[2020-07] Aliens vs Predator: The Original Comics Series HC

Cover di Chris Warner

Ultime cartucce da sparare per il morente universo alieno Dark Horse: è notizia di questi giorni che dopo gli ultimi anni (almeno dal 2016) a spalar letame su questi personaggi, finalmente la pessima casa ha mollato il marchio alla Marvel. Saprà la Casa delle Idee trattare meglio Alien e Predator? Sarà sicuramente impossibile trattarli peggio.

Visto che dal 2021 i nostri alieni preferiti abbandoneranno la Casa Madre, nei prossimi mesi assisteremo a vari canti del cigno della Dark Horse, prima di eventuali secchiate di ristampe targate Marvel.
Ecco così il 1° luglio 2020 Aliens vs Predator: The Original Comics Series HC (30th Anniversary Edition), disponibile su Amazon sia in cartaceo che digitale.

Il volumone cartonato ristampa la mitica saga Aliens vs Predator (1990) del decano Randy Stradley, che da sola ha scritto le regole della narrativa d’intrattenimento anni Novanta, e in più la prima parte del suo seguito Aliens vs Predator: War (1995), sempre di Stradley: immagino dunque che questo preveda un secondo cartonato con la seconda parte della storia, in un ipotetico futuro.

L’edizione del fumetto è quella coi colori “freddi” restaurata ai tempi dell’Omnibus (2007): preferisco di gran lunga i colori sbavati dell’epoca.

La prima apparizione di Machiko Noguchi. (Disegni di Phill Norwood). Dall’alto:
uscita originale (giugno 1990), italiana (1992) e Omnibus (maggio 2007)

Visto che questa splendida saga, alla base dell’universo di Alien e Predator, è apparsa in Italia solo nel 1992 e poi mai più ristampata, tanto che è palesemente ignota ai tanti fan dell’ultima ora (convinti che AVP nasca da un videogioco!), non sarebbe il caso di approfittarne e ristampare anche nel nostro Paese questa chicca d’annata? Chissà…

L.

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Intervista a Randy Stradley (2010)

Traduco questa intervista del sito ComicAttack.net a Randy Stradley, uno dei grandi padri del fumetto alieno.

L’intervista di InfiniteSpeech è apparsa sul citato sito il 15 febbraio 2010, in occasione dell’uscita della saga Aliens vs Predator: Three Worlds War.


Vent’anni fa la Dark Horse Comics ha fatto incontrare due dei più letali personaggi del fanta-horror in un’opera chiamata Aliens vs Predator. Scritta da Randy Stradley con i disegni di Phil Norwood, la ministerie ha superato i sogni e le aspettative di qualsiasi fan. Ora Stradley torna, con l’artista Rick Leonardi, per portarci Aliens vs Predator: Three Worlds War, e ha trovato qualche minuto del suo tempo per chiacchierare con noi.

Comic Attack: Dopo un mare di crossover, romanzi, due film e varie reinterpretazioni a videogiochi, quando stavate pianificando Aliens vs Predator avevate una vaga idea di quanto sarebbe diventata enorme questa idea?

Randy Stradley: Be’, per noi i fumetti erano enormi. E sin da subito si è parlato di un film [come testimoniato qui. Nota etrusca], ma dopo cinque o sei anni in cui non è successo niente alla fine credo l’idea sia evaporata: sono contento che poi sia tornata in pista, e sono lieto di aver fatto parte della cosa sin dall’inizio. I giochi e i film hanno creato nuovo interesse sui fumetti che ho scritto vent’anni fa, il che significa che ora posso scriverne di nuovi. Non voglio fare anticipazioni, ma è stato interessante vedere come tutto si è sviluppato.

I tuoi fumetti di “Aliens vs Predator” hanno dettato la qualità di questa serie: i film del 2004 e del 2007 hanno mantenuto le tue aspettative o hai evitato di vederli?

Non mi sono mai aspettato che i film combaciassero con il materiale alla loro base, specialmente se si parla di fumetti.
Sono rimasto sorpreso quando hanno scelto di ambientare la storia ai giorni nostri. Secondo me l’assunto che gli umani abbiano già avuto contatti con gli alieni prima degli eventi del film Alien fa un pessimo servizio a quel primo film. Poi, dopo due film di Predator che hanno stabilito come i cacciatori preferiscano i climi caldi, ambientare AVP in Antarctiva è stato un azzardo. Non ho visto il secondo film.

La fantascienza è uno dei generi migliori per la narrativa: quali sono state le tue influenze?

Da ragazzino ho letto tonnellate di fantascienza. Ho amato i romanzi di Alan E. Nourse, Hal Clement, Robert A. Heinlein e via dicendo. Ogni anno rileggo La via delle stelle [Tunnel in the Sky, 1955; in Italia, Slan Libra 1971] e Fanteria dello spazio [Starshp Troopers, 1959; in Italia, Urania Mondadori 1962]  di Heinlein. Sicuramente erano pensati per lettori giovani, ma ciò che amo di loro è che la fantascienza in quelle storie è solo… decorativa. Non si parla di viaggi nel tempo o di incontri del terzo tipo, bensì di persone coinvolte in quegli eventi: del loro bagaglio emotivo ed intellettuale che utilizzano per affrontare le situazioni. E di come le cose dettino poi le loro azioni e decisioni. Questa è la parte interessante dello scrivere di AVP.

Sento gente dire che scrivere per questo franchise dovrebbe essere facile: metti insieme Aliens e Predator e li fai scontrare l’un l’altro. Vi posso garantire che senza l’elemento umano sarebbero storie che annoierebbero presto.

Ora che arrivano gli anniversari sia di Aliens che di Predator, vedremo altri progetti durante quest’anno?

Machiko, secondo Chris Warner

Non ne sono sicuro. Ovviamente in parte dipende da come verranno accolte le serie in corso ma, se il franchise continua, non sono sicuro che io ne scriverò ancora. Mi sto divertendo molto a scrivere ancora di Machiko Noguchi, ma non so se avrò ancora qualcosa da dire alla fine di questa saga. Naturalmente è la stessa cosa che ho detto quando mi hanno chiesto di scrivere questo fumetto.

Dopo un lungo periodo lontano da AVP, è stato difficile tornare a raccontare una storia originale?

All’inizio ho pensato che sarebbe stato terribile: davvero non sapevo che storia raccontare. Ma dovendomici tuffare a capofitto per via della scadenza pressante, insieme all’editor Chris Warner abbiamo parlato di alcune idee che mi hanno davvero aiutato a rendere solida la storia. Ora mi sto divertendo un mondo con Machiko e il suo gruppo.

La prima cosa che ho notato di questa nuova serie è che gli xenomorfi sembrano molto diversi da qualunque altro visto finora. È un cambiamento estetico o c’è una ragione per la reinterpretazione?

C’è una ragione, ma i lettori vedranno anche gli alieni “standard” nella serie. La ragione di quelli “zannuti” [tusked] sarà spiegata: dovete avere pazienza.

«Che la distruzione abbia inizio, liberate i mastini della guerra!» (Star Trek VI)

La serie di Predator è spettacolare ma ha lasciato alcuni di noi a grattarsi la testa, nel finale: i fan devono presumere che quella storia non sia ancora finita? Vedremo di nuovo Thorpe?

Infatti Thorpe apparirà in Three Worlds War. Be’, una specie. I lettori ne sapranno di più nel secondo numero.

Notando che i nuovi alieni vengono mostrati con il clan Predator nel primo numero di “Three Worlds War”, queste due serie sono legate in qualche modo?

Vedi la mia risposta precedente.

Machiko si è evoluta dalla sua prima apparizione in “Alien vs Predator” [1990]: ci sono grandi cambiamenti in vista per lei?

Non grandi, né grandi rivelazioni. In aggiunta al personaggio che tutti hanno già conosciuto, vedrete accanto a lei una presenza che vi sorprenderà. Lei è maturata, con l’età, ma non vuol dire che sia meno pronta all’azione.

«Don’t you know you’re riding with the king?»

Sembra che i Predator abbiano fatto qualcosa che i militari e la Weyland-Yutani non possano fare: controllare gli alieni su vasta scala. Com’è nata questa idea? E la sua attuazione verrà rivelata?

La storia avrà decisamente a che vedere con “cattivi” Predator e la loro capacità di controllare gli alieni. Devo stare attento a non rivelare altro, perché non voglio rovinare alcun elemento della vicenda.

Nel numero zero di “Alien vs Predator” intravediamo uno scorcio di vita dei Predator nel loro pianeta d’origine: ci sono possibilità di avere un numero o due che espanda quel soggetto?

Cover di Paul Mendoza

Pianeta d’origine? Credo che tu debba dare una riletta a quel numero. Siamo stati molto cauti a non rivelare nulla sul mondo dei Predator al di là di quello che è stato mostrato nei film. Di base sappiamo che è caldo ed ha un’atmosfera differente da quella della Terra.

Nel numero zero del 1990 abbiamo mostrato dei Predator che si apprestano alla caccia all’alieno su tre mondi differenti. Uno di questi era Ryushi, dove si svolge la trama della prima serie, e gli altri due erano lasciati senza nome ed inesplorati (sebbene il pianeta di paludi è stato rivisitato nella storia Blood Time).

Nessuno di questi pianeti era quello d’origine dei Predator: quel pianeta è un mistero che non siamo ansiosi di rivelare.

UAU mi sono sbagliato tutto questo tempo? Assurdo. Quali sono i tuoi momenti preferiti della saga “Aliens vs Predator”? Sia tuoi che di altri.

Una delle mie scene, che ho scritto principalmente perché mi rendeva felice [made me happy], era quella in Aliens vs Predator: Duel in cui i Colonial Marine arrivano su Ryushi davanti alla casa vuota di Machiko. Se i lettori non avevano letto il primo AVP era solo una baracca vuota, ma in chi l’aveva letto sarebbe nata la domanda: cos’è successo a Machiko?

Inoltre mi è piaciuto il finale del secondo numero di Three Worlds War. Rick Leonardi è davvero sorprendente.

Ripley contro Machiko… chi vincerebbe?

Mmmm. Dipenderebbe sul motivo del loro scontro. Machiko è sicuramente più veloce, ma una volta che Ripley raggiunge il punto di non ritorno, nessuno può fermarla. Probabilmente, però, andrebbero d’accordo: non sarebbero mai migliori amiche ma non credo che si odierebbero.

Chris Warner e la sua Machiko

Questo è tutto: qualche minuto con Randy Stradley e ho scoperto di essermi sbagliato per tutto questo tempo sul pianeta d’origine dei Predator! Be’, è stato un piacere quindi grazie ancora a Randy e alla Dark Horse Comics e non dimenticate di acquistare Aliens vs Predator: Three Worlds War.


L.

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[2018-11] Eaglemoss: AVP Requiem e Machiko

Sul numero 360 (settembre 2018) del mensile per fumettari “Previews” viene pubblicizzata la nuova uscita della collana The Alien and Predator Figurine Collection della Eaglemoss, un viaggio nell’universo degli alieni Fox con miniature dai vari film.

Per novembre 2018 è prevista l’uscita di una bruttissima coppia di alieni in lotta – per 50 dollari potevano studiare meglio la posa! – più un Power Plant Xenomorph: tutto dal film Aliens vs Predator 2: Requiem (2008).

In più arriva la mitica Machiko, vestita da Predatrix direttamente dal fumetto Aliens vs Predator: War (1995).

L.

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[1995] Aliens vs Predator: Prey / Hunter’s Planet

Preso su Amazon Usato il primo di una serie di Omnibus con cui la casa editrice britannica Millennium ristampava i romanzi alieni apparsi precedentemente per la Spectra (Bantam).

Questo Aliens vs Predator: Omnibus Volume One (1995, ma in realtà è una terza edizione del 1996) raccoglie due storici romanzi:

Cover di Nelson DeCastro

Aliens vs Predator: Prey (maggio 1994) di Steve e Stephani Perry – noiosa versione romanzata della geniale saga a fumetti Aliens vs Predator (giugno 1990) di Randy Stradley

Inizia la vita narrativa di Machiko Noguchi, che sul pianetino dov’è finita a fare la burocrate si ritrova in mezzo alla caccia rituale di un gruppo di Predator.
L’unico elemento da citare di questo romanzo noioso – per via dello stile, non certo per la trama – è l’invenzione del termine Yautja e della cultura relativa, in seguito citata di seconda mano da fan che raramente conoscono questo libro.

Cover di John Bolton

Aliens vs Predator: Hunter’s Planet (dicembre 1994) di David Bischoff – in assoluto il primo romanzo inedito dell’universo alieno.

Abbandonato il clan Predator, Machiko accetta l’offerta di un riccone di occuparsi della sicurezza su un pianeta adibito alla caccia, pensato per altri ricconi così da dare loro forti emozioni. Peccato che i cacciatori si ritroveranno davanti ad animali feroci sfuggiti al controllo così come a dei Predator, e di nuovo Machiko dovrà stabilire da che parte stare.
Un ottimo romanzo la cui storia purtroppo rappresenta un vicolo cieco del personaggio: questa vicenda di Machiko verrà spazzata via dal fumetto Aliens vs Predator: War (maggio 1995) di Randy Stradley, e relativo romanzo omonimo (dicembre 1999) di Stephani Perry.

L.

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[2017-11] Neca Predator Series 18: Broken Tusk, Hornhead e Machiko

Sul numero 347 (agosto 2017) del mensile per fumettari “Previews” trovo la pubblicità di questa spettacolare uscita, in arrivo a novembre: la serie 18 che la NECA dedica a Predator, con tre personaggi d’eccezione.

Da sinistra:

Broken Tusk (8″ / 20,3 cm), direttamente dallo storico fumetto Aliens vs Predator (1990), chiamato Dachande da Steve e Stephani Perry.

Machiko Noguchi (6,5″ / 16,5 cm), la mia passione da sempre, la migliore eroina dell’universo espanso, dopo Ripley: a breve ne stilerò un profilo approfondito.

Hornhead (8″ / 20,3 cm), guerriero apparso velocemente nel fumetto Aliens vs Predator: Life and Death (2016).

L’action figure sembra fare la media fra la copertina del fumetto Predator: Life and Death (2016) e il guerriero che affronta Ahab nel secondo numero del citato AVP. Ecco le fonti che immagino siano state usate:

Cover di David Palumbo

Hornhead secondo Brian Albert Thies
da Aliens vs Predator: Life and Death n. 2 (gennaio 2017)

L.

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[2016-11] The Complete Aliens vs Predator Omnibus

Il 29 novembre 2016 la britannica Titan Books presenta l’antologia: The Complete Aliens vs Predator Omnibus.

I tre romanzi presenti in realtà sono tutt’altro che una trilogia: è la semplice raccolta in volume di tre romanzi scritti in momenti differenti e con “intenzioni” differenti. Mentre la Perry si limita a trasformare in noioso romanzo un fumetto Dark Horse, Bischoff scrive un ottimo romanzo originale che andrebbe riscoperto.

  • Prey (1994) di S.D. Perry, inedito in Italia – versione romanzata del fumetto Aliens vs Predator (1990) di Randy Stradley, edito in Italia da PlayPress nel 1992.
  • Hunter’s Planet (1994) di David Bischoff, inedito in Italia – romanzo originale che immagina un’avventura futura di Machiko.
  • War (1999) di S.D. Perry, inedito in Italia – versione romanzata del fumetto Aliens vs Predator: War (1995) di Randy Stradley, inedito in Italia.

L.

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[2010-01] Aliens vs Predator: Three World War

Cover di Raymond Swanland

Quando scende in campo il mitico Randy Stradley, editor della Dark Horse Comics, è per qualcosa di importante. Di dannatamente importante.
Quando le copertine sono affidate al mitologico Raymond Swanland, che è il dio delle copertine, è per qualcosa di forte. Di dannatamente forte.

«Che la distruzione abbia inizio, liberate i mastini della guerra!» (Star Trek VI)

Quando i disegni sono affidati a Rick Leonardi… be’, niente di che!

A vent’anni dal primo successo del suo personaggio, Randy Stradley torna a scrivere un’avventura della sua Machiko Noguchi, la predatrix che amo sin da quando avevo 17 anni e a cui la NECA ha dedicato finalmente un modellino, di imminente uscita.
Di Machiko e del suo confusionario destino vi parlerò in un post a lei interamente dedicato, qui basti dire che è la figlia di Randy Stradley e ora il buon padre ha qualcosa da aggiungere: il risultato è la saga in sei parti Aliens vs Predator: Three World War.
Iniziata nel gennaio 2010, viene ristampata in volume TPB nel giugno del 2011, disponibile anche in digitale su Amazon.

Caparis VII, pianetino minerario della Chigusa Corp da qualche parte a sinistra di Alpha Centauri. Qui un brutto giorno sbarca un’astronave piena di Predator con i loro “mastini della guerra”: xenomorfi addestrati al guinzaglio.

«Griderà “Sterminio” e scioglierà i mastini della guerra» (Shakespeare, Giulio Cesare)

Quello che ne segue è un massacro umano. I Colonial Marines devono intervenire ma sarebbe opportuno chiedere l’intervento dell’unica persona nell’universo che abbia un canale comunicativo aperto con i Predator: Machiko Noguchi.
Sono passati dieci anni dagli eventi di Aliens vs Predator: War (1995) e Machiko ha rinunciato per sempre a quella parte della sua vita, sebbene la porti ancora nel segno che marchia la sua fronte. Con il suo team aiuta i ricconi ad andare a caccia e va bene così.
La violenza dei Predator ribelli è però un pericolo per tutti, e alla fine Machiko accetta di tornare in gioco. Anzi… nel big game.

Machiko di nuovo sulla cresta dell’onda

Non è facile tornare in mezzo ai Predator e farsi accettare: servirà una prova di forza che dimostrerà quanto la nostra predatrix non abbia perso il suo smalto.

È sempre difficile riallacciare vecchi rapporti

Alla fine, cosa cementa di più i rapporti fra umani e Predator se non… una  bella caccia alla Regina Aliena?

Sembra d’essere tornati nei primi anni Novanta…

Stretti i rapporti, la missione può cominciare. Ma la nostra eroina non segue i Colonial Marines, preferendo viaggiare sulla nave dell’Elder Predator.

«Don’t you know you’re riding with the king?»

Il primo scontro con i Predator ribelli è violento e un punto per gli umani è esser riusciti a recuperare uno dei “guanti” speciali con cui i mostri controllano gli alieni. Qui infatti si ribadisce che gli xenomorfi reagiscono ai feromoni ed è con questo sistema che sono controllati dai Predator ribelli.

Questo scontro non sarà indolore

Per l’azione finale servirà qualcosa che annulli l’effetto dei messaggi inviati dai Predator ribelli… per esempio una bella Regina Aliena!
Il problema però è portarla lì…

Arriva la cavalleria!

Una storia sontuosa ma semplice, lineare e pulita. Stradley usa un buon soggetto originale – con aggiunte ghiotte, tipo gli xenomorfi resi “mastini della guerra” dai Predator – in realtà per un viaggio sul sentiero dei ricordi. È innegabile che vengono ripercorse tutte le tappe storiche del percorso di Machiko, non ultima l’essere costretta a decidere da che parte stare, per quale razza parteggiare.

Predator pendolari!

In pratica è come se l’autore volesse festeggiare la sua titanica creazione ripercorrendone le tappe principali. Non mi sento di condannarlo, visto che io ero lì, quando Alien vs Predator (1990) arrivò in Italia, e sin da subito sentii che era qualcosa di potente e di eterno.
Da più di vent’anni considero la creazione di Stradley parte del mio immaginario collettivo, quindi sono più che felice che l’autore si diverta a “giocare” con i suoi personaggi. Spero che non aspetterà altri vent’anni per tornare a farlo…

Chiudo con la titanicamente spettacolare cover gallery:

L.

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[1999-12] Aliens vs Predator: War

aliens-vs-predator-war-1999

the-complete-aliens-vs-predator-omnibus-1Gli anni Novanta non possono chiudersi prima che S.D. Perry (Stephani Perry, figlia del celebre romanziere Steve) porti a compimento la sua opera nell’universo alieno: a dicembre del 1999 la collana “Spectra” (Bantam) presenta Aliens vs Predator: War, raccolto nel volume antologico The Complete Aliens vs Predator Omnibus, presentato a fine dicembre 2016 Titan Books.

Seguito della vicenda narrata in Aliens vs Predator: Prey (marzo 1994), questo romanzo è la novelization del fumetto omonimo di (maggio 1995) di Randy Stradley… o sarebbe meglio dire la sua fotocopia!

Alla Perry non interessa minimamente raccogliere gli spunti lanciati da David Bischoff con Hunter’s Planet, non le importa minimamente che l’autore aveva immaginato il futuro di Machiko Noguchi dopo le vicende del primo fumetto/romanzo: alla Perry è stato dato il compito di novellizzare un fumetto e lei lo fa senza metterci un briciolo d’anima. Scrive quello che vede e se ne frega di tutto il resto.
Questo rende la lettura di questo romanzo particolarmente fastidiosa.

Tutti i brani che presento sono tradotti da me.


La trama:

Machiko Noguchi vive per il brivido della caccia. Ha frequentato i Predator finché la sua abilità umana non l’ha resa un’emarginata. Ora il brivido è finito e i suoi ex compagni di caccia sono sulle sue tracce.
Intanto Jess, Lara ed Ellis, superstiti della squadra anti-infestazione che ha avuto la peggio in una stazione della Compagnia, conoscono troppi segreti per essere lasciati in vita, e sono finiti nel mirino di un uno spietato uomo della Compagnia che non si fermerà di fronte a nulla pur di metterli a tacere per sempre.
Un’emarginata cacciatrice umana e un terzetto di acchiappa-alieni: degli alleati davvero atipici. Lo stesso sul pianeta-palude Bunda devono unirsi in uno scontro disperato: le squadre della Compagnia sono pronte ad ucciderli e Predator senza paura sono pronti ad uno scontro frontale con una colonia di alieni feroci. E tra di loro ci sono quattro fieri guerrieri pronti alla guerra contro la forma di vita più violenta della galassia. Una guerra in cui nessun umano può sopravvivere.

Machiko Noguchi secondo Chris Warner

Un passaggio

Era intrappolata nel buio con una Regina aliena.
Il panico durò appena un secondo e subito le abilità di Noguchi presero il sopravvento, sia quelle acquisite che quelle d’istinto, provenienti dall’anno vissuto a stretto contatto con i guerrieri. Senza esitazione Noguchi si allontanò dal portello chiuso, ignorando le maschere che la guardavano dal vetro. Una parte di lei si rese conto che c’era Shorty al centro del finestrino, e una parte di lei cercava un modo per affrontare con fierezza, ma quel proposito si dileguò in un secondo: il suo istinto animale la spinse a salvare la pelle più che la faccia.
L’eco delle grida della Regina in avvicinamento riempirono l’oscurità, spezzando quella consapevolezza con cui Noguchi affrontava le battaglie: la consapevolezza che lei sarebbe sopravvissuta e il suo nemico no. Era spaventata, ma era anche una veterana con molte ferite a dimostrarlo; la sua mente le disse quello che doveva sapere, e tese i propri muscoli mentre il suo volto veniva inondato dal fiato pieno di terrore che rimbalzava sull’interno della sua maschera. Il bruciatore sulla sua spalla era troppo piccolo per fermare al Regina e non c’erano armi in giro: uno scontro a mani nude era totalmente fuori discussione. Doveva uscire da lì e doveva farlo in fretta… e c’era solo una porta in quella stanza.

Commento:

Purtroppo per questo romanzo si ripete il “difetto” di Prey: Stephani Perry non fa altro che guardare le vignette del fumetto Dark Horse e descriverle, senza aggiungere nulla se non un po’ di “cultura yautja”, secondo il termine da lei stessa inventato.
La lettura risulta noiosa perché non ha la potenza visiva del fumetto, né alcuna descrizione dei personaggi: è come se qualcuno ti descrivesse il fumetto che sta leggendo senza aggiungere una sola virgola. Il risultato è noioso, almeno per me.

La Perry non ha il coraggio di fare sua Machiko – come invece ha fatto David Bischoff, che è l’unico romanziere ad aver inventato una storia con la Noguchi protagonista – non ha il coraggio di descriverne il carattere e il pensiero: si limita a descrivere la sua avventura a fumetti e basta. Quindi è molto meglio limitarsi a leggere il fumetto…

L.

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[1994-12] Aliens vs Predator: Hunter’s Planet

Cover di John Bolton

Cover di John Bolton

the-complete-aliens-vs-predator-omnibus-1Nel 1994 continua il viaggio della collana “Spectra” (Bantam Books, divisione della Random House) nell’universo alieno su concessione della Dark Horse Comics: per la prima volta però un autore ha licenza di creare una storia inedita, al contrario delle novelization di storie a fumetti apparse finora. A dicembre esce quindi Aliens vs Predator: Hunter’s Planet di David Bischoff, raccolto nel volume antologico The Complete Aliens vs Predator Omnibus, presentato a fine dicembre 2016 Titan Books.

Inoltre il romanzo viene ristampato nel 1995 in un volume che raccoglie anche AvP: Prey.

Malgrado il romanzo venga presentato come secondo della trilogia, in realtà è una storia alternativa, perché questa non è mai stata una trilogia… ma lo spiego meglio più sotto.

Tutti i brani che presento sono tradotti da me.


Indice:


Inquadramento temporale del romanzo

Quando la Dark Horse ha dato alla Bantam licenza di novelizzare i suoi fumetti, esisteva solamente Aliens vs Predator (1990) e Machiko al massimo era apparsa in una piccola storia che Randy Stradley aveva scritto per il “paginone centrale” della rivista gratuita “Insider”.
Dopo che Stephani Perry ha novellizzato quello storico fumetto – con il romanzo Aliens vs Predator: Prey (maggio 1994) – Bischoff ha preso la breve storia gratuita di “Insider” e l’ha ampliata: ha cioè immaginato un futuro per Machiko che all’epoca ancora non esisteva.

Questo Hunter’s Planet si apre così con la novelization della breve storia gratuita di Stradley per la rivista “Insider” e poi l’autore si immagina che Machiko, trovandosi male tra i Predator, torni alla civiltà. L’anno successivo la Dark Horse, probabilmente insoddisfatta di questa trovata, crea la storia a fumetti in due parti – Duel / War – in cui torna Machiko che, al contrario di questo romanzo, decide di aiutare gli umani contro i Predator.
Anni dopo il fumetto War verrà novellizzato da Stephani Perry, in pratica cancellando la “storia alternativa” di Bischoff: curiosamente anche la Perry inizia il romanzo novellizzando la storia breve gratuita di Stradley, in pratica dunque utilizzando gli stessi personaggi che usa Bischoff ma in modo diverso.


La trama:

Il momento di gloria nella vita di Machiko Noguchi è stata la battaglia nella colonia di Ryushi: è stato allora che si è unita ai Predator come cacciatrice fra i cacciatori.
Ora ha un impiego senza sbocco per la Chigusa Corporation: è una disadattata ed è considerata una mina vagante. Infelice ed insoddisfatta, Machiko coglie al balzo l’occasione quando il ricco Livermore Evanston le offre un lavoro.
Nell’enorme parco dei divertimenti che è Hunter’s Planet, popolato da creature geneticamente modificate di ogni tipo, sembra che i Predator abbiano cominciato a “seminare” alieni: davvero una brutta situazione per gli affari…
Machiko ha un’esperienza unica con entrambe le specie. Quello che però lei non sa è che l’intero pianeta è una copertura per un’installazione militare del tipo peggiore. A questo si aggiunga che il confronto con i Predator, che un tempo considerava amici, si rivela particolarmente problematico.
Scontro dopo scontro diventa ben presto chiaro che Machiko non ha molte scelte, e l’unico modo di uscirne sembra essere quella di prendere il controllo del più letale pianeta dello spazio conosciuto…


L’incipit:

Dtai’k-dte sa-de nav’g-kon dtain’aun bpide.
“Un combattimento iniziato non finisce fino alla fine”.
Tarei’hasan merda.
Nat’ka’pu illustrò quanto fosse sciocco il vecchio detto yautja fintando sulla sinistra, poi facendo roteare la lancia schivata dal suo avversario. Con velocità sorprendente il Leader scattò con un balzo in avanti, afferrando il bordo della maschera dello studente e strappandola via dalla sua faccia, portandosi appresso anche un paio di ciuffi di peli. Gli occhi gialli brillarono dalla sorpresa. Le mandibole si serrarono dalla vergogna. Lo studente grugnì di disappunto, tentanto di colpire Nat’ka’pu con il lato smussato della lancia. Ma afferrando la sua armatura il Maestro ebbe la meglio sullo studente spavaldo, in equilibrio incerto, parando il colpo di lancia con il suo guanto di pelle e forzando l’arma a terra.
Prima che la testa calda potesse iniziare un altro attacco, l’esperto schiaffeggiò così forte la zanna destra del guerriero che agli altri sembrò che la testa del giovane dovesse saltar via dal collo. Davanti a tanta abilità lo studente non poté fare altro che cadere in ginocchio, ansimando.
«Nain-desintje-da.»
Vittoria completa, naturalmente. Nat’ka’pu non si aspettava di meno da se stesso. Comunque, gridò con disprezzo alla volta della sua vittima: avrebbe dovuto resistere di più, in una vera battaglia. Per il suo giovane impeto e per la sua forza era uno dei migliori sparring partner che il Leader aveva mai affrontato.
«Hai ancora tanto da imparare prima che tu possa incidere la thwei di un Carne Dura sulla punta della tua fronte, se sopravviverai tanto a lungo.» Lo studente, chiamato Ki’vik’-non, si limitò a voltare lo sguardo, silenzioso ed immobile. «Sparisci dalla mia vista», ordinò il Leader. «Vatti a lavare umiliazione e sconfitta dagli occhi. E pulisciti anche le orecchie: puzzi di moccioso. Sbrigati, prima che chi ha scommesso su di te venga a trovarti.»


L’autore:

David Bischoff (classe 1951), originario di Washington D.C., scrive da tutta la vita: da articoli di giornale a romanzi, racconti e novelization: in Italia infatti sono noti solo due dei suoi molti romanzi, uno dei quali è la novelization del film Wargames. Giochi di guerra (Longanesi 1983).
Oltre a questo romanzo, l’unico altro suo contributo all’universo alieno è Aliens: Genocide (1992), novelization del fumetto omonimo.


Il pianeta:

La storia si svolge sul pianeta Blior, descritto come molto simile alla Terra, con cinque piccole lune nella sua orbita.
Il clima è mite e ci sono ventuno continenti grandi come l’Australia disseminati sul pianeta: solamente su uno di loro Livermore Evanston ha organizzato la colonia per cacciatori, dall’altisonante nome di Livermoreland, con capitale Evanstonville.


Le creature del romanzo:

Dinosauri da Jurassic Park

Questo romanzo viene pubblicato quasi un anno dopo l’uscita nei cinema statunitensi di Jurassic Park, il grande film di successo di Steven Spielberg tratto dal romanzo di Michael Crichton. (In realtà Crichton si è molto ispirato, non dichiaratamente, al romanzo Carnosaur del 1983 di Harry Adam Knight, da cui il film omonimo uscito nei cinema un mese prima di quello di Spielberg.)
I dinosauri tornano grandi protagonisti degli anni Novanta, così Bischoff non resiste e li inserisce nella fauna modificata geneticamente del pianeta: viene citato espressamente un Tyrannosaurus rex che scorazza per il pianeta.

Zangoid

Viene citato uno strano ibrido chiamato Zangoid, purtroppo non utilizzato poi nella trama.

Gli Zangoid sono principalmente felini ma con una testa di lucertola e sei protuberanze: quattro gambe e due braccia. Alcuni li chiamano “serpenti centauri” per la loro rassomiglianza con le creature della mitologia greca.

Buggers: super alieni cyborg!

Nel laboratorio di manipolazione genetica, Machiko incontra un nuovo tipo di xenomorfo, modificato geneticamente per avere una vista “umana” e soprattutto potenziato con un esoscheletro metallico, che lo rende molto più resistente dal punto di vista fisico.
Questa creatura in un certo modo anticipa di alcuni anni uno dei big boss del videogioco Aliens vs Predator (Sierra 1999), che nella missione del Predator presenta un alien-cyborg che spara laser mortali.

Nello scontro finale questi “nuovi” alieni vengono chiamati Buggers, ed ecco come vengono descritti:

Più grandi dei normali alieni, troneggiavano sui Predator, armati e dotati di esoscheletri cyborg, con varie braccia ognuna con un’arma diversa impugnata, dalle pistole alle lance ai coltelli. Ed erano tutti diversi fra loro. Alcuni avevano l’aspetto di una Regina, con la bava sgocciolante dalle zanne e le armi incastrate fra gli artigli. Altri sembravano normalissimi Carne Dura ma con estensioni metalliche e soprattutto con visori oculari: quegli alieni potevano vedere.

Predalien mancato

Nel laboratorio di genetica, visto per la prima volta uno Zangoid, avviene un curioso dialogo.

«Una sorta di ibrido alien/yautja?»
«Grazie a Dio no, semplicemente un alieno potenziato.»

Malgrado l’idea sia balenata, l’autore non se l’è sentita di far nascere il Predalien, che invece apparirà in condizioni molto simili – cioè come esperimento segreto della Weyland-Yutani – nel videogioco Aliens vs Predator 2 (Sierra 2001).


Considerazioni finali

È sicuramente un gran piacere ritrovare Machiko in una storia per lo più inedita, peccato però che la sfrutti in realtà molto poco: Machiko chiacchiera molto con il suo androide di compagnia, chiamato Attila l’Unno, indaga sulle intenzioni della Compagnia, sul suo misterioso ospite – il ricco Livermore Evanston che la ingaggia come esperta in sicurezza – e in generale parla molto: quando però arriverebbe il momento di farla agire, perché in fondo per due anni la donna è stata una Predatrix, perché in fondo Machiko è una Blooded Warrior, una guerriera iniziata promossa sul campo e con tanto di nome di battaglia: Da’dtou-di, “piccolo coltello”. Malgrado tutto questo, l’impegno fisico del personaggio è prossimo allo zero: dopo uno scontro con Shorty – suo acerrimo nemico sin dal citato fumetto gratuito di Stradley – in realtà non succede molto, e lo scontro finale tra Predator e Buggers, che poteva assumere contorni epici, si risolve molto sbrigativamente.
Bischoff scrive abbastanza bene ma purtroppo allunga il brodo e procrastina il “succo” fino a ridursi a qualche goccia nel finale. Sarebbe stato auspicabile avere una Machiko più guerriera e meno “signora in giallo”: purtroppo ci penserà Stephani Perry a renderla di nuovo guerriera… ma la scrittrice purtroppo è molto soporifera nel suo stile narrativo!

L.

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[1995-05] Aliens vs Predator: War

Cover di Duncan Fegredodal volume TPB del 1996

Cover di Duncan Fegredo, dal volume TPB del 1996

Tra il gennaio del 1992 e il febbraio del 1993 – proprio durante il periodo d’oro in cui bazzicavo un fumettaro specializzato in fumetti americani – la Dark Horse Comics pubblicava una rivistina gratuita e in bianco e nero dal titolo “Insider”, una specie di volantino pubblicitario delle uscite mensili molto ben curato. Nel periodo specificato, il “paginone centrale” era costituito dal più prezioso dei tesori: tavole di Chris Warner che, con i testi di Randy Stradley, continuavano la storia dove finiva Aliens vs Predator (1990). Se questo non vi dà un brividino, potete anche saltare questo post…
Conservavo gelosamente ogni numero e sbavavo nell’ammirare la mia amata Machiko vestita da Predatrix, poi purtroppo la vita mi ha portato altrove e l’ho persa di vista. Molti anni dopo, è stata una profonda emozione scoprire che quella storia è stata ampliata (e colorata) ed è diventata il numero zero di Aliens vs Predator: War, apparso dal maggio del 1995.

Chris Warner e la sua Machiko

Dopo la citata introduzione disegnata da Warner – in cui Machiko vestita da Predator partecipa ad una caccia su un pianeta alieno, catturando una Regina e rischiando più volte la vita – Mike Manley prende in mano i disegni della restante saga in quattro parti.
Conosciamo così la vita di Machiko, unica umana accettata tra i cacciatori Predator ma in realtà la segregazione non conosce limiti: il fatto che la lascino vivere con loro non significa che l’abbiano completamente accettata. È sempre una aliena tra loro.
Mentre si prepara una nuova caccia, Machiko nell’astronave incontra un Predator dalla mano monca: è il protagonista di Aliens vs Predator: Duel (marzo 1995), che insieme ad un umano ha affrontato i terribili xenomorfi.

Mike Manley e gli xenomorfi a confronto

I collegamenti non finiscono qui, perché nel frattempo riesce a trovare un porto sicuro l’astronave Nemesis persa nello spazio, superstite della storia Aliens: Berserker (1995).
La Compagnia è disposta a pagare bene i tre superstiti della Nemesis a patto però che dimentichino l’accaduto e firmino un patto di segretezza su quanto hanno vissuto. La situazione si scalda perché i tre non hanno alcuna intenzione di dimenticarsi degli amici morti per mano aliena, ma il problema passa subito in secondo piano quando la base è presa d’assalto dai Predator.

Il pianeta comincia a farsi affollato

Il pianeta in questione, infatti, è stato scelto per una caccia e “infettato” con gli Aliens. Ora i Predator sono calati e iniziano ad uccidere tutto ciò che si muove, umani compresi.
Scoperto questo, Machiko non può rimanere indifferente: va bene che ha detto addio all’umanità, ma non può permettere un tale massacro di propri simili. Dirotta dunque l’astronave dei Predator per atterrare e dare aiuto agli umani… senza sapere che la Regina Aliena a bordo si è liberata durante la manovra.

Largo al Berserker!

Lo scontro finale è una splendida caciarata di “tutti contro tutti”: Aliens, Regina Aliena, Predator, Predatrix, umani, androidi… e arriva pure l’armatura Berserker! Una battaglia campale inter-razziale come non se ne è mai vista, una parata di personaggi in lotta gli uni con gli altri.

Ammucchiata finale!

Non rimane che salutare Machiko, che alla fine ha dovuto rinunciare ai Predator per tornare tra gli umani… ma sarà questa la sua casa? Non temete: la Predatrix tornerà… e la guerra sarà ancora più epocale!

L.

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