[2008] Batman vs Predator (Planeta DeAgostini)

Cover di Paul Gulacy

In un non meglio specificato 2008 la spagnola Planeta DeAgostini raccoglie in un volumone cartonato i tre scontri fra l’uomo pipistrello e il cacciatore spaziale, il tutto portato in Italia con la traduzione “ufficiale” di Andrea Voglino e Dario Mattaliano ma in realtà riprendendo le precedenti traduzioni già apparse senza accreditarle, e traducendo ex novo solo il terzo episodio.

Ecco le storie contenute nel volume:

[1991-12] Batman vs Predator  La stagione di caccia del 1991 si apre a Gotham City, dove un Predator violento e immorale atterra e comincia ad ammazzare tutto ciò che respira. Batman fallisce nel primo tentativo di fermarlo così deve costruirsi un’armatura rinforzata: lo scontro finale sarà durissimo e non del tutto vincente…
Botte e sganassoni non mancano ed Andy Kubert li disegna coi controfiocchi. Dire che Batman vince è un parolone, visto che alla fine affronta il Predator con un bastone di legno… Ma sei scemo?

[1994-12] Batman vs Predator II: Bloodmatch  Un altro Predator arriva a Gotham con l’intenzione di vendicare quello finito male la scorsa volta: Batman è pronto ad attenderlo e a sfinirlo di infinite chiacchiere! Per l’occasione lo aiuta Huntress: si sa, fra cacciatori ci si intende…
Nessun Predator sarebbe così crudele da torturare un lettore con assurde chiacchiere, come fa la DC, quindi archivio immediatamente questa saga insieme agli altri “scontri” con personaggi di quella casa: facciamo finta che non siano mai esistiti…

[1997-11] Batman vs Predator III: Blod Ties Inutile e fastidioso terzo scontro fra il pipistrello e il cacciatore, giustamente schifato da entrambe le case: sia la DC che la Dark Horse ne ignorano l’esistenza, nei rispettivi siti…
Due Predator arrivano a Gotham City per la consueta stagione di caccia ed affrontarli stavolta c’è Batman ma anche Robin, tanto per rendere la cosa ancora più imbarazzante..
In mezzo a tante chiacchiere alla fine Batman tira fuori dall’armadio la sua armatura metallica, quella inaugurata nel 1991 per il primo scontro, e si fa un po’ a botte. Robin fa un paio di battutine e fa venir voglia di strappare le pagine in cui appare…


Ecco l’incipit dell’introduzione di Dennis O’Neal dell’agosto 1992, ritradotta per l’occasione:

Adoro decisamente far bella figura senza dover faticare molto. Per cui, la serie Batman versus Predatore stata per me un progetto meraviglioso. È stato un successo sia di critica che di vendite e, poiché ero indicato come editor associato, tutti diedero per scontato che io l’avessi davvero supervisionato. Non è del tutto falso, ma neanche esattamente vero. Quel che ho fatto è stato parlare occasionalmente al telefono con il vero supervisore, Diana Schutz, dare un’occhiata a testi e disegni mentre lei li faxava ai nostri uffici e, può darsi – può darsi – mettere un segno rosso su di essi ogni tanto. Quando mi ritrovo a lavorare con gente che di nome fa Gibbons, Kubert e Schutz, so già che il lavoro verrà bene.

Ecco l’incipit dell’introduzione di Diana Schutz dell’agosto 1992:

Dave Gibbons era solito chiamarle «le nostre cose su Batman versus Predator» – quelle telefonate settimanali in cui lui e io dovevamo dare una ripulita alle ultime pagine prodotte dai Kubert, individuando gli errori di lettering o altri potenziali problemi, nel tentativo di eliminarli prima di andare in stampa. A causa della differenza di fuso orario tra l’Oregon e l’Inghilterra, quelle telefonate sembravano sempre avvenire durante l’happy hour inglese – con Dave comodamente piazzato vicino al suo bat-telefono, con una birra in mano – o si trattava del personale happy hour di Dave?! So di certo che era il mio di happy hour.

Ecco l’incipit della Prefazione di Dave Gibbons dell’agosto 1992:

Il conflitto è l’essenza di una sequenza drammatica. Qualcuno ha da ridire su questo? Bene, allora possiamo andare avanti…
Per come la vedo, i fumetti, per loro intrinseca natura, tendono a favorire personaggi più forti della vita stessa, una stenografica espressione delle emozioni e un ritmo narrativo accelerato. Portate questo all’estremo e che ottenete?

L.

– Ultimi post simili:

[1997-11] Batman vs Predator III: Blod Ties

Cover di Rodolfo Damaggio

Malgrado non abbia lasciato la minima traccia, grazie anche alla totale inettitudine del sito web della DC Comics, dopo Batman vs Predator (dicembre 1991) e Batman vs Predator II (dicembre 1994) si sentiva proprio il bisogno di far tornare a scontrare il pipistrello col cacciatore, ma stavolta esportando quest’ultimo e ospitandolo in casa DC.
Grazie alla totale mancanza di notizie riportate dall’edizione italiana del 2008, mi sono dovuto rivolgere al sito Xenopedia per sapere che il primo numero di Batman vs Predator III: Blod Ties è uscito nel dicembre del 1997, con il celebre Chuck Dixon ai testi e Rodolfo Damaggio ai disegni. In realtà la copertina del primo numero riporta novembre…

È un’altra estate torrida a Gotham City, e per le strade infuria la guerriglia vista nelle prime scene di Predator 2 (1990): un po’ esagerato per lo stile di Batman. Comunque i detective Harv Bullock e Montoja indagano senza fare niente, essendo solo un inutile riempitivo.

Gotham City sembra la Los Angeles del 1997!

La storia verte su Batman e il suo imbarazzante amichetto Robin: servono due protagonisti, perché stavolta a Gotham City arrivano due Predator in pieno rito di passaggio. Già che siamo in casa DC fanno una comparsata un po’ di loro supertutine che non conosco e non voglio conoscere.
I Predator fanno casino, sgusciano qualche colonna vertebrale, un paio di flashback ce li mostrano in Centro America al tempo dell’arrivo degli spagnoli e poi nelle pianure a far fuori pellirossa, così capiamo che non sembrano esistere altri posti nell’universo dove atterrare se non il continente americano…

Due Predator e una Colt

In mezzo a tante chiacchiere alla fine Batman tira fuori dall’armadio la sua armatura metallica, quella inaugurata nel 1991 per il primo scontro, e si fa un po’ a botte. Robin fa un paio di battutine e fa venir voglia di strappare le pagine in cui appare…

Una rispolverata all’armatura metallica

Non rimpiango di aver ignorato l’esistenza di questa storia fino a tempi recenti, invece rimpiango il tempo perso a leggerla…

Chiudo con la cover gallery:

L.

– Ultimi post simili:

[2007-05] Superman / Batman vs Aliens / Predator

Cover di Ariel Olivetti

Gli scontri e i versus ormai non si contano più e sebbene mediamente quelli con la DC Comics non siano particolarmente da ricordare, la casa vuole tentare ancora. Si fa prestare dalla Dark Horse Comics i suoi due più celebri alieni e li fa scontrare contro i suoi due più celebri supereroi.
Così nel 2007 – tra febbraio e maggio, purtroppo la DC non eccelle per informazioni – abbiamo l’incredibile Superman and Batman vs Aliens and Predator.
Ai testi c’è Mark Schultz, che per Aliens ha già firmato Havoc (1997), The Destroying Angels (1999) e Aliens vs Predator vs The Terminator (2000), mentre ai disegni e colori troviamo l’argentino Ariel Olivetti.

La storia arriva in Italia nel 2009 grazie alla Planeta DeAgostini, e alla traduzione di Dario Mattaliano.

Ancora una volta fra gli artigli alieni

Siamo sulle Ande, nei pressi del grande vulcano Viejo Abuelo. Superman… cioè, Clark Kent e Lois sono sulle tracce di alcuni esploratori scomparsi: ma quanto paga il loro giornale?
Comunque sia a Metropolis che a Gotham City i due rispettivi paladini della giustizia hanno un incontro ravvicinato e movimentato con dei Predator: come mai si sono rifatti vivi?
Le “indagini” portano al vulcano in questione, dove tutti quelli che si avvicinano finiscono con la testa mozzata: Superman e Batman vi arrivano separatamente ma uniscono le loro forze nel calarsi nel vulcano… dove incontrano subito i loro vecchi amici xenomorfi!

Zitti, che poi mi scappa e questo costume non ha zip!

I Predator aiutano Batman e lo portano nelle viscere del vulcano, dove scopriamo esserci una vera e propria città segreta di questi cacciatori.
In realtà non hanno salvato il pipistrellone “a gratis”: lo usano come attrazione nei loro combattimenti nell’arena.

Che simpatico Batman, quasi quasi lo stritolo

Intanto Superman si scrolla di dosso facilmente gli xenomorfi, ma scopre che i Predator hanno ucciso tutti i membri della spedizione… tranne ovviamente Lois Lane, che la rapiscono e se la mettono in spalla come fossero cattivi degli anni Trenta.
Superman recupera la donna e grazie a Batman entra in contatto pacificamente con i Predator.

Aiutiamoli al pianeta loro…

Nei cinque minuti in cui è venuto a contatto con loro, Batman ha sviluppato un alfabeto gestuale con cui comunicare con i Predator, e si è fatto raccontare la loro storia ancestrale: e tutto questo senza alcuna vergogna del ridicolo. Ma in fondo è un fumetto DC…
Questi Predator dunque sono gli avi “preistorici” dei cacciatori che hanno sfidato i supereroi in tempi recenti. Provengono da Arcturus – vorrei proprio vedere che combinazione gestuale può indicare “Arcturus”! – e sono caduti sulla Terra, per un malfunzionamento della loro nave, ben 14.000 anni fa. Essendo l’èra glaciale faceva freddino sul nostro pianeta, così si sono buttati in un vulcano e hanno costruito un ecosistema chiuso, dove cacciare in pace gli xenomorfi che portavano con sé. Mi sembra una storia davvero molto plausibile…

Visto che questi cacciatori vivono tranquilli da 14 mila anni per cacchi loro, semplicemente reagendo a chi cerca di infilarsi a casa loro, Superman alza il ditino in cielo e, con mascella serrata e sguardo duro, pronuncia il suo verdetto: se questi mostri si impegnano a non uccidere più alcun umano, lui ripara la loro l’astronave e li rimanda nello spazio, a casa loro.
A casa loro? Da 14 mila anni il vulcano delle Ande è casa loro, e visto che lo posseggono continuativamente da più di vent’anni per usucapione possono vantarne il possesso legale: con che diritto Superman, che tecnicamente è un immigrato clandestino non essendo nato sulla Terra, emette una sentenza di espulsione per esseri nati a casa propria?
Ammazza quanto è americano ‘sto superuomo…

Brutti Predator, tornatevene a casa vostra!

Non può mancare la solita idea dei militari che aprono il fuoco sul vulcano, così Superman deve velocizzare la soluzione: porta nel vulcano la sua Fortezza della Solitudine – che sembra una piccola Morte Nera di Star Wars! – e ci fa entrare i Predator per portarli in salvo. Però si sa come vanno le cose quando ti metti un immigrato in casa: quello sporca e rompe tutto. Un Predator rompe uno stupido robottino senza motivo e d’un tratto tutta la razza è da sterminare. Ammazza quanto è americana la Fortezza della Solitudine…

Pure il clone di Superman… la situazione sta sfuggendo di mano

Imbarazzante come vuole lo standard DC, non basta la stupidità di una Lois Lane che fa la solita bambolina rapita mille volte – ma perché Superman non la lascia a casa a lavare per terra, visto che è questo il modello femminile a cui si fa riferimento? – non basta il profondo razzismo becero e xenofobo che si nasconde dietro ogni vignetta, ma c’è pure una valanga di immagini cubiste totalmente senza senso: ma si può sapere come fa ancora a stare in vita un personaggio come Superman? Nel 2007 appare più vecchio, datato e macchiettistico dello sfolgorante eroe degli anni Quaranta!

Oddio, ma che è, un quadro astratto?

La prima volta che ho letto questa storia onestamente la ricordo con medio piacere, falso ricordo probabilmente dovuto agli splendidi disegni di Olivetti: questa rilettura è così devastante da cancellare ogni memoria positiva e spingermi una volta di più ad odiare profondamente la DC ed ogni cosa che produce.
La Dark Horse non avrebbe mai permesso che sulle proprie pagine apparisse del razzismo clownesco e macchiettistico, e per quanto non siano memorabili le sue storie con Superman e Batman almeno sono un minimo dignitose: questa storia invece fa sembrare Donald Trump un moderato…

Chiudo con la cover gallery:

L.

– Ultimi post simili:

[2003-08] Batman vs Aliens 2

Cover di Staz Johnson

Quando si presta un personaggio a qualcuno per farlo scontrare con un mostro “fuori casa”, è buona educazione poi prestare il mostro a propria volta perché si scontri con il personaggio “in casa”.
Per chiarire, abbiamo già visto come la Dynamite abbia prestato la sua Red Sonja alla Dark Horse Comics perché vivesse al fianco di Conan l’avventura raccontata in Conan / Red Sonja (2015), e subito dopo la DHC ha prestato il suo Conan alla Dynamite per l’avventura Red Sonja / Conan (2015). Ecco, lo stesso tipo di “cortesia tra case” è avvenuto nel caso di due altri personaggi.

Un nuovo scontro

Come abbiamo visto, sul finire dei Novanta la Dark Horse Comics si fa prestare il personaggio pipistrellato della DC Comics per Batman vs Aliens (1997), nell’ambito di una serie di collaborazioni con la DC non proprio riuscite, tipo Superman vs Aliens (1995), Superman vs Terminator (1999) e Green Lantern vs Aliens (2000).
Il risultato non lo definirei buono, però nel 2003 la DHC restituisce il favore e concede il suo xenomorfo preferito alla DC, che sforna l’ancor più dimenticabile Batman vs Aliens 2, ristampato (con il precedente) nell’aprile 2016 nella raccolta DC/DHC Crossovers dedicata ad Aliens.
La storia però è affidata a Ian Edginton, nome storico della Dark Horse che abbiamo già incontrato per Terminator: The Enemy Within (1991), Aliens: Rogue (1993), Aliens: Purge (1997), Aliens vs Predator: Eternal (1998), Predator: Xenogenesis (1999), ma che per la casa ha curato anche le testate Xena: Warrior Princess, Star Wars TalesPlanet of the Apes: The Human War ed Hellgate: London. Insomma, un tipetto in gamba.

Gli ottimi di segni di Batman vs Aliens 2 sono firmati da Staz Johnson, tra gli autori della testata All Star Western della DC e che nel febbraio 2016 per la Dark Horse ha curato King’s Road.

Alienino dispettoso…

Nel 1928 tra i ghiacci antartici trovano un alieno congelato: ammazza che ideona fresca fresca! Avete mai sentito una storia di qualcosa di misterioso trovato tra i ghiacci? Roba nuova nuova…
Va be’, il solito professore fa esperimenti ma ovviamente la cosa gli sfugge di mano: prima di far esplodere tutto si sigilla in un cubo insieme ad un uovo alieno. Si arriva ai tempi nostri e i soliti operai trovano il cubo a Gotham City – non ho capito come ci sia arrivato! – l’aprono ed esce un alieno albino che comincia a mietere vittime.
Arriva Batman e bla bla bla.

Amici alieni, ci vediamo tutti all’Arkham Asylum!

Al di là delle infinite e noiose elucubrazioni batmaniane, questa storia riserva qualche momento intrigante, come per esempio quando gli alieni si fiondano all’Arkham Asylum e sono pronti a smangiucchiare i nemici storici del pipistrellone. Il momento topico è quando si affacciano alla cella del Joker e lui dice: «Tutto d’un tratto non mi viene niente di divertente da dire».
Proprio al manicomio si presenta Batman con la sua armatura corazzata e scintillante – che aveva già usato per Batman vs Predator (1991) – e con in pugno il fucilone di Freeze.

Tutina nuova, fucilone nuovo…

L’altro elemento forte della storia è che i soliti cattivi vogliono utilizzare i nostri amici xenomorfi come armi – altra ideona freschissima – e per l’occasione… fondono DNA alieno ed umano, all’insegna della Fiera delle Novità.

Sembrano punk ma sono uman-alieni

Il manipolo di soldati “uman-alieni” sembra più un gruppo di punk anni Ottanta, ma in realtà dovrebbero essere feroci macchine da guerra che potrebbero distruggere ogni nemico: ovviamente a Batman basta guardarli perché muoiano subito…

Questa sembra una parodia…

Tra tutti i soldati mostruosi ce n’è uno molto più umano degli altri: Isley, la donna-alieno dalla pelle verde e dalla testa “normale”, mentre le altre teste sono xenomorfiche.
Ricordo che lo stesso Edginton ha già trattato di una donna clonata fondendo DNA alieno ed umano, la Eloise di Aliens: Purge (1997): personaggio “clonato” dalla Ripley 8 cinematografica… tre mesi prima che Alien Resurrection esca al cinema! (Probabilmente una vendetta della Dark Horse per il fatto che gli sceneggiatori Fox sballano sempre la continuity aliena!)

Isley, donna tosta ed aliena

Sebbene sia un filino migliore della precedente, la storia non è che sia gran che: molto più belli i dinamici disegni di Staz Johnson, quelli sì da ammirare vignetta dopo vignetta: i lunghi e cruenti scontri tra Batman e gli alieni sono in pratica l’unico motivo per leggere questo albo.
Ricordo che Batman vs Aliens 2 è uscito in Italia grazie a Planeta DeAgostini nel 2009, con la traduzione di Dario Mattaliano, nella stessa raccolta che comprende anche la ritraduzione di Batman vs Aliens.

Chiudo con la cover gallery:

L.

– Ultimi post simili:

[1994-12] Batman vs Predator II: Bloodmatch

Cover di Paul Gulacy

Esattamente tre anni dopo il loro primo scontro, il pipistrello della DC Comics e il cacciatore alieno della Dark Horse Comics tornano a darsele di santa ragione.
Il 25 dicembre 1994 esce in fumetteria un regalo per tutti gli appassionati: Batman vs Predator II: Bloodmatch.

Silenzioso e letale…

Purtroppo questa data che riporto è quella riportata dal sito ufficiale ma non sembra essere giusta: questa saga infatti patisce un gravissimo problema di datazione.
Se il primo numero è di dicembre 1994, il secondo sarà di gennaio 1995… invece il sito sembra sbagliare calcoli e secondo, terzo e quarto numero risultano usciti nei primi mesi del ’94, invece del ’95, così come il volume cartonato TPB riporta un misterioso gennaio 1995 come data, quando invece probabilmente sarà stato gennaio 1996.

Dei portachiavi perfetti!

Non aiuta affatto l’edizione italiana. Sì, perché a sorpresa anche questo scontro tra le case è arrivato nel nostro Paese, grazie alla PlayPress di Mario Ferri – che ha donato grandi soddisfazioni a tutti i lettori! – che lo porta in edicola a partire dal maggio 1995: il primo numero però afferma che il primo numero originale della serie è apparso nell’ottobre 1994…
Insomma, ‘sta saga non si sa bene quando accidenti sia uscita…

Gli sfidanti sono pronti…

Doug Moench (nome ben noto ai lettori di Batman) manda a Gotham un altro Predator a vendicare la triste fine del precedente, ma stavolta il nostro pipistrello non è solo: a riempire le pagine di inutili chiacchiere in pieno stile DC c’è anche la Cacciatrice (Huntress), personaggio che mi fa arrossire dall’imbarazzo. Ma come fanno a tirar fuori robaccia del genere?

Il Cacciatore e la Cacciatrice… ma per favore!

Quello che viene scambiato per un meteorite è invece ovviamente un’astronave Predator che arriva sulla Terra, e subito l’occupante comincia a collezionare teste umane per adornare la propria cintura. Quando stacca uno dei grandi segnalatori per avvertire Batman, il messaggio è chiaro: sta cercando la lite.

Voglio la testa di Batman!

Inizia un logorante e sfiancante bla bla bla di una noia mortale e ogni tanto qualche sganassone disegnato da Paul Gulacy, arista che non amo ma di cui ho recensito alcuni lavori per la Dark Horse, come Terminator: Obiettivi secondari (1991) e James Bond: Serpent’s Tooth (1992).

Scontro finale un po’ fiacco

Nessun Predator sarebbe così crudele da torturare un lettore con assurde chiacchiere, come fa la DC, quindi archivio immediatamente questa saga insieme agli altri “scontri” con personaggi di quella casa: facciamo finta che non siano mai esistiti…

La storia viene ristampata nel giugno 2017 nel pregiato volumone “DC Comics / Dark Horse Comics: Crossovers“.

Chiudo con la cover gallery:

L.

– Ultimi post simili:

[1991-12] Batman vs Predator

Cover di Chris Warner

In un numero esiguo di anni il Predator è diventato un personaggio a fumetti di statura immensa: a neanche due anni dalla nascita, già un mostro sacro come Batman lo vuole affrontare!

Cover di Arthur Suydam

È difficile spiegare l’incredibile collaborazione tra DC Comics e Dark Horse Comics, che mettono in campo due personaggi di levatura infinitamente diversa: il più antico e blasonato eroe della prima casa che affronta… l’ultimo arrivato della nuova casa!

Con una Prestige Variant Cover da antologia (firmata da Arthur Suydam), il 1° dicembre 1991 esce l’inimmaginabile: Batman versus Predator, una saga che in soli tre numeri scrive la storia della collaborazione fra le due case fumettistiche.
I testi sono affidati a Dave Gibbons, autore che viene lanciato dalla DC negli anni Ottanta e che per la DHC firmerà Aliens: Salvation (1993), mentre dei disegni se ne occupa Andy Kubert, figlio del maestro Joe Kubert e anche lui di casa DC.

Cover di Dave Gibbons

Nell’aprile del 1993 mi reco alla consueta fumetteria d’importazione del mio quartiere – un negozietto minuscolo ma sciabordante di tesori inestimabili – e dalla scatola magica del gestore esce fuori il Volumbe TPB di questa saga, con illustrazione di copertina firmata da Dave Gibbons! (Da autore a disegnatore in un lampo…)
Il cuore mi esplode e in quei giorni mi gusto ogni singola vignetta di questo piccolo capolavoro artistico: Andy non sarà suo padre ma ha del fottuto talento.

Il mito classico incontra il mito moderno

Per le “cose della vita” (come dice Eros) non ho più quel volume TPB – e un giorno capirò come ho fatto a perderlo – ma al suo posto mi ritrovo l’edizione italiana: una specie di Dio del Fumetto deve avermi sostituito la saga di nascosto…
Batman contro Predator appare nelle edicole italiane in un singolo numero speciale della mitica Edizioni PlayPress di Mario Ferri nel giugno del 1994, con la traduzione di Andrea Parigi.

Disco volante e rampini ci sono

Nel 1989 la stagione di caccia si è aperta a New York (Heat), nel 1990 in Siberia (Cold War), e nel 1991 è il caso di tornare nella New York rielaborata e trasformata in Gotham City: con tutti i criminali che ci sono, sarà un piatto ricco.
Però stavolta il Predator che atterra non è affatto un “gentiluomo”, non ha alcun codice morale come quelli visti finora ed anticipa i cattivoni di Predators (2010). (Nel commento audio di quel film Robert Rodriguez ha detto espressamente che ha tolto il “codice etico” dal comportamento dell’alieno cacciatore…)

La stagione della caccia è aperta

Appena iniziato il big game, il Predator ammazza qualsiasi forma vivente gli capiti a tiro, senza alcun motivo né onore: un super alieno pieno d’armi che ammazza un cane non è un guerriero onorevole…
Batman ovviamente scende in campo ed affronta il cacciatore sleale… e ci prende tante di quelle botte che deve rifarsi la carta d’identità!

«Rifatti la foto, Batman, che sei peggiorato!» (cit.)

Bruce Wayne è costretto ad una lunga convalescenza, in cui i cittadini di Gotham City si chiedono che fine abbia fatto il proprio protettore: ora infatti… c’è un nuovo re in città.

«All hail new king in town» (Prince per il Batman del 1989)

Batman non passa certo il tempo a letto guardando reality in TV, così si disegna e costruisce – non si sa come – un nuovo costume, anche qui anticipando tematiche future: si costruisce infatti un’armatura corazzata per affrontare il Predator.

«Bring it on if you ready to fight» (Nathaniel Dawkins)

Botte e sganassoni non mancano e Kubert li disegna coi controfiocchi. Dire che Batman vince è un parolone, visto che alla fine affronta il Predator con un bastone di legno… Ma sei scemo?

Scontro di titani

Per fortuna gli viene data la vittoria a tavolino dai Predator anziani che scendono a recuperare il loro guerriero che ha fallito: ora d’un tratto esiste un codice morale ed esce fuori che non prevede pareggio. Il violento e disonesto guerriero deve porre fine alla propria vita non perché si è comportato come un animale, ma solo perché non è riuscito a sconfiggere Batman…

Solo alla fine ci ricordiamo del codice morale…

Storia veloce e divertente, disegnata splendidamente, che dimostra quanto la figura del Predator in pochi attimi abbia conquistato quello che Alien invece ha bisogno di più tempo per raggiungere: nel 1995 uscirà infatti Superman vs Aliens e nel 1997 Batman vs Aliens, ma non saranno storie d’impatto come questa. (Solo nel 1999 sarà la volta di un altro scontro con un personaggio di casa Dark Horse: Superman vs Terminator.)

Mi piace tradurvi un brano dall’introduzione di Dennis O’Neil all’edizione in volume TPB del 1993:

Adoro apparire bene senza sforzarmi troppo. Così la serie “Batman versus Predator” è stato un ottimo progetto per me. Fu un successo sia di critica che di pubblico e da allora fui considerato un co-editor, perché tutti diedero per scontato che ci fossi io dietro. Non era falso, ma neanche esattamente vero. Ciò che io feci fu: parlare qualche volta al telefono con il “vero” editore, Diana Schutz, guardare le bozze dei testi e dei disegni che faxava al nostro ufficio e forse – ribadisco forse – fare qualche piccola correzione ogni tanto. Quando lavori con persone come Gibbons, Kubert e Schutz, sai già che il lavoro andrà bene.
Ah, feci anche un’altra cosa: mangiai. Due agosti fa mi ritrovai in un caffè del San Diego’s Horton Plaza e gustarmi il sole della California con Dave Gibbons. Dave e Diana avevano già pianificato tutto, da editor professionisti, lasciando a me solamente la parte divertente: discutere soggetti e personaggi. Dovevamo rispondere a domande come: 1) Batman e Predator possono stare nella stessa storia? 2) Se sì, la storia dev’essere parte dell’universo di Batman; e 3) se non così non è, a quale universo?
Cancellate l’ultima domanda, perché la risposta alle prime due è sì e sì.
L’unico test che ho mai avuto per giudicare la credibilità artistica nell’usare un personaggio di un universo narrativo in un altro è questo: se il personaggio viene presentato come nuovo, sarebbe accettabile? Così, se uno scrittore suggerisce un extraterrestre con armi avanzate ed un’etica da cacciatore come cattivo della serie di Batman, comprerei quella saga? Be’… probabilmente sì.

La storia viene ristampata nel giugno 2017 nel pregiato volumone “DC Comics / Dark Horse Comics: Crossovers“.

Chiudo con la Cover Gallery:

L.

– Ultimi post simili:

[1997-03] Batman vs Aliens

Cover di Bernie Wrightson

La collaborazione tra DC Comics e Dark Horse Comics è sempre esplosiva, come si può vedere da questo scontro tra il più celebre dei pipistrelli e il più celebre degli xenomorfi: nel marzo del 1997 inizia Batman vs Aliens, ristampata nell’aprile 2016 all’interno della collana DC/DHC Crossovers dedicata ad Aliens.
La breve miniserie (solo due numeri) è curata dal duo Ron Marz e Bernie Wrightson, che già nel settembre 1995 avevano gettato le basi per questa storia sul mensile “Dark Horse Presents“.

Cover di Bernie Wrightson

Prima di passare a costruire buona fetta dell’universo Star Wars per la Dark Horse, Ron Marz scriverà pure Tarzan vs Predator (1996).

Come abbiamo visto in Aliens: Incubation (1995), un’astronave “infetta” cade nella giungla equatoriale, proprio a un passo da un tempio Maya: guarda a volte la coincidenza…
Ai nostri giorni sul posto arriva Batman e una squadra di mercenari, per motivi che non vale la pena discutere. Prima che la vicenda diventi troppo uguale al film Predator, gli Aliens attaccano e dopo uno scontro violento i superstiti cercano riparo nel tempio Maya.
Mi sembra ovvio che Batman sappia tradurre i geroglifici Maya ed esce fuori in pratica quello che verrà raccontato dalla sceneggiatura di Paul W.S. Anderson per il film Alien vs Predator (2004).

Meno male che la bat-tuta resiste a tutto…

Dopo un numero impressionante di vignette in cui ci viene ripetuto il ciclo vitale degli alieni – qualcuno al mondo ancora non lo conosce? – l’azione è simpatica e Batman prende a calci gli alieni come se fossero degli sgherri di Gotham City. Perché, è bene specificarlo, il mantello di Batman è immune al sangue acido degli alieni. (E se obbiettaste «ma quello è acido», io vi risponderei «e quello è Batman!»)
Tradimenti, tanto bla bla bla e faccette imbronciate per l’uomo-pipistrello: qualche bella sequenza d’azione ma poco più.

Tranquilli, è solo un incubo!

La trovata ghiotta è che un facehugger infetta un coccodrillo, e l’alieno che ne nasce è un enorme xenomorfo coccodrilloso: un vero Croc Alien degno del Crocosaurus della Asylum!
Nel delirante calderone delle sceneggiature per Alien 3 (1992) è nata la curiosa idea che il feto alieno acquisisca alcune caratteristiche della specie che lo “cova” nel proprio petto: di solito è un’idea balzana che si preferisce ignorare, ma quando serve per buttare in scena un Croc Alien… si perdona tutto!

Non sarà scientificamente accurato, ma il Croc Alien è mitico!

Il fumetto arriva in Italia nel n. 5 della collana “PlayPress Presenta” (aprile 1998) curata da Mario Ferri. E devo spendere due parole sulla traduzione.

– How much farther, captain?
– I look like a map to you?

Questo scambio di battute tra due personaggi minori ha generato nella traduzione di Andrea Voglino il dialogo più divertente dell’intero albo: «Quanto manca, capitano?» «Mi hai preso per un vigile?» Oh, a me ha fatto ridere, la prima volta che l’ho letto…
L’ispirata sostituzione della “mappa” originale con “vigile”, che ritengo azzeccatissima, crolla miseramente quando Batman vs Aliens viene ripresentato da Planeta DeAgostini nel 2009: «Quanto manca, capitano?» «Mi hai preso per una guida?»
La traduzione è ancora accreditata a Voglino, ma tutto l’albo è palesemente ritradotto in modo da peggiorarlo visibilmente: “guida” non fa ridere, “vigile” sì, almeno per me.
Ma il dramma arriva più avanti.

– Who am I? Dr. Spock?
– Mister.
– What?
– You mean Mister Spock, he was the guy on “Star Trek”.

Altro scambio di battute tra gli stessi due personaggi, che Voglino rende alla perfezione: «Per chi mi hai preso, per il dottor Spock?» «Signor.» «Cosa?» «È il signor Spock, il tizio di “Star Trek”.»
La ritraduzione del 2009 è terrificante: «Per chi mi hai preso, per Spock?» «Spock?» «Cosa?» «Spock, il tizio di “Star Trek”.» Hanno totalmente stravolto la battuta e sballato l’ordine dei personaggi che parlano: perché? Perché ritradurre da capo, e male, il lavoro di Andrea Voglino e poi lasciare il suo nome? Mistero dell’editoria italiana…

Riecco il Croc Alien, il vero protagonista!

La prima volta che ho letto la storia ricordo che mi è piaciuta: le successive letture hanno incrinato il giudizio.
Non è malaccio, è un remix di cose già viste che non è necessariamente un male: non è la migliore storia aliena, ma neanche la peggiore.

Chiudo con la cover gallery:

L.

– Ultimi post simili: