[2016-09] Aliens: Life and Death

Cover di David Palumbo

Cover di David Palumbo

Conclusa la parte dedicata a Prometheus si passa subito alla terza parte della lunga saga della Dark Horse Comics scritta da Dan Abnett: nel settembre 2016 è la volta di “Aliens: Life and Death” con i disegni di Moritat (pseudonimo del californiano Justin Norman, autore di scherzetti del tipo di The Spirit e All Star Western).

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Non è facile la situazione in cui sono rimasti i Colonial Marines, e infatti la saga comincia con uno scempio: gli alieni sono tanti e non ci sono armi che tengano.

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alienslifedeath1cNon se la passa meglio Galgo, che crede di avere le spalle coperte dal suo amico Ahab il Predator… invece si ritrova d’un tratto solo in mezzo ad un branco di alieni. Il suo fucile degli Ingegneri non gli basterà per tutti quegli xenomorfi.

Quando il momento si fa più critico, quando la situazione è più nera, arriva una luce… anzi due! È un APC guidato dalla capitana Paget che viene a salvare i suoi Colonial Marines, ben felici di scoprirla ancora viva.
Intanto un Ingegnere continua a camminare per le foreste del pianeta: dove va? E cosa ne sarà di Galgo? E sono davvero morti gli umani rapiti dagli alieni?
Tutte domande le cui risposte è ancora presto per dare…

Tornati tutti sulla Hasdrubal, i Colonial Marines si contano e molti purtroppo mancano all’appello, ma Chris – una delle donne superstiti del ciclo Fire and Stone – dà ancora segnali di vita: è stata solo catturata dagli xenomorfi e non uccisa. È chiaro che vogliono imbozzolarla ma questo pone un grave interrogativo: andarsene… o rischiare la vita di molti Colonial Marines ritornando sulla superficie di LV-223.
aliensld2aQui scatta l’ovvio momento patriottico e tutti fanno a botte per andare a morire in nome di una tipa che neanche conoscono…

Più intrigante è l’accordo che Jil, la moglie della tipa – non so se “moglie” a livello giuridico o nel senso di compagna – stringe con Lorimer, l’uomo della Compagnia. Quand’anche riuscissero a riportare a casa Chris, quasi sicuramente la donna sarebbe imbozzolata e nessuno saprebbe liberarla del chestbuster se non i chirurghi della Weyland-Yutani. L’accordo è semplice: la Compagnia si impegna ad operare Chris salvandole la vita, e può tenersi tutto ciò che le trova in pancia.
L’accordo è stretto, perché dopo tanto tempo la Weyland-Yutani non ha ancora un campione alieno in mano, ma c’è da fidarsi poco degli accordi stetti con la Compagnia…

Scesi sul pianeta, i Colonial Marines guidati da Paget iniziano la loro missione quasi suicida, mentre Chris attende il suo destino nel covo alieno… con la Regina che la guarda!

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Un albo di preparazione in cui è bello ritrovare le splendide atmosfere del secondo film, ormai appannaggio di fumetti e al massimo di qualche videogioco.

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I Colonial Marines guidati dalla capitana Paget tornano su LV-223 (il pianeta che il sempre pessimo Ridley Scott ha cancellato dalla sua nuova continuity perché invidioso del successo di questi fumetti!) e ormai sono vicini al loro obiettivo: salvare Chris, la superstite catturata dagli xenomorfi ma non ancora imbozzolata.

aliensld3bNel nido, Chris nota qualcosa che solo apparentemente è un vantaggio: gli alieni e la Regina la lasciano in pace. Il che purtroppo vuol dire che… la donna probabilmente è già stata inseminata.
Chris prova a tenere lontani i soldati, che ormai non c’è più niente da fare, ma la sua donna Lynn non molla certo, e la informa del suo accordo con Lorimer della Weyland-Yutani di salvataggio in extremis.
Mentre i marines si avvicinano, Chris assiste alla nascita di un chestburster, ma c’è un problema: l’essere nasce deforme e morto. C’è una malattia che sta falcidiando gli xenomorfi, e c’è il serio rischio che Chris porti in grembo l’ultima Regina fertile della nidiata: gli alieni faranno di tutto per impedire ai marines di portare via la ragazza…

L’attacco degli xenomorfi è selvaggio e i marines non hanno scampo: l’unica che può salvarli è paradossalmente Chris, che loro sono tornati a salvare.
Portare in grembo l’ultima speranza per la razza aliena dà alla donna un grande potere: basta minacciare di farsi esplodere perché la Regina richiami subito i propri servi. Ma quanto durerà questo risultato?
Anche perché un altro nemico sta arrivando: un ingegnere che sta facendo esplodere tutto ciò di umano che trova lungo il suo percorso.

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Per sconfiggere un nemico eccezionale serve un’arma eccezionale, e cosa c’è di più eccezionale… di una Regina Aliena?

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Nel nido Chris è riuscita a far capire alla Regina che l’Ingegnere è un pericolo per tutti, umani e alieni: compreso il chestburster che la donna porta nel ventre. E visto che la specie sta morendo, la Regina rischia tutto per salvare l’unica speranza di sopravvivenza.

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Lo scontro fra le due creature è di quelli epici: è l’Alien Queen scaturita dal genio di James Cameron contro l’Engineer fuoriuscito dal delirio senile di Ridley Scott: se permettete, l’esito è quasi scontato…

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Però non possiamo trarre alcuna conclusione dalla fine di questa testata, perché la storia continua questo stesso dicembre su “Aliens vs Predator: Life and Death“: mi sto divertendo ma non nego che questo stile “marvelloso” – storie frammentate su più testate e che non hanno mai una vera conclusione – sta un po’ snaturando lo stile che ha reso grande la Dark Horse. Spero non abusino di questi stile.
Non rimane che attendere il prossimo episodio e gustarci il meraviglioso e variopinto universo alieno.

L.

– Altri numeri del ciclo:

– Ultimi fumetti alieni:

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