[2010-07] Predator su “HorrorHound” 24 (2)

Traduco il secondo (e ultimo) articolo che la rivista specialistica “HorrorHound“, n. 24, dedica all’uscita del film Predators (2010), cioè un’intervista al produttore Robert Rodriguez.

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Alien Magazine 2 (2021)

Arriva il secondo numero della prima rivista italiana interamente dedicata all’universo alieno, “Alien Magazine“, e ovviamente non poteva che essere auto-prodotta: è il gioco di appassionati che si divertono a fare quello che nessun distributore ufficiale vuole fare, cioè tradurre in italiano materiale inedito.

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Regali di compleanno 2021

Regali di compleanno 2021

La fine dello smart working è stato un lutto che ha funestato questo mio compleanno del 2021, con l’aggravante di capitare proprio a ottobre: un gesto di pura cattiveria che davvero non meritavo.

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Alien Magazine 1 (2021) La prima in Italia!

Nasce la prima rivista italiana interamente dedicata all’universo alieno, “Alien Magazine“, e ovviamente non poteva che essere auto-prodotta: è il gioco di appassionati che si divertono a fare quello che nessun distributore ufficiale vuole fare, cioè tradurre in italiano materiale inedito.

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Buona Pasqua 2021

Buona Pasqua Aliena a tutti!!!!

L.

Primi spettatori alieni (1979)

Spettatori di Alien (1979)

Sabato 20 marzo 2021 sul suo profilo instagram xenomania_426 ha postato un incredibile “reperto storico”, probabilmente preso da Reddit.com: una foto scattata ad alcuni spettatori di una proiezione del film Alien (1979), durante la celebre scena del chestburster che fuoriesce dal petto di Kane.

Malgrado il testo parli di premiere, dubito che nei cinema americani dell’epoca ci fosse l’abitudine di fotografare gli spettatori in sala: ipotizzo che invece si tratti di una delle proiezioni di prova organizzate dalla Fox, dove studiare la reazione degli spettatori era l’obiettivo primario, quindi ha senso che qualcuno stia lì con una macchina fotografica, pronto a cogliere il momento più importante dell’intero film.

Non ho idea di come sia uscita fuori questa foto, a quarant’anni di distanza, né riesco ad immaginare come si possa “autenticare”, ma è comunque deliziosa.

No Alien in Outland (guest post)

Sono riuscito a portare anche in questo blog l’amico Evit di Doppiaggi italioti, che ci regala una testimonianza di prima mano sulla questione “Atmosfera Zero si svolge nello stesso universo di Alien?”
Io intanto sto lavorando ad una “indagine etrusca” sulla questione, per il nuovo anno.


No Alien in Outland

di Evit

Più di un decennio fa il sito IMDb aveva una sezione forum in fondo alla scheda di ciascun film. In questa sezione gli utenti discutevano e si confrontavano su argomenti relativi al film stesso, tra l’altro c’era un thread molto comico su frasi del film Aliens (1986) riutilizzate nella vita quotidiana che ricordo di aver salvato per intero come documento di testo (a futura memoria), perché mi faceva morire dal ridere. E per fortuna, perché anni dopo IMDb, probabilmente per risparmiare spazio e risorse sui suoi server, decise di cancellare interamente la sezione forum, che per quanto potesse essere fuori controllo, per molti film era anche l’unico punto di incontro che avevano fan e spettatori vari. Lì si discutevano anche le teorie dei fan, e parlo al plurale perché in molti casi sono stato partecipante attivo.

In uno dei thread nella sezione forum della pagina dedicata ad Alien (o forse addirittura in quella di Outland (Atmosfera zero), ora non ricordo con esattezza) qualcuno tirò fuori la domanda se AlienOutland non fossero nello stesso universo, date le molte similarità, principalmente nel “look” dei mondi rappresentati e nei costumi. Le teorie erano due:

  1. le similarità erano una pura coincidenza;
  2. chi ha lavorato dietro le quinte, pur non avendo l’autorizzazione a nominare Alien, ha voluto far intuire che i due film si svolgessero nello stesso universo, dove la Con-Am era una compagnia concorrente della Weyland-Yutani.

Dopotutto, è bello immaginare che alcuni film siano legati tra loro e non c’è niente di male. Solo che non esistevano conferme dagli addetti ai lavori, nonostante tanti addetti ai lavori siano in comune ai due film. Questa infatti era la principale argomentazione a favore della teoria degli universi comunicanti.

Chiunque altro si sarebbe fermato lì. Siccome sono matto, soprattutto quando si tratta dei costumi e degli oggetti di scena dei film di Alien, anni fa riuscii a mettermi in contatto telefonico con Tiny Nichols, uno che ha lavorato ai costumi di tanti film che ci piacciono tanto, inclusi quelli di Alien ma anche di Outland. Chi meglio di lui poteva sapere se c’era un nesso che legava i due mondi?

Mi dispiace portare disappunto a qualche fan ma non c’è nessun nesso. Prima di tutto Nichols si dimostrò sorpreso quando lo misi al corrente della teoria che serpeggiava tra i fan, e mi disse che se costumi avevano delle caratteristiche in comune, al punto da farli sembrare come parte di un universo unico, era solo perché all’epoca è così che si immaginavano il futuro (del resto entrambi i film sono stati realizzati a due-tre anni di distanza, dalle stesse persone, sempre in Inghilterra). Non c’era nessun progetto segreto e nessun easter egg nascosto per legare i due film tra loro. Quindi, mi dispiace deludere i fan, ma devo mettere una pietra tombale su questa teoria con molto più di una semplice ipotesi alla mano.

Ragionando allo stesso modo potrei dirvi che la giacca di Indiana Jones e la giacca di Yaphet Kotto in Alien sono state fatte dalla stessa azienda, con gli stessi materiali (pelle di agnello) e a parte alcuni dettagli diversi (la presenza di spalline e estremità elasticizzate in Alien, la loro assenza ne I predatori dell’arca perduta), le giacche sono praticamente identiche perché si basano entrambe sullo stesso modello di giacca, inclusi dettagli delle tasche, della cerniera, il materiale etc…. Eppure Indiana Jones e Alien non sono ambientati nello stesso universo.

Tutti ciò non toglie che possiamo continuare a immaginarci Atmosfera zero e Alien legati tra loro semplicemente per il gusto di farlo. Personalmente la trovo un’idea sfiziosa e non faccio male a nessuno a immaginare un universo dove la Con-Am sia diretta concorrente della Weyland-Yutani.

Questo era uno dei tanti argomenti di cui ho discorso con Nicholls, spero un giorno di raccogliere tutti i miei appunti e trascrizioni delle telefonate per contribuire con informazioni “aliene” ancora oggi inedite. Tiny è deceduto nel 2012 (come vola il tempo), mi sembra ad un anno dalla mia intervista. Il nome riportato su IMDb “Tiny” (“minuscolo, piccino”) era un soprannome in realtà, un nomignolo spiritoso con cui lo chiamavano tutti perché, mi dicono, era alto più di due metri. Anche questo non lo sapeva nessuno perché nessuno intervista quasi mai il personale che si occupa dei costumi. Spesso si intervista il costumista che è una sorta di regista dei costumi, che dà un’idea e poi altri la mettono in atto materialmente. Sono questi “altri” che invece sanno tutto sui costumi mentre la figura del costumista (che ha il nome bello grande nei titoli) non sa mai un cazzo. Nicholls era uno di questi “altri” e non il solo che ho intervistato.

Evit


Ringrazio di cuore Evit e lo invito ancora a raccontarci “indagini aliene”.
L.

– Ultime indagini:

Regali di Natale 2020

Siamo alla vigilia di Natale e il nostro amico cacciatore è già pronto ad abbattere quella strana preda vestita di rosso, che stanotte solcherà i cieli con i suoi ungulati volanti: una geniale immagine di super_chris_cosplays presentata su instagram da stanwinstonschool.

Ecco i miei regali alieni di quest’anno, già belli che “scartati”:

  • Aliens: orbita mortale (2017), dimenticabilissima saga a fumetti di James Stokoe con però dei disegni splendidi: credo sia l’ultimo volume da libreria della saldaPress prima del passaggio di marchio ad altre case.
  • Due cofanetti “Legend Movie Collection” con l’intero universo alieno (undici film) in lingua giapponese! Su Amazon.jp si trova roba splendida a prezzi bassi.

Regali di Natale 2020

L.

Primi effetti (negativi) dell’Impero Disney-Fox

Il 19 novembre 2020 il sito AVP Galaxy presenta una notizia dal titolo che lascia stupefatti: La Disney rifiuta di pagare i diritti d’autore al romanziere Alan Dean Foster. Possibile che l’Impero Mondiale dei Magnasghèi faccia questioni per delle briciole?

Esce fuori che Mary Robinette Kowal, presidentessa della SFWA (Science Fiction & Fantasy Writers of America), ha raccontato che già dal 2019 lo scrittore Alan Dean Foster si è rivolto al sindacato per ottenere ciò che gli spettava da contratto: non privilegi o accordi verbali, ma clausole contrattuali scritte nero su bianco. Per la Kowal si trattava di un problema semplicissimo: tutto ciò che è nel contratto va rispettato, non ci sono discussioni. Trattandosi però della Disney, le cose sono risultate parecchio difficili.

La presidentessa ha pubblicato nel sito ufficiale della SFWA la lettera di Foster, che traduco di seguito:

Caro Mickey,

Abbiamo molto in comune, tu ed io. Per esempio il compleanno, 18 novembre. Il nomignolo di mio padre era Mickey. E c’è di più.

Quando hai acquisito la Lucasfilm sei venuto in possesso dei diritti di alcuni romanzi che ho scritto. Guerre Stellari era la novelization del primo film e La gemma di Kaiburr il primo romanzo inedito della saga. Mi devi le royalty di quest libri, che invece hai smesso di pagare.

Quando hai acquisito la 20th Century Fox sei venuto in possesso dei diritti di altri romanzi che ho scritto, come le novelization di Alien, Aliens e Alien 3. Non mi hai mai pagato le royalty di questi libri.

Tutti questi libri sono ancora ristampati e fruttano soldi, ma solo per te. Quando una compagnia ne acquista un’altra, acquisisce sia i debiti che i crediti. Tu stai raccogliendo i benefici di questa operazione, e piacerebbe farlo anche a me nel mio piccolo (anche se dal mio punto di vista è tanto).

Vuoi che io firmi un accordo di non divulgazione prima ancora di iniziare a parlare: nei miei cinquant’anni di carriera ho firmato tantissimi accordi di non divulgazione, ma non è mai successo che me ne venga proposto uno prima ancora di iniziare a trattare, per l’ovvia ragione che una volta firmato non hai più nulla da poter trattare. Ognuno dei miei legali, con molte decadi di esperienza in questo campo, condivide al mio sconcerto.

Tu continui ad ignorare le richieste da parte dei miei agenti. Continui ad ignorare le rimostranze della SFWA. Continui ad ignorare i miei legali. So che è quello che fanno di solito le grandi compagnie: ignorare le richieste finché semplicemente i richiedenti non se ne vanno. O muoiono. Ma io sono ancora qui, del tutto intenzionato ad ottenere ciò che mi spetta. E a non essere ignorato, solo perché sono uno scrittore solitario. Quanti altri scrittori ed artisti là fuori stanno subendo lo stesso trattamento?

Mia moglie ha seri problemi di salute e nel 2016 mi è stata diagnosticata una forma avanzata di cancro. Abbiamo bisogno di quei soldi. Non è carità, è solo ciò che ci spetta di diritto. Ho sempre amato la Disney: i film, i parchi a tema, sono cresciuto con i suoi spettacoli in TV. Non credo che zio Walt approverebbe il mondo in cui mi state trattando. Magari qualcuno ai posti di potere semplicemente non ha ricevuto notizia delle mie richieste, dopo tutti questi mesi, oppure è come ha detto una volta un tizio di nome Bob Iger: «Il modo in cui ti comporti in ogni situazione è quello in cui ti comporti sempre».

Io non lo credo.

Alan Dean Foster
Prescott (Arizona)

La presidentessa Kowal, sempre sul sito ufficiale SFWA, continua specificando  che non è mai successo che il sindacato si sia dovuto attivare per una questione del genere, visto che il pagamento dei diritti d’autore è previsto nel contratto e mai messo in dubbio. Il problema – continua la Kowal – è che la Disney afferma di aver comprato i diritti ma non gli obblighi contrattuali.

«In altre parole credono di avere il diritto di pubblicare dei lavori per i quali non si sentono obbligati a pagare i relativi autori, al di là di cosa dicano i rispettivi contratti. Se lasciamo correre questa situazione, creerebbe un pericolosissimo precedente nel funzionamento dei copyright e diritti d’autore negli Stati Uniti. Ad un qualsiasi editore basterebbe vendere del materiale ad un’altra azienda, magari collega o comunque riconducibile all’editore stesso, per smettere di pagare i diritti d’autore.»

La situazione è gravissima, l’incidente di Alan Dean Foster rischia in pratica di annullare ogni diritto contrattuale: ciò che è scritto in un contratto non ha più alcun valore, almeno per chi è abbastanza potente per farlo.

L’Impero ha già iniziato la costruzione della sua Morte Nera…

L.

Regali di compleanno 2020

Regali di compleanno 2020

Oggi, 13 ottobre 2020, compio gli anni: non sto a specificare quanti, ma essendo del 1974 il calcolo è facile.

Come sempre, da diversi anni a questa parte, prediligo i “regali alieni”: ecco quelli di quest’anno, partendo da sinistra:

Primo cofanetto VHS ad uscire in Italia, quell’autunno 1992 in cui Alien 3 arrivò nei nostri cinema. All’epoca è stato molto pubblicizzato ma la paghetta mi impediva anche solo di sognarne il possesso. La sua particolarità è che oltre ai primi due film contiene un ghiotto speciale di mezz’ora sulla lavorazione di Alien 3, poi raccolto nel DVD del 1999. (Vado a memoria, devo ancora controllare: nel post che gli dedicherò sarò più preciso.)

Volumone spettacolare The Making of Aliens (2020) di J.W. Rinzler, uscito per Titan Books lo scorso settembre. Onestamente 53 euro non avevo il coraggio di spenderli, così quando i miei genitori hanno detto la frase magica (“Sulla carta HYPE ci sono 50 euro: comprati quello che ti pare”) è scattato il carrello di Amazon. Sarà lunga studiare a fondo quell’enorme librone, ma anticipo che ci sono le intere prime stesure di Cameron e la cosa mi sta facendo uscire di testa!

Primo cofanetto DVD della saga, che quel 1999 festeggiò il ventennale del film regalandoci finalmente i contenuti speciali di cui avevamo solo sentito parlare: le scene tagliate di Alien e quelle di Aliens, così da vedere per la prima volta la vita quotidiana ad Hadley’s Hope, che solo i pochi fortunati possessori del Laserdisc avevano potuto vedere. L’anno successivo comprai i dischi sfusi, ma questo cofanetto contiene il disco bonus Alien: Legacy, un’ora di speciale che anni dopo recuperai in versione pirata ma che ora finalmente ho in originale. Grazie santo eBay!

Per finire, “sdraiato”, il cofanetto Alien le origini di cui ho già parlato.

La collezione aliena cresce allo stesso ritmo della mia totale follia collezionistica: riuscirà casa mia a contenere tutto? E meno male che non seguo miniature ed action figures, se no sarebbe un dramma.

L.