarek, visto che viene presentato come padre di Spock. Non c’era bisogno di ricordare la madre umana di Spock, visto che viene presentata. I fan già lo sapevano, ma il grosso pubblico (fra cui io, che non è che fossi così esperto) poteva fruire tranquillamente di tutti e sei film senza aver mai visto un solo episodio. (E in Italia la messa in onda selvaggia ha fatto in modo che nei primi anni Ottanta Star Trek era una serie appena nota!)
        “Primo contatto” inizia che i Borg sono tornati (chi sono? non si sa) e vanno indietro nel tempo, corriamo loro appresso, entriamo in un turbine di materie sbiricuta-temporale di antani con scappellamento a destra e torniamo indietro, che c’è Cochrane, mitico Cochrane, adoriamo Cochrane, tutti amano Cochrane, pure Sberla, il più grande, Cochrane è Dio con un cappello scemo, ecco la regina dei borg, ecco Data sensibile, con la pelle nuova, con i fucili nuovi, ecco non funzionano più perché i Borg sbiricutano a sinistra, usciamo nello spazio, sì dopo 7 stagioni all’interno andiamo all’esterno che dobbiamo cambiare aria. E tutto questo NEI PRIMI DIECI FOTTUTI MINUTI DI FILM. (Ti invito a rivederlo per sincerartene ^_^ )
        Ma chi è ‘sta gente? Chi è Cochrane? Chi sono i Borg? Ma le volete spendere due cazzo di parole? Siamo sicuri che il pubblico generico, quello cioè che non vede la serie di Star Trek, conosca i Borg, citati in soli 10 episodi su 176? Nei 6 film di Kirk si poteva non aver visto mai la serie e i nemici venivano sempre spiegati, se avevano importanza: tutto viene dato per scontato, e sebbene provenissi dalla visione forzata di 5 stagioni di fila mi sono trovato totalmente spiazzato. Figuriamoci quando ho visto il film negli anni Novanta, non capendoci una stramazza di niente! 😀
        No, i film di TNG sono puro fan service che si dimentica per strada la semplice narrativa: i ritmi sono totalmente sballati, i personaggi non sono presentati (tanti li conoscono tutti a memoria, no’) la sceneggiatura è assente, tanto come ogni altro episodio basta che c’è Picard Action Man Faccio Tutto Io e Data che dateggia. in fondo non sono noti altri protagonisti della serie 😀

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      • Sì, me li ricordo bene i primi dieci minuti di film (ma io era GIA’ un fan, quindi faccio poco testo) 😉
        Il problema principale è che al raggiungimento compiuto di quell’equilibrio (sballato, come dimostrano pure i due titoli seguenti) “fan-non-fan” non è mai stata data una seconda possibilità: nel 2002 si sono chiusi i giochi, kaputt, e addio a un percorso che avrebbe potuto portare ad avere pure dei film indipendenti dalle strette maglie del fandom 😦
        P.S. Il problema dei Borg e delle loro gesta per il pubblico generico? Ai tempi si era pensato di risolverlo con definizioni a effetto altrettanto generiche tipo “zombie bionici” e “viaggi nel tempo” (presumendo, con tutta probabilità, che zombie e viaggi temporali fossero argomenti alla portata di buona parte di quel pubblico non-trek da attirare in sala)…

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      • Se non ricordo male il 2002 è anche l’anno in cui si chiusero i giochi per “Total Recall 2”, che peraltro doveva essere diretto da Jonathan Frakes, la cui parabola artistica sembra inciampare proprio nei capitoli finali di ST al cinema.
        Dopo il 2002 temo non esista più li pubblico generico, chi ha dei fan ormai può contare solo su di loro. Ho visto che recentemente hanno fatto diversi film ST con attori storici, di qualità non certo paragonabile ai film precedenti ma di sicuro interesse per i trekkie, che temo siano rimasti gli unici a tenere in vita questo universo. (Parlo di quelli americani, perché in Italia a parte te, Sam Simon e il mio sindacalista non conosco altri che abbiano anche solo la nozione che esista qualcosa chiamato Star Trek 😀 )

        P.S.
        Nel 1997 circa ero impazzito totalmente per Doom e le total conversion: in ufficio avevo scoperto una cosa chiamata Internet e avevo scoperto che i fan condividevano rielaborazioni grafiche di Doom. Nella total conversion “Doom Trek” non poteva mancare un borg, e con il senno di poi posso annoverare questo caso al fascicolo “io sono leggenda”: in quel momento ero probabilmente l’unico nerd al mondo a ignorare cosa fosse un Borg 😀
        All’epoca erano ormai dieci anni che avevo visto il Far Point di TNG, archiviando quel primo episodio con la voce “Non continuare”. Il sesto film era per me la conclusione di un viaggio storico che non ammetteva seguiti, e “Generazioni” facevo finta di non averlo mai visto per non tornare a vomitare. Quindi anche un totale “non-fan” di TNG come me era stato raggiunto dalla nozione di Borg, per vie traverse, lo stesso quando vidi “Primo contatto” fu un’esperienza molto spiacevole.
        Stavolta almeno ho potuto avere la possibilità di gustarmi gli ottimi episodi Borg di TNG, una trovata molto ben costruita, anticipata in vari punti e la cui struttura mi ricorda la minaccia Magog di “Andormeda” (che a questo punto credo derivi proprio dai Borg). Ero pronto, avevo amato “Io, Borg” e il suo dilemma morale, stavolta avevo gli strumenti giusti per gustarmi il film. E niente, il totale disinteresse degli sceneggiatori mi ha bruciato: ogni film di zombie, di vampiri, di licantropi e alieni vari spreca almeno due parole a spiegare l’entità della minaccia della storia, qui no. “Arrivano i Borg”, fine della spiegazione. Ed è solo l’inizio di un cumulo di eventi non spiegati, che dimostra una fretta del tutto immotivata.
        Molto meglio “Doom Trek” 😀

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      • Ah, e dopo 7 stagioni al chiuso una passeggiata spaziale ci voleva proprio, fosse anche solo per mostrare l’iniziale entusiasmo di Worf a riguardo 😀

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  3. Ricordo quell’episodio, divertente. Voyager è ancora la mia serie di Star Trek preferita, e Janeway il mio capitano! Sparare prima di parlare, sempre!
    Primo contatto mi è piaciuto per alcune cose (metti un Borg tutto dove ti pare e mi basta per essere contento, sono di bocca buona), ma effettivamente per altre era imbarazzante. Rimanendo sui borg, il personaggio della “regina” l’ho detestato. I borg non dovrebbero avere una regina, cazzarola! Come siamo passati da un collettivo a una monarchia?!?
    Riguardo alle armi, una cosa che mi piaceva delle vecchie serie, soprattutto di TOS, è proprio che le armi erano piccole, eppure devastanti! Con quel pistolotto che ti stava in una tasca potevi far saltare per aria una roccia! L’efficienza nella devastazione! I fuciloni non mi sono mai piaciuti, anche perché facevo una proporzione: se con un cosino che sembrava una derringer già spaccavi tutto, con un fucilone del genere dovevi quantomeno poter aprire buchi grandi come portoni negli scafi delle astronavi, e invece l’effetto era lo stesso dei pistolini… e quindi è cambiato diverse volte nel corso della serie, ma ho la sensazione che la potenza diminuisca nel tempo invece di aumentare…

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    • Ho visto troppo pochi episodi di Voyager per giudicarla, probabilmente appena finisco TNG ci farò un pensiero ad iniziarla 😉
      Malgrado il primissimo episodio di Star Trek TOS mostri un super-fucilone spacca-montagne in mano a Kirk, questo universo è sempre stato privo di grandi armi: come dici giustamente, basta un pela-patate a fare danni, che senso ha avere un fucilone?
      Però ogni tanto si sono concessi uno strappo alla regole, come il phaser rifle – nato in TNG ma che in pratica si vede solo in DS9 – e questo fucilone, nato dal nulla e tornato subito nel nulla.
      Al di là dell’efficacia, vuoi mettere quant’è figo l’eroe col fucilone? Ti immagini le locandine di Rambo con una Derringer? 😛

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  4. Pingback: Star Trek Alien: Enterprise vs Covenant | 30 anni di ALIENS

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