Star Trek Alien: Datalore (1988)

Per citare là, dove è giusto citare

Gli scienziati del futuro dovranno studiare quale componente del COVID-19 ha risvegliato così tanto interesse per Star Trek, comunque dopo aver spinto il sottoscritto, storico odiatore di qualsiasi cosa non avesse Kirk protagonista, ad iniziare a recuperare tutte “le piste delle stelle” (come traduceva la Mondadori degli anni Settanta), e poi ad andare a riempire di commenti Sam Simon con il suo viaggio in “The Original Series” e “Voyager“, ora anche Evit del blog Doppiaggi italioti ha iniziato il suo recupero, partendo da “Star Trek: The Next Generation“.

Io ho completato il mese scorso il mio viaggio in TNG (dopo quello in DS9), quindi mi mangio le mani per non aver colto la deliziosa piccola citazione aliena nell’episodio Datalore (1×13, 18 gennaio 1988, in Italia dal 3 agosto 1992), diretto da Rob Bowman e sceneggiato da Robert Lewin e Gene Roddenberry.

Mi raccomando, formate una diagonale che fa figo

Una squadra di esplorazione sbarca su un pianeta brullo, all’apparenza inospitale, e si addentra in una stazione abbandonata con all’apparenza alcun segno di vita: tutto questo a circa un anno e mezzo dall’uscita di Aliens (1986) di James Cameron.
Va be’, voi direte, che citazione è? È un richiamo troppo vago, e quindi il compositore Ron Jones ci regala un piccolo mucchietto di note, che potete sentire al secondo 42 di questo video, passatomi da Evit. Impossibile che sia un caso…

Per rinfrescare la memoria, sentiamoci il brano LV 426 della colonna sonora di Aliens, firmata dal compianto James Horner. Al secondo 30 il richiamo è palese:

Questo è solo un esempio, quelle note d’atmosfera si possono trovare sparse un po’ ovunque nella colonna sonora del film. Una deliziosa strizzata d’occhio che la Paramount ha fatto al recente successo Fox. Oppure sarà stata un’iniziativa tenuta nascosta alla produzione?

Approfitto di questa occasione per notare un’altra grande anticipazione aliena di Star Trek: il perfido androide doppione che “avvelena” lo champagne.

Il perfido doppione che avvelena lo champagnone

Il perfido androide doppione che fa il copione

Lore (Brent Spiner), come recita il nome, segue la “tradizione” dell’androide cattivo che ha riempito la narrativa della prima metà del Novecento, mentre David (Michael Fassbender) semplicemente è il vuoto che circonda Prometheus (2012): impossibile spingersi a pensare che quando infila il black goo nello champagne sia una citazione trekiana.
Ma Lore è anche il doppelgänger, il doppio che ci inquieta, e David lo diventa in Alien: Covenant (2017), dove trova compimento un’altra “profezia” da questo episodio trekiano.

Già che siamo doppioni, scambiamoci i bicchieri

Già che siamo doppioni, suoniamoci il piffero a vicenda

Ovviamente nel 2012 la tecnica per mostrare un attore sdoppiato è di gran lunga superiore a quella del 1988, comunque di pregevolissima fattura, ma la follia spernacchiona di quella scena di David e Walter col piffero in mano rimarrà per sempre ad eterna vergogna dell’arte cinematografica.

L.

– Ultime citazioni:

18 pensieri su “Star Trek Alien: Datalore (1988)

      • E da qualche parte sul Tubo c’è un video che, parodiando senza ritegno le idee “originali” di Covenant, commenta lo scontro fra Walter e David chiamandoli “Data and Lore” 😀
        Bella la strizzata d’occhio musicale che avete scovato… Del resto, TNG non mi sembra nuova a citazioni aliene, dirette o indirette che siano: nel finale dell’episodio della prima stagione “Cospirazione”, infatti, il povero Remmick non nascondeva forse dentro di sé la Regina dei parassiti invasori che puntavano al controllo della Federazione? 😉

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      • In effetti di alienini in corpo ce ne sono, ma certo è con l’arrivo di Brannon Braga che l’alienosità di Star Trek schizza in alto ^_^
        Intanto sto lavorando alla più titanica e meno studiata delle contaminazioni aliene in Star Trek, ma devo trovare le prove giuste prima di parlarne… 😛

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      • Hanno fatto un mix alieno di tutto rispetto. Magari è proprio l’idea della colonia che ha ricordato la serie aliena e al compositore è tornato in mente l’inizio di Alien di Goldsmith, del resto Goldsmith è anche l’autore della sigla, sarà un omaggio al maestro, così come lo erano quelle due note di Horner in Aliens.

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  1. Wow! Prima di tutto, almeno ora possiamo dire che il Covid ha avuto un effetto positivo!

    Secondo, i tuoi commenti sul blog sono sempre ei benvenuti, checché ne dica WordPress!

    E terzo… Non avevo mai notato questo Horner che cita Star Trek! Imperdonabile da parte mia, che adoro entrambi! È però tanto che non rivedo Datalore, a mia parziale discolpa… :–(

    Quindi dici che Scott copia, non cita? Anche secondo me… Quell’uomo lì per me era già bollito quando ha fatto Legend, figurati te! Nemmeno Picardo salva quel film, irriconoscibile sotto quel travestimento splendido!

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    • Come fa notare Evit, va sottolineato che Horner stava usando in “Aliens” sonorità di “Alien”. Può darsi pure che gli autori di “Datalore” pensassero direttamente al primo Alien, ma essendo l’episodio uscito un anno e mezzo dopo “Aliens” mi piace pensare che il successo di Cameron avesse riportato alla luce sonorità lontane.

      Io ho visto “Datalore” un paio di mesi fa e non ho notato minimamente la cosa, quindi pensa come sto! 😀

      Non penso che Scott copi, perché vorrebbe dire essere consapevoli del mondo che lo circonda: lui ha perso aderenza con il mondo all’incirca dal 1976, quando ha detto “Io so’ Ridley Scott, e voi non siete un ca@@o” 😀
      Tecnicamente è un maestro, non si discute, un qualsiasi suo film è un capolavoro di inquadrature, profondità della scena, virtuosismi tecnici e via dicendo: la scena di Fassbender che si suona il piffero da solo è davvero tecnicamente un’opera d’arte. Il problema è che per sceneggiatura i suoi film hanno solo dei batuffoli grumosi che non odorano di rosa e rosa non sono. 😛
      Scott è caduto parecchie volte, Legend fu l’apice del suo crollo verticale nel mondo del fantastico, da cui poi si è voluto sempre tenere a distanza finché non sono finiti i soldi e serviva tornare a insozzare Alien. Se non fosse stato per “Thelma & Louise” e il suo enorme successo, Scott l’avremmo già perso nel 1985.
      Però i fan di Scott lo adorano così tanto che in tempi recenti considerano Legend un capolavoro e insistono per avere edizioni speciali in Blu-ray: hai presente le persone che NON sono andate a vedere il film, e ci hanno sputato sopra per decenni? Quelle! Ora sono i fan numero uno di Legend 😀
      E’ anche vero che coi fan, gente disturbata per definizione, non ci si azzecca mai 😛

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      • Legend è come tutti i film di Scott tecnicamente una meraviglia con effetti speciali pratici devastanti. È anche il suo primo film con quella che ormai è diventata la sua sceneggiatura classica, ovvero un mucchio di roba informe. Per me si salva Black Rain della sua produzione successiva a Legend e basta, che almeno è un poliziottesco quadrato e cattivo con in più il guizzo di averlo girato tutto in Giappone (e quindi i cattivi hanno le katane. Naturalmente)!

        Ha probabilmente ragione Evit sul tema di Alien/Aliens/Datalore, però anche a me piace pensare a uno Horner che omaggia TNG (avrà saputo almeno che esisteva?)!

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      • Ho adorato “Black Rain”, pensa che è arrivato anche in Italia il romanzo-novelization e mi è piaciuto pure quello 😛
        Di Scott mi sono piaciuto anche “Chi protegge il testimone” (1987) con Tom Berenger e un titolo che probabilmente è piaciuto solo a me, “L’Albatross – Oltre la tempesta” (1996) con Jeff Bridges. Però sono onesto: non sapevo che fosse lui il regista, quando li ho visti 😀

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      • Allora sei giustificato! X–D

        Quei due che hai menzionato non li ho visti… E a occhio non li ho mai trovati in DVD/Bluray nelle mie ricerche da persona antiquata che sono nei negozi che ancora si permettono di vendere film su supporti fisici! Però me li sono appuntati, grazie!

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      • Non so se questi due abbiano conosciuto una distribuzione digitale, temo siano rimasti nel mondo delle VHS. Comunque li ho visti entrambe in TV, in un’epoca lontana in cui la TV non trasmetteva solo Seagal 😀

        Comunque condivido con te l’irresistibile attrazione per il supporto fisico: proprio non ho più spazio in casa per VHS e DVD, ma piuttosto do via il letto! ^_^

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      • Lo spazio sta diventando un problema anche da me… Intanto questa settimana 150 CD hanno trovato una nuova casa in due comodi portaCD e una marea di plastica è finita al riciclaggio (almeno spero: in centro città c’è un’oasi ecológica col posto per i CD, spero abbiano trovato il modo di riciclarne le copertine)!

        Se il letto non ti può mostrare film di Carpenter o Cameron una volta infilato nel lettore DVD, allora è chiaramente superfluo! :–D

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