[2019-07] Aliens saldaPress 28

Cover di Raymond Swanland

Ventottesimo numero (25 luglio 2019) della collana mensile della saldaPress, con le traduzioni di Andrea Toscani.

La testata assume la grafica “AVP” in omaggio alla mitica storia Aliens vs Predator: Three World War (gennaio 2010) di Randy Stradley, che per l’occasione diventa in italiano AVP: La guerra dei tre mondi.

Spero che i lettori italiani della testata possano apprezzare questa storia-evento che gli appassionati aspettavano da una vita: malgrado non sia emotivamente appassionante come la sua origine nel 1990, nel 2010 è stata una bella emozione tornare a viaggiare nell’universo alieno con Machiko Noguchi. Spero i lettori di oggi sapranno apprezzare questa perla.

L.

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[2019-06] Predator saldaPress 10

Cover di Raymond Swanland

Decimo numero (27 giugno 2019) della testata “Predator“, compagna di “Aliens”.

Ultima parte della saga Prede e predatori (Predator: Pray to Heavens, giugno 2009) di John Arcudi e Javier Saltares e il divertente one shot Ricetta Cajun, titolo italiano di Predator: Strange Roux (novembre 1996) di Brian McDonald e Mitch Byrd.

La copertina è una delle titaniche opere del divino Raymond Swanland.

L.

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[2019-06] Aliens saldaPress 27

Cover di Raymond Swanland

Ventisettesimo numero (27 giugno 2019) della collana mensile della saldaPress, con le traduzioni di Andrea Toscani.

La testata assume la grafica “AVP” in omaggio all’inizio della mitica storia Aliens vs Predator: Three World War (gennaio 2010) di Randy Stradley, che per l’occasione diventa in italiano AVP: La guerra dei tre mondi.

Visto che le note procedono per la loro strada “canonica”, nel loro immaginario ed inesistente universo alieno, per saperne di più sulla storia rimando all’intervista con l’autore.
Vi invito poi a conoscere tutto di Machiko Noguchi, il miglior personaggio femminile dell’universo alieno dopo Ripley.

Ecco la splendida copertina completa del divino Raymond Swanland.

Cover di Raymond Swanland

L.

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[2019-05] Aliens saldaPress 26

Cover di Raymond Swanland

Ventiseiesimo numero (23 maggio 2019) della collana mensile della saldaPress, con le traduzioni di Andrea Toscani.

Si conclude Aliens: più che umano (More Than Human, 2009) di John Arcudi con i disegni di Zach Howard, un’occasione di rilancio dell’universo che però all’epoca non ha portato a molto.

L.

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[2019-05] Predator saldaPress 9

Cover di Raymond Swanland

Nono numero (23 maggio 2019) della testata “Predator“, compagna di “Aliens”.

Continua la saga Prede e predatori (Predator: Pray to Heavens, 2009) di John Arcudi e Javier Saltares, così da sfoggiare in copertina una delle mitiche illustrazioni del dio Raymond Swanland.

L.

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[2019-04] Predator saldaPress 8

Cover di Raymond Swanland

Ottavo numero (24 aprile 2019) della testata “Predator“, compagna di “Aliens”.

Dopo un delizioso antipasto con L’oro del demone (Demon’s Gold, novembre 1998) di Ron Marz, un ghiotto ripescaggio dal passato del nostro Claudio Castellini, si inizia con la prima parte di Prede e predatori (Predator: Pray to Heavens, 2009) di John Arcudi e Javier Saltares, così da sfoggiare in copertina una delle mitiche illustrazioni del dio Raymond Swanland.

L.

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[2009-06] Predator: Prey to Heavens

Cover di Raymond Swanland

Il 25 maggio 1979 esordisce negli Stati Uniti il film Alien di Ridley Scott: il 27 maggio 2009 la Dark Horse Comics festeggia i trent’anni del cult movie affidando ad una delle sue colonne portanti – John Arcudi – la creazione di una saga che lo omaggi.
Ecco dunque Aliens: More Than Human, a cui il successivo 24 giugno fa seguito l’inizio della “serie sorella” Predator (su Amazon a circa 2 euro), senza altro titolo, disegnato magnificamente da Javier Saltares e con in più le copertine del dio in terra Raymond Swanland.

In realtà l’anniversario è doppio, come viene spiegato nelle note finali del primo numero da Chris Warner (non c’è la sua firma ma la descrizione riporta a lui, all’epoca editor della casa):

Cover di Chris Warner

«Vent’anni fa, questo mese, la Dark Horse pubblicava il primo fumetto di Predator, basato sul successo cinematografico della Fox diretto da John McTiernan ed interpretato da un tizio che al momento risiede nella casa del governatorato californiano. Difficile da credere che sia passato così tanto tempo, ma forse più difficile credere all’attuale professione di Arnold Schwarzenegger. (A proposito di fantascienza!)
Tornando a quell’epoca, io ero principalmente un disegnatore e quel Predator è stato il primo lavoro di alto profilo in cui sia stato coinvolto. Seguendo il successo della serie “Aliens”, Predator fu un alto punto messo a segno dalla Dark Horse e preparò la strada ad Aliens vs Predator, che fu un vero fuoco d’artificio.»

Al momento di uscire in Volume cartonato TPB, il 28 aprile 2010, la saga prende il nome di Predator: Prey to Heaven (su Amazon a circa 10 euro).

Mentre nella citata saga aliena Arcudi ci racconta dell’equipaggio della Vidar, che raggiunge il pianeta Chione perché non ha più notizie dei membri della Honito Enterprises lì sbarcati, di cui sopravvive solo David l’androide – tre anni prima di Prometheus (2012)! – intanto con la saga di Predator ci fa rimanere sulla Terra, precisamente nell’Africa dell’est, dove tra le beghe politico-religiose umane sono appena giunti dei cacciatori a “risolvere” ogni problema a modo loro…

Caccia grossa in Africa

Thorpe e gli altri contractor sono lì per proteggere gli affari del presidente Mengistu ma si aspettavano qualche ribelle armato di fucile: non dei cacciatori spaziali! In una città che sembra totalmente disabitata – ma dove svetta un citazionistico Yutani Building! – Thorpe e i suoi dovranno sopravvivere all’assalto di Predator… armati in modo molto “umano”!

Un gruppo di cacciatori armato “all’umana”

Davvero curioso questo abbandono delle armi classiche in favore di fucili molto simili a quelli umani: sarà mica un’evoluzione degli armamenti?

Ma una volta non usavano lance e dischi volanti?

Ad un certo punto però diventa chiaro che c’è un “amico misterioso” che sta aiutando i soldati umani, che altrimenti non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivenza: un “Predator ribelle” sta seriamente colpendo il gruppo di cacciatori: perché lo sta facendo?

Un Predator ribelle per motivi ignoti

L’unico che può capire cosa passi per la testa di un Predator è Thorpe, perché anni prima mentre era di stanza in Gabon è stato fatto prigioniero insieme ai propri commilitoni proprio da un Predator: gli altri sono stati fortunati perché sono morti subito, lui invece ha subìto cose… che voi umani non potreste immaginare! Ma che “cose”? Boh, non ci viene detto. E come si è liberato? Non ci viene detto…

Ma è buono o cattivo?

Quindi ora gli umani si fanno aiutare dal Predator ribelle? No, arrivano i carri armati e si comincia a sparare, facendo esplodere mezza città senza che nessuno se ne accorga, in fondo siamo un Paese fantasma.

Fuochi d’artificio finali!

Davvero un peccato che Arcudi crei ottime “strade” che però all’ultimo albo rimangono tutte inesplorate. Abbiamo assistito ad un gruppo di Blooded Warrior a caccia di un Bad Blood rintanatosi in Africa? Non si sa, tutto viene lasciato in sospeso esattamente come Arcudi crea mille domande senza risposta in Aliens: More Than Human, con la sua “città vivente” e la nuova razza di alieni. Teoricamente il discorso doveva chiudersi con Aliens vs Predator: Three Worlds War (gennaio 2010), che è un’ottima storia ma non tira alcuno dei fili lasciati in sospeso…

Cover di Raymond Swanland

Un’ultima parola va spesa per le titaniche copertine del divino Swanland. Nelle note finali Chris Warner si chiede:

«Dove si era nascosto questo tizio finora? O più precisamente, dove sono stati gli editori a fumetti finora? Imbattersi nel suo lavoro è stato del tutto casuale. Ho visto un paio di carte di Magic: The Gathering che lui aveva disegnato ed quasi esattamente ciò che cercavo in termini di colori, composizione e tono per la copertina del primo Predator. Ho contattato Raymond e lui ha immediatamente firmato, facendo notare che era un grande fan di Predator ed era esattamente il personaggio che avrebbe voluto disegnare.
Quando Raymond presentò la copertina per questo numero (dopo aver mandato non uno, non due ma otto sketch digitali a colori), la mia mascella è caduta sul tavolo. Naturalmente questo è avvenuto prima che mandasse la copertina del secondo numero, che è senza alcun dubbio la più figa copertina di Predator che io abbia mai visto.

Chiudo con la cover gallery:

L.

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[2009-05] Aliens: More Than Human

Cover di Zach Howard e Wes Dzioba

Il 25 maggio 1979 esordisce negli Stati Uniti il film Alien di Ridley Scott: il 27 maggio 2009 la Dark Horse Comics festeggia i trent’anni del cult movie affidando ad una delle sue colonne portanti – John Arcudi – la creazione di una saga che lo omaggi.
Ecco dunque Aliens, senza altro titolo, disegnato magnificamente da Zach Howard e con in più le copertine del dio in terra Raymond Swanland.

Al momento di uscire in Volume cartonato TPB, il 14 aprile 2010, la saga prende il nome di Aliens: More Than Human.

Trovo irresistibili questi incipit spaziali

Siamo sul pianeta Chione, in un’epoca imprecisata. Però l’equipaggio della Vidar accenna ad un incidente avvenuto tempo fa su LV-426…
La nave Vidar ha raggiunto il pianeta perché non ha più notizie dell’equipaggio della Honito Enterprises, compagnia che manda gente per l’universo a cercare nuovi pianeti abitabili: non sono missioni umanitarie, bensì di ricerca di nuovi sfruttamenti minerari.
Su Chione è successo qualcosa e si sono interrotte le comunicazioni… Di solito non è un buon segno…

Tutte le astronaute hanno mutandine bianche

Sbarcati e preso contatto con due lavoratori, la situazione cambia totalmente… perché i due aprono il fuoco e massacrano tutto l’equipaggio, seppellendolo al volo.
Solo David si salva e risorge dalla terra: perché David è un androide, Science Model 270D4 con liquido rosso invece che bianco, così che il suo sembra davvero sangue. Sta per salire a bordo della Vidar e fuggire da quel pianeta di assassini ma intercetta il segnale di Andrea Keats della Honito: è bloccata in una zona infestata di alieni e spera che qualcuno possa salvarla.
David non può andarsene e lasciare che un umano muoia per sua inadempienza, così comincia la ricerca di Andrea. E nel frattempo incontra altri superstiti… tra cui i due uomini che hanno compiuto il massacro dell’equipaggio! Due uomini che gli stringono la mano e lo salutano con affetto… Possibile non ricordino di averlo ucciso poco prima?

Il pianeta Chione è infestato sì da una nuova razza di alieni, ma il vero mistero è la città canyon dove si sono perduti gli umani della Honito: una città che sembra viva, che sembra impossessarsi delle menti umane… e che sembra far loro compiere gesti che poi dimenticano.
David dovrà guidare i superstiti umani alla ricerca di Andrea… ma anche di spiegazioni ai misteri della città canyon.

Purtroppo le spiegazioni non arriveranno, questa di Aliens è una saga di un ciclo più ampio e spero qualche illuminazione arriverà dalle prossime testate: non posso credere che John Arcudi crei un’atmosfera così bella e intensa per poi perdersi in un bicchier d’acqua. Incrociamo le dita…

Chiudo con la cover gallery:

L.

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[2010-01] Aliens vs Predator: Three World War

Cover di Raymond Swanland

Quando scende in campo il mitico Randy Stradley, editor della Dark Horse Comics, è per qualcosa di importante. Di dannatamente importante.
Quando le copertine sono affidate al mitologico Raymond Swanland, che è il dio delle copertine, è per qualcosa di forte. Di dannatamente forte.

«Che la distruzione abbia inizio, liberate i mastini della guerra!» (Star Trek VI)

Quando i disegni sono affidati a Rick Leonardi… be’, niente di che!

A vent’anni dal primo successo del suo personaggio, Randy Stradley torna a scrivere un’avventura della sua Machiko Noguchi, la predatrix che amo sin da quando avevo 17 anni e a cui la NECA ha dedicato finalmente un modellino, di imminente uscita.
Di Machiko e del suo confusionario destino vi parlerò in un post a lei interamente dedicato, qui basti dire che è la figlia di Randy Stradley e ora il buon padre ha qualcosa da aggiungere: il risultato è la saga in sei parti Aliens vs Predator: Three World War.
Iniziata nel gennaio 2010, viene ristampata in volume TPB nel giugno del 2011, disponibile anche in digitale su Amazon.

Caparis VII, pianetino minerario della Chigusa Corp da qualche parte a sinistra di Alpha Centauri. Qui un brutto giorno sbarca un’astronave piena di Predator con i loro “mastini della guerra”: xenomorfi addestrati al guinzaglio.

«Griderà “Sterminio” e scioglierà i mastini della guerra» (Shakespeare, Giulio Cesare)

Quello che ne segue è un massacro umano. I Colonial Marines devono intervenire ma sarebbe opportuno chiedere l’intervento dell’unica persona nell’universo che abbia un canale comunicativo aperto con i Predator: Machiko Noguchi.
Sono passati dieci anni dagli eventi di Aliens vs Predator: War (1995) e Machiko ha rinunciato per sempre a quella parte della sua vita, sebbene la porti ancora nel segno che marchia la sua fronte. Con il suo team aiuta i ricconi ad andare a caccia e va bene così.
La violenza dei Predator ribelli è però un pericolo per tutti, e alla fine Machiko accetta di tornare in gioco. Anzi… nel big game.

Machiko di nuovo sulla cresta dell’onda

Non è facile tornare in mezzo ai Predator e farsi accettare: servirà una prova di forza che dimostrerà quanto la nostra predatrix non abbia perso il suo smalto.

È sempre difficile riallacciare vecchi rapporti

Alla fine, cosa cementa di più i rapporti fra umani e Predator se non… una  bella caccia alla Regina Aliena?

Sembra d’essere tornati nei primi anni Novanta…

Stretti i rapporti, la missione può cominciare. Ma la nostra eroina non segue i Colonial Marines, preferendo viaggiare sulla nave dell’Elder Predator.

«Don’t you know you’re riding with the king?»

Il primo scontro con i Predator ribelli è violento e un punto per gli umani è esser riusciti a recuperare uno dei “guanti” speciali con cui i mostri controllano gli alieni. Qui infatti si ribadisce che gli xenomorfi reagiscono ai feromoni ed è con questo sistema che sono controllati dai Predator ribelli.

Questo scontro non sarà indolore

Per l’azione finale servirà qualcosa che annulli l’effetto dei messaggi inviati dai Predator ribelli… per esempio una bella Regina Aliena!
Il problema però è portarla lì…

Arriva la cavalleria!

Una storia sontuosa ma semplice, lineare e pulita. Stradley usa un buon soggetto originale – con aggiunte ghiotte, tipo gli xenomorfi resi “mastini della guerra” dai Predator – in realtà per un viaggio sul sentiero dei ricordi. È innegabile che vengono ripercorse tutte le tappe storiche del percorso di Machiko, non ultima l’essere costretta a decidere da che parte stare, per quale razza parteggiare.

Predator pendolari!

In pratica è come se l’autore volesse festeggiare la sua titanica creazione ripercorrendone le tappe principali. Non mi sento di condannarlo, visto che io ero lì, quando Alien vs Predator (1990) arrivò in Italia, e sin da subito sentii che era qualcosa di potente e di eterno.
Da più di vent’anni considero la creazione di Stradley parte del mio immaginario collettivo, quindi sono più che felice che l’autore si diverta a “giocare” con i suoi personaggi. Spero che non aspetterà altri vent’anni per tornare a farlo…

Chiudo con la titanicamente spettacolare cover gallery:

L.

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