AVP: Ultimate Prey 2: Isla Matanzas

Vi racconto “in diretta” la mia lettura (dall’inglese) dell’antologia Aliens vs Predators: AVP Ultimate Prey, a cura di Jonathan Maberry e Bryan Thomas Schmidt, uscita lo scorso 1° marzo per Titan Books: tutte queste recensioni di racconti man mano sono integrate nel post principale dedicato al libro.

Isla Matanzas
di Steven L. Sears

Siamo nel marzo del 1770 e su un’isola sperduta nell’Oceano Atlantico vive Jorge Rodriguez de Aviles, lì naufragato due anni prima viaggiando a bordo della nave Hesperia. Dalla sua casa-caverna assiste allo scontro fra xenomorfi, che lui chiama Malvados, e Predator, che lui chiama Nephilim, come i giganti biblici. Non a caso per commentare la loro discesa dal cielo, una notte, il testimone usa un passo biblico: «C’erano sulla terra i giganti a quei tempi: erano loro gli eroi dell’antichità, guerrieri famosi» (Genesi 6,4).

Un giorno dal nulla sono apparse delle strane uova nella giungla e il testimone è sfuggito per un pelo all’assalto degli strani esseri che ne sono fuoriusciti, che invece hanno avuto gioco più facile con le scimmie locali: da qui sono nati gli esseri demoniaci che chiama Malvados. Per fortuna tre Angeli Vendicatori giganti – il furbo Adelantado, il forte Gigante e il rapido Assessino, così li ha battezzati il nostro naufrago – sono scesi dal cielo per affrontare il male, che però è decisamente soverchiante.

La situazione sull’isola è abbastanza tesa, con i Predator che vanno continuamente a caccia di xenomorfi e il povero umano che da due anni si tiene nascosto e per miracolo è riuscito a sopravvivere, ma lo stesso la situazione può peggiorare: con l’arrivo cioè di una nave di negrieri britannici. Appena l’imbarcazione approda viene aggredita dagli xenomorfi e a sorpresa le creature hanno la peggio… contro le temibili guerriere africane schiave che la nave trasporta. Queste anzi aiutano un povero Predator che stava soccombendo sotto gli attacchi alieni.

Queste Minos, così chiamano se stesse, hanno come capo Nan la quale tramite il nostro naufrago riesce a raggiungere la “tana” dei Predator e a mettersi d’accordo con loro: grintosa com’è guiderà le sue donne guerriere in una battaglia congiunta con i cacciatori spaziali, i quali la seguono senza battere ciglio.

Alla fine della tenzone, il nostro naufrago può lasciare l’isola sulla nave negriera e tornare in Africa insieme alle sue nuove amiche, e da lì scriverà al Vaticano per spiegare che la lotta tra il Bene e il Male è ricominciata, come ai tempi biblici. Riuscirà questo suo resoconto a superare la diffidenza degli ambienti ecclesiastici?

Altro raccontino di riscaldamento, abbastanza vago e superficiale. Prima o poi finirà ’sto riscaldamento…

L.

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