Alien su “Boy” (1979)

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Preso in offerta su eBay questo numero 47 (28 novembre 1979) della rivista “Boy Music”, settimanale del quotidiano “Corriere della Sera” dedicato allo spettacolo e, in generale, alle mode e tendenze giovanili, con anche dei fumetti brevi ed autoconclusivi all’interno.

Questo numero ha due pagine a colori dedicate ad Alien (1979), con ben otto foto che ne raccontano in breve la trama e un trafiletto scritto da Giovanna Grassi.
Riporto le pagine per intere (qui sopra: cliccate per ingrandire), poi le singole foto – più rare del solito! – e infine il testo del trafiletto con relative “curiosità” finali.

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Cinema

a cura di Giovanna Grassi

Con un po’ di ritardo vi parliamo di questo film-miliardo diretto dall’inglese Ridley Scott. Il ritardo è voluto: abbiamo preferito, a differenza di altri casi, lasciar maturare «la febbre» fantahorror, che con un vortice di incassi sembra circondare in tutto il mondo una storia all’insegna del ribrezzo, della più mostruosa paura strisciante. Poi abbiamo preferito fissare sulla carta, invece delle parole, le immagini più significative di un film che negli Stati Uniti ha avuto una classificazione «ristretta»: il che significa che un ragazzo al di sotto dei diciassette anni non può entrare in sala se non accompagnato da un adulto. Vi proponiamo le immagini chiave perché Alien, fra qualche anno, segnerà una tappa importante nel cinema del nostro tempo.

Quando, ripercorrendo le apocalissi cinematografiche degli anni Settanta, qualcuno ricorderà la testa del mostro, la luce metallica che sembra avvolgere l’astronave sconosciuta sul pianeta lontano, la figura di un alieno (fot. 4) mummificata su una macchina impietrita dal corso del tempo. Per alcuni aspetti Alien non è un grande film perché non ha una armonia di regia e una compattezza di stile e di scrittura da vero autore. Ma Alien coglie tutti i bersagli che si era prefisso: spaventa, incuriosisce, affascina, ci fa interrogare sul futuro e sul presente. Strutturalmente, perciò, la pellicola può essere criticata, ma nel complesso convince e, nella memoria, cresce giorno dopo giorno.

Dopo averlo visto, ritornano in mente come lampi brani di racconto: quella nave spaziale sferragliante e battente bandiera commerciale, quella équipe di impiegati allo sbaraglio nel cielo, l’inseguimento del gatto nell’oscurità nemica del «Nostromo», la stanza asettica ove il capitano interroga il computer «Madre» in una sorta di dialogo scientifico e irrazionalmente fideistico.

Potete intuire la trama scorrendo le immagini qui a fianco, dove la fantascienza (2001: Odissea nello spazio) stringe un accordo con il genere horror (il tema del vampiro, della possessione). Le carte del gioco vengono mescolate con poste da milioni di dollari e ci rimandano con i loro simboli incubi terrestri e spaziali. E non dimenticatevi di chiedervi se l’ottavo passeggero, cioè il mostro, sia all’esterno o, piuttosto, dentro di noi.

Giovanna Grassi

Qualche curiosità

  • Sapete chi ha collaborato alla sceneggiatura? Walter Hill, ossia il regista di Driver e di I guerrieri della notte.
  • Tom Skerritt, ossia Dallas, il capitano della «Nostromo», in Due vite, una svolta era il marito di Shirley MacLaine, il professore di danza in una scuola di provincia americana.
  • Occhio a Harry Dean Stanton, il macchinista bianco: è uno dei migliori caratteristi americani del momento. L’altro macchinista, l’attore di colore Yaphet Kotto, apparirà in un film straordinario, Blue Collar.
  • Tra i curatori e i maghi degli effetti speciali c’è anche il «papà» di King Kong, l’italiano Carlo Rambaldi.

L.

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3 pensieri su “Alien su “Boy” (1979)

  1. “Il tema del vampiro, della possessione”: eh, che belle le parole in libertà dedicate a quello che “non è un grande film perché non ha una armonia di regia e una compattezza di stile e di scrittura da vero autore” ma -e qui tiriamo tutti un sospiro di sollievo- solo “per alcuni aspetti”. Comunque: potevamo pure chiedercelo dove fosse davvero il mostro, noi, ma la redattrice però doveva chiedersi che film avesse davvero visto, lei 😉

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