[2014-01] Isolation su “Game Republic” 156

Presento il testo dello speciale della rivista specialistica italiana “Game Republic” n. 156 (gennaio 2014) dedicato all’uscita del videogioco Alien: Isolation.

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[2016-07] Alien 3 su “RetroGamer” 157 (guest post)

Condivido una splendida “indagine” compiuta da redbavon del blog Pictures of You, che ci racconta la lavorazione del videogioco “Alien 3” della Probe Software.


“Licence to thrill” da Retrogamer, luglio 2016

I videogiocatori appassionati di Alien hanno un debito di riconoscenza nei confronti della britannica Probe Software, uno dei tanti sviluppatori che dal 1979 si sono cimentati nel difficile compito di adattare la tensione e l’azione dei film della saga al piccolo schermo dei tubi catodici di televisioni e monitor. Alien e i videogiochi hanno infatti una lunga storia di adattamenti, più o meno riusciti.

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[2012-06] Colonial Marines su “PlayStation” 118

Riporto il testo della rivista italiana specialistica “PlayStation Magazine Ufficiale” n. 118 (giugno 2012), che dedica un corposo speciale all’anteprima del videogioco Aliens: Colonial Marines.

Molto interessante come l’autore si spertichi in lodi per un gioco che di lì a poco sarebbe stato massacrato, e l’entusiasmo per quello che viene definito (giustamente) «il seguito ufficiale di Aliens» crolla di fronte ad obiezioni che sicuramente avranno senso per i videogiocatori, molto di meno per uno spettatore esterno come me. Ho sentito videogiocatori professionisti criticare il fatto che un’astronave esploda con un boato, quando è noto che nello spazio il suono non si propaga. Per fortuna questi geni dell’astrofisica non vanno mai al cinema, altrimenti non dovrebbe esistere uno solo dei grandi film di fantascienza.

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[2021-06] Aliens: Fireteam su “PC Gamer” n. 344

Traduco l’anteprima del videogioco Aliens: Fireteam apparsa sulla rivista statunitense “PC Gamer USA” nel numero di giugno 2021.

È la prima stroncatura che leggo del gioco, sebbene con beneficio d’inventario visto che si basa solo su una demo. Da una parte il recensore mi sembra “confuso”, perché rimpiange l’assenza di quelle atmosfere aliene presenti però in Colonial Marines, che invece disprezza dichiaratamente, quindi non si sa bene secondo di lui di cosa dovesse parlare un videogioco alieno. Però dall’altra mette il dito nella piaga: dopo l’accurato lavoro fatto con Isolation, questo Fireteam fa una figura un po’ barbina, risultando addirittura un passo indietro nello sviluppo videoludico dell’universo alieno.

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Good Old Games Ads #10.3: Alien 3, la campagna pubblicitaria

Condivido la seconda parte di un post capolavoro firmato da redbavon di Pictures of You, apparso sul suo blog il 25 aprile 2021, ringraziando l’autore per la disponibilità.


La campagna di comunicazione per il videogioco di Alien 3 segue il solco tracciato da quella cinematografica e utilizza esclusivamente le pagine delle riviste specializzate. La Rete non esiste ancora come Web 2.0 e gli investimenti in pubblicità televisiva non sono economicamente sostenibili dato il potenziale di mercato e di fatturato di un videogioco negli anni Novanta.

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Good Old Games Ads #10.2: Alien 3, le recensioni

Condivido la seconda parte di un post capolavoro firmato da redbavon di Pictures of You, apparso sul suo blog il 25 aprile 2021, ringraziando l’autore per la disponibilità.


“Licence to thrill” da Retrogamer, luglio 2016

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[2021-05] Aliens: Fireteam su “PlayStation” n. 187

Traduco l’anteprima del videogioco Aliens: Fireteam apparsa sulla rivista britannica “PlayStation Official Magazine UK” nel numero di maggio 2021.

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[1991-11] Alien 3 su “K” 33

Grazie a questo post di redbavon ho scoperto un ghiotto articolo della rivista italiana di videogiochi “K” (n. 33, novembre 1991) dedicato all’imminente uscita del videogioco ispirato al film Alien 3 (1992).

La particolarità di questo testo è che ci consente uno sguardo in quei mesi che hanno preceduto l’uscita del film, con le relative voci di corridoio (più o meno sballate) ma anche indiscrezioni sul montaggio definitivo. Per esempio l’autore anonimo del pezzo fa riferimento «misteriose mucche spaziali», perché va ricordato che le prime foto di scena a girare ritraevano quello che poi sarebbe scomparso dal montaggio visto al cinema: uno dei bovini di Fiorina 161 inseminato dal facehugger. Persino le card vendute in fumetteria presentavano ’sta mucca per la mia perplessità, in tempi in cui ancora non era uscito il montaggio alternativo del film.

«Tutti i prigionieri, infestati di malattie e disgustosi a vedersi, sono stati rapati a zero per sconfiggere la virulenta epidemia di pidocchi che li ha colpiti. È questo aspetto dei prigionieri che ha fatto parlare di monaci spaziali a proposito di Alien 3

Questa frase testimonia di voci su “monaci spaziali” che sicuramente sono dovute alla splendida sceneggiatura di John Fasano, poi effettivamente “saccheggiata” per la sceneggiatura definitiva, così come le prime foto di scena mostravano i detenuti effettivamente sporchi e mal messi, tanto da far pensare a una sorta di colonia di menomati.

Infine l’uso spregiudicato del titolo Alien 2 denota come l’autore appartenesse a quel pubblico generico che cadeva nel tranello della distribuzione italiana, che in TV ancora nei primi anni Novanta mandava l’ignobile filmaccio omonimo di Ciro Ippolito e c’era davvero chi lo confondeva con il seguito di Alien (1979).  Vado a memoria, spero un giorno di trovare prove, ma sono abbastanza sicuro che all’epoca anche riviste e giornalisti di cinema si confondessero sui due titoli.

Su altre questioni linguistiche sollevate da questo articolo scriverò meglio in future “indagini”.

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Good Old Games Ads #10.1: Alien 3, le anteprime

Condivido la seconda parte di un post capolavoro firmato da redbavon di Pictures of You, apparso sul suo blog il 14 aprile 2021, ringraziando l’autore per la disponibilità.


In 1979, it came from within. In 1986, it was gone forever.
In 1992, our worst fears have come true. It’s back
.

Alien è tornato!” comunica la “tagline” del film Alien 3, ma è un ritorno che lascia l’amaro in bocca agli appassionati.

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Aliens: Crucible, il gioco mai uscito

Nei primi anni del Duemila l’universo alieno godeva di ottima salute: malgrado il mondo dei fumetti fosse a pezzi, dopo il crollo del primo universo, l’uscita al cinema di AVP Alien vs Predator (2004) e la nascita dei primi romanzi originali, iniziati con Aliens: Original Sin (2005), seguito delle vicende di Alien Resurrection (1997), era la perfetta premessa alla nascita di un nuovo videogioco, anche se certo sarebbe stato difficile battere la qualità dei due giochi Sierra del 1999 e 2000.

In questo momento di grande splendore nasce il progetto Aliens: Crucible, un videogioco che purtroppo non è sopravvissuto alla sua disastrosa lavorazione.

Che ambientazione perfetta, sarebbe stata

Per parlare del gioco traduco la scheda del The CRPG Book: A Guide to Computer Role-Playing Games (2018) curato da Felipe Pepe.

«Nel 2006 la Sega ha annunciato il suo videogioco di ruolo basato su Alien, che sarebbe stato sviluppato dalla Obsidian Entertainment.

Aveva una chiara influenza da Mass Effect e si sarebbe focalizzato in modo netto sulla sopravvivenza, con una squadra da combattimento in presa diretta e un sacco di dialoghi.

Stando ad un post dello sviluppatore Anthony Davis, era un gioco basato sulle risorse limitate e sulla morte permanente dei personaggi, così da creare tensione e paura invece di limitarsi all’orrore del mostro alieno.

Per esempio, se un compagno è attaccato da un facehugger i giocatori devono decidere se donargli una morte misericordiosa e continuare con il gioco.

Il titolo è stato cancellato nel 2009, ma esiste una anteprima video apparsa nel 2013 che mostra alcune modalità di gioco.»


Il 26 giugno 2009 la Obsidian rilascia una dichiarazione ufficiale con cui annuncia la cancellazione del gioco: purtroppo il post è stato cancellato come ogni altro riferimento ad Aliens dal sito dell’azienda – che dal 2018 è diventata proprietà Microsoft – ma per fortuna il testo è stato subito riportato da altri siti, come AVP Galaxy e Giant Bomb.

«A questo punto, la Sega non ha alcun piano per il proseguimento di un gioco di ruolo di Aliens. Il franchise ci offre così tanti contenuti fra cui scegliere che reputiamo importante fare un passo indietro e considerare con attenzione il tipo di gioco che vogliamo distribuire.

Abbiamo intenzione di continuare a lavorare con il franchise alieno e chiediamo ai fan di essere pazienti, e di rimanere in attesa di ulteriori informazioni su ciò che la Sega ha in serbo per questa serie di giochi, ad iniziare dall’imminente Alien vs Predator. Siamo davvero emozionati per questo titolo, che promette ai giocatori grandi emozioni sia in modalità singola che in multiplayer. Siamo fiduciosi che assicurerà l’emozione e il divertimento che i fan di Alien e Predator cercano.»


Il 16 aprile 2019 il sito VG247 riporta dichiarazioni dello sceneggiatore Chris Avellone (co-fondatore della Obsidian) rilasciate durante la conferenza Reboot Develop 2019.

«È stato davvero triste veder cancellato Aliens: Crucible, non incolpo la Sega per questo: anche se è un confronto un po’ azzardato, sarebbe stato in pratica come Mass Effect ma più spaventoso.

Volevamo farlo, ma a quel punto la Sega… Credo che le relazioni fra l’editore e lo sviluppatore fossero arrivate al punto in cui erano semplicemente stanchi di trattare [con la Obsidian]. Tutti quelli che lavoravano ad Aliens: Crucible erano davvero emozionati, stava uscendo fuori un gran bel gioco: il prototipo era una forza, ma poi la SEGA ha detto “no”.

Il gioco di ruolo avrebbe visto i protagonisti volare verso un pianeta sconosciuto dove avrebbero trovato una nave aliena abbandonata, oltre ad una zona di creazione e sperimentazione di armi. Ma una volta entrati nell’atmosfera risultava chiaro che il pianeta fosse incredibilmente instabile, quindi l’intero equipaggio si ritrovava in pericolo. Atterravi con i tuoi soldati, tecnici e scienziati, e la cosa strana è che quando è uscito Prometheus ci ho visto diverse somiglianze, pensando. “Oh, avevamo un personaggio come quello”. Ma l’intero mondo era violento e c’erano un sacco di alieni in giro: era più una questione di sopravvivenza e di recupero di risorse. È stato bello da ideare.

La sfida più grande era inserire la paura anche nei dialoghi, la sensazione che un alieno possa attaccare in qualsiasi momento durante la conversazione.»


Non sono riuscito a trovare altre informazioni sicure sul gioco. Certo che dal filmato superstite con una demo di gioco non capisco proprio quale differenza ci sia con qualsiasi altro gioco alieno, c’è da girare per corridoi e sparare agli alieni, ma è un medium che non mi appartiene quindi la mia opinione non conta.

L.

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