[1998-02] Aliens: Tourist Season

Cover di Jason Pearson

Sbuca fuori un’altra storiellina aliena che mi ero perso per strada, presentata nel febbraio 1998 all’interno del volume “Dark Horse Presents: Annual 1997“, scritta da Beau Smith e disegnata da Gray Morrow.

Nel costruire parchi a tema stile Westworld su vari pianeti, la Remmington Corporation ha fatto un casino su Red Rock: gli scavi per la costruzione di un mondo a tema ha risvegliato delle creature dormienti, degli xenomorfi che ora iniziano la loro opera di distruzione.
I turisti giunti sul pianeta per una vacanza in stile Vecchio West ora si ritrovano in una situazione “alla Michael Crichton”, ma con gli alieni al posto dei robot impazziti.

La ballata degli alieni nel vecchio West

I nostri xenomorfi preferiti scopriranno che una cosa è affrontare i fiacchi lavoratori dello spazio, un’altra è vedersela con turisti paganti vestiti da cowboy e fomentati dal mito del Far West: i poveri alieni non hanno scampo!

Nessuno esce vivo dal Far West

Storia veloce e paraddosale, perciò alla fin fine divertente: peccato non ci siano più commistioni tra alieni e western.

L.

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[1999-02] Aliens: Once in a Lifetime

Cover di Rick Leonardi

Continuo a trovare storielle brevi aliene che mi sono perso per strada durante gli anni. In questo caso si tratta di Aliens: Once in a Lifetime, scritta da Mark Schultz e Philip D. Amara, con i disegni di Rick Leonardi.
Apre il numero 140 (febbraio 1999) del mensile “Dark Horse Presents“.

La casa utilizza questa storiella per promuovere l’inizio della più importante Aliens: Apocalypse (1999), sempre di Schultz, quindi qui ci viene introdotto il dottor Tellurian (con tanto di civetta!) della compagnia Geholgold che affida alla giovane ricercatrice Natasha Pho il compito di raggiungere la dottoressa Kira Nix su Tirgu-Mires, un piccolo pianeta disabitato su cui sta portando avanti diversi esperimenti sui Linguafoeda acheronsis.

Tirgu-Mires un panorama molto simile alla celebri Vasquez Rocks

La voglia di usare questo nome latino, sia qui che in Apocalypse, spinge Schultz a piegare un po’ la cronologia aliena: LV-426 è stato ribattezzato Acheron solo nel 2157, quando cioè è stata impiantata la colonia di Hadley’s Hope (protagonista degli eventi del film Aliens), mentre Tellurian usa il latinismo acheronsis nel 2142, visto che gli eventi si svolgono dichiaratamente a vent’anni di distanza dall’incidente della Nostromo.
La data del 2157 come fondazione di Hadley’s Hope in realtà se l’è inventata come sempre S.D. Perry in quello scrigno di fantasie che è Alien: The Weyland-Yutani Report (2014), ma in Aliens (1986), che si svolge nel 2179, viene esplicitamente detto che la colonia umana si trova lì da più di vent’anni, quindi come tempistica è più che sicuro che al momento in cui Tellurian inizia i suoi esperimenti con gli alieni non esista alcun nome Acheron, quindi chiamarli acheronsis è stata una forzatura dell’autore.

Su Tirgu-Mires la dottoressa Pho scoprirà che gli xenomorfi sono regrediti ad una forma evolutiva molto più innocua e pacifica, adattandosi all’ambiente diverso: che il loro metabolismo sia adattivo e quindi quelli incontrati dagli umani siano solo delle derive estremamente violente? Siamo ad un passo da nuove grandi scoperte e idee, purtroppo tutte infrante da Apcalypse, molto al di sotto delle aspettative.
Sembra che la Dark Horse volesse iniziare un nuovo corso per gli alieni ma forse la risposta del pubblico non ha permesso di continuare su quella linea.

Una delle rarissime apparizioni del pulse rifle

Una storiella buona e un ottimo aperitivo alla più corposa saga, che però sarà più ambiziosa nelle intenzioni che nell’esecuzione. (Anche se PrometheusCovenant hanno curiose similitudini da elementi di quella storia.)

L.

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[1999-09] Aliens vs Predator: The Web

Cover di David Michael Beck

Storia in due parti apparsa sui nn. 146 e 147 (settembre e ottobre 1999) del mensile a fumetti “Dark Horse Presents“: una vecchia conoscenza dell’universo alieno come Ian Edginton si affianca ai disegni in bianco e nero di Derek Thompson e Brian O’Connell per raccontarci Aliens vs Predator: The Web.

Quando l’equipaggio della Herakles (Icart, Jude, Penzer, Cord e il capitano Rebeck) si sveglia dal criosonno ha una brutta sorpresa: il computer di bordo ha avuto un’avaria e da chissà quanto stanno vagando nello spazio senza meta, lontani da ogni rotta commerciale. Appena intercettano un segnale di soccorso si fiondano sul pianeta da cui arriva, scoprendo una gigantesca nave naufragata: com’è facile immaginare, è infestata di xenomorfi.

Ecco cosa succede a rispondere ai messaggi di soccorso

Riparatisi all’interno, i sopravvissuti scoprono che una barriera di feromoni tiene le creature all’esterno: quello non è un relitto, è la casa del miliardario Robert Sheldon, che si è costruito un corpo in grado di dargli una lunga vita.

Il miliardario Robert Sheldon, non proprio conservato bene

Sheldon racconta di essere uno dei pochi superstiti della colonia umana di Ryushi – il pianeta protagonista di Aliens vs Predator (1990) – e da allora ha investito ogni risorsa ed energia nel vendicarsi, sradicando la minaccia aliena ovunque essa apparisse. Mentre parla arrivano i Predator per la loro caccia, pronti ad affrontare un destino che ignorano.

Va’ che belle lance di guerra, vantano questi Predator

Malgrado i tentativi dei protagonisti di fuggire, il pianeta seguirà il piano di Sheldon: un’esplosione atomica che spazzerà via ogni forma di vita, che poi rinascerà e lancerà un nuovo messaggio di soccorso, per attirare nella rete nuovi cacciatori da trasformare in preda.

Una storia veloce ma succosa, piena di elementi dell’universo alieno e tante ottime trovate, oltre che rimandi a precedenti saghe. Ad avercene di più!

L.

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[1991-04] Aliens: Reapers

Cover di Frank Miller

Nell’aprile del 1991 la Dark Horse festeggiava cinque coraggiosi anni di fumetto alternativo, che aveva vinto sfide ardue e che era arrivato là dove nessun indipendente era mai stato prima. Tramite la rivista mensile “Dark Horse Presents” si lascia andare ad un giusto entusiasmo e presenta il numero speciale “Fifth Anniversary“, 110 pagine di fumetti brevi (poche pagine) in cui tutti i nomi della casa riprendono un proprio personaggio in storielle inedite.

Il grande John Arcudi ne approfitta per divertirsi con gli xenomorfi ed affida al disegnatore Simon Bisley la storia muta Aliens, che poi l’anno successivo verrà colorata da Chris Chalenor per la ristampa in “Dark Horse Presents: Aliens (Platinum Edition)“, dove verrà battezzata Reapers.

Ecco i primi Reapers dell’universo alieno

Il sito AVP.fandom.wiki fa notare come questo curioso nome in seguito verrà più volte ripreso nell’universo alieno, visto che sarà il titolo di un racconto di Dan Abnett dell’antologia Aliens: Bug Hunt (2017) – dove parla proprio di “mietitori”, visto che protagonista è un pianeta agricolo la cui ecologia è stravolta – e James A. Moore userà addirittura due volte: “reaper” è il nomignolo di una pistola calibro .50 posseduta da Adams, personaggio del romanzo Alien: Sea of Sorrow (2014) e “The Reapers” è il nome del gruppo di soldati d’élite che danno la caccia ai predatori alieni nel romanzo The Predator: Hunters and Hunted (2018), buon prequel del pessimo film The Predator (2018).

Nella storiella vediamo dei cacciatori alieni – ribattezzati nel ’92 reapers, “mietitori” – che sembrano voler distruggere gli alieni e invece… sono venuti per il loro raccolto di facehugger, considerati un piatto prelibato. In fondo… le uova sempre uova sono!

Che fatica fare la spesa

La storia, nella sua ristampa a colori del 1992, viene presentata dalla saldaPress nel novembre 2018 sul numero 20 della rivista mensile “Aliens”, con il titolo Razziatori.

L.

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[1990-07] Advent / Terminus

Cover di Paul Guinan

Sui numeri 42  e 43 (luglio ed agosto 1990) del mensile a fumetti “Dark Horse  Presents” appaiono due parti di una sola storia, scritta e disegnata da Paul Guinan: Advent e Terminus.

Cover di Simon Bisley

Un gruppo di archeologi-avventurieri del futuro – Frick, la sua segretaria sintetica Belle e il suo braccio armato Emil Zorn, umano al 15% e l’unico noto ad essere sopravvissuto ad un chestburster – penetra in una tomba aliena… trovata in una piramide che custodisce una camera sacrificale… Come dite? Vi sembra Alien vs Predator? Be’, probabilmente sia questa saga che il film di Anderson si rifanno alla famosa piramide della prima stesura di O’Bannon, cancellata poi nel 1979 dal film al cinema.
Comunque quando le uova si schiudono, per gli archeologi finisce male…

La storia in due parti esce in Italia nel novembre 2018 sul numero 20 del mensile “Aliens” (saldaPress) con i titoli, rispettivamente, ArrivoCapolinea, e con la consueta traduzione di Andrea Toscani.

L.

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[2012-05] Aliens: Inhuman Condition

Cover di Sam Kieth

Misteriosa l’origine di questo fumetto. Le informazioni che potete trovare ovunque recitano che Aliens: Inhuman Condition è una storia apparsa a puntate sul mensile a fumetti “Dark Horse Presents” dal numero 12 (maggio 2012) al numero 17 (ottobre 2012): il problema è che nei citati numeri non esiste traccia di tutto questo!
Molto più probabile sia stata una qualche pubblicazione a parte, magari in allegato al solo numero 12, che ha la variant cover mostrata qui in alto.

Di sicuro il 24 aprile 2013 esce la raccolta in TPB.

Un “mistero misterioso” per una inutile storiellina infinitesimale, scritta da John Layman – autore del decisamente migliore Predator vs Judge Dredd vs Aliens (luglio 2016) e della saga di Chew, adorata da Cassidy e Il Moro! – e disegnata sempre in modo orripilante e indegno da Sam Kieth, che aveva già sporcato l’universo alieno con Aliens: Earth War (giugno 1990).

Tutti a scuola da Jean

Jean DuPaul vive in un non meglio specificato posto e insegna in una scuola per sintetici. E già qui vien da prendere a schiaffi l’autore, ma tranquilli: è una trovata che dura meno di una pagina.
La Weyland-Yutani mette alla prova questi nuovi sintetici facendoli scontrare con gli alieni, che ovviamente poi evadono dalle gabbie e ammazzano tutti.

Quanti brutti disegni in una sola tavola…

C’è pure un orsacchiotto-sintetico-senziente, ma per fortuna dopo una quarantina di pagine la storia toglie il disturbo.

Gli anni Duemila sono stati crudeli con l’universo alieno, prima dell’avvento di Fire and Stone (2014) a risollevare le sorti di un franchise che era in pratica defunto.

Chiudo con la cover gallery:

L.

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[1997-05] Aliens: Border Lines

Cover di Arnold Pander

Brevissima storia apparsa sul compianto mensile “Dark Horse Presents” n. 121 (maggio 1997), Aliens: Border Lines di Darko Macan è un bianco e nero disegnato da Tommy Lee Edwards.

Siamo sul pianeta O’Bannon – tanto per andarci piano con il citazionismo – e Garcia con altri Colonial Marines fanno la ronda sul confine per difenderlo dagli alieni. In entrambi i sensi dell’espressione.

I soldati devono fermare l’avanzata inarrestabile di un oceano di profughi, quindi stavolta agli “alieni” xenomorfi si uniscono gli “alieni” immigrati, e credo che la storiellina sia una “moralità” per dimostrare quanto sia assurdo difendere un confine che separa due popoli. Finirà per forza male.

Non una storia memorabile, ma almeno in questo periodo la casa “gioca” con il marchio e tenta varie strade.

L.

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[1997-01] Aliens: Headhunters

Cover di Duncan Fegredo

Brevissima storia apparsa sul compianto mensile “Dark Horse Presents” n. 117 (gennaio 1997), Aliens: Headhunters di Mike W. Barr è un essenziale bianco e nero disegnato da Gene Colan.

James e Carla sono una coppia di cacciatori di teste… nel vero senso della parola. Teste di xenomorfo, ovviamente. Parlano di taglia (bounty) quindi potremmo ipotizzare ci sia qualcuno che paghi per delle teste aliene, ma la cosa non è spiegata.
Entrano in un nido, sparano e rischiano la vita. Fine della storia.

Oh, se non vi andava di scrivere qualcosa, nessuno vi obbligava, eh?

L.

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[1991-11] The Alien

Una volta finita la Trilogia di Mark Verheiden, la Dark Horse Comics dà prova di quella integrità e vera continuity che è tutta roba ignota al cinema. Così sul numero 56 (novembre 1991) del mensile “Dark Horse Presents” lascia la parola al maestro John Arcudi, con i disegni di Tony Akins.

Dopo la “riconquista” della Terra da parte di Ripley – vista in Earth War (giugno 1990) – il Presidente degli Stati Uniti si appresta ad incontrare un alleato ingombrante degli umani nella guerra contro gli xenomorfi: il Pilota. (Va notato che la Dark Horse non usa l’espressione Space Jokey: essendo io cresciuto con i suoi fumetti, l’ho conosciuta solo in tempi recentissimi.)

I rapporti saranno parecchio tesi e la cosa finirà maluccio, ma in fondo per riprendere possesso della Terra… questo ed altro!
Il confronto tra il Pilota e il sintetico mi ricorda molto da vicino quello fra l’Ingegnere e David in Prometheus (2012): sarà voluto?

L.

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[1988-11] Theory of Alien Propagation

Cover di Mark A. Nelson

Quattro mesi dopo l’inizio della prima saga aliena della Dark Horse Comics, Aliens: Book I (1988-07), gli stessi autori – Mark Verheiden ai testi e Mark A. Nelson ai disegni – raccontano le basi della biologia aliena presentandola sul numero 24 (novembre 1988) del mensile “Dark Horse Presents”: primo di una lunga serie di appuntamenti della testata dedicati ad anticipazioni e a brevi storie inedite.

Estratti dal documento confidenziale “Teoria della propagazione aliena” del dottor Waidslaw Orona, consigliere civile del corpo dei Colonial Marines.

Così ci viene presentata la storia, affidandone cioè la paternità al personaggio di Orona di Aliens: Book I. In poche pagine ci viene raccontato il ciclo vitale alieno e in pratica ci vengono riassunti per immagini i primi due film della saga, così che i nuovi lettori siano aggiornati su come “funzionano” gli xenomorfi e in pratica quali siano le regole base dell’universo alieno.

La storia verrà “fusa” nell’edizione italiana del 1991 della saga di Verheiden, inserendola dopo il primo numero.

In originale rimarrà sempre una storia a parte, venduta separatamente anche in digitale, e solamente nel 2016 verrà seguito l’esempio italiano ed inserita come secondo capitolo di Outbreak in occasione della ristampa del 35° anniversario: vi rimane anche nella ristampa a colori The Essential Comics (ottobre 2018).

L.

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