[1991-11] Alien 3 su “K” 33

Grazie a questo post di redbavon ho scoperto un ghiotto articolo della rivista italiana di videogiochi “K” (n. 33, novembre 1991) dedicato all’imminente uscita del videogioco ispirato al film Alien 3 (1992).

La particolarità di questo testo è che ci consente uno sguardo in quei mesi che hanno preceduto l’uscita del film, con le relative voci di corridoio (più o meno sballate) ma anche indiscrezioni sul montaggio definitivo. Per esempio l’autore anonimo del pezzo fa riferimento «misteriose mucche spaziali», perché va ricordato che le prime foto di scena a girare ritraevano quello che poi sarebbe scomparso dal montaggio visto al cinema: uno dei bovini di Fiorina 161 inseminato dal facehugger. Persino le card vendute in fumetteria presentavano ’sta mucca per la mia perplessità, in tempi in cui ancora non era uscito il montaggio alternativo del film.

«Tutti i prigionieri, infestati di malattie e disgustosi a vedersi, sono stati rapati a zero per sconfiggere la virulenta epidemia di pidocchi che li ha colpiti. È questo aspetto dei prigionieri che ha fatto parlare di monaci spaziali a proposito di Alien 3

Questa frase testimonia di voci su “monaci spaziali” che sicuramente sono dovute alla splendida sceneggiatura di John Fasano, poi effettivamente “saccheggiata” per la sceneggiatura definitiva, così come le prime foto di scena mostravano i detenuti effettivamente sporchi e mal messi, tanto da far pensare a una sorta di colonia di menomati.

Infine l’uso spregiudicato del titolo Alien 2 denota come l’autore appartenesse a quel pubblico generico che cadeva nel tranello della distribuzione italiana, che in TV ancora nei primi anni Novanta mandava l’ignobile filmaccio omonimo di Ciro Ippolito e c’era davvero chi lo confondeva con il seguito di Alien (1979).  Vado a memoria, spero un giorno di trovare prove, ma sono abbastanza sicuro che all’epoca anche riviste e giornalisti di cinema si confondessero sui due titoli.

Su altre questioni linguistiche sollevate da questo articolo scriverò meglio in future “indagini”.

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[1996-03] Stuart Gordon su “Cinefantastique” (V27) 7

Dopo che il compianto Stuart Gordon ci ha lasciati, è stato “scoperto” un film alieno che avrebbe girato per dei parchi a tema: come ho già raccontato, non esistevano prove che Gordon avesse davvero firmato Aliens: Ride at the Speed of Fright… finora!

Al di là delle tante voci di corridoio senza sostanza, ecco finalmente la prova che Gordon ha davvero diretto un gioiello alieno imperdibile.

Intervistato in occasione dell’uscita del film Space Truckers (1996) da “Cinefantastique” nell’aprile 1997, l’esperto di effetti speciali Paul Gentry afferma:

«Stuart [Gordon] pensava che il ride film di Aliens fosse una palestra per Space Truckers: un sacco di cose che abbiamo fatto per questo film le avevamo già fatte per quello alieno. Stuart non ha molta esperienza con la fanteria paramilitare che spara con grandi fucili, certe cose non le vedi di certo in Re-Animator, quindi è stata un’esperienza grandiosa.»

Ma la vera prova da “pistola fumante” arriva un anno prima, nella stessa rivista specialistica “Cinefantastique” (volume 27, n. 7) del marzo 1996. Il tecnico che ha curato gli effetti speciali del ride film alieno, Les Paul Robley, racconta in prima persona l’operazione.


Alien: The Ride

di Les Paul Robley
(operatore che ha lavorato al ride film in questione)

da “Cinefantastique”
volume 27, n. 7 (marzo 1996)

Sul set del film-simulazione basato su “Aliens” della Fox

Con i ride film che diventano attrazioni sempre più popolari dei parchi a tema, sembra naturale crearne ispirati a celebri film. A Disneyland c’è lo Star Tours, agli Universal Studios c’è il Back to the Future, al Six Flags c’è The Right Stuff, al Caesar’s Palace c’è Elvira’s Graveyard Shift, c’è un Robocop: The Ride ed è in arrivo Terminator 3D della Digital Domain. Ora, c’è anche Aliens: Ride at the Speed of Fright.

Prodotto dalla Praxis Films in associazione con la Iwerks Entertainment, la casa autrice di Robocop, il nuovo genere chiamato ride film ha esordito l’anno scorso con ventotto titoli al Pier 39 di San Francisco e in tre cinema giapponesi. La Iwerks ha la più completa libreria di film-simulazioni di questa industria, con installazioni in più di 150 cinema. Diretto da Stuart Gordon, celebre per Re-Animator (1986), e con il direttore della fotografia Paul Gentry, in passato supervisore degli effetti speciali alla Full Moon Entertainment, il ride film mostra effetti e scene dal film Aliens (1986) della 20th Century Fox, con del girato inedito creato per l’occasione.

«Questo sarà un film che andrà ben oltre quanto avete mai provato», afferma il regista Gordon. «Non solo vedrete l’azione, ma la proverete anche. Parliamo davvero della nuova generazione di esperienza cinematografica».

L’operatore Les Paul Robley sul set del filmato-simulazione

Il prologo si apre con la scoperta di un marine superstite che ha perso la propria squadra su un pianeta alieno. Tramite dei flashback vediamo ciò che è successo alla sua squadra durante un controllo di routine nella colonia del posto. Ci sono cadaveri ovunque, imbozzolati: l’unica possibilità è azionare una bomba, che in dieci ore spazzerà via tutto ripulendo il pianeta.

La squadra però è attaccata da xenomorfi provenienti da ogni direzione. I marine aprono il fuoco cercando di sfuggire all’attacco, ma il tunnel è ostruito. Intanto il contatore della bomba prosegue il suo conto alla rovescia quindi i marine dovranno sbrigarsi, a bordo del loro APC (Armored Personnel Carrier).

Lo spettatore viaggia con loro mentre atterrano sul pianeta usando sequenze prese dal film [in realtà no, sono anch’esse girate per l’occasione. Nota etrusca.]. Vediamo l’APC farsi strada nel complesso, tra buche create dall’acido e materiale resinoso. Seguendo un segnale di soccorso, i marine trovano l’APC della precedente missione. […]

Dietro le quinte di Aliens: Ride at the Speed of Fright

I cinema che proiettano i ride film della Iwerks sincronizzano schermi giganti con filmati ad alta risoluzione e movimenti di alta tecnologia. Gentry ha fotografato le nuove scene con pellicola in 35 millimetri 5248 VistaVision, otticamente ingrandita per il formato 870 della Iwerks.

Il set ha visto la presenza di oggetti di scena a grandezza naturale insieme a modellini: niente grafica computerizzata. I passati ride film della Iwerks hanno fatto uso di una grafica al computer che purtroppo ha rovinato il realismo delle scene, una volta proiettata su grandi schermi: le miniature invece sono preferite perché mantengono il realismo. A lavorare sul progetto sono stati chiamati alcuni artisti direttamente da Aliens. […]

Aliens è stato preso dalla Iwerks in licenza dalla 20th Century Fox Licensing, e sarà il primo film ad essere sviluppato in un’attrazione interattiva. Iwerks Visual Adventures presenterà l’attrazione Aliens più avanti, quest’anno.

C’è voluto più di un mese per girare l’intero filmato. […] Le riprese sono iniziate nel febbraio del 1995. […] Il creatore di Alien, H.R. Giger, quando ha saputo del progetto ha commentato: «È un bene che ci stiate lavorando, ma avrei preferito essere informato». Magari un giorno verrà a provare dal vivo il terrore che ha creato.


L.

P.S.
Non perdete lo speciale che “La Bara Volante” sta dedicando a Stuart Gordon.

– Ultime riviste:

[1994] Operation Aliens

Nel 1992 la casa specializzata in card, la celebre Topps, deve aver avuto un discreto successo con la sua lunga serie dedicata ad Alien 3 (1992), che ho avuto tra le mani ma non ho saputo conservare nella sua interezza (e ne soffrirò per sempre), così dalla Dark Horse Comics si fa scrivere una vera e propria mini-saga a fumetti da pubblicare in quindici card da collezione: il risultato è Operation Aliens (1994), scritta da Jerry Prosser e magistralmente illustrata da un Den Beauvais in splendida forma.

La nuova avventura di questi Colonial Marines si conclude con la fuga dalla Regina Aliena volante, un’idea che ogni tanto sbuca fuori nella narrativa aliena e fa sempre il suo bell’effetto. Mi limito a mostrare le nove card in tutta la bellezza delle illustrazioni: le immagini sono prese da ComicArtFans.com.

L.

– Ultimi fumetti:

  • [2021-03] Alien (Marvel) - Gabriel lascia la Stazione di ricerca Epsilon con un passato doloroso e un futuro incerto, ma quando l'unico suo figlio rimasto in vita sale a bordo con i suoi amici eco-terroristi e scatena gli esseri nei laboratori della Weyland-Yutani, Gabriel deve tornare in pista. E stavolta è personale.
  • [2021-05] Marvel Predator Variant Covers - La Marvel annuncia che arriveranno nuove storie a fumetti di Predator, e per festeggiare lancia le consuete copertine alternative dei supereroi storici, il prossimo maggio.
  • Marvel anteprima: marzo-aprile 2021 - Finalmente comincia ad uscire materiale Marvel che anticipa l'imminente uscita della nuova testata aliena, sperando resusciti questo universo distrutto dai suoi stessi autori.
  • [1994] Operation Aliens - La casa di card Topps si fa scrivere dalla Dark Horse Comics una mini-saga a fumetti da pubblicare in quindici card da collezione, scritta da Jerry Prosser e magistralmente illustrata da un Den Beauvais in splendida forma.
  • [2020-06] Predator: Screenplay (annullato) - Un podcast di AVPGalaxy del 23 gennaio 2021 presenta un'intervista all'autore di questa saga soppressa, il quale ci regala uno sguardo su ciò che poteva essere.
  • [2020-12] Predator saldaPress 26 - Numero conclusivo della testata, con due storie brevi.
    Con Sopravvivenza diamo uno sguardo alle storie che potevano nascere dal film Predators (2010) e che non sono mai nate. Con Città dannata torniamo nella Manhattan del 1947 con boss malavitosi alle prese con un Predator.
  • [2020-12] Aliens saldaPress 43bis - Conclusione della saga Alien: la sceneggiatura originale (2020), in cui Cristiano Seixas ha il compito di prendere la sceneggiatura di Dan O’Bannon del 1976 e trasformarla in un fumetto, ed addio della testata.
  • [2020-12] Aliens saldaPress 43 - Prima parte della saga Alien: la sceneggiatura originale (2020), in cui Cristiano Seixas ha il compito di prendere la sceneggiatura di Dan O’Bannon del 1976 e trasformarla in un fumetto, con gli splendidi disegni del brasiliano Guilherme Balbi.
  • [2020-10] Aliens: Orbita mortale - Splendida versione cartonata dell'inconsistente saga del 2017 di James Stokoe, la cui arte narrativa lascia freddini ma dal punto di vista grafico è davvero da rifarsi gli occhi. Il volume inoltre è impreziosito da una sezione "materiali extra" che fa girare la testa per la bellezza.
  • [2020-11] Predator saldaPress 25 - Seconda ed ultiam parte della movie adaptation, con la storia Beating the Bullet di Paul Tobin che nella traduzione di Andrea Toscani diventa Battere il proiettile, con protagonista Isabelle (interpretata nel film da Alice Braga).

[1997-10] Predator vs Judge Dredd

Cover di Brian Bolland

La Dark Horse Comics nei suoi anni d’oro riesce a mettere le mani su John Wagner, storico sceneggiatore britannico che negli anni Settanta ha fatto parlare di sé per le storie pubblicate dalla rivista-contenitore “2000 AD”. Visto che negli anni Novanta i fumetti alieni sono il prodotto principale della Dark Horse, pare ovvio che al noto autore venga subito affidata una saga in quell’universo, e dopo aver firmato la brevissima (e muta) Predator: Rite of Passage (1992), apparsa sul primo numero del mensile-contenitore “Dark Horse Comics”, Wagner ci regala Aliens: Berserker (1995): forse non un capolavoro ma di sicuro strapiena di ottime idee ghiottissime.

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[1992-12] Giochi alieni su “Starlog” 185

da “Starlog” n. 185 (dicembre 1992)

Splendida pubblicità “tripla” dedicata ai videogiochi ispirati a Terminator 2 (1991), Alien 3 (1992) e Predator 2 (1990) – il buono, il cattivo e il brutto! – apparsa sulla rivista “Starlog” n. 185 (dicembre 1992).

L.

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[1998-02] Aliens: Tourist Season

Cover di Jason Pearson

Sbuca fuori un’altra storiellina aliena che mi ero perso per strada, presentata nel febbraio 1998 all’interno del volume “Dark Horse Presents: Annual 1997“, scritta da Beau Smith e disegnata da Gray Morrow.

Nel costruire parchi a tema stile Westworld su vari pianeti, la Remmington Corporation ha fatto un casino su Red Rock: gli scavi per la costruzione di un mondo a tema ha risvegliato delle creature dormienti, degli xenomorfi che ora iniziano la loro opera di distruzione.
I turisti giunti sul pianeta per una vacanza in stile Vecchio West ora si ritrovano in una situazione “alla Michael Crichton”, ma con gli alieni al posto dei robot impazziti.

La ballata degli alieni nel vecchio West

I nostri xenomorfi preferiti scopriranno che una cosa è affrontare i fiacchi lavoratori dello spazio, un’altra è vedersela con turisti paganti vestiti da cowboy e fomentati dal mito del Far West: i poveri alieni non hanno scampo!

Nessuno esce vivo dal Far West

Storia veloce e paraddosale, perciò alla fin fine divertente: peccato non ci siano più commistioni tra alieni e western.

L.

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Citazioni aliene. Tales from the Crypt (1993)

Roba da applauso a scena aperta

Questa incredibile schermata è presa dall’episodio 5×05 (13 ottobre 1993) della celebre serie televisiva antologica “Tales from the Crypt“: la regia è di Russell “Highlander” Mulcahy.

La distribuzione italiana della serie è devastante e frastagliata, con giusto una spruzzata di episodi doppiati, ma per fortuna questo è riuscito a superare i confini nostrani. Nel 1994 la New World International distribuisce un po’ di episodi in giro per il mondo e nel 1995 la nostrana Deltavideo li raccoglie in VHS da tre episodi l’una: la prima uscita, “Tales from the Crypt – I racconti della cripta – Volume 1” («Una eccezionale anteprima: tutta l’emozione, l’orrore, il mistero uniti ad un raffinato uso degli effetti speciali, e con la partecipazione di moltissime star hollywoodiane») contiene Dolce vendetta, l’episodio in questione.

Il titolo originale, People Who Live in Brass Hearses, è quello del fumetto originale da cui Scott Nimerfro ha tratto la sua sceneggiatura: la storia appare sul numero 27  (ottobre-novembre 1952) di “Vault of Horror“, una delle celebri pubblicazioni antologiche a base horror della EC Comics. Non sono riuscito a trovare il nome dello scrittore del fumetto, comunque ecco l’intera storia.

Come può una serie della HBO mostrare un fumetto che non esiste, con un personaggio di proprietà della 20th Century Fox? Se lo sapesse Joel Silver, il produttore dei due film della creatura… ah, no, aspetta: lo sa!

La più spettacolare lista di produttori di sempre

L’incredibile elenco di produttori spettacolari di questo episodio vede anche i due “papà alieni” Walter Hill e David Giler, che l’anno prima hanno presentato Alien 3 (1992) e si apprestano a produrre il quarto episodio, Alien Resurrection (1997), in cui uno dei perfidi scienziati è interpretato da… toh, lo stesso Brad Dourif che regge il fumetto che non esiste!

Che bello l’universo alieno, quasi quasi ci torno

Malgrado non si veda il logo, il fumetto falso in questione è sicuramente prodotto dalla Dark Horse Comics, sia perché è detentrice dei diritti del personaggio a fumetti (almeno fino a dicembre 2020!) sia perché sul retro dell’albo è ben visibile la pubblicità di “Eddy Current” di Ted McKeever, che la casa aveva pubblicato nel luglio del 1991 rilevando il personaggio dalla Mad Dog Graphics.

Il Predator mascherato ha colpito ancora!!!

Nel 1993 Robert Rodriguez ancora non aveva avuto l’incarico di scrivere Predator 3, che poi sarà rielaborato per Predators (2010), quindi al cinema l’ultimo avvistamento del cacciatore spaziale è in Predator 2 (1990), dove fra le tante vittime c’è pure… Bill Paxton, co-protagonista di questo episodio.

Odio l’universo alieno: non fanno che uccidermi, lì!

Non avevo colto l’ulteriore “gioco” nascosto in questa immagine, ma poi leggendo i  trivia di IMDb scopro che esattamente un anno dopo l’andata in onda di questo episodio all’Austin Film Festival, il 13 ottobre 1994, viene presentato un film con Bill Paxton dal titolo Frank e Jesse (1994) e parla… di Jesse James! Il protagonista è Rob Lowe, mentre Paxton interpreta suo fratello Frank James.

Sono anni di rinascita per Jesse James

Jesse James vs Predator” è un titolo geniale, che decisamente non nasce come presa in giro dei “versus” in cui sarà coinvolto il personaggio della Fox, visto che nell’ottobre 1993 esistevano solo:

Devono ancora arrivare le secchiate di scontri, con i personaggi DC, con Terminator, Tarzan e via dicendo, quindi è difficile pensare che la serie volesse sfottere una tendenza che era ancora di là dal diventare “fuori controllo”. Però è lo stesso un’ispirata intuizione.

Da questo sito sappiamo che la copertina del falso fumetto è stata colorata da Mike Vozburg, che lavorava come illustratore per la serie della HBO.

L.

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Star Trek Alien: Janeway come Ripley (1996)

Grazie a questo post di Sam Simon – altro grande estimatore degli universi di Aliens e Star Trek – scopro un episodio assolutamente imperdibile di “Star Trek: Voyager“, dove l’intento di omaggiare Aliens (1986) è così palese da lasciare pochi dubbi, se non la domanda… perché? L’unica risposta che trovo è… perché sì.

Andato in onda in patria l’11 dicembre 1996, forse questo episodio diretto da Alexander Singer e scritto dal bravo Brannon Braga (che ha firmato molti ottimi episodi di “The Next Generation”) è una reazione alla notizia dell’imminente lavorazione di Alien Resurrection: infatti già almeno dal giugno 1996 riviste come “Fangoria” e “Sci-Fi Entertainment” annunciano la pre-produzione Fox del quarto film della saga, diretto da… Danny Boyle!
Forse la Paramount con la sua quarta serie TV di “Star Trek” ha voluto omaggiare il quarto film di Alien.

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[1999-02] Aliens: Once in a Lifetime

Cover di Rick Leonardi

Continuo a trovare storielle brevi aliene che mi sono perso per strada durante gli anni. In questo caso si tratta di Aliens: Once in a Lifetime, scritta da Mark Schultz e Philip D. Amara, con i disegni di Rick Leonardi.
Apre il numero 140 (febbraio 1999) del mensile “Dark Horse Presents“.

La casa utilizza questa storiella per promuovere l’inizio della più importante Aliens: Apocalypse (1999), sempre di Schultz, quindi qui ci viene introdotto il dottor Tellurian (con tanto di civetta!) della compagnia Geholgold che affida alla giovane ricercatrice Natasha Pho il compito di raggiungere la dottoressa Kira Nix su Tirgu-Mires, un piccolo pianeta disabitato su cui sta portando avanti diversi esperimenti sui Linguafoeda acheronsis.

Tirgu-Mires un panorama molto simile alla celebri Vasquez Rocks

La voglia di usare questo nome latino, sia qui che in Apocalypse, spinge Schultz a piegare un po’ la cronologia aliena: LV-426 è stato ribattezzato Acheron solo nel 2157, quando cioè è stata impiantata la colonia di Hadley’s Hope (protagonista degli eventi del film Aliens), mentre Tellurian usa il latinismo acheronsis nel 2142, visto che gli eventi si svolgono dichiaratamente a vent’anni di distanza dall’incidente della Nostromo.
La data del 2157 come fondazione di Hadley’s Hope in realtà se l’è inventata come sempre S.D. Perry in quello scrigno di fantasie che è Alien: The Weyland-Yutani Report (2014), ma in Aliens (1986), che si svolge nel 2179, viene esplicitamente detto che la colonia umana si trova lì da più di vent’anni, quindi come tempistica è più che sicuro che al momento in cui Tellurian inizia i suoi esperimenti con gli alieni non esista alcun nome Acheron, quindi chiamarli acheronsis è stata una forzatura dell’autore.

Su Tirgu-Mires la dottoressa Pho scoprirà che gli xenomorfi sono regrediti ad una forma evolutiva molto più innocua e pacifica, adattandosi all’ambiente diverso: che il loro metabolismo sia adattivo e quindi quelli incontrati dagli umani siano solo delle derive estremamente violente? Siamo ad un passo da nuove grandi scoperte e idee, purtroppo tutte infrante da Apcalypse, molto al di sotto delle aspettative.
Sembra che la Dark Horse volesse iniziare un nuovo corso per gli alieni ma forse la risposta del pubblico non ha permesso di continuare su quella linea.

Una delle rarissime apparizioni del pulse rifle

Una storiella buona e un ottimo aperitivo alla più corposa saga, che però sarà più ambiziosa nelle intenzioni che nell’esecuzione. (Anche se PrometheusCovenant hanno curiose similitudini da elementi di quella storia.)

L.

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[1999-09] Aliens vs Predator: The Web

Cover di David Michael Beck

Storia in due parti apparsa sui nn. 146 e 147 (settembre e ottobre 1999) del mensile a fumetti “Dark Horse Presents“: una vecchia conoscenza dell’universo alieno come Ian Edginton si affianca ai disegni in bianco e nero di Derek Thompson e Brian O’Connell per raccontarci Aliens vs Predator: The Web.

Quando l’equipaggio della Herakles (Icart, Jude, Penzer, Cord e il capitano Rebeck) si sveglia dal criosonno ha una brutta sorpresa: il computer di bordo ha avuto un’avaria e da chissà quanto stanno vagando nello spazio senza meta, lontani da ogni rotta commerciale. Appena intercettano un segnale di soccorso si fiondano sul pianeta da cui arriva, scoprendo una gigantesca nave naufragata: com’è facile immaginare, è infestata di xenomorfi.

Ecco cosa succede a rispondere ai messaggi di soccorso

Riparatisi all’interno, i sopravvissuti scoprono che una barriera di feromoni tiene le creature all’esterno: quello non è un relitto, è la casa del miliardario Robert Sheldon, che si è costruito un corpo in grado di dargli una lunga vita.

Il miliardario Robert Sheldon, non proprio conservato bene

Sheldon racconta di essere uno dei pochi superstiti della colonia umana di Ryushi – il pianeta protagonista di Aliens vs Predator (1990) – e da allora ha investito ogni risorsa ed energia nel vendicarsi, sradicando la minaccia aliena ovunque essa apparisse. Mentre parla arrivano i Predator per la loro caccia, pronti ad affrontare un destino che ignorano.

Va’ che belle lance di guerra, vantano questi Predator

Malgrado i tentativi dei protagonisti di fuggire, il pianeta seguirà il piano di Sheldon: un’esplosione atomica che spazzerà via ogni forma di vita, che poi rinascerà e lancerà un nuovo messaggio di soccorso, per attirare nella rete nuovi cacciatori da trasformare in preda.

Una storia veloce ma succosa, piena di elementi dell’universo alieno e tante ottime trovate, oltre che rimandi a precedenti saghe. Ad avercene di più!

L.

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