[2017-10] Aliens Universe 5 Fire and Stone: Omega

Cover di Dave Palumbo

La saldaPress continua la sua collana da libreria/fumetteria “Aliens Universe“, un’etichetta con cui traduce in italiano – grazie al bravo Stefano Menchetti – i cicli Fire and Stone e Life and Death dell’universo alieno della Dark Horse Comics, oltre ad altre saghe sparse ripescate dallo storico passato.

Il 19 ottobre 2017, ad una settimana di distanza da Predator: Fire and Stone, è il turno del breve episodio conclusivo Prometheus Omega. Fire and stone (disponibile su Amazon), saga del 2015 di cui vi ricordo l’esatto ordine di lettura del ciclo Fire and Stone, che corrisponde a come l’ho letto dall’autunno del 2014 in poi, recensondolo “in diretta” per il mio blog etrusco.

Ecco la trama ufficiale italiana:

Angela è il comandante della spedizione naufragata su LV-223 e ha dovuto affrontare terribili avversità, ma, nonostante questo, ha promesso di non perdere nessun altro membro del suo equipaggio. Riuscirà a mantenere il suo giuramento e a salvare i pochi superstiti e persino il traditore Galgo, il sintetico impazzito Elden e il Predator “Achab”?
“Dietro le quinte” con contributi di Patric Reynolds, Juan Ferreyra, Daniel Chabon e Scott Allie.

Ricordo la pagina dedicata alla Cronologia aliena – libera da ogni “canone” – e sebbene sia un bell’impegno per il portafogli lo stesso invito a seguire questa grande saga, e la sua continuazione: un universo che la Dark Horse ha impiegato circa quattro anni a creare e che deve averla lasciata “spompata”, visto che poi ha fatto ben poco altro…

L.

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Locandine [2012] Prometheus

Locandine di varia natura del film Prometheus (2012).

Le immagini sono tratte dal mitico sito IMP Awards: cliccate per ingrandire.

Poster design by BLT Communications, LLC

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L.

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Lego Prometheus

Il merito dell’orripilante Alien: Covenant (2017) è che ha fatto molto rivalutare Prometheus (2012), che ora non sembra più quella poltiglia amorfa che era fino al 2017.

Il 14 giugno 2012 l’entusiasta Niki Dregant presenta su Flickr il suo modellino Lego della USCSS Prometheus.

Qui di seguito riporto le immagini prese da un sito russo che, mi sembra di capire, si rifanno allo stesso modellino di Dregant:

Il 24 giugno 2012 anche Andrew Lee presenta su Flickr il suo modello:

Chiudo con questa immagine di cui non ho trovato maggiori informazioni:


L.

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[2018-07] Eaglemoss: Trilobite

Sul numero 353 (febbraio 2018) del mensile per fumettari “Previews” viene pubblicizzata la nuova uscita della collana The Alien and Predator Figurine Collection della Eaglemoss, un viaggio nell’universo degli alieni Fox con miniature dai vari film.

A luglio 2018 esce l’orribile trilobite dal film Prometheus (2012).

L.

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[2018-03] Eaglemoss: Mutated Fifield

Sul numero 352 (gennaio 2018) del mensile per fumettari “Previews” viene pubblicizzata la nuova uscita della collana The Alien and Predator Figurine Collection della Eaglemoss, un viaggio nell’universo degli alieni Fox con miniature dai vari film.

A marzo 2018 (forse) esce questa mostruosità: la versione “mutata” di Fifield, lo stupido personaggio interpretato da Sean Harris in Prometheus (2012).
Quando penso che quel film non abbia più nulla di malvagio da offrire… ecco che esce ‘sta roba.

L.

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[2012-09] Prometheus su “CIAK”

Particolarmente bruciante è l’indifferenza profonda con cui “CIAK” ha accolto l’arrivo di Prometheus (2012) in Italia: il breve ritaglio che riporto è tutto ciò che ho trovato nei numeri da agosto a dicembre di quell’anno.

Che la rivista avesse preso posizione? Che si fosse rifiutata di pubblicizzare quello scempio di una saga così amata? Qualcosa lo fa supporre, come questa frase che estraggo dal pezzo qui sopra riportato, a firma di Stefano Lusardi.

«Prometheus è (purtroppo) anche l’ennesima conferma della preminenza della forma sul contenuto nel cinema Usa di oggi. E del fatto che Sir Scott non è più, da tanto tempo, l’autore che fu capace di esordire con uno splendido film letterario (I duellanti) e di farlo seguire da due autentici capolavori (AlienBlade Runner).»

Nessuno oggi ha il coraggio di scrivere queste parole, assolutamente vere: vuoi vedere che “CIAK” ha tirato fuori gli artigli proprio quando ho smesso di leggerlo?

L.

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Prometheus 2: Paradiso perduto…

Meglio regnare in Prometheus o servire in Covenant? Questa parafrasi dal Paradiso perduto (Book I, 263)  di John Milton – citazione utilizzata dal sapientino David appunto in Covenant – mi serve per descrivere la povera Noomi Rapace, una delle migliori attrici europee viventi (perché l’adoro e basta!) che si è ritrovata a regnare in Prometheus… e a servire in Covenant.

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Charlize Theron e il copione di Prometheus

“The Graham Norton Show” 11×08 (1° giugno 2012)

Nel giro promozionale per il film Prometheus (2012) – uscito a Londra il 31 maggio di quell’anno – l’attrice Charlize Theron ha partecipato alla puntata 11×08 (1° giugno 2012) del celebre e spumeggiante talk show britannico “The Graham Norton Show“.

Durante la trasmissione l’attesa per l’uscita del film in sala è stata definita “come la gravidanza di un elefante”, sottolineandone i lunghi tempi, mentre quando il conduttore ha detto di averlo visto in anteprima ma di non poter rivelare nulla, Charlize ha ironizzato sul fatto che Ridley Scott in veste di cecchino era già pronto a colpire se, durante la trasmissione, fossero usciti dei particolari sulla trama.

Il conduttore Graham Norton

Quando hai ricevuto lo script hai dovuto firmare con il sangue una lettera in cui ti impegnavi a non dire niente a nessuno.

Be’, una specie. Nel caso di grandi film non è inconsueto la richiesta di segretezza, non vogliono avere tonnellate di copioni pirata che volano in giro. In questo caso, poi, tutti sapevano che lui [Ridley Scott] stava sviluppando questo progetto da tipo 33 anni. (Tutti ridono)

Ero in vacanza in Malesia con la mia famiglia ed era la stagione dei monsoni. Ricevo questo messaggio da parte di Ridley che dice qualcosa del tipo: “Devi leggere questo copione nel giro di due ore altrimenti ti esploderà in faccia, e poi fammi sapere”.
C’era questo temporale e non riuscivo ad avere una connessione Wi-Fi. C’era questo omino malese che mi seguiva con un ombrello e siamo scesi dalla collina, sotto una pioggia scrosciante. Io tenevo il mio iPad sotto la maglietta, poi abbiamo trovato un albero sotto cui sedermi a leggere e… in pratica ho letto solo mezza pagina. (Tutti ridono)
Devo essere davvero grata a Ridley Scott.

Charlize Theron

Per questo film non è necessario conoscere anche i titoli precedenti.

Già, credo che in un tempo remoto sia nato con l’idea che fosse un prequel, ma poi il lungo lavoro con gli sceneggiatori ha portato alla convinzione che ci fosse molto più da esplorare e alla fine hanno fatto un film a sé stante.

Ci sei tu, c’è Guy Pearce, Michael Fassbender…

Ah, Michael è bravissimo, incredibile. Fa la parte di un androide…

Spoiler! Spoiler! Ecco che arriva Ridley!

(Tutti ridono)

L.

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AVP versus Prometheus

Illustrazione di Andrea Mutti per Prometheus: Life and Death 4 (2016)

Grazie alle discussioni su Alien e Predator Italia Forum scopro qualcosa di cui ignoravo completamente l’esistenza: un numero impressionante di coincidenze strutturali nelle trame del film Alien vs Predator (2004) di Paul W.S. Anderson e Prometheus (2012) di Ridley Scott.

Illustrazione di Andrea Mutti per
Prometheus: Life and Death 4 (2016)

Non ho mai notato prima queste similitudini semplicemente perché considero il film di Scott un inutile filmetto, un pippone religioso inguardabile e fastidioso – anche se decisamente migliore di Alien: Covenant – quindi non ho mai voglia di rivederlo: credo di averlo visto in totale tre volte scarse, ma forse anche meno. E se non fosse per la mia venerazione per Noomi Rapace non l’avrei visto neanche quelle tre volte…

Riporto qui di seguito l’elenco che è stato stilato nel citato forum, composto da affermazioni indiscutibili che mostrano quanto il film di Scott sia in pratica una fotocopia di quello di Anderson.
Tutto ciò mi conferma quanto già mi sembrava palese: Ridley Scott conosce benissimo l’universo alieno, e ci sputa sopra per il puro gusto di offendere i suoi fan.

L’elenco che segue l’ho preso da un intervento di Aesir segnalatomi da T-Black Concept Art: se c’è un autore precedente mi faccia sapere.

Similitudini fra AVP e Prometheus

  • Inizio ambientato anni prima del film (vedi prologo tagliato di AVP)
  • Scienziati trovano segni atti a condurre/attrarre gli esseri umani in un “posto”
  • Archeologi che scavano
  • Un gruppo di scienziati e mercenari vengono radunati da Mr. Weyland per la spedizione
  • I suddetti si trovano in una sala dove assistono ad una “conferenza” dello stesso Weyland…
  • … il quale afferma come potrebbero essere parte di una storica svolta…
  • Si commenta a proposito dei tratti comuni alle culture del mondo
  • Weyland partecipa alla spedizione pur essendo gravemente malato/morente
  • La protagonista parla della morte del padre
  • Battuta sulla pistola che non serve in una spedizione scientifica
  • Si scopre una struttura sotterranea…
  • … e la si raggiunge su mezzi simili a gatti delle nevi
  • Esplorazione dell’interno della struttura con le torce…
  • … e qualcuno che chiede se si riescono a leggere le scritte
  • Xenomorfi rappresentati sul muro
  • Qualcuno della squadra attiva qualcosa, mettendo in moto catastrofici eventi
  • La squadra viene separata, e i due che non sono assieme al gruppo, uno dei quali è il classico scienziato insicuro, entrano in contatto con gli alieni e fanno una brutta fine
  • Scoperta di altri alieni, alti più di un uomo, che indossano maschere ed erano venerati come dèi
  • Weyland muore per mano di uno di questi
  • La protagonista cerca di salvare la spedizione, e l’umanità, dagli alieni
  • La stessa è l’unica superstite alla distruzione che ha salvato l’umanità (la bomba/lo schianto della Derelict)
  • Anche l’alieno nemico principale sopravvive alla distruzione
  • Scontro finale fra due alieni
  • Scena finale del chestburster ed un alieno mai visto prima emerge dal corpo
  • L’alieno stride in direzione della telecamera

Trovo sorprendente il numero di elementi oggettivamente simili: ma non era Ridley Scott che faceva il superiore e che disprezzava il film di Anderson?

L.

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[2012-11] Rat-Man: Allen

Cover di Leo Ortolani

Il delirante Prometheus (2012) di Ridley Scott è da due mesi nei cinema italiani quando, nel novembre 2012, la Panini Comics porta in edicola (e in fumetteria) la geniale parodia di Leo Ortolani, che parodia non è: Allen è una geniale reinterpretazione in “salsa ortolana” di quello che avrebbe potuto essere Prometheus ma non è stato. Il fumetto infatti vanta una trama infinitamente più sensata del film!

Lo ricordavo più alto, David…

Mentre un essere “roberto-giacobbide” ci guida in misteri misteriosi così ridicolmente assurdi che non mi stupirebbe che alla fin fine poi qualcuno ci crede sul serio, la storia principale verte sul ricchissimo Allen – versione ratmanide di Peter Weyland – che organizza un viaggio spaziale a bordo della Tripakerton per andare a rispondere ad una domanda: quale domanda? (Questa è la prima domanda da porre ai nostri creatori!)

I vari modi di viaggiare in sonno criogenico

Il motivo del viaggio è lo stesso del film di Scott, ma stavolta la carica autoironica rende il pippone moralista del folle regista molto meno pesante da digerire, oltre che meno ridicolo. Quasi come un omaggio alla Sentinella di Clarke, il fatto stesso che i “figli” siano riusciti a mettersi in contatto con i “padri” diventa un evento importante, che in questo caso scatena la violenza di questi ultimi perché si sentono minacciati. (Cose che ho capito dal fumetto ma che rimangono alquanto fumose ed indigeste nel delirante film.)

Finalmente acquista spessore l’inutile personaggio di Meredith Vickers

Il tutto eseguito con il consueto irresistibile “stile ortolano”, con profusione di battutacce ma anche di delizie imperdibili.

La grande verità delle “uova”….

Visto poi che la storia si fonde alla perfezione con una “riedizione” di Alien, è anche un momento per parlare del cinema horror in generale.

Le regole del cinema secondo Ortolani

Malgrado gli sforzi per spacciarlo come un delirante prequel, è ovvio che Prometheus è la versione 2.0 di Alien, con i mezzi che Ridley Scott avrebbe voluto avere nel ’79 e la cui mancanza ne ha decretato il successo: lo stesso film ma con mezzi migliori è un totale fallimento, quindi è un bene che il budget di Alien sia stato all’osso. Così come è un bene che questo fumetto sappia identificare i punti in cui i due film convergono.

In effetti… sembra un vecchio addormentato davanti alla TV!

Ogni vignetta è geniale, ogni battuta fa o sorridere o ridere come uno scemo, ogni idea è da applauso: una volta ancora è dimostrato che i fumettisti sono sempre migliori degli sceneggiatori!

Il vero volto degli Ingegneri!

L.

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