Storia dei fumetti alieni 8. Il Cavallo Nero alla carica

In attesa di scoprire che ne sarà dell’universo narrativo alieno, mi sembra il momento giusto per iniziare a raccontare – per la prima volta al mondo! (e non sto esagerando) – la storia di trent’anni di narrativa a fumetti in un universo più vasto di quanto gli autori stessi abbiano idea.

Illustrazione di Raymond Swanland da AVP: Three World War (2010)


Lucius Etruscus

Storia dei fumetti
di Alien e Predator

(parte ottava)

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[2020-09] Aliens saldaPress 40

Cover di Duncan Fegredo

Quarantesimo numero (12 settembre 2020) della collana mensile della saldaPress, con le traduzioni di Andrea Toscani.

Seconda ed ultima parte di Aliens: Stronghold (maggio 1994) del decano John Arcudi, con i disegni di Doug Mahnke: per l’occasione viene ribattezzata Aliens: Fortezza.

L.

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[2020-08] Aliens saldaPress 39

Cover di Duncan Fegredo

Trentanovesimo numero (6 agosto 2020) della collana mensile della saldaPress, con le traduzioni di Andrea Toscani.

Prima delle due parti con cui viene presentata la saga Aliens: Stronghold (maggio 1994) del decano John Arcudi, con i disegni di Doug Mahnke: per l’occasione viene ribattezzata Aliens: Fortezza.

L.

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[2019-06] Predator saldaPress 10

Cover di Raymond Swanland

Decimo numero (27 giugno 2019) della testata “Predator“, compagna di “Aliens”.

Ultima parte della saga Prede e predatori (Predator: Pray to Heavens, giugno 2009) di John Arcudi e Javier Saltares e il divertente one shot Ricetta Cajun, titolo italiano di Predator: Strange Roux (novembre 1996) di Brian McDonald e Mitch Byrd.

La copertina è una delle titaniche opere del divino Raymond Swanland.

L.

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[1991-04] Aliens: Reapers

Cover di Frank Miller

Nell’aprile del 1991 la Dark Horse festeggiava cinque coraggiosi anni di fumetto alternativo, che aveva vinto sfide ardue e che era arrivato là dove nessun indipendente era mai stato prima. Tramite la rivista mensile “Dark Horse Presents” si lascia andare ad un giusto entusiasmo e presenta il numero speciale “Fifth Anniversary“, 110 pagine di fumetti brevi (poche pagine) in cui tutti i nomi della casa riprendono un proprio personaggio in storielle inedite.

Il grande John Arcudi ne approfitta per divertirsi con gli xenomorfi ed affida al disegnatore Simon Bisley la storia muta Aliens, che poi l’anno successivo verrà colorata da Chris Chalenor per la ristampa in “Dark Horse Presents: Aliens (Platinum Edition)“, dove verrà battezzata Reapers.

Ecco i primi Reapers dell’universo alieno

Il sito AVP.fandom.wiki fa notare come questo curioso nome in seguito verrà più volte ripreso nell’universo alieno, visto che sarà il titolo di un racconto di Dan Abnett dell’antologia Aliens: Bug Hunt (2017) – dove parla proprio di “mietitori”, visto che protagonista è un pianeta agricolo la cui ecologia è stravolta – e James A. Moore userà addirittura due volte: “reaper” è il nomignolo di una pistola calibro .50 posseduta da Adams, personaggio del romanzo Alien: Sea of Sorrow (2014) e “The Reapers” è il nome del gruppo di soldati d’élite che danno la caccia ai predatori alieni nel romanzo The Predator: Hunters and Hunted (2018), buon prequel del pessimo film The Predator (2018).

Nella storiella vediamo dei cacciatori alieni – ribattezzati nel ’92 reapers, “mietitori” – che sembrano voler distruggere gli alieni e invece… sono venuti per il loro raccolto di facehugger, considerati un piatto prelibato. In fondo… le uova sempre uova sono!

Che fatica fare la spesa

La storia, nella sua ristampa a colori del 1992, viene presentata dalla saldaPress nel novembre 2018 sul numero 20 della rivista mensile “Aliens”, con il titolo Razziatori.

L.

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[2019-05] Predator saldaPress 9

Cover di Raymond Swanland

Nono numero (23 maggio 2019) della testata “Predator“, compagna di “Aliens”.

Continua la saga Prede e predatori (Predator: Pray to Heavens, 2009) di John Arcudi e Javier Saltares, così da sfoggiare in copertina una delle mitiche illustrazioni del dio Raymond Swanland.

L.

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[2019-04] Predator saldaPress 8

Cover di Raymond Swanland

Ottavo numero (24 aprile 2019) della testata “Predator“, compagna di “Aliens”.

Dopo un delizioso antipasto con L’oro del demone (Demon’s Gold, novembre 1998) di Ron Marz, un ghiotto ripescaggio dal passato del nostro Claudio Castellini, si inizia con la prima parte di Prede e predatori (Predator: Pray to Heavens, 2009) di John Arcudi e Javier Saltares, così da sfoggiare in copertina una delle mitiche illustrazioni del dio Raymond Swanland.

L.

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[2019-04] Aliens saldaPress 25

Cover di Zach Howard

Venticinquesimo numero (24 aprile 2019) della collana mensile della saldaPress, con le traduzioni di Andrea Toscani.

Dopo il prologo, inizia Aliens: più che umano (More Than Human, 2009) di John Arcudi con i disegni di Zach Howard, di cui vengono presentati i primi due episodi, ricordandoci che è una storia apocrifa: evidentemente è un’informazione indispensabile per i lettori…

L.

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[2009-06] Predator: Prey to Heavens

Cover di Raymond Swanland

Il 25 maggio 1979 esordisce negli Stati Uniti il film Alien di Ridley Scott: il 27 maggio 2009 la Dark Horse Comics festeggia i trent’anni del cult movie affidando ad una delle sue colonne portanti – John Arcudi – la creazione di una saga che lo omaggi.
Ecco dunque Aliens: More Than Human, a cui il successivo 24 giugno fa seguito l’inizio della “serie sorella” Predator (su Amazon a circa 2 euro), senza altro titolo, disegnato magnificamente da Javier Saltares e con in più le copertine del dio in terra Raymond Swanland.

In realtà l’anniversario è doppio, come viene spiegato nelle note finali del primo numero da Chris Warner (non c’è la sua firma ma la descrizione riporta a lui, all’epoca editor della casa):

Cover di Chris Warner

«Vent’anni fa, questo mese, la Dark Horse pubblicava il primo fumetto di Predator, basato sul successo cinematografico della Fox diretto da John McTiernan ed interpretato da un tizio che al momento risiede nella casa del governatorato californiano. Difficile da credere che sia passato così tanto tempo, ma forse più difficile credere all’attuale professione di Arnold Schwarzenegger. (A proposito di fantascienza!)
Tornando a quell’epoca, io ero principalmente un disegnatore e quel Predator è stato il primo lavoro di alto profilo in cui sia stato coinvolto. Seguendo il successo della serie “Aliens”, Predator fu un alto punto messo a segno dalla Dark Horse e preparò la strada ad Aliens vs Predator, che fu un vero fuoco d’artificio.»

Al momento di uscire in Volume cartonato TPB, il 28 aprile 2010, la saga prende il nome di Predator: Prey to Heaven (su Amazon a circa 10 euro).

Mentre nella citata saga aliena Arcudi ci racconta dell’equipaggio della Vidar, che raggiunge il pianeta Chione perché non ha più notizie dei membri della Honito Enterprises lì sbarcati, di cui sopravvive solo David l’androide – tre anni prima di Prometheus (2012)! – intanto con la saga di Predator ci fa rimanere sulla Terra, precisamente nell’Africa dell’est, dove tra le beghe politico-religiose umane sono appena giunti dei cacciatori a “risolvere” ogni problema a modo loro…

Caccia grossa in Africa

Thorpe e gli altri contractor sono lì per proteggere gli affari del presidente Mengistu ma si aspettavano qualche ribelle armato di fucile: non dei cacciatori spaziali! In una città che sembra totalmente disabitata – ma dove svetta un citazionistico Yutani Building! – Thorpe e i suoi dovranno sopravvivere all’assalto di Predator… armati in modo molto “umano”!

Un gruppo di cacciatori armato “all’umana”

Davvero curioso questo abbandono delle armi classiche in favore di fucili molto simili a quelli umani: sarà mica un’evoluzione degli armamenti?

Ma una volta non usavano lance e dischi volanti?

Ad un certo punto però diventa chiaro che c’è un “amico misterioso” che sta aiutando i soldati umani, che altrimenti non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivenza: un “Predator ribelle” sta seriamente colpendo il gruppo di cacciatori: perché lo sta facendo?

Un Predator ribelle per motivi ignoti

L’unico che può capire cosa passi per la testa di un Predator è Thorpe, perché anni prima mentre era di stanza in Gabon è stato fatto prigioniero insieme ai propri commilitoni proprio da un Predator: gli altri sono stati fortunati perché sono morti subito, lui invece ha subìto cose… che voi umani non potreste immaginare! Ma che “cose”? Boh, non ci viene detto. E come si è liberato? Non ci viene detto…

Ma è buono o cattivo?

Quindi ora gli umani si fanno aiutare dal Predator ribelle? No, arrivano i carri armati e si comincia a sparare, facendo esplodere mezza città senza che nessuno se ne accorga, in fondo siamo un Paese fantasma.

Fuochi d’artificio finali!

Davvero un peccato che Arcudi crei ottime “strade” che però all’ultimo albo rimangono tutte inesplorate. Abbiamo assistito ad un gruppo di Blooded Warrior a caccia di un Bad Blood rintanatosi in Africa? Non si sa, tutto viene lasciato in sospeso esattamente come Arcudi crea mille domande senza risposta in Aliens: More Than Human, con la sua “città vivente” e la nuova razza di alieni. Teoricamente il discorso doveva chiudersi con Aliens vs Predator: Three Worlds War (gennaio 2010), che è un’ottima storia ma non tira alcuno dei fili lasciati in sospeso…

Cover di Raymond Swanland

Un’ultima parola va spesa per le titaniche copertine del divino Swanland. Nelle note finali Chris Warner si chiede:

«Dove si era nascosto questo tizio finora? O più precisamente, dove sono stati gli editori a fumetti finora? Imbattersi nel suo lavoro è stato del tutto casuale. Ho visto un paio di carte di Magic: The Gathering che lui aveva disegnato ed quasi esattamente ciò che cercavo in termini di colori, composizione e tono per la copertina del primo Predator. Ho contattato Raymond e lui ha immediatamente firmato, facendo notare che era un grande fan di Predator ed era esattamente il personaggio che avrebbe voluto disegnare.
Quando Raymond presentò la copertina per questo numero (dopo aver mandato non uno, non due ma otto sketch digitali a colori), la mia mascella è caduta sul tavolo. Naturalmente questo è avvenuto prima che mandasse la copertina del secondo numero, che è senza alcun dubbio la più figa copertina di Predator che io abbia mai visto.

Chiudo con la cover gallery:

L.

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[2019-03] Aliens saldaPress 24

Cover di Zach Howard

Ventiquattresimo numero (28 marzo  2019) della collana mensile della saldaPress, con le traduzioni di Andrea Toscani.

Seconda parte conclusiva dell’inutile Aliens: condizione inumana (2013) di John Layman con i disegni del sempre pessimo Sam Kieth, poi la brevissima Aliens: questione di gusti (Taste, 1993) e il prologo di Aliens: più che umano (More Than Human, 2009) di John Arcudi.

L.

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