Film alieni sul Dizionario Mereghetti 2011

Dopo aver visto come il Dizionario Universale del Cinema 1984 ha trattato Alien, è il momento di presentare le schede dei film alieni presenti nell’edizione 2011 del celebre Dizionario Mereghetti dei Film (B.C. Dalai editore), arrivato nel frattempo all’edizione 2017.


Alien ***½ (Alien, GB 1979, col, 117’) Ridley Scott. Con Tom Skerritt, Sigourney Weaver, Veronica Cartwright, Harry Dean Stanton, John Hurt, Ian Holm, Yaphet Kotto. ♦ Dopo aver fatto tappa su un pianeta sconosciuto per una falsa richiesta di soccorso, l’astronave Nostromo viene invasa da una creatura mostruosa che si è impadronita del corpo di uno degli astronauti. Uno dei capolavori della fantascienza, teso, angosciato, claustrofobico e vagamente metafìsico che ribalta la tradizione maschile del genere per scegliere una donna (la Weaver) come eroe, secondo la tradizione delle favole della bella e la bestia. E il mostro (disegnato dal pittore H.R. Giger, che l’ha caricato di allusioni sessuali) riesce con la sua indeterminatezza a diventare la metafora delle nostre paure più inconsce. Seppur non.accreditati, la sceneggiatura finale fu scritta da Walter Hill e David Giler (loro l’idea dell’uomo-robot e del gatto). Perfetta anche la scenografia (di Les Dilley e Roger Christian), dove dietro la sofisticazione degli apparecchi si respira l’atmosfera funebre di un futuro già in disfacimento. Singolare somiglianza con Il mostro dell’astronave (1958, di Edward L. Cahn). Seguito da Aliens. Scontro finale, Alien³, Alien – La clonazione e Alien Vs Predator. Nel 2003 è stato distribuito nelle sale Alien – La versione inedita (Alien: the Director’s Cut) della durata di 116’. Negativo e sonoro restaurati in digitale, con l’aggiunta quasi subliminale di (poche) inquadrature inedite e di una sequenza di circa 4’ esclusa dal primo montaggio (ma già apparsa in precedenza negli extra della prima versione in DVD), in cui Ripley ritrova i compagni «imbozzolati» dall’alieno. Ciò malgrado, la nuova versione dura quasi un minuto meno dell’originale: Scott ha infatti accorciato parecchie inquadrature per serrare il ritmo e aumentare la tensione.


Alien – La clonazione **½ (Alien Resurrection, Usa 1997, col, 109’) Jean-Pierre Jeunet. Con Sigourney Weaver, Winona Ryder, Dominique Pinon, Ron Perlman, Gary Dourdan, Michael Wincott, Raymond Cruz, Dan Hedaya, Brad Dourif. ♦ Duecento anni dopo il suicidio di Ripley (Weaver), nella base militare Auriga un pool di medici riesce a ricostruire il suo DNA. Ma con la clonazione di Ripley, che una gynoid di nome Call (Ryder) è incaricata di sabotare, ricompaiono tanti alien che sfuggono al controllo degli scienziati. Quarto capitolo della saga, affidato al francese Jeunet, che sposta l’attenzione sui problemi della bioetica. La storia, scritta da Joss Whedon sulla falsariga strutturale delle precedenti (pericolo, caccia, fuga), è piuttosto sgangherata, ma la vera novità del film è l’affascinante visualizzazione dell’incubo, ispirata all’universo femminile. Non solo Ripley, ormai mamma di Alien, trova un’alleata – quasi innamorata – nella Ryder, che dovrebbe essere la sua rivale; ma anche nelle immagini, a differenza del più metafisico terzo capitolo, prevale la concretezza della materia primordiale uterina (liquidi, tessuti, sangue, melme placentali da attraversare), come se il film fosse una «mostruosa» fantasia prenatale che fa i conti sia con l’inconscio sia con la biogenetica. L’avvolgente fotografia, acquosa e notturna, è di Darius Khondji. Tra i produttori c’è sempre Walter Hill.


Alien³ ** (Alien³, Usa 1992, col, 115’) David Fincher. Con Sigourney Weaver, Charles Dance, Charles S. Dutton, Paul McGann, Brina Glover, Lance Henriksen, Pete Postlethwaite. ♦ Un brutto risveglio per Ripley (Weaver): ha perso i suoi compagni scampati dal precedente Alien, è atterrata in una colonia penale popolata da fanatici religiosi (tutti maschi), e l’alieno è ancora in circolazione. Non solo: questa volta Ripley ne sta incubando uno nel proprio corpo. Buon concepì, ma esecuzione prevedibile e poco innovatrice rispetto ai precedenti. Gran finale mistico in stile Terminator 2, ma suspense ai minimi termini. Sigourney si rapa coraggiosamente a zero, e mette nell’affare anche soldi suoi. Walter Hill torna a essere coproduttore e co-sceneggiatore: di almeno sei sceneggiatori che si sono avvicendati (tra cui Vincent Ward), ne vengono accreditati tre, David Giler, Walter Hill e Larry Ferguson. Pura routine gli effetti speciali supervisionati da Richard Edlund. Il regista è un esordiente che viene dai videoclip, e si vede.


Aliens – Scontro finale *** (Aliens, USA 1986, col, 132’) James Cameron. Con Sigourney Weaver, Carne Henn, Michael Biehn, Paul Reiser, Lance Henriksen, Bill Paxton. ♦ Sul pianeta LB 426 l’insediamento umano non dà più segni di vita e l’ufficiale di volo Ripley (Weaver) è inviato insieme a un gruppo di soldati in ricognizione. Scopriranno che i mostri si sono moltiplicati e hanno ucciso tutti. Sequel visionario e violento di Alien che ribalta la scelta di stile del film di Scott a favore di un eccesso di rumori e di effetti (indimenticabile l’armatura tecnologica con cui Ripley affronta l’ultima sfida) in un film di vago sapore reaganiano, ricco di azione e suspense quanto il primo lo era di tensione e angoscia. L’edizione video è più lunga di 17’, ma le scene aggiunte dal regista non modificano sostanzialmente l’equilibrio della storia. Seguito da Alien³.


Alien Vs. Predator ** (Alien Vs. Predator, USA 2004, col, 101’) Paul W.S. Anderson. Con Sanaa Lathan, Raoul Bova, Lance Henriksen, Ewen Bremner, Colin Salmon, Tommy Flanagan, Joseph Rye. ♦ L’industriale Charles Bishop Weyland (Henriksen) invia in Antartide una spedizione per esplorare una piramide sepolta nel ghiaccio: scoprirà che da duemila anni i Predator ingaggiano periodiche cacce all’alieno come rito di passaggio all’età adulta, e che una nuova battuta è imminente. Dopo essersi scontrati nei fumetti Dark Horse e nei videogame Interactive della 20th Century Fox, era inevitabile che i compagni di scuderia Alien e Predator celebrassero un matrimonio d’interesse anche sullo schermo. Il film (quarto sequel – seppur «retrodatato» – dell’uno, e secondo dell’altro) è un’ovvia operazione di marketing, con trama da serie B e stereotipi da barzelletta (ci sono un’afroamericana [Lathan], un italiano [Bova] e un inglese [Bremner]…). Ma l’indiscutibile sapienza tecnica con cui è girato è sufficiente a divertire Io spettatore, meglio se già appassionato. L’edizione italiana ci priva del bilinguismo di Bova. Scritto dal regista. Il soggetto è stato inizialmente elaborato da Ronald Shusett e Dan O’Bannon, sceneggiatori del primo Alien. Con un seguito.


Aliens vs Predator 2 * (AVPS: Aliens vs Predator – Requiem, USA 2007, col, 94’) Colin Strause, Greg Strause. Con John Ortiz, Steven Pasquale, Johnny Lewis, Reiko Aylesworth, David Paetkau, Chelah Horsdal. ♦ Un Predator guerriero cerca di impedire che il «Predalien», creatura ibrida nata dal contatto tra la razza degli Alien e quella dei Predator, infetti la Terra. L’ex galeotto Dallas (Pasquale), la soldatessa Kelly (Aylesworth) e un pugno di altri valorosi tentano di sopravvivere mentre le due specie extraterrestri si danno battaglia. L’idea vincente della sceneggiatura di Shane Salerno (che si aggancia direttamente al finale del film precedente ed è a tutti gli effetti sia il quinto sequel di Alien sia il terzo di Predator) doveva essere il trasferimento della minaccia aliena nel quotidiano di una cittadina di provincia americana, ma gli effetti speciali e le confusionarie sequenze d’azione hanno la meglio su tutto. E nemmeno riproporre una mamma-guerriera sulla falsariga della Ripley di Sigourney Weaver riesce a creare un personaggio vero. I registi, esordienti, sono due ex tecnici degli effetti speciali: e si vede. Assurdo divieto ai minori di 18 anni in Italia, causato dalla sequenza in cui il mostro uccide un neonato ancora in grembo alla madre. Il «2» italiano è errato; nel titolo del film precedente la parola «Alien» è al singolare.


Predator *** (Predator, USA 1987, col, 104’) John McTieman. Con Arnold Schwarzenegger, Cari Weathers, Elpidia Carrillo, Bill Duke, Jesse Ventura, Kevin Peter Hall. ♦ Un commando, nella giungla sudamericana per liberare degli ostaggi, diventa il bersaglio di un alieno invisibile e sanguinario, che ne colpisce i componenti a uno a uno. McTieman ha indovinato il cocktail tra horror e film d’avventura, e ha diretto uno dei migliori Schwarzenegger di sempre. Visivamente straordinario (e assai imitato), tiene la suspense sino al termine, non scadendo neanche nel confronto finale tra il mostro diventato visibile (Hall) e l’ultimo sopravvissuto (Schwarzenegger). E riesce a dire qualcosa di non banale sulla paura dell’altro e dell’ignoto. Con tre seguiti, uno ufficiale (Predator 2) e due in «coabitazione»: Alien Vs. Predator e Aliens Vs. Predator 2). Predators (2010) è un reboot, ossia un remake aggiornato che costituisce un nuovo punto di partenza.


Predator 2 *½ (Predator 2, USA 1990, col, 108’) Stephen Hopkins. Con Danny Glover, Gary Busey, Ruben Blades, Maria Conchita Alonso, Bill Paxton, Kevin Peter Hall. ♦ 1997: in una Los Angeles dilaniata dagli scontri tra narcotrafficanti e agenti FBI, un poliziotto (Glover) affronta una misteriosa forza aliena (Hall) responsabile di efferati omicidi. Scritto, come il precedente da Jim & John Thomas. Gli orrori della metropoli degradata fanno quasi scolorire quelli del mostro: ma tutto è di seconda mano, malgrado una regia discreta. Gli alieni ritornano in Alien Vs. Predator.

L.

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6 pensieri su “Film alieni sul Dizionario Mereghetti 2011

  1. Per essere un dizionario generalista, la parte xenomorfa e predatoria è trattata in maniera anche accettabile (perdonabili, in fondo, l’aver riportato il “mito” dell’Alien sforbiciato per avvantaggiare il ritmo e la tensione o l’averci visto un retrogusto reaganiano in Aliens)…

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