Citazioni aliene. Agenzia Alfa 10 (2003)

Lo speciale di Nathan Never, “Agenzia Alfa“, nel numero 10 (gennaio 2003) scritto da Stefano Vietti presenta personaggi palesemente ispirati dagli xenomorfi, con i disegni di Andrea Cascioli. È soltanto una rassomiglianza fisica ma valeva la pena “schedarla”.

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Citazioni aliene. Agenzia Alfa 5 (2000)

Il consueto Roberto De Angelis ci regala una nuova “strizzata d’occhio aliena” con la sua copertina per lo speciale di Nathan NeverAgenzia Alfa” n. 5 (febbraio 2000), scritto da Bepi Vigna.

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Citazioni aliene. American Dad (2006)

Sin dal 1986 il powerloader è una delle icone di Aliens più amate e più citate.

L’episodio 1×17 (o, secondo un’altra numerazione, 2×10) dell’8 gennaio 2006 della serie televisiva d’animazione “American Dad“, dal titolo Scambio difficile – lo trovate su Prime Video, non so fino a quanto – si apre con il protagonista Stan Smith (doppiato in originale dal creatore della serie Seth MacFarlane) che scopre come il manuale della nuova arma della CIA sia ormai illeggibile.

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[2003] Volo per l’inferno (Flight to Hell)

L’estate scorsa, in piena astinenza da bancarelle – ormai estinte per ragioni pandemiche – comprai su Amazon alcuni DVD con la mitica “S” in locandina: cioè produzioni Stormovie che colleziono da anni. Fra questi ho preso a scatola chiusa, visto il prezzo basso, anche Volo per l’inferno senza sapere cosa fosse. Una volta arrivato, andandolo a catalogare nei miei elenconi mi sono reso conto che era qualcosa da non toccare a mani nude, così con una pinza l’ho riposto in fondo alla collezione.
Grande è stata la mia sorpresa nel trovarlo su Prime Video, perciò mi sono deciso a riprendere la mia copia in DVD.

Non ho trovato tracce di questo film al di fuori dell’edizione Stormovie 2008, quindi il 2003 riportato da IMDb non so da dove venga. La Stormovie attinge agli archivi Mediaset quindi il film potrebbe essere stato trasmesso di nascosto su qualcuno dei suoi canali, ma capisco perfettamente le guide TV che non hanno riportato l’evento.

Il viaggio all’inferno è quello dello spettatore

L’aereo Roulette One parte da Las Vegas con il compito di far sollazzare un riccone, che per motivi misteriosi preferisce fare in volo ciò che potrebbe fare comodamente a terra, cioè giocare alla roulette.

Perché questa roulette ha una testiera accanto?

È una notte buia e tempestosa e il pilota ha avuto un incubo che sembrava un film horror, sicuramente succederà qualcosa di brutto: per esempio questo film.

Gli effetti speciali delle grandi occasioni

Un fulmine colpisce l’aereo e distrugge la radio, proprio mentre avevano intercettato uno strano messaggio di soccorso. I tecnici dell’aereo dalla stiva fanno sapere che il loro contratto non prevede ci si fermi per rispondere a messaggi di soccorso, ma il capitano fa sapere che, al contrario, esiste una clausola nel caso di omesso soccorso che bloccherebbe la loro Paga. Mmmm io ’sta cosa l’ho già sentita da qualche parte…

Da solo in cabina è un buon momento per dormire

Non è chiaro perché e per come, comunque l’aereo intercetta del muco alieno che inizia a infilarsi ovunque, depositando uova: è il classico comportamento del muco, deporre uova…

Tipiche uova deposte dal muco alieno

… ma mica uova normali, no: uova palesemente prese da una produzione Fox!

A me ’ste uova sembrano familiari…

Degli strani esserini aracniformi cominciano a girare per l’aereo, e tutti se la ridono: sai quanti soldi ci faremo con questa scoperta? Ho smesso di cercare una qualsiasi logica nella sceneggiatura di questo film. ahahahha “sceneggiatura” ahahahha!

Che carino, chiamiamolo “stringi-faccia”

Voi non ci crederete, ma un membro dell’equipaggio ficca troppo il naso… tanto che un mostriciattolo se ne fa tana!

Vi prego, date il Premio Nobel a questa scena!

Potete continuare a non crederci, ma quando sembra tutto passato quello stesso membro dell’equipaggio va a pranzo… e l’esserino gli fuoriesce. Non dal petto, ma dall’occhio, perché l’originalità è il forte di questo film.

La versione Z di Kane a pranzo

L’esserino poi cresce e diventa mostrone bruttone…

Nel buio nessuno può sentirti copiare Alien

… con zanne affilate e vari accorgimenti perché non sembri troppo xenomorfo.

Quando lo xenomorfo si scrive con la Z

Cosa dire di questo grande film diretto da Alvaro “Al” Passeri? Niente, se non che le immagini che riporto non riescono a rendere la vera qualità Z del prodotto. Non so cosa abbia spinto un essere umano a creare quest’opera, ma approvo la voglia di copiare Alien (1979), che è sempre cosa buona e giusta.

In quanto Alien-clone questo Volo per l’inferno è un gioiello oscuro, di un bel marrone corposo, che non può mancare nella collezione di un pazzo come me, che oltre ai film alieni ufficiali conserva pure le scopiazzate di serie Z.

L.

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– Ultime citazioni aliene:

Aliens: Crucible, il gioco mai uscito

Nei primi anni del Duemila l’universo alieno godeva di ottima salute: malgrado il mondo dei fumetti fosse a pezzi, dopo il crollo del primo universo, l’uscita al cinema di AVP Alien vs Predator (2004) e la nascita dei primi romanzi originali, iniziati con Aliens: Original Sin (2005), seguito delle vicende di Alien Resurrection (1997), era la perfetta premessa alla nascita di un nuovo videogioco, anche se certo sarebbe stato difficile battere la qualità dei due giochi Sierra del 1999 e 2000.

In questo momento di grande splendore nasce il progetto Aliens: Crucible, un videogioco che purtroppo non è sopravvissuto alla sua disastrosa lavorazione.

Che ambientazione perfetta, sarebbe stata

Per parlare del gioco traduco la scheda del The CRPG Book: A Guide to Computer Role-Playing Games (2018) curato da Felipe Pepe.

«Nel 2006 la Sega ha annunciato il suo videogioco di ruolo basato su Alien, che sarebbe stato sviluppato dalla Obsidian Entertainment.

Aveva una chiara influenza da Mass Effect e si sarebbe focalizzato in modo netto sulla sopravvivenza, con una squadra da combattimento in presa diretta e un sacco di dialoghi.

Stando ad un post dello sviluppatore Anthony Davis, era un gioco basato sulle risorse limitate e sulla morte permanente dei personaggi, così da creare tensione e paura invece di limitarsi all’orrore del mostro alieno.

Per esempio, se un compagno è attaccato da un facehugger i giocatori devono decidere se donargli una morte misericordiosa e continuare con il gioco.

Il titolo è stato cancellato nel 2009, ma esiste una anteprima video apparsa nel 2013 che mostra alcune modalità di gioco.»


Il 26 giugno 2009 la Obsidian rilascia una dichiarazione ufficiale con cui annuncia la cancellazione del gioco: purtroppo il post è stato cancellato come ogni altro riferimento ad Aliens dal sito dell’azienda – che dal 2018 è diventata proprietà Microsoft – ma per fortuna il testo è stato subito riportato da altri siti, come AVP Galaxy e Giant Bomb.

«A questo punto, la Sega non ha alcun piano per il proseguimento di un gioco di ruolo di Aliens. Il franchise ci offre così tanti contenuti fra cui scegliere che reputiamo importante fare un passo indietro e considerare con attenzione il tipo di gioco che vogliamo distribuire.

Abbiamo intenzione di continuare a lavorare con il franchise alieno e chiediamo ai fan di essere pazienti, e di rimanere in attesa di ulteriori informazioni su ciò che la Sega ha in serbo per questa serie di giochi, ad iniziare dall’imminente Alien vs Predator. Siamo davvero emozionati per questo titolo, che promette ai giocatori grandi emozioni sia in modalità singola che in multiplayer. Siamo fiduciosi che assicurerà l’emozione e il divertimento che i fan di Alien e Predator cercano.»


Il 16 aprile 2019 il sito VG247 riporta dichiarazioni dello sceneggiatore Chris Avellone (co-fondatore della Obsidian) rilasciate durante la conferenza Reboot Develop 2019.

«È stato davvero triste veder cancellato Aliens: Crucible, non incolpo la Sega per questo: anche se è un confronto un po’ azzardato, sarebbe stato in pratica come Mass Effect ma più spaventoso.

Volevamo farlo, ma a quel punto la Sega… Credo che le relazioni fra l’editore e lo sviluppatore fossero arrivate al punto in cui erano semplicemente stanchi di trattare [con la Obsidian]. Tutti quelli che lavoravano ad Aliens: Crucible erano davvero emozionati, stava uscendo fuori un gran bel gioco: il prototipo era una forza, ma poi la SEGA ha detto “no”.

Il gioco di ruolo avrebbe visto i protagonisti volare verso un pianeta sconosciuto dove avrebbero trovato una nave aliena abbandonata, oltre ad una zona di creazione e sperimentazione di armi. Ma una volta entrati nell’atmosfera risultava chiaro che il pianeta fosse incredibilmente instabile, quindi l’intero equipaggio si ritrovava in pericolo. Atterravi con i tuoi soldati, tecnici e scienziati, e la cosa strana è che quando è uscito Prometheus ci ho visto diverse somiglianze, pensando. “Oh, avevamo un personaggio come quello”. Ma l’intero mondo era violento e c’erano un sacco di alieni in giro: era più una questione di sopravvivenza e di recupero di risorse. È stato bello da ideare.

La sfida più grande era inserire la paura anche nei dialoghi, la sensazione che un alieno possa attaccare in qualsiasi momento durante la conversazione.»


Non sono riuscito a trovare altre informazioni sicure sul gioco. Certo che dal filmato superstite con una demo di gioco non capisco proprio quale differenza ci sia con qualsiasi altro gioco alieno, c’è da girare per corridoi e sparare agli alieni, ma è un medium che non mi appartiene quindi la mia opinione non conta.

L.

– Ultimi videogiochi:

[2008-10] Aliens: No Exit

Cover di Stephen Youll

Grazie all’antologico The Complete Aliens Omnibus: Volume Seven (Titan Books) mi sono potuto gustare uno dei romanzi originali con cui la Dark Horse agli inizi del Duemila ha cercato di espandere l’universo narrativo alieno a fumetti. A giudicare dalla qualità delle storie, diciamo che l’intenzione era giusta ma gli strumenti sbagliati.

Ho iniziato Aliens: No Exit (2008) di B.K. Evenson nell’agosto 2020 e l’ho finito nel marzo 2021, giusto per far capire quanto mi ha preso e quanta voglia avevo di leggerlo.


Indice:


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[2000-09] Resurrection su “Games Master”

Sul numero 9 (settembre 2000) della rivista specialistica italiana “Games Master” c’è una entusiastica recensione del videogioco Argonaut ispirato al film Alien Resurrection (1997), la cui lavorazione è stata particolarmente tribolata: riporto più sotto il testo dell’autore ignoto che ci regala qualche impressione di gioco.

Il “paginone centrale” della rivista è dedicato ad un poster dello xenomorfo del gioco, come potete vedere a fine pezzo.

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[2000-09] Resurrection su “PlayStation Power” 56

La rivista “PlayStation Power” – che dal numero 50 diventa “Power – The PlayStation Mag” – è durata solamente pochi anni, nata nel 1996 e chiusa nel 2001 (stando a questa Wiki), ma ha fatto a tempo a coprire l’uscita del travagliato videogioco Alien Resurrection (2000), tratto dal film omonimo di Jean-Pierre Jeunet.

Questo numero 56 (settembre 2000) recensisce il gioco dandolo in uscita quello stesso settembre: visto che il numero sarà stato plausibilmente chiuso il mese precedente, la data non è certa.

Il recensore Clive Gorman (cognome “alieno”!) inizia raccontando brevemente la saga filmica di Alien per quei pochi che non la conoscessero, e visto che riporta il 1989 come anno d’uscita di Aliens è chiaro che non è un lavoro coi fiocchi.

Il pezzo prosegue raccontando come il gioco fosse stato inteso all’inizio come spara-tutto in terza persona finché la Argonaut ha deciso di cambiare, passando ad una prima persona «più d’atmosfera». E l’atmosfera è la parte più lodata del gioco finito, oltre alla grande accuratezza grafica.

Viene specificato che la Argonaut ha avuto accesso agli archivi audio della Fox così da poter garantire un impianto sonoro perfettamente fedele al film, e il giornalista cita l’emozione di sparare con un pulse rifle e la tensione crescente dell’udire il suono di un  tracker, entrambi assenti nel film: forse sono stati aggiunti nel videogioco per far piacere ai fan?

Tra i difetti viene citato il fatto che è impossibile uccidere uno xenomorfo che si muova sulle pareti: l’unico momento in cui ha senso sparare alle creature è quando camminano sul terreno, in qualsiasi altra posizione semplicemente sono impermeabili al fuoco delle armi. Inoltre i tracker non consentono di segnalare presenza aliena in zone non ancora esplorate, rendendo quindi palesemente inutile la loro essenza. Altro difetto una gestione dei controlli difficoltosa durante le azioni concitate.

Al di là di tutto, il giudizio è ottimo e addirittura il recensore considera Alien Resurrection migliore del coetaneo Resident Evil 3 a livello di scariche di adrenalina.

Ecco le pagine dell’articolo… con illustrazioni a casaccio!

L.

– Ultime riviste:

[2006-03] Predator: Forever Midnight

Cover di Stephen Youll

Grazie ad Amazon Usato nel corso degli anni ho potuto comprare dall’America alcuni preziosissimi, introvabili e costosissimi romanzi originali della Dark Horse a prezzi bassissimi, forse perché i volumi non sono in condizioni perfette sebbene più che ottime. Questo mi ha permesso di leggere quei romanzi di Predator che per motivi ignoti e incomprensibili la Titan Books non ha ristampato in raccolte digitali omnibus, come invece ha fatto per quelli alieni.

Mi sono gustato dunque Predator: Forever Midnight (2006) di John Shirley.


Indice:


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[2000-08] Resurrection su “Playstation Magazine” 61

Sul numero 61 (agosto 2000) della rivista specialistica britannica “Official UK PlayStation Magazine” appare un lungo articolo dedicato al videogioco tratto dal film Alien Resurrection (1997) di Jean-Pierre Jeunet.

Il testo di Andy Lowe ci spiega che da tre anni il videogioco che doveva uscire insieme al film sta vivendo un development hell, espressione usata per indicare non solo una gestazione artistica problematica ma anche una serie di costose rielaborazioni, come per esempio una completa revisione del gioco in questione. Però la casa Argonaut Software promette che «il gioco è quasi pronto, ed è destinato a diventare un classico»: non mi intendo dell’universo videoludico, ma dubito sia andata così.

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