[2021-09] Fireteam su “Game Pro”

Riporto la recensione che Mattia Sergio ha scritto sulla rivista specialistica “Game Pro” di settembre 2021 sul videogioco Aliens: Fireteam Elite (2021), a cui comunque dà voto 6 malgrado i difetti.


Aliens: Fireteam Elite

di Mattia Sergio

da “Game Pro”
Settembre 2021

Questo nuovo tie-in di Aliens ha il suo fascino, ma mancanza di contenuti,
il gameplay ripetitivo e qualche problema di bilanciamento
minano parecchio il divertimento

Sappiamo ormai che la figura dello xenomorfo è divenuta, nel corso del tempo, un fenomeno di natura cult, tanto da far rabbrividire ancora oggi molti appassionati: nel corso degli anni, Alien ha ricevuto diversi adattamenti videoludici, che non sempre sono andati a buon fine, salvo alcune eccezioni come il buon Alien: Isolation, horror in prima persona con protagonista Amanda Ripley, figlia della più celebre Ellen, sviluppato da The Creative Assembly e pubblicato da SEGA. Focus Home Interactive, insieme a Cold Iron Studios, ha quindi deciso di pubblicare Aliens: Fireteam Elite, uno shooter in terza persona cooperativo con protagonisti proprio gli adorati e temuti xenomorfi, e ispirato non all’oscuro e terrificante capostipite della saga, ma al ben più dinamico sequel, Aliens – Scontro finale, diretto da un giovane James Cameron fresco dell’inaspettato successo ottenuto con Terminator. Il team di sviluppo sarà riuscito a creare un altro degno adattamento delle creature concepite dalla mente geniale di H.R. Giger? Oppure ci ritroveremo di nuovo tra le mani una produzione abbastanza trascurabile?


Siete sull’ascensore per l’inferno
in discesa!

Una volta iniziato il gioco, oltre ad assistere a qualche anticipazione della trama attraverso una classica cinematica, veniamo subito catapultati nell’hub principale. Parlando proprio della storia, quest’ultima è praticamente inesistente, denotando degli enormi problemi sul lato della scrittura stessa, poiché sono presenti solamente alcuni riferimenti alla saga, ad esempio alla Weyland-Yutani, la società ben conosciuta all’interno dell’universo di Alien. Infatti, in Aliens: Fireteam Elite, seppur vi siano a disposizione quattro missioni principali divise in tre mini-capitoli, il racconto è ridotto all’osso e le fasi narrative non sono altro che un pretesto poco approfondito per legare assieme i livelli. Però, va detto che questo non è il focus su cui il team ha focalizzato maggiormente le proprie energie, ma l’obiettivo principale si concentra maggiormente sul gameplay e sull’esperienza cooperativa.

Dopo aver parlato con qualche NPC, ecco che ci viene presentata una schermata nella quale sarà possibile personalizzare non solo le nostre armi, ma scegliere anche le varie classi: Dottore, Mitragliere, Tecnico, Ricognitore e Demolitore. Ognuna di queste ultime ha a disposizione skill differenti: ad esempio, il Demolitore potrà sparare una salva di massimo tre razzi e causare degli ingenti danni insieme a una granata capace di generare una sorta d’onda urto, stordendo gli xenomorfi per breve periodo. Inoltre, al giocatore verrà data la possibilità di sfruttare i vari bonus dei propri personaggi e farne una vera e propria macchina da guerra.

Insomma, i personaggi possono variare in base alle vostre esigenze e, ovviamente, anche alla difficoltà presente nel gioco. Infatti, gli sviluppatori hanno pensato di rendere appetibile l’offerta del titolo introducendo svariati livelli di difficoltà per tutte le missioni presenti nel gioco. Purtroppo, nelle nostre sessioni abbiamo notato dei grandi problemi, su tutti l’enorme sbilanciamento tra i vari xenomorfi presenti. Capisco che alcuni dovrebbero essere difficili da abbattere, ma così facendo si aumenta solamente il senso di frustrazione nel giocatore stesso.

Nella speranza che qualche patch riesca a sistemare i problemi di bilanciamento della campagna, vi ricordo che quest’ultima è interamente giocabile in cooperativa con altri due giocatori (in solitaria, il gioco vi affiancherà una coppia di sintetici guidati da una discreta IA).


È fatta, gente!
Fine partita, fine partita!

Come vi avevamo precedentemente accennato, il titolo si divide in quattro missioni-storia, che ci impegneranno per un massimo di tre ore, denotando altri problemi per quanto riguarda la longevità. Il team di sviluppo ha avuto l’idea di implementare una modalità Orda, ma nel complesso il pacchetto, seppur venduto ad un prezzo decisamente più accessibile rispetto ad altri prodotti tripla A, risulta alquanto povero.  Da quanto svelato dal team, il titolo verrà supportato con aggiornamenti stagionali come da buona tradizione per i service game, ma la bontà di questi contenuti potremo verificarla soltanto nei mesi a venire.

Aliens: Fireteam Elite è un third-person shooter molto classico, con la possibilità fornita al giocatore di sfruttare le varie coperture che sono presenti nell’intero ambiente di gioco. Seppur possa sembrare a prima vista uno sparatutto godibile, sappiate che nel corso delle ore passate in compagnia del titolo non è stato così. Sottolineo di nuovo che, per quanto vi siano diversi nemici da far fuori, il gunplay risulta eccessivamente ripetitivo e potrebbe venire a noia dopo poco, a causa della scarsa varietà di situazioni che veniamo chiamati ad affrontare. Un vero peccato, perché la sensazione costante è quella di trovarci di fronte ad un’occasione sprecata di ravvivare un po’ il genere.

Quanto all’ambientazione del gioco, al pari del level design, ricostruisce alla perfezione i momenti più claustrofobici delle pellicole, ma pecca a sua volta di varietà, e l’assenza totale di checkpoint, con il conseguente obbligo di ripetere le missioni da capo in caso di uccisione prematura, potrebbe instillare una frustrazione eccessiva. Se non altro, il comparto audiovisivo è quasi impeccabile, al netto di alcune magagne di ottimizzazione lato PC, e ricostruisce con estrema fedeltà le atmosfere della saga cinematografica.


Conclusioni

Aliens: Fireteam Elite è un TPS con tante problematiche, e la sua estetica estremamente curata non riesce a compensare una manchevolezza intrinseca di contenuti, una giocabilità monotona e poco esaltante, nonché tutta una serie di errori nel bilanciamento e nel level design. Menzione d’onore al sistema di personalizzazioni delle armi e classi, oltre che ai vari specialisti decisamente interessanti da usare, grazie anche alla presenza di svariati perk e abilità. Il titolo è consigliato solo ed esclusivamente ai fan sfegatati di Alien, ai quali raccomandiamo di scendere in campo accompagnati da altri appassionati con cui giocare in co-op.


L.

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10 pensieri su “[2021-09] Fireteam su “Game Pro”

    • L’unico vero videogioco alieno è “Aliens vs Predator 2” (2000) della Sierra, con relativa extension pack “Primal Hunt”, quello che ha inventato il Predalien sbarcato poi al cinema nel 2004.
      “Isolation” è per chi non conosce Alien ma gli piace fingere di essere un cinefilo e di apprezzare il film di Ridley Scott, che a dirlo fa figo, così passa il tempo in una vicenda che non ha assolutamente nulla di alieno (se non citazioni e rimandi che capiscono solo i più appassionati): se invece di uno xenomorfo ci fosse un qualsiasi altro essere non cambierebbe una virgola, perché è un gioco “apri la porta, cerca la chiave” dove prevalentemente devi affrontare zombie mascherati da robot.
      I veri giochi alieni non sfondano perché sono pochissimi quelli che davvero amano la saga, o anche solo ne hanno visto i film, e quindi non sono in grado di apprezzare l’esperienza immersiva e le citazioni, quindi giudicano il gioco in sé, non l’alienità in esso.
      I videogiocatori professionisti non guardano film, una volta da ragazzini hanno intravisto qualcosa che forse era “Alien” e credono così di poterne apprezzare un gioco, cosa che poi ovviamente non fanno: è questa la grande tragedia dei videogiochi alieni, creati da veri appassionati per un pubblico di totali indifferenti.

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