[2017-10] Aliens Universe 5 Fire and Stone: Omega

Cover di Dave Palumbo

La saldaPress continua la sua collana da libreria/fumetteria “Aliens Universe“, un’etichetta con cui traduce in italiano – grazie al bravo Stefano Menchetti – i cicli Fire and Stone e Life and Death dell’universo alieno della Dark Horse Comics, oltre ad altre saghe sparse ripescate dallo storico passato.

Il 19 ottobre 2017, ad una settimana di distanza da Predator: Fire and Stone, è il turno del breve episodio conclusivo Prometheus Omega. Fire and stone (disponibile su Amazon), saga del 2015 di cui vi ricordo l’esatto ordine di lettura del ciclo Fire and Stone, che corrisponde a come l’ho letto dall’autunno del 2014 in poi, recensondolo “in diretta” per il mio blog etrusco.

Ecco la trama ufficiale italiana:

Angela è il comandante della spedizione naufragata su LV-223 e ha dovuto affrontare terribili avversità, ma, nonostante questo, ha promesso di non perdere nessun altro membro del suo equipaggio. Riuscirà a mantenere il suo giuramento e a salvare i pochi superstiti e persino il traditore Galgo, il sintetico impazzito Elden e il Predator “Achab”?
“Dietro le quinte” con contributi di Patric Reynolds, Juan Ferreyra, Daniel Chabon e Scott Allie.

Ricordo la pagina dedicata alla Cronologia aliena – libera da ogni “canone” – e sebbene sia un bell’impegno per il portafogli lo stesso invito a seguire questa grande saga, e la sua continuazione: un universo che la Dark Horse ha impiegato circa quattro anni a creare e che deve averla lasciata “spompata”, visto che poi ha fatto ben poco altro…

L.

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[2017-10] Aliens Universe 4 Predator: Fire and Stone

Cover di Lucas Graciano

Bisogna aspettare fino all’ottobre del 2017 perché la saldaPress continui la sua collana da libreria/fumetteria “Aliens Universe“, un’etichetta con cui traduce in italiano – grazie al bravo Stefano Menchetti – i cicli Fire and Stone e Life and Death dell’universo alieno della Dark Horse Comics, oltre ad altre saghe sparse ripescate dallo storico passato.

Il 12 ottobre 2017 è il turno del terzo numero, Predator: Fire and Stone (disponibile su Amazon), saga del 2014 di cui vi ricordo l’esatto ordine di lettura del ciclo Fire and Stone, che corrisponde a come l’ho letto dall’autunno del 2014 in poi, recensondolo “in diretta” per il mio blog etrusco.

Ecco la trama ufficiale italiana:

A bordo dell’astronave Perses, il capo della sicurezza Galgo Helder, in fuga dal pianeta LV-223 e in rotta verso la Terra, dovrà ancora una volta fare i conti con un Predator assetato di sangue e aiutarlo a scovare una preda apparentemente impossibile da catturare: uno degli Ingegneri, la misteriosa razza aliena che nasconde le risposte relative alla nascita della vita sul nostro Pianeta.
Il terzo straordinario ciclo di storie di Fire & Stone, l’evento che coinvolge in un’unica, emozionante storia tutte le properties legate all’universo di Alien (Aliens, Prometheus, Predator, Aliens vs. Predator). Un ciclo che ha per protagonisti Alien e Predatori, due dei più devastanti personaggi dell’immaginario contemporaneo.

Ricordo la pagina dedicata alla Cronologia aliena – libera da ogni “canone” – e sebbene sia un bell’impegno per il portafogli lo stesso invito a seguire questa grande saga, e la sua continuazione: un universo che la Dark Horse ha impiegato circa quattro anni a creare e che deve averla lasciata “spompata”, visto che poi ha fatto ben poco altro…

L.

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[2017-06] Aliens Universe 3 AVP: Fire and Stone

Cover di E.M. Gist

A giugno del 2017 la saldaPress continua la sua collana da libreria/fumetteria “Aliens Universe“, un’etichetta con cui traduce in italiano – grazie al bravo Stefano Menchetti – i cicli Fire and Stone e Life and Death dell’universo alieno della Dark Horse Comics, oltre ad altre saghe sparse ripescate dallo storico passato.

Il 15 giugno 2017 è il turno del terzo numero, Alien vs Predator: Fire and Stone (disponibile su Amazon), saga del 2014 di cui vi ricordo l’esatto ordine di lettura del ciclo Fire and Stone, che corrisponde a come l’ho letto dall’autunno del 2014 in poi, recensondolo “in diretta” per il mio blog etrusco.

Ecco la trama ufficiale italiana:

Mentre l’equipaggio mercenario della nave Perses lascia dietro di sé l’orrore del pianeta LV-223, uno dei passeggeri rivela un nuovo terribile nuovo pericolo e l’equipaggio si trova ben presto coinvolto in una lotta mortale tra predatore e preda.
Il terzo straordinario ciclo di storie di Fire & Stone, l’evento che coinvolge in un’unica, emozionante storia tutte le properties legate all’universo di Alien (Aliens, Prometheus, Predator, Aliens vs. Predator). Un ciclo che ha per protagonisti Alien e Predatori, due dei più devastanti personaggi dell’immaginario contemporaneo.

Ricordo la pagina dedicata alla Cronologia aliena – libera da ogni “canone” – e sebbene sia un bell’impegno per il portafogli lo stesso invito a seguire questa grande saga, e la sua continuazione: un universo che la Dark Horse ha impiegato circa quattro anni a creare e che deve averla lasciata “spompata”, visto che poi ha fatto ben poco altro…

L.

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[2017-05] Aliens Universe 2 Aliens: Fire and Stone

Cover di David Palumbo

A maggio del 2017 la saldaPress continua la sua collana da libreria/fumetteria “Aliens Universe“, un’etichetta con cui traduce in italiano – grazie al bravo Stefano Menchetti – i cicli Fire and Stone e Life and Death dell’universo alieno della Dark Horse Comics, oltre ad altre saghe sparse ripescate dallo storico passato.

L’11 maggio 2017 è il turno del secondo numero, Aliens: Fire and Stone (disponibile su Amazon), saga del 2014 che in realtà andrebbe letta per prima ma va be’, si sa che a raccogliere storie a puntate si fa spesso casino. Per completezza storica, vi ricordo l’esatto ordine di lettura del ciclo Fire and Stone, che corrisponde a come l’ho letto dall’autunno del 2014 in poi, recensondolo “in diretta” per il mio blog etrusco.

Ecco la trama ufficiale italiana:

Nel corso di un feroce attacco xenomorfo, l’ingegnere terraformer Derrick Russell guida un disperato gruppo di sopravvissuti a bordo di una nave mineraria traballante. Russell e i suoi sperano in questo modo di riuscire a sfuggire alle creature che hanno invaso la loro colonia, ma saranno costretti ad affrontare nuovi orrori sia nello spazio e che su un nuovo e strano pianeta.

Ricordo la pagina dedicata alla Cronologia aliena – libera da ogni “canone” – e sebbene sia un bell’impegno per il portafogli lo stesso invito a seguire questa grande saga, e la sua continuazione: un universo che la Dark Horse ha impiegato circa quattro anni a creare e che deve averla lasciata “spompata”, visto che poi ha fatto ben poco altro…

L.

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[2017-04] Aliens Universe 1 Prometheus: Fire and Stone

Cover di David Palumbo

Nell’aprile del 2017 la saldaPress inizia la sua collana da libreria/fumetteria “Aliens Universe“, un’etichetta con cui inizierà a tradurre in italiano – grazie al bravo Stefano Menchetti, che ho intervistato nel 2015 – i cicli Fire and Stone e Life and Death dell’universo alieno della Dark Horse Comics, oltre ad altre saghe sparse ripescate dallo storico passato.

Il 7 aprile 2017 appare il primo numero, Prometheus: Fire and Stone (disponibile su Amazon), saga del 2014 che in realtà andrebbe letta per seconda ma va be’, si sa che a raccogliere storie a puntate si fa spesso casino. Per completezza storica, vi ricordo l’esatto ordine di lettura del ciclo Fire and Stone, che corrisponde a come l’ho letto dall’autunno del 2014 in poi, recensondolo “in diretta” per il mio blog etrusco.

Ecco la trama ufficiale italiana:

2219. Una missione di soccorso sul pianeta LV-223 nasconde un obiettivo secondario: indagare sulla scomparsa 125 anni prima dell’astronave Prometheus, giunta sul pianeta per risolvere il mistero degli Ingegneri.
In contemporanea con l’arrivo nei cinema del nuovo film “Aliens – Covenant”, il primo capitolo di Fire & Stone, l’evento che coinvolge in un’unica, emozionante storia tutte le properties legate all’universo di Alien (Aliens, Prometheus, Predator, Aliens vs. Predator).

Ricordo la pagina dedicata alla Cronologia aliena – libera da ogni “canone” – e sebbene sia un bell’impegno per il portafogli lo stesso invito a seguire questa grande saga, e la sua continuazione: un universo che la Dark Horse ha impiegato circa quattro anni a creare e che deve averla lasciata “spompata”, visto che poi ha fatto ben poco altro…

L.

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[2015-02] Prometheus: Fire and Stone OMEGA

Cover di Dave Palumbo

Cover di Dave Palumbo

Capitolo finale del ciclo  Fire and Stone: La conclusione delle storie sviluppate in quattro testate si intitola “Prometheus. Fire and Stone Omega”, scritto da Kelly Sue DeConnick e magistralmente disegnato da Agustin Alessio.

LV-223

LV-223

Data astrale: 9 aprile 2219. Sono passati quasi due mesi dalle vicende raccontate nell’ultimo episodio della saga, Predator. Fire and Stone 4. Le condizioni di LV-223 stanno mutando velocemente per colpa del black goo, l’acceleratore evoluzionistico degli Ingegneri: i superstiti umani sono costretti a nutrirsi di piante e insetti, visto che ogni altra forma animale sta scomparendo. Si mette male per il capitano Angela Foster, Galgo e il loro nuovo amico Ahab… un Predator con cui condividono il soggiorno sul pianeta.
Ben presto la comitiva si arricchisce di un vecchio amico: Elden, il sintetico della missione del capitano Foster che è stato contagiato con il black goo e ha iniziato a mutare fino ad assumere fattezze aliene. Era nello spazio e per l’occasione se ne torna su LV-223: ora sì che il gruppo è completo!

Tramonto alieno

Tramonto alieno

Foster, Galgo, il Predator ed Elden decidono di usare l’Onager – la navicella di salvataggio che tanti anni prima era fuggita da Hadley’s Hope su Acheron, come visto in Aliens: Fire and Stone – per cercare nel cuore di una montagna la Prometheus: l’astronave con cui Peter Weyland decenni prima è sbarcato sul pianeta, come visto nel film di Ridley Scott.
Il viaggio è irto di pericoli, soprattutto perché la montagna risulta essere un’entità vivente, che reagisce agli estranei che tentano di carpirne i segreti.

Appare pure una Regina Aliena

Appare pure una Regina Aliena

Purtroppo questo numero speciale, che dovrebbe tirare le somme di tutto il lungo viaggio di Fire and Stone, finisce nel momento esatto in cui inizia: non aggiunge nulla alle conclusioni nelle varie testate, semmai aumenta il rimpianto per una saga che poteva essere epocale e invece… è solo un simpatico prodotto.

Per fortuna da questa fine inizia un nuovo grande ciclo: Life and Death, che ci accompagnerà per tutto il 2016.

L.

– La saga “Fire and Stone”:

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Intervista a Joshua Williamson (2015)

Joshua Williamson da Comic Vine (2014)

Joshua Williamson
da Comic Vine (2014)

Il 9 gennaio 2015 Tony “G-Man” Guerrero del sito ComicVine lascia la parola allo sceneggiatore Chris Sebela (già intervistato per Alien vs Predator) perché intervisti Joshua Williamson in merito alla sua sceneggiatura per la parte Predator del progetto “Fire and Stone“, targato Dark Horse Comics.
Il testo originale lo trovate qui.

Chris Sebela: Una delle parti che preferisco del tuo volume è come hai legato insieme Galgo e il Predator con quel laccio laser. Se ti dovesse toccare di stare legato in quel modo ad un altro autore di “Fire and Stone”, chi sceglieresti e perché?

Joshua Williamson: Sceglierei te, fratello: ovviamente te. Così poi potremmo parlare di film horror tutto il tempo, e lentamente ti farei impazzire. Dico “lentamente” ma credo basterebbe un’ora, poi probabilmente ti strapperesti il braccio a morsi e ti libereresti: problema risolto!

Lavorando al progetto “Fire and Stone” di sei mai sentito un po’ intimidito gestendo il Predator? Sei preparato sull’argomento o hai avuto un po’ di timore a lavorare su un personaggio così importante per molti appassionati?

Cover di Lucas Graciano

Cover di Lucas Graciano

Ero terrorizzato, ogni secondo di ogni incontro che abbiamo tenuto. Non solo per il Predator ma anche perché ero in una stanza in cui le mie idee venivano analizzate da altri scrittori. Ero più che intimidito, e quando sono intimidito parlo molto… Ed ecco da dove credo che derivi il fatto che Galgo faccia lo stesso.

Sullo scrivere del Predator… in realtà non me ne sono reso conto fino al secondo numero. Il primo è stato un numero d’azione, con Galgo impegnato stupidamente a dare la caccia ad un Predator: insomma, è stato facile. Ma poi è arrivata la parte “E ora che diavolo si fa?”…

Scrivere sequenze con il Predator che va a caccia ed uccide è divertente… ma poi dovevo scrivere una storia e quello mi spaventava un po’, soprattutto perché c’era una stanza piena di gente con cui dovevo discuterne.

Forse più che una domanda è una sfida, ma il mio momento preferito nelle storie di fantascienza è quando arriva il momento delle parolacce: fammi 5 esempi di parolacce futuristiche.

Cover di Lucas Graciano

Cover di Lucas Graciano

Dovrei pensarci a fondo, comunque eccole:

  • Babadook
  • Blue Turtle shell
  • Ra-Ra
  • Sony
  • Rocky

Sta a te capire quali sono positive e quali negative.

So che sei un malato di horror come me, ma sei mai andato fuori di testa per un’overdose di scene spaventose? Hai mai scritto qualcosa per cui dopo ti batti il cinque da solo?

Una notte, dopo il più lungo degli incontri con gli scrittori, ho fatto un incubo su un Predator che mi inseguiva.

A volte quando scrivo roba horror e faccio ricerche in merito esco un po’ di testa. Ho trovato cose in libri o documentari che non puoi più scordare e cerco di ricreare quelle sensazioni quando scrivo. In fondo se non creo qualcosa che impaurisce me per primo… che scrittore sarei?

Cover di Lucas Graciano

Cover di Lucas Graciano

E sì, capita che io scriva qualcosa per cui mi batto un cinque alto!

Una delle parti che giudico migliore dello scrivere sui Predator è il poter usare il loro portentoso arsenale. Qual è la tua arma Predator preferita?

Quel disco tagliente che possono lanciare… lo smart disc, che purtroppo non ho potuto usare molto. Mi piace il fatto che si possa usare sia come lama da lancio che lama da impugnare: è stata disegnata da Stan Winston per Predator 2 e spacca in quel film!
Il mio Predator è disperso nello spazio, ma se dovessi tornare a scrivere di lui gli darei di sicuro quell’arma.

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[2014-10] Predator: Fire and Stone

Cover di Lucas Graciano

Cover di Lucas Graciano

Continua il ciclo di storie intrecciate fra varie testate della mitica Dark Horse Comics – Prometheus, Aliens, Predator ed AvG (Alien vs Predator) – chiamato “Fire and Stone”.
Oggi è il turno della quarta testata coinvolta: “Predator. Fire and Stone”.

Al Predator basta un solo gesto...

Al Predator basta un solo gesto…

Data astrale: 23 gennaio 2219. Luogo: a bordo della Perses, staccata dalla nave madre Geryon.
Riassuntino veloce. La missione del capitano Angela Foster su LV-223 (come abbiamo visto in Prometheus) finisce male e Galgo, Higgins e Piper decidono di entrare nel sonno criogenico e tornarsene a casa. Ma mentre gli ultimi due vanno a nanna, da LV-223 arriva Elden – trasformato in Ingegnere dalla melma nera aliena – e vuole Francis, suo compagno che l’ha trasformato in quel modo. Elden guida un gruppo di Aliens ma alla festicciola si presentano pure i Predator, così inizia il massacro (come abbiamo visto in Alien vs Predator. Fire and Stone).
Intanto Galgo fugge a bordo della Perses senza sapere di avere un Predator a bordo: ora sveglia dal sonno Higgins e Piper e dice solo semplicemente «We’re going huntin’», è tempo di andare a caccia.

Galgo, Higgins e Piper a caccia del Predator

Galgo, Higgins e Piper a caccia del Predator

Tutto questo primo numero della testata è una bella caccia all’antica, con tre uomini contro un Predator: indovinate chi conduce il gioco? Però non è tutto come sembra: forse il Grande Cacciatore non vuole ammazzare tutti gli umani… magari è solo interessato all’Engineer Gun, il fucile che Galgo ha trovato su LV-223 costruito con la tecnologia degli Ingegneri. Perché, e questa è la grande sorpresa, forse il Predator sta lavorando proprio per loro…

Quanti appigli ci sono in un'astronave...

Quanti appigli ci sono in un’astronave…

Una ghiotta curiosità. Durante la caccia al Predator, Galgo racconta di quando tempo addietro con Higgins hanno scortato un prigioniero alla colonia penale di Fury 161: un delizioso inside joke con il pianeta protagonista del film Alien 3!

Predator2_DNel secondo numero scopriamo dunque che il Predator ha una foto in cui è ritratto un Ingegnere: lavora per loro?

Si ritorna su LV-223

Si ritorna su LV-223

È da secoli che i Predator conoscono gli Ingegneri e cercano di farli fuori: essendo grandi patiti del big hunt, della caccia grossa, cacciare una razza superiore è una soddisfazione ghiotta. Ora, 30 gennaio 2219, il Predator che tiene in pugno Galgo si fa accompagnare su LV-223 e, nel suo modo brusco, ha fatto capire che vuol essere accompagnato dove ha visto un Ingegnere.

Predator2_B

Costretto a tornare sul pianeta, Galgo scopre che il capitano Angela Foster e pochi altri dell’equipaggio sono sopravvissuti… e plausibilmente sono parecchio incacchiati con lui, visto che se n’è partito lasciandoli indietro. Eppure scopriamo che nel 2216 Galgo fece di tutto per salvare ogni singola persona da una nave in avaria, sotto il comando di Angela stessa.

Il capitano Angela Foster si "spiega" con Galgo

Il capitano Angela Foster si “spiega” con Galgo

Dopo una breve ma burrascosa rimpatriata, dove Angela ha modo di dimostrare tutto il suo odio per Galgo, i due nuovi amici – l’umano e il Predator – si incamminano nella strana foresta di LV-223 alla ricerca di un modo per attirare l’attenzione di un Ingegnere, per lo scontro che il Predator vuole assolutamente.
Rischiare la vita insieme e condividere un falò stringerà il rapporto dei due cacciatori, in una strana, curiosa ma prevedibile amicizia aliena. Tanto che Galgo otterrà in dono l’Engineer Gun, quello strano fucile che lui stesso aveva prelevate da una delle grotte del planetoide.

Botte da orbi alieni!

Botte da orbi alieni!

Stavolta è la resa dei conti, la guerra delle razze, e c’è da scommetterci che gli umani non si tireranno indietro: magari giocheranno sporco, ma torneranno…

Angela Foster e Galgo, forse riconciliati

Angela Foster e Galgo, forse riconciliati

Il 12 febbraio 2219 la situazione è stabile: Galgo, il capitano Angela Foster e i superstiti umani si apprestano a trascorrere il resto della vita su LV-223, a meno che un giorno non sbarcherà per caso una qualche nave. Il Predator non è proprio un “animale da compagnia”, ma appartiene ad una razza onorevole e non porterà danno ai suoi nuovi amici.

Qui si chiude il ciclo Fire and Stone… ma a grande richiesta ci sarà un ultimo numero che tira le fila di tutte e quattro le testate…

Chiudo con la cover gallery:

L.

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Intervista a Chris Sebela (2015)

Christopher "Chris" Sebela

Christopher “Chris” Sebela

Il 9 gennaio 2015 Tony “G-Man” Guerrero del sito ComicVine lascia la parola allo sceneggiatore Chris Roberson (già intervistato per Aliens) perché intervisti Christopher “Chris” Sebela in merito alla sua sceneggiatura per la parte AVP (Alien vs Predator) del progetto “Fire and Stone“, targato Dark Horse Comics.
Il testo originale lo trovate qui.

Chris Roberson: So per esperienza personale quanto a volte possa sembrare strano essere chiamati a lavorare su un personaggio che hai amato da ragazzo. È sembrato strano anche a te?

Cover di E.M. Gist

Cover di E.M. Gist

Chris Sebela: Sin dal primo giorno. Quando ho sottoposto del materiale a Scott Allie per essere preso in considerazione ero allo stesso tempo eccitato e terrorizzato, e le sensazioni si sono ripetute quando ho avuto l’incarico, quando abbiamo iniziato e abbiamo ricevuto dalla 20th Century Fox la “bibbia”. Tutto si è svolto sette profondi livelli di “stranezza”, che solo ora riesco ad identificare.

Il lavoro di Ariel Olivetti questa serie è incredibile: le trasformazioni di Elden sono davvero terrificanti. Quanto sei stato specifico nelle tue note, e quanto è dovuto alla folle visione di Ariel?

Ho cercato di essere il più preciso possibile riguardo a tutte le mutazioni: non c’è niente che amo di più che l’horror corporale, quindi ci sono andato giù pesante. Non ho solo trasformato Elden, ma ho gestito un Predator e Francis, quindi era come il Natale delle mutazioni, per me. Speravo che Ariel avesse la mia stessa visione e così è stato: ha preso le mie folli idee e le ha trasformate in ottimo materiale. Quando ho visto le sue tavole è stato meraviglioso, idee strambe che mi erano venute in modo confuso ora erano così bene esposte.

Tu hai già lavorato con Kelly Sue su un paio di progetto. Com’era la “stanza degli scrittori” con tutta quella gente a lavorare su un progetto comune?

Cover di E.M. Gist

Cover di E.M. Gist

Molto caotico. C’erano cinque scrittori, un disegnatore e mezza dozzina di editor: era una situazione che metteva abbastanza ansia. Quando mi è capitato di collaborare con qualcuno, è stato di persona o per mail ma sempre con grande calma, per mantenere la concentrazione che uso per scrivere. Ora invece mi ritrovavo in una stanza piena di gente molto più espansiva di me, e dovevo sputare fuori qualsiasi idea mi venisse in mente invece che elaborarla ed analizzarla con calma nella mia testa. Ci ho messo un po’ ad abitarmi, ma ora che è finita un po’ mi manca.

Hai scritto dei “veri” dialoghi per i Predator o ti sei limitato ad indicare quanti strani caratteri alieni andavano nelle loro vignette?

Ho scritto molti dialoghi per i Predator. Ogni frase che appare nel volume l’ho scritta originariamente per la storia. Anche quando sapevo che Nate Piekos avrebbe messo tutto come sottotitolo delle frasi scritte con la sua Predator Font: diciamo che era un procedimento che mi serviva per entrare nella mente dei Predator. Voglio dire, loro sanno parlare, chiaramente dicono qualcosa quando emettono quei suoni strani, così ho semplicemente risposto alla domanda che mi sono sempre posta guardando i loro film.
Spoiler: non sono dei fini conversatori…

Okay, chi vincerebbe in uno scontro: gli Alien o i Predator? Puoi sceglierne solo uno, pistola alla tempia.

Cover di E.M. Gist

Cover di E.M. Gist

Aliens, senza dubbio. Mi ci è voluto un po’ per arrivarci, ma credo che l’idea di Aliens vs Predator sia la stessa di Orsi contro umani. Certo, gli umani hanno qualche bell’arma per far fuori parecchi orsi, ma se finisci le munizioni, se si inceppano, che succede? L’orso è già munito di varie armi sin dalla nascita e non si preoccupa di perderle.
Io poi non so davvero come si faccia un bebè Predator, ma immagino che sia come per gli umani, mentre gli Aliens nascono già macchine da guerra, così in uno scontro fra specie gli Aliens vincerebbero sempre. E io lo so: ho scritto un Alien vs Predator!

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[2014-10] Alien vs Predator: Fire and Stone

Cover di E.M. Gist

Cover di E.M. Gist

Continua il ciclo di storie intrecciate fra varie testate della mitica Dark Horse Comics chiamato “Fire and Stone”.
Oggi è un nuovo e luminoso giorno per i Predator: così tanta selvaggina, così poco tempo… Così si apre “Alien vs Predator. Fire and Stone”.

Il volume TPB arriva in Italia nel giugno 2017 grazie a saldaPress.

Non è facile usare i computer con le unghie lunghe...

Non è facile usare i computer con le unghie lunghe…

Data astrale: 22 gennaio 2219, pochi giorni dopo che il capitano Angela Foster è atterrato su LV-223, come abbiamo visto nella saga Prometheus. Fire and Stone: questa storia si svolge esattamente alla fine di quella vicenda.

Ecco che succede ad assumere la strana melma aliena di LV-223

Ecco che succede ad assumere la strana melma aliena di LV-223: si diventa Ingegneri!

La missione del capitano Foster è andata male, ce lo testimoniano i superstiti nello spazio intorno a LV-223 a bordo della Geryon. Galgo (ora ben riconoscibile dalla cicatrice sull’occhio sinistro) decide di tornare tutti nel sonno criogenico e filarsela dalla zona, portando con sé lo strano manufatto alieno – un fucilone da Ingegneri – che probabilmente gli farà guadagnare bei soldi sulla Terra.
Ma mentre gli altri vanno a dormire, Galgo di nascosto libera Francis dalla stanza in cui l’aveva rinchiuso…

Francis è uno dei due uomini del capitano Foster che, rimasti indietro dalla fuga, hanno scoperto la grotta in cui Derrick Russell (protagonista di Aliens. Fire and Stone) ottant’anni prima ha lasciato gli appunti che spiegano i misteri della razza aliena di LV-223. La domanda è: che fine ha fatto l’“esperimento” condotto da Francis nella grotta ai danni dell’amico Elden?
La risposta non tarda ad arrivare: dalla navicella Helios, che controlla tutte le altre, Elden mutato in Ingegnere vuole che Galgo gli porti Francis… perché ci sono amici che vogliono parlare con lui…

Elden (trasformato dal Prometheus goo), Francis e Galgo

Elden (trasformato in Ingegnere), Francis e Galgo

State seguendo finora? Dopo una prima parte di spiegazioni, questo primo numero di AvP. Fire and Stone scatta in una stupenda sequenza di azioni mortali in cui a bordo della Geryon si ritrovano Galgo e Francis (umani) presi tra più fuochi: c’è Elden (mutato dalla gelatina aliena di Prometheus) che li attacca al comando dei suoi Aliens mentre all’insaputa di tutti sono sbarcati i Predator in cerca di facili trofei. L’unica sorpresa durante il massacro che ne deriva è che Galgo prova il fucile alieno… e funziona dannatamente bene contro i Predator!

L'Alien Rifle funziona eccome!

L’Engineer Gun funziona eccome!

Galgo fugge a bordo della piccola Perses, ma sulla Geryon rimane la domanda: quale razza aliena vincerà? E quale metterà le mani su Francis?

I Predator non sono bravi a conversare...

I Predator non sono bravi a conversare…

Elden trasformato in Ingegnere

Elden trasformato in Ingegnere

Sulla nave Geryon è rimasto il povero Francis come ultimo esponente degli umani, visto che Galgo se l’è filata per andare a vivere nuove avventure (che vedremo più avanti).

La compagnia non gli manca, visto che la nave è piena di Aliens e di Predator che si ammazzano allegramente, ma il vero signore della festa è lui: Elden, ex soldato del capitano Foster che durante il suo soggiorno su LV-223 ha assunto la sostanza ri-generante degli Ingegneri… trasformandosi in qualcosa di nuovo.
Un umanoide mutaforma con poteri rigeneranti che dovrebbe incarnare gli Ingegneri originali, che dovrebbe cioè rappresentare la forma di vita che ha creato l’intera vita nell’universo… noi compresi.
Lui stesso però non ha ancora ben capito  cosa sia diventato né cosa diverrà, ma di sicuro prova uno stimolo assolutamente umano: vuole conoscere il suo creatore… cioè il povero Francis che sta scappando da un angolo all’altro della Geryon nel tentativo di sfuggire alla secchiata di alieni che vuole la sua testa.

Nasce il Predator Ingegnere

Nasce il Predator Ingegnere

Continua lo scontro fra Predator ed Elden-Ingegnere, e gli Aliens sono in realtà solo una comparsata che rimane a fare da tappezzeria. Un morso di Elden e uno dei Predator comincia a mutare, ad evolversi in qualcos’altro: un mostrone predatorone che sarà protagonista del terzo numero della saga.

Elden non lega coi Predator...

Elden non lega coi Predator…

A bordo della nave è “tutti contro tutti” e il massacro non accenna a smettere.

«Non ho bisogno della tua arma: sono già pericoloso di mio.»

L’unico umano vivo a bordo, Francis, sta morendo di cancro e quindi non ha nulla da perdere… Cosa gli rimane se non testare il black goo, l’accelerante messo a punto dagli Ingegneri che “perfeziona” gli organismi?
Si avvicina lo showdown mentre l’astronave si riempie di mostri “contaminati” con il black goo: lo scontro finale si avvicina…

Arriva la fine...

Arriva la fine…

La situazione insomma è davvero confusionaria e dispiace sottolineare che la fine di questa saga è come quella di Aliens: un po’ deludente, viste le ottime premesse con cui è partita. Troppa carne al fuoco genera solo confusione e non si ha il tempo di apprezzare a pieno le intriganti invenzioni narrative: meno personaggi o una saga più lunga avrebbero reso di sicuro un miglior servizio alla storia.
La chiusura lascia l’amaro in bocca: due parole in più sarebbero state molto apprezzate…

Chiudo con la cover gallery:

L.

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