[2007-12] AVP2: Inside the Monster Shop

Nel dicembre 2007 la Design Studio Press ha pubblicato questo splendido volumone fotografico dedicato alla lavorazione del film Aliens vs Predator: Requiem (2007), e con cui apprezziamo il sempre eccezionale lavoro dei due maghi Alec Gillis e Tom Woodruff jr.


Introduzione

dei Fratelli Strause

Quando ti ritrovi a preparare il tuo debutto registico nell’ottava produzione di una delle più grandi saghe di mostri della storia del cinema, la situazione può rischiare di travolgerti.

Visto che io e Greg siamo grandi fan di Alien sin da un’età in cui non era proprio consigliabile vedere certi film, è stato grandioso lavorare con i due professionisti che sono impegnati in questo mondo da lungo tempo. Sebbene siamo sicuri che Tom ed Alec abbiano sudato freddo al pensiero di due registi che supervisionassero anche gli effetti speciali, hanno subito capito quanto amiamo fare “veri” effetti speciali. Nessuna grafica computerizzata al mondo può ricreare lìorrore del volto di un’attrice ad un centrimetro dalle labbra tremolati di un alieno, o lo spavento davanti ad un Predator che troneggia su un attore. È questo ciò che rende grandiosi questi film.

Alla nostra prima visita alla ADI [la società di Gillis e Woodruff jr. Nota etrusca] è risultato subito chiaro che sarebbe stata dura per noi apparire professionali e indifferenti, così abbiamo deciso di lasciarci andare e spulciare in giro. Abbiamo visto tutto sul runner e sulla Regina originale ed è stato ispirante, oltre che dannatamente divertente come girare questo film. Era la nostra chance di aggregarci all’eredità che i nostri idoli avevano creato.

Il processo di creazione concettuale è stato intenso ed eccitante, ed Alec, Tom e la loro squadra di talentuosi artisti hanno fatto cose incredibili. Eravamo tutti d’accordo nel creare un nuovo Predator unico, con un fisico che riflettesse i film originali: ecco così nascere Wolf.

Per l’alieno volevamo qualcosa di differente ma in linea con i modelli già esistenti. Abbiamo sempre amato come le teste increspace di Aliens fossero intonate alla struttura dell’alveare. Non sai mai cosa stai guardando, se una coda, una testa o un braccio… finché non si muove verso di te. Così il primo giorno alla ADI abbiamo tutti concordato che quel tipo di testa degli alieni sarebbe tornato nel nuovo film, ma con qualcosa in più: la nuova testa sarebbe stata una specie di motosega.

Sapevamo sin dall’inizio che la sfida più grande e il personaggio più controverso del film sarebbe stato il PredAlien. Tutti sembrano avere la propria idea su di lui, ma eravamo tutti d’accordo che sarebbe stato un grande e cazzuto alieno con abbastanza caratteristiche del Predator da renderlo nuovo ed emozionante. Alec e Tom se ne uscirono con l’idea dei dreadlock spinali e noi impazzimmo. I disegni erano stupendi: ognuno di quelli poteva essere il protagonista di una nuova saga. Ma noi abbiamo premuto finché non abbiamo trovato il giusto equilibrio in quella creatura che abbiamo soprannominato Chet. (Come lo stupido fratello maggiore nel film La donna esplosiva [1985]: non sono ancora sicuro che abbia senso, ma è un nome che gli sta a pennello.)

Metà alieno, metà Predator: tutto Chet!

Sul set, be’… diciamo che Tom è l’alieno e l’alieno è Tom. Stavolta ha un impegno doppio perché deve interpretare anche il PredAlien, ed è stato incredibile vederlo portare in vita due differenti creature con nient’altro se non la prestanza fisica. E non dimentichiamoci di Alec, che è la bella dela bestia di Tom. In genere, noi stavamo seduti da una parte a fare i fighi con qualche giornalista mentre lui gestiva la situazione sul set. Scherzi ap arte, Alec presta una grandissima attenzione ai dettagli e alle procedure: è stato un valore insostituibile per questa produzione.

Ian Whyte

Ian Whyte ha fatto il suo trionfale ritorno nel ruolo del Predator. Tom ed Alec ci hanno detto che lui era perfetto in quel ruolo e si è dimostrato all’altezza della reputazione. Ian si è presentato in gran forma e ha interpretato Wolf come fosse l’ispettore Callaghan dei Predator: duro, aggressivo e… distruttore di alieni!

L’intera squadra della ADI è stata a nostra disposizione, sia nella creazione di un film ambizioso con davvero poco tempo per girare, sia nel migliorare ogni idea. Sebbene storicamente gli effetti speciali “pratici” e quelli “visivi” siano dai lati opposti della barricata, è uscito fuori che entrambi condividevamo l’affinità per l’umorismo inappropriato, i film horror e le bistecche. Se questa non è amicizia, non so allora cosa sia.

Colin & Greg Strause


L.

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6 pensieri su “[2007-12] AVP2: Inside the Monster Shop

    • Credevo che con i videogiochi a dominare il mercato dell’intrattenimento ci fosse più informazione, invece hanno semplicemente spostato la superficialità dal cinema al videogioco: nessuno ha ancora dato prova di sapere che il Predalien nasce da un videogioco. Peraltro con premesse nettamente migliori rispetto a quelle del film…

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