Citazioni aliene [2010-02] JLA: Crisis on Two Earths

State lontani da Batman, maledetti!

Un nuovo “amico alieno”, SigourneyRules Kinema, mi segnala una deliziosa citazione aliena dal film animato Justice League: Crisis on Two Earths (2010) di Sam Liu e Lauren Montgomery, targato ovviamente Warner Bros.

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[2001-02] JLA vs Predator

Cover di Graham Nolan

È stato un gran dispiacere scoprire che c’è ancora un orripilante scontro fra gli alieni della Dark Horse Comics e i pigiamini della DC Comics che mi mancava…
Nel febbraio 2001 appare Justice League of America vs Predator.
Ai testi troviamo una vecchia gloria come John Ostrander mentre ai disegni c’è Graham Nolan, penna nota della DC Comics.

Nel marzo del 2017 la storia viene raccolta nel secondo volume dedicato alle antologie di supereroi DC contro i mostri DHC, su Amazon a circa 14 euro.

C’è un grosso guaio sulla Luna e le solite supertutine DC raggiungono il quartier generale della Justice League, solo per scoprire la testa di Manhunter infilzata su un palo. Superman non ha dubbi: sono stati i Predator.

Superman ci spiega cosa siano i Predator

Riattaccata la testa sul corpo di Manhunter mentre Lanterna Verde vomita in un fiore creato dal proprio anello (o mio Dio…), gli altri eroi fanno e dicono le loro solite stupidate, finché arriva un Predator che a Venezia cattura Wonder Woman con una frusta elettrificata.

I Predator non sono proprio gentiluomini

Intanto il cattivo gusto prende il controllo e scopriamo che l’astronave Predator… ha le treccine!

L’astronave con le treccine? O mio Dio…

Un gruppo di Predator dalle armature variopinte sta attaccando i superpigiamini: come mai? Cosa li spinge? Ci sono degli spingitori di Predator?

Un gruppo variopinto di cacciatori

Intanto lo scontro è su più fronti mentre gli eroi sembrano non essere in grado di fare nulla se non dire cose inutili, come sempre.

Mantello contro Mantello

Alla fine l’azione congiunta del gruppo di supereroi avrà la meglio, regalandoci un’altra storia imbarazzante con i Predator di cui vergognarci.

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L.

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[2000-05] Superman vs Predator

Cover di Alex Maleev

Non pago dei suoi scontri con i personaggi della Dark Horse – contro Aliens, due volte, contro Terminator e contro Tarzan – il Superman della DC Comics non poteva certo evitare il confronto con il cacciatore spaziale: a maggio del 2000 tocca a Superman vs Predator, fumetto di una certa rarità collezionistica e che in cartaceo è venduto a cifre da capogiro.

Nel novembre del 2016 la storia viene raccolta nel primo volume dedicato alle antologie di supereroi DC contro i mostri DHC, su Amazon a circa 14 euro.

Ai testi c’è David Micheline, co-creatore per la Marvel dei personaggi di Venom, Carnage e War Machine, mentre i disegni sono affidati ad Alex Maleev, che veniva fresco fresco da Aliens vs Predator: Eternal (1998).

Siamo in un posto che i locali chiamano La jungla de las sombras, la giungla delle ombre, e il dottor Casey Trabor, xenobiologo, sta conducendo una spedizione insieme alla bollente e discintamente vestita dottoressa Marla Rollins. Sovvenzionati dalla S.T.A.R. Labs, i due stanno seguendo certe voci che vorrebbero la presenza di “qualcosa” in quella giungla, e la trovano abbastanza presto: una bella navicella Predator atterrata lì chissà da quanto.

Chi cerca nella giungla, qualcosa trova

Ogni volta che inizia il divertimento, arriva Superman a rovinare tutto. Perché si impicci della questione rimane ignoto, ma di punto in bianco cerca di sfondare il portello dell’astronave a mani nude: un po’ d’educazione, no? Senza saperlo aziona un allarme che informa altri Predator: ora possono scendere per un’altra stagione di caccia.

È tempo di svegliarsi per una nuova caccia

Intanto il nostro Supertoccone non ha mai visto un film di fantascienza in vita sua quindi non sa che a toccare le cose strane a mani nude si possono correre pericoli: si becca un qualche tipo di virus e i suoi poteri cominciano a scemare velocemente. Cioè il solito trucco per diminuire un po’ i suoi poteri altrimenti la storia non ha senso.
E già che ci siamo facciamo arrivare pure Lois Lane a fare uno scoop giornalistico, visto che l’inutile donna passa la sua inutile vita ad essere minacciata da ogni essere dell’universo.

Intanto la zona pullula di gente, dai ribelli ad altri studiosi: è più affollata di una piazza di paese d’estate.
Così alcuni hanno trovato il set del film Alien vs Predator di Paul Anderson con quattro anni d’anticipo!

Cambia il clima, ma la location è la stessa…

Solomon Ward dell’organizzazione “Better Tomorrow” si occupa di consentire all’umanità di sviluppare il suo potenziale e un sacco di altre stupidate: quando ha cominciato a parlare di sparare isotopi non so dove, il mio interesse per il personaggio si è drasticamente interrotto.
Dopo uno sconfinato oceano di vuote chiacchiere inutili, tipiche di ogni prodotto DC, bisogna arrivare a metà della saga per vedere la prima mazzata fra i due titolari…

Oh, ce ne avete messo di tempo!

Malgrado tutti i pronostici, non ci crederete ma… Lois Lane viene minacciata dal cattivo! Oh, non me lo sarei mai aspettato…
Mentre decine di pagine volano via in bla bla bla da orticaria, fa piacere trovare il disco come arma del Predator, in un periodo in cui faceva furore nel videogioco Sierra.

Le care vecchie armi del Predator

Lanciare dischi con stile…

E addirittura il terzo numero si apre con una panoramica sull’arsenale che il nostro cacciatore preferito si è portato dietro. Sbaglio o c’è anche un qualcosa di simile al Batarang?

Poche armi, ma buone

Ma insomma, questo “versus” quando arriva? Semplicemente non arriva: impegnato a chiacchierare in giro e a dire cose superstupide, Superman fa giusto in tempo a prendersi un altro ceffone dal Predator prima che la storia si chiuda con una grande pernacchia.

Guarda che ti picchio, eh?

Se questa ridicola storia non è mai stata ristampata, ci sarà un motivo, no?

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L.

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[2016-08] Superman (DH/DC)

Cover di Kevin Nowlan e Jon Bogdanove

Il 3 agosto 2016 la Dark Horse Comics e la DC Comics, all’insegna di un progetto di ristampa in volume cartonato delle avventure che vedono protagonisti i loro eroi “incrociati”, presentano le più di 400 pagine di questo Superman, contenente quattro saghe tra cui i due “versus” con gli alieni:

[1995-07] Superman vs Aliens
di Dan Jurgens e Kevin Nowlan
Deludente primo scontro tra il supereroe per eccellenza e l’universo alieno.
Dall’esplosione di Kripton si era salvata Argo City, che ora vaga nello spazio, ma viene infestata dagli alieni e ora rimane viva solo Kara. Superman cerca di aiutarla ma viene reso cieco e imbozzolato da un facehugger: anche per l’uomo d’acciaio sarà dura sopravvivere agli xenomorfi.


[2000-05] Superman vs Aliens II: Godwar
di Chuck Dixon e John Bagdanove
Il ridicolo Darkseid trova un’astronave piena di uova aliene, e la usa per un piano cattivo cattivo. Superman e i suoi ridicoli amici dicono un sacco di cose stupide e prendono un sacco di botte cercando di fermare il cattivone.
Un altro grande “versus” da buttare nel cesso.

Il volume contiene anche The Superman / Madman Hullabaloo e Superman / Tarzan: Sons of the Jungle, che non meritano altre parole.

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L.

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[1992-11] Predator vs Flash!

cover di Ray Largo e Jordan Raskin

Era il novembre del 1992 quando in un fumettaro di Roma comprai questo numero 67 del mensile “DHP (Dark Horse Presents)” e mi chiesi: perché questa copertina strana?
Ci ho messo 27 anni per cogliere la citazione, ma alla fine mi ci sono imbattuto per puro caso: i disegnatori Ray Largo e Jordan Raskin stavano parodiando la copertina di Carmine Infantino per il numero 123 (settembre 1961) della testata “Flash” (DC Comics).

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[2008] Batman vs Predator (Planeta DeAgostini)

Cover di Paul Gulacy

In un non meglio specificato 2008 la spagnola Planeta DeAgostini raccoglie in un volumone cartonato i tre scontri fra l’uomo pipistrello e il cacciatore spaziale, il tutto portato in Italia con la traduzione “ufficiale” di Andrea Voglino e Dario Mattaliano ma in realtà riprendendo le precedenti traduzioni già apparse senza accreditarle, e traducendo ex novo solo il terzo episodio.

Ecco le storie contenute nel volume:

[1991-12] Batman vs Predator  La stagione di caccia del 1991 si apre a Gotham City, dove un Predator violento e immorale atterra e comincia ad ammazzare tutto ciò che respira. Batman fallisce nel primo tentativo di fermarlo così deve costruirsi un’armatura rinforzata: lo scontro finale sarà durissimo e non del tutto vincente…
Botte e sganassoni non mancano ed Andy Kubert li disegna coi controfiocchi. Dire che Batman vince è un parolone, visto che alla fine affronta il Predator con un bastone di legno… Ma sei scemo?

[1994-12] Batman vs Predator II: Bloodmatch  Un altro Predator arriva a Gotham con l’intenzione di vendicare quello finito male la scorsa volta: Batman è pronto ad attenderlo e a sfinirlo di infinite chiacchiere! Per l’occasione lo aiuta Huntress: si sa, fra cacciatori ci si intende…
Nessun Predator sarebbe così crudele da torturare un lettore con assurde chiacchiere, come fa la DC, quindi archivio immediatamente questa saga insieme agli altri “scontri” con personaggi di quella casa: facciamo finta che non siano mai esistiti…

[1997-11] Batman vs Predator III: Blod Ties Inutile e fastidioso terzo scontro fra il pipistrello e il cacciatore, giustamente schifato da entrambe le case: sia la DC che la Dark Horse ne ignorano l’esistenza, nei rispettivi siti…
Due Predator arrivano a Gotham City per la consueta stagione di caccia ed affrontarli stavolta c’è Batman ma anche Robin, tanto per rendere la cosa ancora più imbarazzante..
In mezzo a tante chiacchiere alla fine Batman tira fuori dall’armadio la sua armatura metallica, quella inaugurata nel 1991 per il primo scontro, e si fa un po’ a botte. Robin fa un paio di battutine e fa venir voglia di strappare le pagine in cui appare…


Ecco l’incipit dell’introduzione di Dennis O’Neal dell’agosto 1992, ritradotta per l’occasione:

Adoro decisamente far bella figura senza dover faticare molto. Per cui, la serie Batman versus Predatore stata per me un progetto meraviglioso. È stato un successo sia di critica che di vendite e, poiché ero indicato come editor associato, tutti diedero per scontato che io l’avessi davvero supervisionato. Non è del tutto falso, ma neanche esattamente vero. Quel che ho fatto è stato parlare occasionalmente al telefono con il vero supervisore, Diana Schutz, dare un’occhiata a testi e disegni mentre lei li faxava ai nostri uffici e, può darsi – può darsi – mettere un segno rosso su di essi ogni tanto. Quando mi ritrovo a lavorare con gente che di nome fa Gibbons, Kubert e Schutz, so già che il lavoro verrà bene.

Ecco l’incipit dell’introduzione di Diana Schutz dell’agosto 1992:

Dave Gibbons era solito chiamarle «le nostre cose su Batman versus Predator» – quelle telefonate settimanali in cui lui e io dovevamo dare una ripulita alle ultime pagine prodotte dai Kubert, individuando gli errori di lettering o altri potenziali problemi, nel tentativo di eliminarli prima di andare in stampa. A causa della differenza di fuso orario tra l’Oregon e l’Inghilterra, quelle telefonate sembravano sempre avvenire durante l’happy hour inglese – con Dave comodamente piazzato vicino al suo bat-telefono, con una birra in mano – o si trattava del personale happy hour di Dave?! So di certo che era il mio di happy hour.

Ecco l’incipit della Prefazione di Dave Gibbons dell’agosto 1992:

Il conflitto è l’essenza di una sequenza drammatica. Qualcuno ha da ridire su questo? Bene, allora possiamo andare avanti…
Per come la vedo, i fumetti, per loro intrinseca natura, tendono a favorire personaggi più forti della vita stessa, una stenografica espressione delle emozioni e un ritmo narrativo accelerato. Portate questo all’estremo e che ottenete?

L.

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[1997-11] Batman vs Predator III: Blod Ties

Cover di Rodolfo Damaggio

Malgrado non abbia lasciato la minima traccia, grazie anche alla totale inettitudine del sito web della DC Comics, dopo Batman vs Predator (dicembre 1991) e Batman vs Predator II (dicembre 1994) si sentiva proprio il bisogno di far tornare a scontrare il pipistrello col cacciatore, ma stavolta esportando quest’ultimo e ospitandolo in casa DC.
Grazie alla totale mancanza di notizie riportate dall’edizione italiana del 2008, mi sono dovuto rivolgere al sito Xenopedia per sapere che il primo numero di Batman vs Predator III: Blod Ties è uscito nel dicembre del 1997, con il celebre Chuck Dixon ai testi e Rodolfo Damaggio ai disegni. In realtà la copertina del primo numero riporta novembre…

È un’altra estate torrida a Gotham City, e per le strade infuria la guerriglia vista nelle prime scene di Predator 2 (1990): un po’ esagerato per lo stile di Batman. Comunque i detective Harv Bullock e Montoja indagano senza fare niente, essendo solo un inutile riempitivo.

Gotham City sembra la Los Angeles del 1997!

La storia verte su Batman e il suo imbarazzante amichetto Robin: servono due protagonisti, perché stavolta a Gotham City arrivano due Predator in pieno rito di passaggio. Già che siamo in casa DC fanno una comparsata un po’ di loro supertutine che non conosco e non voglio conoscere.
I Predator fanno casino, sgusciano qualche colonna vertebrale, un paio di flashback ce li mostrano in Centro America al tempo dell’arrivo degli spagnoli e poi nelle pianure a far fuori pellirossa, così capiamo che non sembrano esistere altri posti nell’universo dove atterrare se non il continente americano…

Due Predator e una Colt

In mezzo a tante chiacchiere alla fine Batman tira fuori dall’armadio la sua armatura metallica, quella inaugurata nel 1991 per il primo scontro, e si fa un po’ a botte. Robin fa un paio di battutine e fa venir voglia di strappare le pagine in cui appare…

Una rispolverata all’armatura metallica

Non rimpiango di aver ignorato l’esistenza di questa storia fino a tempi recenti, invece rimpiango il tempo perso a leggerla…

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L.

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[2017-08] Grandi Opere DC: Superman / Aliens

Cover di Dan Jurgens

Il 14 dicembre 1978, cioè quarant’anni fa, Superman. The Movie viene presentato nei cinema britannici e lanciato a Los Angeles, California: per omaggiare questo anniversario, mi sono riletto Superman vs Aliens (luglio 1995) nella ritraduzione uscita nell’agosto 2017 per “Grandi Opere DC” (RW Edizioni), che è fra i regali di compleanno che mi sono fatto.

Cover di Dan Jurgens

Caso vuole che con questo fumetto festeggiamo un altro anniversario, visto che è uscito in Italia vent’anni fa: sembra ieri, che il mio cuoricino alieno esultò nel vedere uno xenomorfo che mi guardava dall’edicola…
All’epoca la PlayPress fece tradurre la storia ad Andrea Voglino, mentre per questa ristampa del 2017 il testo italiano è affidato a Dario Mattaliano: sono due ottime traduzioni ma, come vedremo, diverse nello “spirito”.

La traduzione di Voglino si prende giuste libertà per creare un testo frizzante che dia spessore ai dialoghi, mantenendo lo spirito dell’atmosfera in cui viene pronunciata una frase: non importa che sia una traduzione letterale, importa che rispetti lo spirito dell’originale. Invece Mattaliano è fedelissimo e non sgarra mai, rispettando l’originale in ogni momento. Personalmente preferisco la prima traduzione, perché quella italiana e quella americana sono due culture molto diverse e una traduzione letterale non è detto sappia cogliere lo spirito di una frase.
Facciamo qualche esempio.

Superman è cocciuto come un mulo? Su, non sta bene dirlo, è sempre il padre dei supereroi e infatti l’originale non lo dice, ma a pronunciare la frase è Lois Lane, quindi non è un insulto: quale donna non ha mai detto lo stesso dell’uomo che ama?
Piccole differenze – come usare il termine scoop assente nell’originale, che parla di “notizia dell’anno” – si scontrano con… Giuda ballerino!

Sarà una citazione di Dylan Dog?

Sicuramente “accidenti” è una traduzione più giusta per “holy crow“, ma non rende affatto l’esclamazione dell’allibito marinaio che si vede salire a bordo Superman con una sonda aliena in mano! Probabilmente Voglino era un fan di Dylan Dog e ne ha citato la frase ricorrente.

Come tradurre poi il Pocket Universe della DC Comics? Temo che qui non vinca nessuno…

Ma questo universo è Tasca o Tascabile?

Come lo chiamiamo poi il facehugger, che già di suo tanti problemi di traduzione si porta dietro? Assomiglia ad un granchio, è vero, ma in italiano un granchio non fa paura: un ragno sì.

Al granchio, preferisco il ragno

Sicuramente è una inesattezza di Voglino tradurre “soldiers” con Colonial Marines: Kara, la co-protagonista kryptoniana della storia, non sa neanche che esista la Terra, figurarsi se conosce quella figura di militari!
Sicuramente Argo City non è la “fogna dell’universo” ma il “posto peggiore”, ma per capire il lavoro dei due traduttori ecco il momento della “frase maschia”:

La versione di Voglino, quella centrale, a me piace di più

Come dicevo, Mattaliano traduce fedelmente, anche le frasi ad effetto (con il rischio di rovinarle, con quel “furtivo”!) mentre Voglino interpreta, e qui addirittura stravolge la frase: l’originale dà l’idea che Kara abbia appena cotto un mostro, mentre nella prima traduzione si invitano i mostri a pranzo. Però è questo che fa il traduttore: un po’ traduce e un po’ tradisce. Tutto all’insegna del rendere buona la versione italiana di un testo non italiano.

Personalmente gradisco molto il lavoro di Voglino, perché stravolge l’originale per rendermi l’idea dello stato d’animo con cui vengono dette quelle parole, traducendo il senso più che il significato. Con questo però, ribadisco, non voglio criticare Mattaliano, che ha fatto un ottimo lavoro di traduzione pulita e fedelissima, e che traduce per la prima volta Superman vs Aliens II: Godwar (maggio 2000), quella porcata immonda che non ho alcuna intenzione di rileggere.

L.

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[2007-05] Superman / Batman vs Aliens / Predator

Cover di Ariel Olivetti

Gli scontri e i versus ormai non si contano più e sebbene mediamente quelli con la DC Comics non siano particolarmente da ricordare, la casa vuole tentare ancora. Si fa prestare dalla Dark Horse Comics i suoi due più celebri alieni e li fa scontrare contro i suoi due più celebri supereroi.
Così nel 2007 – tra febbraio e maggio, purtroppo la DC non eccelle per informazioni – abbiamo l’incredibile Superman and Batman vs Aliens and Predator.
Ai testi c’è Mark Schultz, che per Aliens ha già firmato Havoc (1997), The Destroying Angels (1999) e Aliens vs Predator vs The Terminator (2000), mentre ai disegni e colori troviamo l’argentino Ariel Olivetti.

La storia arriva in Italia nel 2009 grazie alla Planeta DeAgostini, e alla traduzione di Dario Mattaliano.

Ancora una volta fra gli artigli alieni

Siamo sulle Ande, nei pressi del grande vulcano Viejo Abuelo. Superman… cioè, Clark Kent e Lois sono sulle tracce di alcuni esploratori scomparsi: ma quanto paga il loro giornale?
Comunque sia a Metropolis che a Gotham City i due rispettivi paladini della giustizia hanno un incontro ravvicinato e movimentato con dei Predator: come mai si sono rifatti vivi?
Le “indagini” portano al vulcano in questione, dove tutti quelli che si avvicinano finiscono con la testa mozzata: Superman e Batman vi arrivano separatamente ma uniscono le loro forze nel calarsi nel vulcano… dove incontrano subito i loro vecchi amici xenomorfi!

Zitti, che poi mi scappa e questo costume non ha zip!

I Predator aiutano Batman e lo portano nelle viscere del vulcano, dove scopriamo esserci una vera e propria città segreta di questi cacciatori.
In realtà non hanno salvato il pipistrellone “a gratis”: lo usano come attrazione nei loro combattimenti nell’arena.

Che simpatico Batman, quasi quasi lo stritolo

Intanto Superman si scrolla di dosso facilmente gli xenomorfi, ma scopre che i Predator hanno ucciso tutti i membri della spedizione… tranne ovviamente Lois Lane, che la rapiscono e se la mettono in spalla come fossero cattivi degli anni Trenta.
Superman recupera la donna e grazie a Batman entra in contatto pacificamente con i Predator.

Aiutiamoli al pianeta loro…

Nei cinque minuti in cui è venuto a contatto con loro, Batman ha sviluppato un alfabeto gestuale con cui comunicare con i Predator, e si è fatto raccontare la loro storia ancestrale: e tutto questo senza alcuna vergogna del ridicolo. Ma in fondo è un fumetto DC…
Questi Predator dunque sono gli avi “preistorici” dei cacciatori che hanno sfidato i supereroi in tempi recenti. Provengono da Arcturus – vorrei proprio vedere che combinazione gestuale può indicare “Arcturus”! – e sono caduti sulla Terra, per un malfunzionamento della loro nave, ben 14.000 anni fa. Essendo l’èra glaciale faceva freddino sul nostro pianeta, così si sono buttati in un vulcano e hanno costruito un ecosistema chiuso, dove cacciare in pace gli xenomorfi che portavano con sé. Mi sembra una storia davvero molto plausibile…

Visto che questi cacciatori vivono tranquilli da 14 mila anni per cacchi loro, semplicemente reagendo a chi cerca di infilarsi a casa loro, Superman alza il ditino in cielo e, con mascella serrata e sguardo duro, pronuncia il suo verdetto: se questi mostri si impegnano a non uccidere più alcun umano, lui ripara la loro l’astronave e li rimanda nello spazio, a casa loro.
A casa loro? Da 14 mila anni il vulcano delle Ande è casa loro, e visto che lo posseggono continuativamente da più di vent’anni per usucapione possono vantarne il possesso legale: con che diritto Superman, che tecnicamente è un immigrato clandestino non essendo nato sulla Terra, emette una sentenza di espulsione per esseri nati a casa propria?
Ammazza quanto è americano ‘sto superuomo…

Brutti Predator, tornatevene a casa vostra!

Non può mancare la solita idea dei militari che aprono il fuoco sul vulcano, così Superman deve velocizzare la soluzione: porta nel vulcano la sua Fortezza della Solitudine – che sembra una piccola Morte Nera di Star Wars! – e ci fa entrare i Predator per portarli in salvo. Però si sa come vanno le cose quando ti metti un immigrato in casa: quello sporca e rompe tutto. Un Predator rompe uno stupido robottino senza motivo e d’un tratto tutta la razza è da sterminare. Ammazza quanto è americana la Fortezza della Solitudine…

Pure il clone di Superman… la situazione sta sfuggendo di mano

Imbarazzante come vuole lo standard DC, non basta la stupidità di una Lois Lane che fa la solita bambolina rapita mille volte – ma perché Superman non la lascia a casa a lavare per terra, visto che è questo il modello femminile a cui si fa riferimento? – non basta il profondo razzismo becero e xenofobo che si nasconde dietro ogni vignetta, ma c’è pure una valanga di immagini cubiste totalmente senza senso: ma si può sapere come fa ancora a stare in vita un personaggio come Superman? Nel 2007 appare più vecchio, datato e macchiettistico dello sfolgorante eroe degli anni Quaranta!

Oddio, ma che è, un quadro astratto?

La prima volta che ho letto questa storia onestamente la ricordo con medio piacere, falso ricordo probabilmente dovuto agli splendidi disegni di Olivetti: questa rilettura è così devastante da cancellare ogni memoria positiva e spingermi una volta di più ad odiare profondamente la DC ed ogni cosa che produce.
La Dark Horse non avrebbe mai permesso che sulle proprie pagine apparisse del razzismo clownesco e macchiettistico, e per quanto non siano memorabili le sue storie con Superman e Batman almeno sono un minimo dignitose: questa storia invece fa sembrare Donald Trump un moderato…

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L.

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[2003-08] Batman vs Aliens 2

Cover di Staz Johnson

Quando si presta un personaggio a qualcuno per farlo scontrare con un mostro “fuori casa”, è buona educazione poi prestare il mostro a propria volta perché si scontri con il personaggio “in casa”.
Per chiarire, abbiamo già visto come la Dynamite abbia prestato la sua Red Sonja alla Dark Horse Comics perché vivesse al fianco di Conan l’avventura raccontata in Conan / Red Sonja (2015), e subito dopo la DHC ha prestato il suo Conan alla Dynamite per l’avventura Red Sonja / Conan (2015). Ecco, lo stesso tipo di “cortesia tra case” è avvenuto nel caso di due altri personaggi.

Un nuovo scontro

Come abbiamo visto, sul finire dei Novanta la Dark Horse Comics si fa prestare il personaggio pipistrellato della DC Comics per Batman vs Aliens (1997), nell’ambito di una serie di collaborazioni con la DC non proprio riuscite, tipo Superman vs Aliens (1995), Superman vs Terminator (1999) e Green Lantern vs Aliens (2000).
Il risultato non lo definirei buono, però nel 2003 la DHC restituisce il favore e concede il suo xenomorfo preferito alla DC, che sforna l’ancor più dimenticabile Batman vs Aliens 2, ristampato (con il precedente) nell’aprile 2016 nella raccolta DC/DHC Crossovers dedicata ad Aliens.
La storia però è affidata a Ian Edginton, nome storico della Dark Horse che abbiamo già incontrato per Terminator: The Enemy Within (1991), Aliens: Rogue (1993), Aliens: Purge (1997), Aliens vs Predator: Eternal (1998), Predator: Xenogenesis (1999), ma che per la casa ha curato anche le testate Xena: Warrior Princess, Star Wars TalesPlanet of the Apes: The Human War ed Hellgate: London. Insomma, un tipetto in gamba.

Gli ottimi di segni di Batman vs Aliens 2 sono firmati da Staz Johnson, tra gli autori della testata All Star Western della DC e che nel febbraio 2016 per la Dark Horse ha curato King’s Road.

Alienino dispettoso…

Nel 1928 tra i ghiacci antartici trovano un alieno congelato: ammazza che ideona fresca fresca! Avete mai sentito una storia di qualcosa di misterioso trovato tra i ghiacci? Roba nuova nuova…
Va be’, il solito professore fa esperimenti ma ovviamente la cosa gli sfugge di mano: prima di far esplodere tutto si sigilla in un cubo insieme ad un uovo alieno. Si arriva ai tempi nostri e i soliti operai trovano il cubo a Gotham City – non ho capito come ci sia arrivato! – l’aprono ed esce un alieno albino che comincia a mietere vittime.
Arriva Batman e bla bla bla.

Amici alieni, ci vediamo tutti all’Arkham Asylum!

Al di là delle infinite e noiose elucubrazioni batmaniane, questa storia riserva qualche momento intrigante, come per esempio quando gli alieni si fiondano all’Arkham Asylum e sono pronti a smangiucchiare i nemici storici del pipistrellone. Il momento topico è quando si affacciano alla cella del Joker e lui dice: «Tutto d’un tratto non mi viene niente di divertente da dire».
Proprio al manicomio si presenta Batman con la sua armatura corazzata e scintillante – che aveva già usato per Batman vs Predator (1991) – e con in pugno il fucilone di Freeze.

Tutina nuova, fucilone nuovo…

L’altro elemento forte della storia è che i soliti cattivi vogliono utilizzare i nostri amici xenomorfi come armi – altra ideona freschissima – e per l’occasione… fondono DNA alieno ed umano, all’insegna della Fiera delle Novità.

Sembrano punk ma sono uman-alieni

Il manipolo di soldati “uman-alieni” sembra più un gruppo di punk anni Ottanta, ma in realtà dovrebbero essere feroci macchine da guerra che potrebbero distruggere ogni nemico: ovviamente a Batman basta guardarli perché muoiano subito…

Questa sembra una parodia…

Tra tutti i soldati mostruosi ce n’è uno molto più umano degli altri: Isley, la donna-alieno dalla pelle verde e dalla testa “normale”, mentre le altre teste sono xenomorfiche.
Ricordo che lo stesso Edginton ha già trattato di una donna clonata fondendo DNA alieno ed umano, la Eloise di Aliens: Purge (1997): personaggio “clonato” dalla Ripley 8 cinematografica… tre mesi prima che Alien Resurrection esca al cinema! (Probabilmente una vendetta della Dark Horse per il fatto che gli sceneggiatori Fox sballano sempre la continuity aliena!)

Isley, donna tosta ed aliena

Sebbene sia un filino migliore della precedente, la storia non è che sia gran che: molto più belli i dinamici disegni di Staz Johnson, quelli sì da ammirare vignetta dopo vignetta: i lunghi e cruenti scontri tra Batman e gli alieni sono in pratica l’unico motivo per leggere questo albo.
Ricordo che Batman vs Aliens 2 è uscito in Italia grazie a Planeta DeAgostini nel 2009, con la traduzione di Dario Mattaliano, nella stessa raccolta che comprende anche la ritraduzione di Batman vs Aliens.

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L.

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