[2009] Alien (DVD) Edizioni Master

Un giorno su bancarella ho trovato questa misteriosa edizione di Alien (1979), che se non conservassi in collezione penserei fosse una fake news.

Si tratta di una ristampa in DVD delle Edizioni Master, nella collana “Il grande cinema horror“: un totale di 16 titoli all’incredibile prezzo di € 4,99 l’uno, scopro qui (grazie a Giuseppe).
Mentre il davanti della locandina è originale, il retro è preso di netto dall’edizione Fox originale, infatti il copyright è del 2000: in pratica il retro è lo stesso dell’edizione singola del disco ad eccezione dei loghi della Fox, che qui sono presentati a colori, mentre nel 2000 sono usciti in bianco e nero.

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Citazioni aliene. “Robot Chicken” 6×18 (2013)

Su Prime Video sono presenti alcune stagioni doppiate in italiano della divertente serie animata “Robot Chicken” di Seth Green e Matthew Senreich: l’episodio 6×18 (3 febbraio 2013) di Zeb Wells presenta un irresistibile “mini versus” alieno.

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[2012] Alien (DVD)

Nel 2012, con l’arrivo al cinema di Prometheus, la 20th Century Fox Home Entertainment ne approfitta per ristampare in DVD e Blu-ray l’intera saga aliena, impegnandosi il meno possibile.

Questa serie di ristampe infatti si limita a presentare i dischi singoli del cofanetto “Alien Quadrilogy” (2003) senza aggiungere altro, anzi semmai togliendo.

Le prime edizioni DVD della saga aliena, infatti, avevano contenuti speciali, qui del tutto assenti perché “Alien Quadrilogy” li raccoglieva tutti nel secondo disco di ogni film: questo Alien (1979) del 2012 quindi si limita a presentare il film in versione cinematografica e nella celebre versione Drector’s Cut del 2003. E basta.

Non un contenuto speciale, neanche un trailer: per fortuna Amazon chiede solo 5 euro.

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[1992] Alien: il primo cofanetto (VHS)

L’universo delle videocassette era appena esploso, grazie all’introduzione delle versioni economiche di grandi case, e così anche la saga aliena ha potuto sfoggiare il suo primo cofanetto VHS, creato in occasione dell’uscita al cinema del terzo film, contenente Alien (1979), Aliens (1986) e il documentario The Making of Alien 3.

All’epoca in fumetteria e libreria compravo riviste americane di cinema e in una di queste (purtroppo non mi sono segnato il nome) ho trovato la pubblicità dell’uscita americana del cofanetto – chiamato “Alien Triple Pack“, come potete vedere più sotto – la quale parla di 14 maggio 1992 come data di uscita delle tre VHS, a ridosso dell’uscita in sala di Alien 3, proprio quel maggio. In Italia credo che il cofanetto sia arrivato in seguito, visto che il terzo film è uscito nell’ottobre di quell’anno.

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Citazioni aliene. X-Files 6×13 (1999)

Il 1999 è stato un anno particolarmente alieno, visto che il ventennale dell’uscita del primo film ha regalato emozioni d’ogni tipo: come per esempio il rilascio in DVD non solo del film, che per anni avevamo visto nella nebbia del VHS, ma anche delle scene tagliate che fino a quel momento conoscevamo solo attraverso le foto sulle riviste.

Scopro che Chris Carter ha festeggiato alla grande quell’anniversario, e quel febbraio 1999 l’ha reso un condensato di citazioni aliene esplosive. Ecco la seconda parte di quel “mese x-alieno“.

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[1981] Il terrore viene dal passato

Un film che scopiazza Alien (1979) e in cui la Ripley di turno… in Italia è doppiata dalla stessa Ada Maria Serra Zanetti di Sigourney Weaver. Come può il cuore di un fan non esplodere come quello del Grinch?

Scusate, la mia è stata una battuta di pessimo gusto, visto che questa storia inizia con un cuore malandato.

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[2020-04] Alien Saga su “Sci-Fi Now” 170

Traduco il testo che Oliver Pfeiffer ha scritto per la rivista specialistica “Sci-Fi Now” n. 170 (aprile 2020) dandogli il roboante titolo di “The Complete Guide to ALIEN“: sarà davvero una guida completa?

Ovviamente no, è solo un mucchio di nozioni superficiali, spesso sballate, buttate a casaccio e citando brani di interviste a capocchia, giusto per creare ancora più leggende generiche su una saga che invece avrebbe bisogno di maggiore concretezza.

L’articolo si chiude citando il cofanetto “Alien: Six-film Collection”, quindi potrebbe essere legato a questo fatto l’assenza dei due AVP nel racconto, ma non escludo che il giornalista appartenga a quelli che ignorano volutamente i due poveri film, mentre invece esalta le immonde porcate di Ridley Scott.

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[2019-07] Alien su “Première”

Cover di Gilles Warmoes

Il numero di luglio-agosto 2019 la rivista specialistica francese “Première” è interamente dedicato alla storia della 20th Century Fox, con speciali e approfondimenti su tutte le grandi produzioni che l’hanno contrassegnata e resa celebre… be’, quasi tutte. Le saghe di Alien e Predator stranamente non hanno trovato spazio, ma in fondo sono marginali per la casa…

Il numero si chiude con una classifica dei migliori personaggi della Fox, stilata con criteri del tutto soggettivi, e qui viene riparato il “torto”: il Predator è al decimo posto in classifica mentre Ripley è addirittura al primo, battendo John McClane (al terzo posto) e addirittura Darth Vader (al secondo posto), che però per i francesi è ancora Dark Vador.

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[1991] Terrore nello spazio (Dead Space)

Ormai lo sanno tutti, nello spazio nessuno può sentirti citare Alien, quindi lo fanno in tanti. Come per esempio Fred Gallo, che oggi produce documentari per bambini ma ha esordito alla regia con un filmaccio di fantascienza che copia tanto e dai migliori: come dargli torto?

Il suo Dead Space è prodotto dalla Concorde Pictures di Roger Corman, che grazie ad un accordo distributivo con la RCA-Columbia permette a questi infimi prodottini di girare tutto il mondo, Italia compresa.
Al momento di portarlo nelle nostre videoteche, però, la Columbia-TriStar ha pensato bene di affibbiargli il titolo Terrore nello spazio, drammaticamente vago per un film: vuoi vedere che hanno pensato di chiamarlo come il film di Mario Bava del 1965 che O’Bannon ha scopiazzato per Alien? Che sia una sorta di contrappasso, visto che questo film del 1991 è palesemente una scopiazzata aliena?
Comunque la Prisma/Fox nel 1998 ha battezzato con lo stesso titolo la VHS italiana di Within the Rock o Terror Mooon (1996), che invece IMDb chiama Dagli abissi dello spazio. Insomma, ’sto terrore nello spazio piace ai distributori italiani.

Scomparso subito nel nulla, il film dal maggio 2020 lo trovate in italiano sul canale YouTube di Cinema ZOO, finché dura.

Un titolo secco, senza fronzoli

L’eroe della vicenda è la classica figura di avventuriero spaziale che negli anni Ottanta la faceva da padrone, e in questo caso è il comandante Steve Krieger, interpretato da quel Marc Singer che per tutta la sua carriera di filmacci ha campato di rendita grazie all’enorme fama riscossa nei panni del mitico Mike Donovan nella serie “Visitors”. Noi ragazzini degli anni Ottanta siamo tutti cresciuti con Donovan come padrino, malgrado i finti anni Ottanta di moda oggi lo ignorino.

Può un figlio di quel “fanta-decennio” girare per la galassia senza un robot “spalla comica” al seguito? Ovviamente no, e qui l’assistente robotico – Tim in originale, che diventa qualcosa come Timba in italiano! – è doppiato da una voce famosa ma non so identificarla.

Steve Krieger, maschio spaziale senza rischio né raschio

Krieger e Tim guidano un’astronave scassata, come si confà ad un avventuriero spaziale, e rispondono contro voglia ad una richiesta di soccorso da Phebon, una stazione di ricerca sul pianeta omonimo: un laboratorio spaziale affetto dal peggiore dei problemi dell’universo. È gestito da Bryan Cranston!

Chi sarà mai il cattivo della storia? Chi sarà il.. breaking bad?

Il miglior attore del mondo (come lo sfotte Cassidy) interpreta Frank Darden, uno degli scienziati che a Phebon cercano una cura contro il virus Delta-5 che sta falcidiando l’umanità, e la sapete tutti la regola per combattere un nemico: trovare un nemico più potente. È la formula americana: vuoi far fuori un dittatore violento? Cerca un dittatore ancora più violento, e poi uno più più violento per far fuori quello più violento, e poi uno più più più violento per far fuori il precedente e così via. È una tecnica che gli Stati Uniti adottano da sempre, e la politica internazionale dimostra che hanno fatto proprio un bel lavoretto di fino…

Nello spazio vige la stessa regola, così Bryan Cranston e gli altri scienziati per combattere il pericoloso virus hanno creato un «mutante metamorfico», che non sconfigge il virus ma in compenso si mangia tutti gli umani che incontra. Esattamente lo stesso risultato della politica estera americana!
Dubito che la sceneggiatrice esordiente Catherine Cyran pensasse a tutto questo, ma mi piace pensare che quella vecchia pellaccia di Roger Corman adorasse il sottotesto sarcastico.

Che bell’ovetto, chissà quale sorpresa conteneva…

Corman avrà tempo con Carnosaur 2 (1995) di ricopiare identico Aliens (1986), qui siamo nello spazio quindi si ricopia Alien (1979). Così uno scienziato curiosone si sporge troppo sul piccolo uovo che covava il virus mutaforma (?), questo ne fuoriesce e gli si infila nel naso (giuro!), e dopo un po’ – da bravo chestburster – ne fuoriesce in versione larvale dal petto. Però per non far proprio capire che si sta copiando il film di Ridley Scott confondiamo un po’ le acque: il mostro fuoriesce dal petto citando palesemente La Cosa (1982) di John Carpenter. Anche per citare i registi giusti.

Rob Bottin, dove sei?

Tornando al copione alieno, l’essere larvale fuoriuscito dal petto fugge e va a nascondersi in attesa di crescere, mentre Krieger e gli altri cominciano a setacciare la stazione, assicurandosi di chiudere man mano i bocchettoni dell’impianto di condizionamento per intrappolare la creatura, anticipando la scena identica vista l’anno dopo in Alien 3 (1992).
Intanto non mancano le frecciatine agli scienziati spietati, che con i loro esperimenti infami mettono a rischio la vita con la scusa di salvarla. Signora mia, chissà che ci mettono nei vaccini. Certo che avere Bryan Cranston occhialuto con un camice da dottore non aiuta la ricerca medica.

Fidatevi degli scienziati, soprattutto se hanno la faccia di Bryan Cranston

Il povero Marc Singer è palesemente fuori ruolo, visto che non serve un avventuriero spaziale dalla battuta pronta e dal fisico forgiato da mille amplessi: siamo in un campo dominato da eroi “ripleyggianti”, cioè donne determinate più che muscolose, quindi l’aitante Singer non può far altro che mettersi in pose plastiche davanti a fonti di luce ingiustificate e assumere la faccia di chi finge di capire dove sia, quando è chiaro che non lo sappia.

Quando cerchi di fingere interesse ma non sai neanche dove sei

Ad un certo punto il nostro baldo eroe ci regala il momento più alto dell’intera vicenda, dove si ride di cuore. Bisogna andare fuori dalla stazione a stanare il mostro, e quindi è necessario indossare la tuta spaziale per camminare sul pianeta alieno. Eh, detta così pare facile, dove li troviamo i soldi per una tuta spaziale? Va be’, Singer: infilati un giacchetto, che vale come tuta pressurizzata!
Non un respiratore, non un casco, solo un giacchetto… e neanche chiuso fino al collo! Mi coprivo di più io quando uscivo di casa in Fase 1!

Cioè… quella sarebbe una tuta spaziale pressurizzata???

Dopo una puntatina alle Vasquez Rocks, la mitologica location dove sono state girate le migliori scene di cinema fantastico di sempre – da “Star Trek” a Bill & Ted che citano “Star Trek” (1991) – si torna in interni che dobbiamo girare l’incontro con la Regina Aliena. Va be’, Regina forse è troppo… diciamo una dama di compagnia inquadrata con tante luci addosso.

Al cospetto della Regina Aliena… o supposta tale!

Mi sembra superfluo specificare che non esiste trama, al di fuori della scopiazzata aliena, e i personaggi vagano abbandonati a sé stessi, ma vi posso assicurare che si ride di gusto, soprattutto quando il mostro pseudo-xenomorfo attacca le sue vittime. Il budget del film permetteva al massimo un “coso” di gomma appeso alla parete, quindi sta agli attori buttarcisi addosso fingendo di esserne afferrati, e agitarsi facendo in modo di muovere gli artigli di gomma come se il mostro fosse vivo.
Siamo in pratica tornati alla celebre piovra di gomma di Ed Wood, cioè agli albori del cinema horror: solo per queste scene vale la pena vedersi questo film.

Lo xeno-coso di gomma

Per un film di fantascienza copiare Alien è cosa buona e giusta, ma bisogna sempre ricordarsi anche di Aliens, perciò non stupisce che dopo una prodezza dell’eroe Krieger, il suo amico robotico Tim se ne esca con questa frase:

«Non male per un semplice essere umano.»

Quando basta una sola frase a venderti un film.

L.

– Ultime citazioni da Alien:

[2003] Volo per l’inferno (Flight to Hell)

L’estate scorsa, in piena astinenza da bancarelle – ormai estinte per ragioni pandemiche – comprai su Amazon alcuni DVD con la mitica “S” in locandina: cioè produzioni Stormovie che colleziono da anni. Fra questi ho preso a scatola chiusa, visto il prezzo basso, anche Volo per l’inferno senza sapere cosa fosse. Una volta arrivato, andandolo a catalogare nei miei elenconi mi sono reso conto che era qualcosa da non toccare a mani nude, così con una pinza l’ho riposto in fondo alla collezione.
Grande è stata la mia sorpresa nel trovarlo su Prime Video, perciò mi sono deciso a riprendere la mia copia in DVD.

Non ho trovato tracce di questo film al di fuori dell’edizione Stormovie 2008, quindi il 2003 riportato da IMDb non so da dove venga. La Stormovie attinge agli archivi Mediaset quindi il film potrebbe essere stato trasmesso di nascosto su qualcuno dei suoi canali, ma capisco perfettamente le guide TV che non hanno riportato l’evento.

Il viaggio all’inferno è quello dello spettatore

L’aereo Roulette One parte da Las Vegas con il compito di far sollazzare un riccone, che per motivi misteriosi preferisce fare in volo ciò che potrebbe fare comodamente a terra, cioè giocare alla roulette.

Perché questa roulette ha una testiera accanto?

È una notte buia e tempestosa e il pilota ha avuto un incubo che sembrava un film horror, sicuramente succederà qualcosa di brutto: per esempio questo film.

Gli effetti speciali delle grandi occasioni

Un fulmine colpisce l’aereo e distrugge la radio, proprio mentre avevano intercettato uno strano messaggio di soccorso. I tecnici dell’aereo dalla stiva fanno sapere che il loro contratto non prevede ci si fermi per rispondere a messaggi di soccorso, ma il capitano fa sapere che, al contrario, esiste una clausola nel caso di omesso soccorso che bloccherebbe la loro Paga. Mmmm io ’sta cosa l’ho già sentita da qualche parte…

Da solo in cabina è un buon momento per dormire

Non è chiaro perché e per come, comunque l’aereo intercetta del muco alieno che inizia a infilarsi ovunque, depositando uova: è il classico comportamento del muco, deporre uova…

Tipiche uova deposte dal muco alieno

… ma mica uova normali, no: uova palesemente prese da una produzione Fox!

A me ’ste uova sembrano familiari…

Degli strani esserini aracniformi cominciano a girare per l’aereo, e tutti se la ridono: sai quanti soldi ci faremo con questa scoperta? Ho smesso di cercare una qualsiasi logica nella sceneggiatura di questo film. ahahahha “sceneggiatura” ahahahha!

Che carino, chiamiamolo “stringi-faccia”

Voi non ci crederete, ma un membro dell’equipaggio ficca troppo il naso… tanto che un mostriciattolo se ne fa tana!

Vi prego, date il Premio Nobel a questa scena!

Potete continuare a non crederci, ma quando sembra tutto passato quello stesso membro dell’equipaggio va a pranzo… e l’esserino gli fuoriesce. Non dal petto, ma dall’occhio, perché l’originalità è il forte di questo film.

La versione Z di Kane a pranzo

L’esserino poi cresce e diventa mostrone bruttone…

Nel buio nessuno può sentirti copiare Alien

… con zanne affilate e vari accorgimenti perché non sembri troppo xenomorfo.

Quando lo xenomorfo si scrive con la Z

Cosa dire di questo grande film diretto da Alvaro “Al” Passeri? Niente, se non che le immagini che riporto non riescono a rendere la vera qualità Z del prodotto. Non so cosa abbia spinto un essere umano a creare quest’opera, ma approvo la voglia di copiare Alien (1979), che è sempre cosa buona e giusta.

In quanto Alien-clone questo Volo per l’inferno è un gioiello oscuro, di un bel marrone corposo, che non può mancare nella collezione di un pazzo come me, che oltre ai film alieni ufficiali conserva pure le scopiazzate di serie Z.

L.

amazon

– Ultime citazioni aliene: