[2021-05] Aliens: Fireteam su “PlayStation” n. 187

Traduco l’anteprima del videogioco Aliens: Fireteam apparsa sulla rivista britannica “PlayStation Official Magazine UK” nel numero di maggio 2021.

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[1991-11] Alien 3 su “K” 33

Grazie a questo post di redbavon ho scoperto un ghiotto articolo della rivista italiana di videogiochi “K” (n. 33, novembre 1991) dedicato all’imminente uscita del videogioco ispirato al film Alien 3 (1992).

La particolarità di questo testo è che ci consente uno sguardo in quei mesi che hanno preceduto l’uscita del film, con le relative voci di corridoio (più o meno sballate) ma anche indiscrezioni sul montaggio definitivo. Per esempio l’autore anonimo del pezzo fa riferimento «misteriose mucche spaziali», perché va ricordato che le prime foto di scena a girare ritraevano quello che poi sarebbe scomparso dal montaggio visto al cinema: uno dei bovini di Fiorina 161 inseminato dal facehugger. Persino le card vendute in fumetteria presentavano ’sta mucca per la mia perplessità, in tempi in cui ancora non era uscito il montaggio alternativo del film.

«Tutti i prigionieri, infestati di malattie e disgustosi a vedersi, sono stati rapati a zero per sconfiggere la virulenta epidemia di pidocchi che li ha colpiti. È questo aspetto dei prigionieri che ha fatto parlare di monaci spaziali a proposito di Alien 3

Questa frase testimonia di voci su “monaci spaziali” che sicuramente sono dovute alla splendida sceneggiatura di John Fasano, poi effettivamente “saccheggiata” per la sceneggiatura definitiva, così come le prime foto di scena mostravano i detenuti effettivamente sporchi e mal messi, tanto da far pensare a una sorta di colonia di menomati.

Infine l’uso spregiudicato del titolo Alien 2 denota come l’autore appartenesse a quel pubblico generico che cadeva nel tranello della distribuzione italiana, che in TV ancora nei primi anni Novanta mandava l’ignobile filmaccio omonimo di Ciro Ippolito e c’era davvero chi lo confondeva con il seguito di Alien (1979).  Vado a memoria, spero un giorno di trovare prove, ma sono abbastanza sicuro che all’epoca anche riviste e giornalisti di cinema si confondessero sui due titoli.

Su altre questioni linguistiche sollevate da questo articolo scriverò meglio in future “indagini”.

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[1996-03] Stuart Gordon su “Cinefantastique” (V27) 7

Dopo che il compianto Stuart Gordon ci ha lasciati, è stato “scoperto” un film alieno che avrebbe girato per dei parchi a tema: come ho già raccontato, non esistevano prove che Gordon avesse davvero firmato Aliens: Ride at the Speed of Fright… finora!

Al di là delle tante voci di corridoio senza sostanza, ecco finalmente la prova che Gordon ha davvero diretto un gioiello alieno imperdibile.

Intervistato in occasione dell’uscita del film Space Truckers (1996) da “Cinefantastique” nell’aprile 1997, l’esperto di effetti speciali Paul Gentry afferma:

«Stuart [Gordon] pensava che il ride film di Aliens fosse una palestra per Space Truckers: un sacco di cose che abbiamo fatto per questo film le avevamo già fatte per quello alieno. Stuart non ha molta esperienza con la fanteria paramilitare che spara con grandi fucili, certe cose non le vedi di certo in Re-Animator, quindi è stata un’esperienza grandiosa.»

Ma la vera prova da “pistola fumante” arriva un anno prima, nella stessa rivista specialistica “Cinefantastique” (volume 27, n. 7) del marzo 1996. Il tecnico che ha curato gli effetti speciali del ride film alieno, Les Paul Robley, racconta in prima persona l’operazione.


Alien: The Ride

di Les Paul Robley
(operatore che ha lavorato al ride film in questione)

da “Cinefantastique”
volume 27, n. 7 (marzo 1996)

Sul set del film-simulazione basato su “Aliens” della Fox

Con i ride film che diventano attrazioni sempre più popolari dei parchi a tema, sembra naturale crearne ispirati a celebri film. A Disneyland c’è lo Star Tours, agli Universal Studios c’è il Back to the Future, al Six Flags c’è The Right Stuff, al Caesar’s Palace c’è Elvira’s Graveyard Shift, c’è un Robocop: The Ride ed è in arrivo Terminator 3D della Digital Domain. Ora, c’è anche Aliens: Ride at the Speed of Fright.

Prodotto dalla Praxis Films in associazione con la Iwerks Entertainment, la casa autrice di Robocop, il nuovo genere chiamato ride film ha esordito l’anno scorso con ventotto titoli al Pier 39 di San Francisco e in tre cinema giapponesi. La Iwerks ha la più completa libreria di film-simulazioni di questa industria, con installazioni in più di 150 cinema. Diretto da Stuart Gordon, celebre per Re-Animator (1986), e con il direttore della fotografia Paul Gentry, in passato supervisore degli effetti speciali alla Full Moon Entertainment, il ride film mostra effetti e scene dal film Aliens (1986) della 20th Century Fox, con del girato inedito creato per l’occasione.

«Questo sarà un film che andrà ben oltre quanto avete mai provato», afferma il regista Gordon. «Non solo vedrete l’azione, ma la proverete anche. Parliamo davvero della nuova generazione di esperienza cinematografica».

L’operatore Les Paul Robley sul set del filmato-simulazione

Il prologo si apre con la scoperta di un marine superstite che ha perso la propria squadra su un pianeta alieno. Tramite dei flashback vediamo ciò che è successo alla sua squadra durante un controllo di routine nella colonia del posto. Ci sono cadaveri ovunque, imbozzolati: l’unica possibilità è azionare una bomba, che in dieci ore spazzerà via tutto ripulendo il pianeta.

La squadra però è attaccata da xenomorfi provenienti da ogni direzione. I marine aprono il fuoco cercando di sfuggire all’attacco, ma il tunnel è ostruito. Intanto il contatore della bomba prosegue il suo conto alla rovescia quindi i marine dovranno sbrigarsi, a bordo del loro APC (Armored Personnel Carrier).

Lo spettatore viaggia con loro mentre atterrano sul pianeta usando sequenze prese dal film [in realtà no, sono anch’esse girate per l’occasione. Nota etrusca.]. Vediamo l’APC farsi strada nel complesso, tra buche create dall’acido e materiale resinoso. Seguendo un segnale di soccorso, i marine trovano l’APC della precedente missione. […]

Dietro le quinte di Aliens: Ride at the Speed of Fright

I cinema che proiettano i ride film della Iwerks sincronizzano schermi giganti con filmati ad alta risoluzione e movimenti di alta tecnologia. Gentry ha fotografato le nuove scene con pellicola in 35 millimetri 5248 VistaVision, otticamente ingrandita per il formato 870 della Iwerks.

Il set ha visto la presenza di oggetti di scena a grandezza naturale insieme a modellini: niente grafica computerizzata. I passati ride film della Iwerks hanno fatto uso di una grafica al computer che purtroppo ha rovinato il realismo delle scene, una volta proiettata su grandi schermi: le miniature invece sono preferite perché mantengono il realismo. A lavorare sul progetto sono stati chiamati alcuni artisti direttamente da Aliens. […]

Aliens è stato preso dalla Iwerks in licenza dalla 20th Century Fox Licensing, e sarà il primo film ad essere sviluppato in un’attrazione interattiva. Iwerks Visual Adventures presenterà l’attrazione Aliens più avanti, quest’anno.

C’è voluto più di un mese per girare l’intero filmato. […] Le riprese sono iniziate nel febbraio del 1995. […] Il creatore di Alien, H.R. Giger, quando ha saputo del progetto ha commentato: «È un bene che ci stiate lavorando, ma avrei preferito essere informato». Magari un giorno verrà a provare dal vivo il terrore che ha creato.


L.

P.S.
Non perdete lo speciale che “La Bara Volante” sta dedicando a Stuart Gordon.

– Ultime riviste:

[1992-08] Alien 3 su “Megatech”

Numero datato agosto 1992 della rivista specialistica britannica “MegaTech” con uno speciale dedicato ai due videogiochi alieni in uscita quell’anno. L’illustrazione di copertina è firmata da Cam Kennedy.

Il primo gioco ad essere presentato è Alien 3, pubblicato da Acclaim e sviluppato da Probe, in formato 8M-Bit Rom (qualsiasi cosa questo voglia dire), e dato in uscita per novembre 1992 al prezzo di 39,99 sterline.

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Alien su Star (Disney+)

Cover di Giorgio Santucci

Non è stato facile recuperare il numero 8 del settimanale “Film TV” (23 febbraio 2021), visto che le edicole stanno morendo una dopo l’altra e quelle poche rimaste in provincia di Roma sono sempre più sguarnite e spogliate, ma per fortuna ce l’ho fatta. Per fortuna seguo la rivista su instagram così sono stato informato per tempo della copertina di Giorgio Santucci con uno xenomorfo!

Il gruppo di personaggi ritratti in copertina serve a pubblicizzare la nascita, dal 23 febbraio 2021, di “Star“: il canale della piattaforma Disney+ dedicato ad un pubblico più adulto, secondo il concetto che gli americani hanno di “adulto”. Nell’offerta è previsto l’intero universo alieno.

Grazie a Cassidy de La Bara Volante scopro che, al contrario di quanto più volte trasmesso dalla RAI, i film alieni sono tutti in versione americana, come quella disponibile in home video italiano. Davvero un gran peccato. Non per fare il maligno, ma Prime Video presenta moltissime edizioni italiane dei suoi film, con tanto di scritte italiane e addirittura la scheda dei doppiatori: la Disney ha perso un’occasione per mostrarsi attenta.

Schermata da Alien (1979) su Star (Disney+)

Ecco il testo del trafiletto all’interno di “Film TV”.

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[2000-09] Resurrection su “Games Master”

Sul numero 9 (settembre 2000) della rivista specialistica italiana “Games Master” c’è una entusiastica recensione del videogioco Argonaut ispirato al film Alien Resurrection (1997), la cui lavorazione è stata particolarmente tribolata: riporto più sotto il testo dell’autore ignoto che ci regala qualche impressione di gioco.

Il “paginone centrale” della rivista è dedicato ad un poster dello xenomorfo del gioco, come potete vedere a fine pezzo.

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[2000-09] Resurrection su “PlayStation Power” 56

La rivista “PlayStation Power” – che dal numero 50 diventa “Power – The PlayStation Mag” – è durata solamente pochi anni, nata nel 1996 e chiusa nel 2001 (stando a questa Wiki), ma ha fatto a tempo a coprire l’uscita del travagliato videogioco Alien Resurrection (2000), tratto dal film omonimo di Jean-Pierre Jeunet.

Questo numero 56 (settembre 2000) recensisce il gioco dandolo in uscita quello stesso settembre: visto che il numero sarà stato plausibilmente chiuso il mese precedente, la data non è certa.

Il recensore Clive Gorman (cognome “alieno”!) inizia raccontando brevemente la saga filmica di Alien per quei pochi che non la conoscessero, e visto che riporta il 1989 come anno d’uscita di Aliens è chiaro che non è un lavoro coi fiocchi.

Il pezzo prosegue raccontando come il gioco fosse stato inteso all’inizio come spara-tutto in terza persona finché la Argonaut ha deciso di cambiare, passando ad una prima persona «più d’atmosfera». E l’atmosfera è la parte più lodata del gioco finito, oltre alla grande accuratezza grafica.

Viene specificato che la Argonaut ha avuto accesso agli archivi audio della Fox così da poter garantire un impianto sonoro perfettamente fedele al film, e il giornalista cita l’emozione di sparare con un pulse rifle e la tensione crescente dell’udire il suono di un  tracker, entrambi assenti nel film: forse sono stati aggiunti nel videogioco per far piacere ai fan?

Tra i difetti viene citato il fatto che è impossibile uccidere uno xenomorfo che si muova sulle pareti: l’unico momento in cui ha senso sparare alle creature è quando camminano sul terreno, in qualsiasi altra posizione semplicemente sono impermeabili al fuoco delle armi. Inoltre i tracker non consentono di segnalare presenza aliena in zone non ancora esplorate, rendendo quindi palesemente inutile la loro essenza. Altro difetto una gestione dei controlli difficoltosa durante le azioni concitate.

Al di là di tutto, il giudizio è ottimo e addirittura il recensore considera Alien Resurrection migliore del coetaneo Resident Evil 3 a livello di scariche di adrenalina.

Ecco le pagine dell’articolo… con illustrazioni a casaccio!

L.

– Ultime riviste:

[2000-08] Resurrection su “Playstation Magazine” 61

Sul numero 61 (agosto 2000) della rivista specialistica britannica “Official UK PlayStation Magazine” appare un lungo articolo dedicato al videogioco tratto dal film Alien Resurrection (1997) di Jean-Pierre Jeunet.

Il testo di Andy Lowe ci spiega che da tre anni il videogioco che doveva uscire insieme al film sta vivendo un development hell, espressione usata per indicare non solo una gestazione artistica problematica ma anche una serie di costose rielaborazioni, come per esempio una completa revisione del gioco in questione. Però la casa Argonaut Software promette che «il gioco è quasi pronto, ed è destinato a diventare un classico»: non mi intendo dell’universo videoludico, ma dubito sia andata così.

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[2020-10] Film alieni su “Empire” (UK)

Sul numero di ottobre 2020 della versione britannica della rivista “Empire” la rubrica “The Ranking” – in cui quattro critici cinematografici si alternano su un dato argomento – affronta la saga di Alien e Predator: ne traduco il risultato.


Il franchise di Alien e Predator

da “Empire” (UK)
ottobre 2020

Dodici film. Quattro critici. Due specie in lotta.
Chiunque vinca, noi perdiamo.

Chris Hewitt. Questa è la prima volta che affrontiamo due serie, e solo perché qualcuno alla Fox si è reso conto che avevano sia il marchio Alien che quello Predator. È così che tutto è cominciato, con quel piccolo gioco citazionistico in Predator 2.

[Non è vero, malgrado lo pensino in molti: soprattutto quelli che non conoscono l’universo alieno espanso. Le vendite da capogiro del fumetto Aliens vs Predator – anticipato nel novembre 1989 da storie poi ristampate nel giugno 1990, cinque mesi prima di Predator 2, tratto a sua volta dal fumetto Predator: Heat del giugno 1989, segno che i produttori erano molto attenti alle storie Dark Horse – ha dimostrato che c’era un vasto pubblico appassionati di AVP, infatti si è subito messo in cantiere un film che poi ci vorranno dieci anni per fare, con purtroppo Paul Anderson alla regia. Nota etrusca]

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[2017] Empire (UK) Special Sci-Fi Movies

Il numero dell’inverno 2017 della testata “Classics” – serie di numeri speciali tematici della rivista “Empire” (UK) – è dedicato ad un tema sempreverde: “The Greatest Sci-Fi Movies Ever“. Certo, è un terreno minato stabilire quali siano i migliori film di fantascienza di sempre, anche perché stabilire il genere con precisione è impresa ardua, comunque è un’occasione per ripresentare sempre gli stessi titoli a nuovi lettori.

Prima del crollo del cinema l’universo alieno ha fatto in tempo a regalare ben tre titoli da inserire nel novero dei “migliori film di fantascienza di sempre”, stando almeno alla rivista. Non mi metto a tradurre i testi perché tanto è sempre la solita roba, ma mi piace tenere traccia dell’iniziativa.

L.

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