[2021-08] Aliens: Fireteam Elite

Annunciato forse un pochino troppo in anticipo, dopo mesi e mesi di attesa esce nella data più sbagliata – fine agosto, quando tutte le riviste di videogiochi di settembre sono già uscite! – il videogioco Aliens: Fireteam Elite, la versione videoludica del nuovo universo alieno, quello che Marvel a fumetti e Titan Books a romanzi stanno raccontando.

Dodici missioni divise in quattro campagne, che comunque formano un’unica storia (temo incomprensibile ai giocatori, se non hanno letto il romanzo Aliens: Infiltrator di Weston Ochse). Ogni campagna è ambientata in una zona diversa e vede nemici diversi: ci sono venti tipi diversi di nemici, fra cui undici diversi xenomorfi, e trenta armi con cui affrontarli.

La colonna sonora è affidata ad Austin Wintory, prolifico compositore di cinema e videogiochi che si è fatto notare per Journey (2012): a quanto pare è un grande appassionato di Aliens.


La storia

La storia si apre dichiaratamente nel maggio del 2202 – ottant’anni dopo gli eventi di Alien (1979), sessantacinque dopo quelli di Alien: Isolation (2014) e ventitré dopo quelli di Aliens (1986) – con i Colonial Marines a bordo della Endeavor che rispondono ad una richiesta di soccorso del dottor Tim Hoenikker, cioè il protagonista dell’ottimo romanzo Alien: Infiltrator (2021), che racconta la storia antecedente al videogioco. Il Marine protagonista verrà guidato dalla voce del sergente scelto Herrera nelle cuffie.

Con fatica trovano il dottor Hoenikker, che si lascia sfuggire come i sintetici della Weyland-Yutani avessero il compito di “alimentare” l’alveare della raffineria Katanga con animali locali: la missione successiva al recupero del dottore sarà entrare proprio nella Katanga per “ripulirla” della Regina Aliena.

Facciamo poi una puntatina su LV-895, il pianeta intorno a cui orbita la Katanga, per cercare eventuali superstiti all’attacco alieno di Pala Station, guidati – secondo le informazioni ricevute dal dottor Hoenikker – da una certa Cynthia Rodriguez. il suo nome (che si pronuncia sìntia) trae in inganno, perché in realtà è SN-TH-YA, Modello 9500, cioè il computer centrale di Pala Station, un’intelligenza artificiale che tenta di salvare le rovine della civiltà aliena (chiara citazione grafica di Prometheus) trovata sotto la superficie di LV-895. Distrutto il bot-net (orripilante termine inventato per l’occasione), cioè Cynthia, “qualcosa” si attiva tra le rovina di LV-895, qualcosa che la Weyland-Yutani riusciva a tenere a bada ma ora sembra essere tornato libero.

Gli scienziati notano che i dati di LV-895 sono contrastanti, come se ci fosse qualcosa che sfugge alla loro analisi: se ne accorgono i Colonial Marines che scendono sotto terra e scoprono dei resti di un tempio (chiaramente ispirati al film Alien vs Predator) e al loro interno una stanza con “capoccione” alla Prometheus, circondato da relative giare, contenenti il “patogeno” (così viene chiamato nel gioco il black goo). Grazie all’accesso dei dati raccolti da SN-TH-YA si riesce ad interpretare alcuni dei geroglifici delle pareti della stanza, oltre che parte della tecnologia aliena di cui l’intera struttura sembra dotata, come per esempio la stanza del “viaggiatore celeste” (heavenly traveler), chiaramente l’astronave degli Ingegneri.

Saliti a bordo dell’astronave degli Ingegneri (“risorsa zero”), che crea l’anomalia che falsava le rilevazioni scientifiche sul pianeta, i nostri eroi devono sbrigarsi prima della partenza automatica. La nave è piena di “acari patogeni” (?) e zombie bianchicci: boh…

Lo scontro finale avviene a bordo della Katanga, affrontando fiumi di xenomorfi e infine la Regina Aliena. Finita la missione, prima della chiusura ci viene detto che probabilmente tutto è nato da un sabotaggio della Hyperdyne Systems, maggior fornitore della Difesa per l’UPP, e che ora la Weyland-Yutani sta già mandando i suoi avvocati: contro di loro gli xenomorfi non possono nulla!

«Che razza di missione. Abbiamo scoperto roba che la Weyland-Yutani ha nascosto impiegando un mucchio di soldi e tempo.
Rovine lasciate da alieni che somigliano a noi. Una raffineria orbitale usata come allevamento di xenomorfi. E un laboratorio che utilizza la tecnologia presa dalle rovine sugli xenomorfi nella raffineria.»

Onestamente mi è sembrato un gioco dalla visione molto corta, essendo esclusivamente incentrato sulla “caccia all’insetto”: si spara, si spara e si spara per quasi cinque ore di gioco, e nei rari intervalli si montano robe, si infilano chiavi e poco altro. La trama è ridotta all’osso, anzi in realtà non esiste trama, solo vaghi accenni ad argomenti che per fortuna l’ottimo romanzo Infiltrator ha spiegato con dovizia di particolari. Per esempio viene buttato via senza spiegazione l’accenno al sabotaggio della Hyperdyne, che invece è il motore scatenante della trama del romanzo, per non parlare del personaggio di Hoenikker: protagonista del libro, comparsa buffa del gioco.

Essendo io interessato principalmente alla narrativa aliena, trovo Fireteam molto deludente, perché lo spettacolare e scintillante impianto grafico – le ricostruzioni del tempio di AVP e della nave degli Ingegneri sono da togliere il fiato! – non corrispondono ad un pur minimo sforzo di darci anche solo un fondale di storia in cui calare questi tre Colonial Marines, intenti a sparare ai miliardi di xenomorfi che escono fuori dalle fottute pareti senza alcun motivo. Perché sono così diversi tra loro? Quanti videogiocatori avranno capito che il “patogeno” è il black goo, l’accelerante evolutivo di Prometheus che, usato dai tecnici di LV-895 per esperimenti sulle creature, ha creato xeno-specie diverse, una più letale dell’altra? In fondo a chi importa?

Come gioco mi è sembrato Colonial Marines ma senza la sua ottima trama a fare da contorno.


Xeno-bestiario

Tra i venti nemici di Fireteam sin dai primi mesi del 2021 sono stati annunciati addirittura undici diversi xenomorfi da affrontare. I primi cinque sono stati presentati dal sito AVPGalaxy il 9 marzo.

Burster

Malgrado l’aspetto simile al Runner (vedi), il Burster è uno xenomorfo molto pericoloso perché quando viene colpito dal giocatore il suo corpo esplode, schizzando sangue acido ovunque: decisamente consigliato evitare contatti ravvicinati.


Drone

Potrebbero essere descritti come le “formiche operaie” dell’Alveare, ma in realtà il Drone è anche un cacciatore occasionale. Sa spostarsi sulle pareti, comprimersi per attraversare passi stretti, colpire velocemente e altrettanto velocemente dileguarsi.


Prowler

Il Prowler è simile agli altri xenomorfi quadrupedi ma si contraddistingue dal suo esoscheletro striato di rosso. La sua specialità è saltare addosso alle prede e gettarle in terra per poterle sgranocchiare a dovere.


Runner

Il Runner caccia in branco, spostandosi in gruppi capaci di movimenti veloci. La sua tecnica è quella di attacchi veloci alla vittima, colpendola con la coda e muovendosi in cerchio.


Spitter

Di solito lo Spitter si tiene a distanza dalla propria vittima, attaccandola mediante lanci di sputazzi acidi.


Armamentario

Tra le varie armi del gioco, ecco le prime sei presentate da AVPGalaxy.net il 18 marzo 2021.

Pulse Rife

M41A2 Pulse Rife. I Colonial Marines dicono scherzando che si vede quanto uno sia esperto dalla sua capacità di riuscire a sparare un solo proiettile con quest’arma. Usare munizioni senza bossoli rende questo fucile perfetto nelle missioni spaziali e in situazioni di gravità ridotta: non c’è pericolo che il bossolo espulso vada a finire addosso ad un compagno.


Medved

DT-57 Medved, un fucile concepito dall’UPP e in dotazione alle loro unità coloniali.


Burst Pistol

Type 78 Burst Pistol. Concepita inizialmente per le forze di polizia del Three World Empire, il modello 78 è più accurato e un raggio d’azione più ampio di molte altre pistole. Il suo disegno compatto, marchio di fabbrica della Weyland-Yutani, la rende particolarmente maneggevole ma riduce la capacità del suo caricatore.


Smartgun

L56A3 Smartgun. Variante moderna della popolare arma, con uso di metamateriali per ridurne il peso.


Sniper Rifle

M42A3 Sniper Rifle. Una delle migliori armi in circolazione, l’A3 è una variante specifica dell’M42 con canna estesa, mirino ottico avanzato e stabilizzazione che consente un lungo raggio di tiro.


Volcan

OCAP-91 Volcan. Un lanciafiamme militarizzato, adattato da un modello civile. Ampiamente usato per contenere invasioni aggressive.


Personaggi

In vista di future “indagini”, prendo appunti dei vari personaggi del gioco.

  • Herrera, sergente scelto – guida il giocatore
  • Esther – sintetico del battaglione con funzione di paramedico, consigliere scientifico, tecnico specializzato e CVMF, cièo “Consulente per la vita militare e in famiglia”. «Un modo carino per dire che ti ascolta se hai dei problemi», spiega il sergente scelto Herrera.
  • Ko, secondo tenente –
  • Park, sergente scelto – responsabile dell’armeria
  • Rodriguez, Cynthia – il suo nome (che si pronuncia sìntia) trae in inganno, perché in realtà è SN-TH-YA, Modello 9500, cioè il computer centrale di Pala Station, un’intelligenza artificiale che va fermata disattivando i suoi server.
  • Santos, primo tenente –
  • Savane, Ibrahim, caporale – servizio di intelligence, sorveglianza e ricognizione dei Colonial Marines
  • Shipp, Olivia, colonnello – ufficiale comandante del 33° Reggimento dei Marine, 11ª Divisione

L.

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11 pensieri su “[2021-08] Aliens: Fireteam Elite

    • Ciò che stride è che è stato fatto un grande e ottimo lavoro narrativo, di raccordo fra più universi differenti (quello di Aliens, di Alien 3, di Prometheus, ecc.) si sono messi in campo ottime idee (per fortuna sviluppate nel romanzo) per poi finire con uno spara-spara senza trama. E’ pur vero che anche il tanto osannato “Isolation” ha una trama di cinque minuti calata in dieci ore di “apri la porta, chiudi la porta”, quindi temo sia un mio problema quello di aspettarsi una trama corposa da un medium che ha le capacità e le possibilità ma non sembra interessato a sfruttarle.

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  1. Pingback: Alien Magazine 1 (2021) La prima in Italia! | Il Zinefilo

  2. L’ennesima occasione sprecata e l’avevo annusata dall’annuncio e si è consolidata nelle anteprime. La natura co-op online purtroppo asfalta ogni probabilità di una trama, fosse pure da mero collante tra le missioni. In single player è una noia mortale, non tanto perché si spara in continuazione (anche negli FPS è così), ma perché non esiste una trama, un motivo che spinga ad andarci a infilare nel tipico covo di rogne. Eppure il potenziale c’era: la parte fracassona di Aliens è presente, ma non c’è altro. In un podcast di IGN UK i commentatori si sono sperticati nel lodarlo fino a dichiarare che se Alien Isolation è Il videogioco di Alien; questo è il videogioco di Aliens. No, nel modo più assoluto: non avete visto il film o lo avete visto in modo distratto.

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    • Dai gameplay che ho visto su YouTube è chiaro che i grandi amanti dell’universo alieno non hanno la benché minima idea di cosa sia, forse da ragazzini una volta hanno visto Alien, magari anche Aliens, e lo amano solo per sentito dire, perché chiaramente non lo ricordano.
      Graficamente Fireteam è spettacolare, hanno saputo ricreare splendidamente ambientazioni da AVP e Prometheus, oltre che ovviamente da Aliens, mentre gli xenomorfi sono roba inutile, che tanto non si vedono mai, coperti da miliardi di proiettili esplosivi.

      Come sai io sono estraneo totale al mondo videoludico per cui magari una roba che a me sembra noiosa, tipo sparare per dieci ore a tutto ciò che si muove, ad altri piace, ma anche in “Colonial Marines” si sparava tantissimo, eppure c’era una trama corposa alle spalle, per non parlare di titoli storici come il mio amato “Aliens vs Predator 2”, tramona da applauso e non una sola parete senza dietro secchiate di alieni.
      Fireteam mi sembra si limiti a sfruttare la mania del co-op ma non ne ha la qualità. Non è come “Rainbow Six”, dove ti unisci a sconosciuti per uno scopo comune: qui ognuno va per cacchi suoi tanto non è richiesta la minima collaborazione, in pratica è un single player che si gioca in tre!

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      • Più ne discutiamo di giochi di Alien più mi convinco che hai ragione sul fatto che la maggiore parte dei videogiocatori non conosca Alien se non di striscio ovvero per il nome famoso che si è guadagnato nel cinema. E ciò accade da un decennio a questa parte ovvero da Aliens Colonial Marines. Non sostengo che quest’ultimo sia esente da difetti (ne leggerai più in dettaglio a breve), ma la critica sulla piattezza della trama è davvero insostenibile. Quindi due sono le cose: ci hai giocato dieci minuti o non conosci l’universo di Alien. La conferma viene dai risultato di vendita di Alien Isolation, che ha raggiunto oltre due milioni di copie, ma che ha deluso le aspettative di Sega. Ne doveva vendere almeno il doppio, considerati la licenza e l’obiettivo di vendita per un “blockbuster”. Voglio dire: i veri appassionati di Alien – perché Isolation viene a noia e risulta ostico a chi non conosce veramente Alien – sono pochi rispetto alle copie necessarie per decretarne il successo. Fireteam è orientato a una platea più ampia, usando il nome come “specchietto” per le allodole, deludendo le aspettative dei veri appassionati. Alien Colonial Marines per questo motivo si attirò una delle controversie più accese e dibattute dai tempi di Doom per il massacro a Columbine. Fu massacrato da stampa e videogiocatori e vendette sotto il milione e mezzo di copie. Fireteam è osannato e le vendite sembrano stiano andando piuttosto bene.
        Hai citato Rainbow Six, ma questo è ha una marcata componente tattica e quindi non ha nulla a che vedere con questo Fireteam in cui l’unica parte “tattica” è la scelta della classe del personaggio con abilità specifiche. In sostanza il marchio Alien è stato utilizzato come una skin di uno dei tanti sparatutto co-op online con una differenziazione dei ruoli dei membri del party pubblicati dopo il successo di Left 4 Dead. Di recente anche Predator Hunting Revolution ha seguito questa strada, con risultati davvero scadenti.

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      • Non conosco le differenze tra giochi, l’accostamento con “Rainbow Six” l’ho fatto perché quando purtroppo uno dei giochi che più ho amato è stato ucciso, trasformandolo in “Quake Arena”, sono stato costretto a guardarlo solo giocare nei gameplay su YouTube, dove i giocatori possono fregarsene dei compagni di squadra e nascondersi negli angoli aspettando il nemico oppure rispettare il succo del gioco e organizzarsi in una posizione tattica. In Fireteam i gameplay che ho visto mostrano gente che se ne frega di ogni tattica e sta lì solo a mostrare armi modificate brutte come la morte – perché toccare il sacro pulse rifle, perfetto così com’è? – a buttare a caso le mitragliatrici automatiche invece di posizionarle con criterio (e dubito abbiano colto la citazione da Aliens SE), per questo la scelta se giocare insieme o separati mi è sembrata simile. Fermo restando che trovo ridicolo giocare da solo a un titolo nato cooperativo.
        Quel gioco di Predator ha dimostrato ancora di più la totale ignoranza dei videogiocatori sul personaggio, che conoscono solo perché l’hanno letto su Wikipedia. Uno si chiedeva come mai avessero scelto quella strana ambientazione, cioè quella perfettamente ricreata dal primo film 😀

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    • Si spera sempre nella nascita di un utente transmediale, capace di apprezzare le varie sfaccettature di un universo raccontato da più media, ma finora mi sembra che semplicemente i ghetti siano sempre più chiusi, e chi vi ci trova dentro guarda solo le pareti che lo circondano.

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  3. Pingback: [2021-09] Fireteam su “Game Pro” | 30 anni di ALIENS

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