Storia dei fumetti alieni 4. Alieni contro Cacciatori

In attesa di scoprire che ne sarà dell’universo narrativo alieno, mi sembra il momento giusto per iniziare a raccontare – per la prima volta al mondo! (e non sto esagerando) – la storia di trent’anni di narrativa a fumetti in un universo più vasto di quanto gli autori stessi abbiano idea.

Illustrazione di Raymond Swanland da AVP: Three World War (2010)


Lucius Etruscus

Storia dei fumetti
di Alien e Predator

(parte quarta)

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Lego Alien e Predator (POGO)

Tempo fa il mio amico Claudio mi ha regalato due modellini pseudo-LEGO di Alien e Predator, presi su un sito on line e che, grazie a questo video, posso identificare come di marca POGO, specializzata in splendidi modellini in “finti LEGO”.

Purtroppo sono arrivati in bustina semplice, senza la bella confezione che si vede nel video, e su Amazon non ne ho trovato traccia: dovrò cercare un sito che venda questi POGO, perché già solo per le confezioni meritano!

L.

– Ultimi LEGO Alien:

[2020-11] Aliens saldaPress 42

Cover di Chun Lo

Quarantaduesimo numero (12 novembre 2020) della collana mensile della saldaPress, con le traduzioni di Andrea Toscani.

Seconda ed ultima parte della più che inutile Alien vs Predator: Thicker Than Blood di Jeremy Barlow e Doug Wheatley – ribattezzata in italiano Più forte del sangue – ultima produzione della pessima Dark Horse prima che finalmente le venga strappato il marchio che sta insozzando da anni.

Questa è la prima volta che la saldaPress porta in edicola una storia inedita, visto che l’edizione americana s’è fatta uccel di bosco. Non ho alcuna voglia di completare la lettura di una storia il cui vuoto mi risucchia l’anima, ma per completezza dovrò farlo.

L.

– Ultime pubblicazioni saldaPress:

  • [2020-12] Predator saldaPress 26 - Numero conclusivo della testata, con due storie brevi.
    Con Sopravvivenza diamo uno sguardo alle storie che potevano nascere dal film Predators (2010) e che non sono mai nate. Con Città dannata torniamo nella Manhattan del 1947 con boss malavitosi alle prese con un Predator.
  • [2020-12] Aliens saldaPress 43bis - Conclusione della saga Alien: la sceneggiatura originale (2020), in cui Cristiano Seixas ha il compito di prendere la sceneggiatura di Dan O’Bannon del 1976 e trasformarla in un fumetto, ed addio della testata.
  • [2020-12] Aliens saldaPress 43 - Prima parte della saga Alien: la sceneggiatura originale (2020), in cui Cristiano Seixas ha il compito di prendere la sceneggiatura di Dan O’Bannon del 1976 e trasformarla in un fumetto, con gli splendidi disegni del brasiliano Guilherme Balbi.
  • [2020-10] Aliens: Orbita mortale - Splendida versione cartonata dell'inconsistente saga del 2017 di James Stokoe, la cui arte narrativa lascia freddini ma dal punto di vista grafico è davvero da rifarsi gli occhi. Il volume inoltre è impreziosito da una sezione "materiali extra" che fa girare la testa per la bellezza.
  • [2020-11] Predator saldaPress 25 - Seconda ed ultiam parte della movie adaptation, con la storia Beating the Bullet di Paul Tobin che nella traduzione di Andrea Toscani diventa Battere il proiettile, con protagonista Isabelle (interpretata nel film da Alice Braga).
  • [2020-11] Aliens saldaPress 42 - Conclusione dell'inutile Alien vs Predator: Thicker Than Blood (2019), ribattezzata in italiano Più forte del sangue: ultima produzione della pessima Dark Horse prima che finalmente le venga strappato il marchio che sta insozzando da anni.
  • [2020-10] Predator saldaPress 24 - Si chiude la storia prequel del film di Nimród Antal e inizia la movie adaptation, con la storia Beating the Bullet di Paul Tobin che nella traduzione di Andrea Toscani diventa Battere il proiettile, con protagonista Isabelle (interpretata nel film da Alice Braga).
  • [2020-10] Aliens saldaPress 41 - Prime due puntate dell'inutile Alien vs Predator: Thicker Than Blood (2019), ribattezzata in italiano Più forte del sangue: la saga morta a metà dovrebbe apparire completa a novembre, farà in tempo la saldaPress a tradurla al volo per l'Italia?
  • [2020-09] Predator saldaPress 23 - Prima parte di un viaggio nei fumetti legati al film di Nimród Antal.
    Vita da predatore di David Lapham ci racconta una vecchia avventura del mercenario Royce, mentre Welcome to the Jungle di Marc Andreyko inizia a raccontarci una precedente stagione di caccia sul pianeta dei Predator.
  • [2020-09] Aliens saldaPress 40 - Seconda ed ultima parte di Aliens: Stronghold (maggio 1994) del decano John Arcudi, con i disegni di Doug Mahnke: per l'occasione viene ribattezzata Aliens: Fortezza.

[2020-11] Alien, Predator e Boyka in edicola!

Aliens vs Predator vs Boyka in edicola!

Sono ligio ai DPCM e in questi tempi pandemici non esco mai se non per motivi di necessità. Martedì scorso, 10 novembre 2020, ho messo insieme un po’ di incombenze e così con una sola uscita “protetta” ho svolto diverse commissioni. Passando davanti ad un’edicola a cui di solito non mi fermo mai… ho sentito come un richiamo.

Fermatomi a curiosare, vedo che appesi ad un gancio c’è un alieno, un predatore e un lottatore carcerario che mi fissano. Sembra un lancio pubblicitario della mia fan fiction Aliens vs Boyka (2017)!

Come dicevo, non mi fermo mai a questa edicola quindi non so se queste uscite sono giacenze di magazzino o novità, comunque ecco le specifiche di queste uscite targate OneMovie:

  • Alien vs Predator (2004)
    Cinema da combattimento” (periodico bimestrale) n. 26 (8 luglio 2020)
  • Undisputed. Il ritorno di Boyka (Boyka: Undisputed IV, 2017)
    Screen Warriors” (periodico bimestrale) n. 18 (3 luglio 2020)
  • Predators (2010)
    MR (Mister) Action” (periodico bimestrale) n. 24 (27 aprile 2020)

Può essere dunque che questi DVD ristagnassero in quell’edicola da luglio o addirittura da aprile, invenduti, o magari la distribuzione li ha riportati in edicola in un momento fiacco, non lo so. Di sicuro questa tripletta mi ha illuminato la giornata.

L.

– Ultimi post su home video alieno:

  • [2020-11] Alien, Predator e Boyka in edicola! - Un'edicola appende quello che sembra un lancio pubblicitario della mia fan fiction "Aliens vs Boyka": tre DVD che dimostrano come alieni e lottatori carcerari spacchino anche al giornalaio!
  • [2007] Cofanetto: Alien le origini (3 DVD) - Cofanetto che consiste in un semplice involucro di cartone che racchiude tre DVD pre-esistenti: Alien nell'edizione del 1999, Predator nell'edizione speciale 2005 a disco singolo e AVP: Alien vs Predator nell'edizione basica del 2005.
  • [1998] Alien 4 (VHS THX) - Con l'uscita del quarto film, la Fox decide di rimasterizzare tutta la saga in VHS con sonoro THX: ecco il quarto titolo.
  • [1997] Alien 3 (VHS THX) - Con l'uscita del quarto film, la Fox decide di rimasterizzare tutta la saga in VHS con sonoro THX: ecco il terzo titolo.
  • [1997] Aliens (VHS THX) - Con l'uscita del quarto film, la Fox decide di rimasterizzare tutta la saga in VHS con sonoro THX: ecco il secondo titolo.
  • [1990] Predator (VHS Silver & Gold) - Edizione economica del film di John McTiernan che comprai, nel 1991 o 1992, nel negozio di musica del mio quartiere, che oltre a LP e CD era anche strapieno di film.
  • [1993] ALIEN ³ (VHS Silver & Gold) - Edizione economica del terzo film alieno, con la discutibile scelta di rendere nera la costa della VHS, così da rovinare l'accostamento con gli altri film della collana.
  • [1990] ALIENS (VHS Silver & Gold) - Prima videocassetta dell'universo alieno che ho acquistato, trovandola all'incirca nel 1990 nel negozio di musica e film che frequentavo all'epoca, a Roma. La qualità del riversamento è discutibile, ma rimane un carissimo ricordo.
  • [2019-11] AVP (DVD Red Carpet) - Trovato in edicola nel gennaio 2020 questo DVD con solo il film in doppio audio più brevi speciali di cinque minuti su altri film della Fox in uscita nel 2005: un'edizione "ridotta" che rimpolpa la mia collezione.
  • [1993] ALIEN ³ (VHS Fox Video Hi-Fi Stereo) - Al momento di distribuire il terzo film in videocassetta, c'è già la collana aliena pronta. Tutta di nero colorata, che fa più figo.

[2020-10] Aliens saldaPress 41

Cover di Chun Lo

Quarantunesimo numero (13 ottobre 2020) della collana mensile della saldaPress, con le traduzioni di Andrea Toscani.

È molto coraggioso per la casa presentare le prime due parti della più che inutile Alien vs Predator: Thicker Than Blood di Jeremy Barlow e Doug Wheatley – ribattezzata in italiano Più forte del sangue – visto che iniziata nel dicembre 2019 la saga si è subito interrotta alla seconda puntata per rimanere carta morta: pare che il 4 novembre la Dark Horse Comics presenterà direttamente il volume TPB con l’intera saga, e la saldaPress avrà una decina di giorni per tradurre le restanti due parti da presentare a metà novembre nelle nostre edicole. Sempre sperando che la sempre pessima DHC non posponga l’uscita!

I lettori italiani non si perdono gran che, è la solita storiellina ridicola che non va da nessuna parte, malgrado la “frusta elettrica” dei Predator sia gagliarda. Vedremo il mese prossimo come finirà l’ultima orripilante storia della Dark Horse prima che il marchio passi alla Marvel con il nuovo anno.

La frusta laser la voglio!

L.

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[2007-05] Aliens vs Predator: Omnibus 1

Cover di Glenn Fabry

Il 2007 è stato l’anno in cui la Dark Horse Comics ha iniziato a raccogliere le sue grandi saghe in voluminosi Omnibus: a maggio ecco Aliens vs Predator: Omnibus Volume 1, che trovate anche su Amazon a circa 15 euro.
Ecco il suo contenuto:

[1990-06] Aliens vs Predator
Titanico capolavoro che inaugura un lungo e prolifico genere.

I Predator gettano embrioni alieni su un pianeta per poi andare a caccia, ma stavolta c’è un avamposto umano e scatta la scintilla di una lotta a tre razze.

Nasce il meraviglioso personaggio di Machiko, che si allea con i Predator e tornerà per altre grandi storie.

[1994-09] Aliens vs Predator: Blood Time
Breve storia apparsa sul numero 25 della rivista “Dark Horse Comics”.
Il giovane Two-Stripes si cimentar in un valoroso rito di passaggio, guidato insieme ad altri dal capo Top-Knot.
Mentre il suo compagno Light-Stepper perde una mano per colpa del sangue acido alieno, Two-Stripes si ricopre d’onore: non sa però che l’onore ha un prezzo altissimo. Sarà lui a rimanere sul pianeta e a fare da incubatrice di alieni, in vista della prossima caccia.

[1995-03] Aliens vs Predator: Duel
I Colonial Marines arrivano su Ryushi seguendo uno strano segnale: cercano la superstite Machiko Noguchi senza trovarla.
Si ritrovano invece nel bel mezzo di un rito di passaggio: alieni da una parte e Predator dall’altra in piena caccia. Assediati nella casa abbandonata da Machiko, protagonisti sapranno lottare con onore contro tutto e tutti, guadagnandosi il rispetto dei Predator… che all’onore tengono moltissimo.

[1995-05] Aliens vs Predator: War
Randy Stradley recupera la sua Machiko, donna che si divide tra mondo umano e Predator, aggiunge l’equipaggio superstite della storia Aliens: Berserker  (1995), il Predator dalla mano monca di AvP: Duel e scrive una splendida “caciara” .
Lo scontro finale è una splendida caciarata di “tutti contro tutti”: Aliens, Regina Aliena, Predator, Predatrix, umani, androidi… e arriva pure l’armatura Berserker! Una battaglia campale inter-razziale come non se ne è mai vista, una parata di personaggi in lotta gli uni con gli altri.

[1998-06] Aliens vs Pedator: Eternal
Nel Medioevo giapponese Gideon Suhn Lee ha sconfitto un Predator e, mangiatone il cuore, ha acquisito il potere di lunga vita. 700 anni dopo, divenuto miliardario sfruttando la tecnologia aliena, organizza una caccia al Predator per poter allungarsi ulteriormente la vita: le cose andranno diversamente…
La trovata gagliarda di questa miniserie è che il solito madman delle storie aliene stavolta non si limita agli esperimenti in laboratorio ma ruba la tecnologia dei Predator per costruire armature adattabili agli umani.

[1999-07] Aliens vs Predator: Old Secrets
Storia breve apparsa in un volumetto speciale di 48 pagine dal titolo Aliens vs Predator: Annual.
Brodilovo, Bulgaria. Nel terreno circostante la chiesa di San Giorgio viene trovato il corpo di un Predator perfettamente conservato, tranne per il petto… con una cavità all’interno. Elena, scienziata locale, va a parlare con padre Metodi il quale le mostra antichi libri  che raccontano come San Giorgio sconfisse un drago che seminava morte nel villaggio: e se fosse stato uno xenomorfo?

[1999-09] Aliens vs Predator: The Web
Breve storia apparsa in due numeri del mensile “Dark Horse Presents”.
L’equipaggio della Herakles si sveglia dal criosonno e ha una brutta sorpresa: il computer di bordo ha avuto un’avaria e da chissà quanto stanno vagando nello spazio senza meta, lontani da ogni rotta commerciale. Appena intercettano un segnale di soccorso si fiondano sul pianeta da cui arriva, scoprendo una gigantesca struttura: la casa di un umano che ha creato quella trappola piena di xenomorfi in attesa che arrivino gli odiati Predator.


Ecco le rispettive copertine nell’edizione Omnibus:

L.

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[1999-09] Aliens vs Predator: The Web

Cover di David Michael Beck

Storia in due parti apparsa sui nn. 146 e 147 (settembre e ottobre 1999) del mensile a fumetti “Dark Horse Presents“: una vecchia conoscenza dell’universo alieno come Ian Edginton si affianca ai disegni in bianco e nero di Derek Thompson e Brian O’Connell per raccontarci Aliens vs Predator: The Web.

Quando l’equipaggio della Herakles (Icart, Jude, Penzer, Cord e il capitano Rebeck) si sveglia dal criosonno ha una brutta sorpresa: il computer di bordo ha avuto un’avaria e da chissà quanto stanno vagando nello spazio senza meta, lontani da ogni rotta commerciale. Appena intercettano un segnale di soccorso si fiondano sul pianeta da cui arriva, scoprendo una gigantesca nave naufragata: com’è facile immaginare, è infestata di xenomorfi.

Ecco cosa succede a rispondere ai messaggi di soccorso

Riparatisi all’interno, i sopravvissuti scoprono che una barriera di feromoni tiene le creature all’esterno: quello non è un relitto, è la casa del miliardario Robert Sheldon, che si è costruito un corpo in grado di dargli una lunga vita.

Il miliardario Robert Sheldon, non proprio conservato bene

Sheldon racconta di essere uno dei pochi superstiti della colonia umana di Ryushi – il pianeta protagonista di Aliens vs Predator (1990) – e da allora ha investito ogni risorsa ed energia nel vendicarsi, sradicando la minaccia aliena ovunque essa apparisse. Mentre parla arrivano i Predator per la loro caccia, pronti ad affrontare un destino che ignorano.

Va’ che belle lance di guerra, vantano questi Predator

Malgrado i tentativi dei protagonisti di fuggire, il pianeta seguirà il piano di Sheldon: un’esplosione atomica che spazzerà via ogni forma di vita, che poi rinascerà e lancerà un nuovo messaggio di soccorso, per attirare nella rete nuovi cacciatori da trasformare in preda.

Una storia veloce ma succosa, piena di elementi dell’universo alieno e tante ottime trovate, oltre che rimandi a precedenti saghe. Ad avercene di più!

L.

– Ultimi fumetti:

– Ultimi “Dark Horse Presents”:

[1999-07] Aliens vs Predator: Annual

Cover di Jae Lee

È incredibile come dopo tanto tempo ancora riesca a trovare storie a fumetti che mi sono perso per strada. Rimettendo a posto lo scaffale con la collezione aliena è sbucato fuori un albetto speciale di 48 pagine pieno di storie brevissime che finora non avevo schedato: provvedo subito a colmare la lacuna!

Risale al luglio del 1999 questo Aliens vs Predator: Annual, che ha un numero “1” stampigliato di lato ma che io sappia non ne sono usciti altri. Forse non ha avuto il successo sperato, visto che all’epoca l’universo alieno era già parecchio a pezzi.

Il fumetto è disponibile in digitale su Amazon a meno di quattro euro.


Indice:


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[2020-07] Aliens vs Predator: The Original Comics Series HC

Cover di Chris Warner

Ultime cartucce da sparare per il morente universo alieno Dark Horse: è notizia di questi giorni che dopo gli ultimi anni (almeno dal 2016) a spalar letame su questi personaggi, finalmente la pessima casa ha mollato il marchio alla Marvel. Saprà la Casa delle Idee trattare meglio Alien e Predator? Sarà sicuramente impossibile trattarli peggio.

Visto che dal 2021 i nostri alieni preferiti abbandoneranno la Casa Madre, nei prossimi mesi assisteremo a vari canti del cigno della Dark Horse, prima di eventuali secchiate di ristampe targate Marvel.
Ecco così il 1° luglio 2020 Aliens vs Predator: The Original Comics Series HC (30th Anniversary Edition), disponibile su Amazon sia in cartaceo che digitale.

Il volumone cartonato ristampa la mitica saga Aliens vs Predator (1990) del decano Randy Stradley, che da sola ha scritto le regole della narrativa d’intrattenimento anni Novanta, e in più la prima parte del suo seguito Aliens vs Predator: War (1995), sempre di Stradley: immagino dunque che questo preveda un secondo cartonato con la seconda parte della storia, in un ipotetico futuro.

L’edizione del fumetto è quella coi colori “freddi” restaurata ai tempi dell’Omnibus (2007): preferisco di gran lunga i colori sbavati dell’epoca.

La prima apparizione di Machiko Noguchi. (Disegni di Phill Norwood). Dall’alto:
uscita originale (giugno 1990), italiana (1992) e Omnibus (maggio 2007)

Visto che questa splendida saga, alla base dell’universo di Alien e Predator, è apparsa in Italia solo nel 1992 e poi mai più ristampata, tanto che è palesemente ignota ai tanti fan dell’ultima ora (convinti che AVP nasca da un videogioco!), non sarebbe il caso di approfittarne e ristampare anche nel nostro Paese questa chicca d’annata? Chissà…

L.

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  • [2020-12] Aliens saldaPress 43bis - Conclusione della saga Alien: la sceneggiatura originale (2020), in cui Cristiano Seixas ha il compito di prendere la sceneggiatura di Dan O’Bannon del 1976 e trasformarla in un fumetto, ed addio della testata.
  • [2020-12] Aliens saldaPress 43 - Prima parte della saga Alien: la sceneggiatura originale (2020), in cui Cristiano Seixas ha il compito di prendere la sceneggiatura di Dan O’Bannon del 1976 e trasformarla in un fumetto, con gli splendidi disegni del brasiliano Guilherme Balbi.
  • [2020-10] Aliens: Orbita mortale - Splendida versione cartonata dell'inconsistente saga del 2017 di James Stokoe, la cui arte narrativa lascia freddini ma dal punto di vista grafico è davvero da rifarsi gli occhi. Il volume inoltre è impreziosito da una sezione "materiali extra" che fa girare la testa per la bellezza.
  • [2020-11] Predator saldaPress 25 - Seconda ed ultiam parte della movie adaptation, con la storia Beating the Bullet di Paul Tobin che nella traduzione di Andrea Toscani diventa Battere il proiettile, con protagonista Isabelle (interpretata nel film da Alice Braga).

[2004-08] AVP su “Fangoria” 235

Traduco questo servizio apparso sulla rivista specialistica “Fangoria” n. 235 (agosto 2004).


The AVP Referee

di Mark Salisbury

da “Fangoria”
n. 235 (agosto 2004)

Paul W.S. Anderson ha un lavoro che è il sogno di ogni fan:
sguinzagliare gli alieni contro i Predator
e filmare lo spettacolare risultato

Paul W.S. Anderson è un fan di tutto ciò che sia legato ai film di Alien. «Ricordo quando è uscito il primo film e la gente ne parlava quando ancora nessuno l’aveva visto. “È nel gatto”, perché Ridley aveva detto qualcosa di simile», ricorda Anderson. «Così fin dall’inizio, anche quando guardavi Aliens, pensavi che l’alieno sarebbe sbucato fuori a provocare il caos e a dirigersi sulla Terra. Ma non l’hanno fatto: hanno fatto un fantastico film senza arrivare sulla Terra. Poi uscì l’anticipazione di Alien 3 con l’uovo che sovrastava la Terra, e con la frase di lancio “Tutti sulla Terra potranno sentirti urlare”. Ricordo di essermi molto fomentato, con i miei amici: stavolta c’eravamo, l’alieno sarebbe arrivato sul nostro pianeta. Ma non l’hanno fatto. Era un grande trailer ma non era il film.»

È il turno di Anderson, ora, e Alien vs Predator (in uscita il 13 agosto per la Fox) finalmente porterà gli xenomorfi su questo pianeta. Più precisamente in Antarctica, dove viene scoperta una gigantesca piramide che da secoli fa da campo di gioco fra le due creature: una battaglia che una spedizione scientifica capeggiata dal miliardario Charles Bishop Weyland (Lance Henriksen) e l’esploratrice Alexa di Sanaa Lathan dovranno gestire. Dirigere un film di Alien è qualcosa di cui Anderson sogna da anni. Quando “Fangoria” parlò con lo sceneggiatore e regista britannico, questi stava completando Resident Evil (2002) e aveva un’idea per un suo seguito, che avrebbe diretto sebbene fosse più desideroso di fare la sua a lungo desiderata produzione di Death Race 3000 con Tom Cruise. Come mai allora è finito qui a Praga a girare AVP basato su un copione che ha scritto insieme a Shane Salerno?

«Ho fatto un incontro con i miei agenti proprio prima dell’uscita di Resident Evil e loro hanno detto: “Cosa vuoi fare dopo?”», ricorda Anderson, prendendosi una pausa sedendo su un sarcofago, in una delle stanze della piramide dove si svolge AVP. «Al che io ho detto: “Non voglio fare un film davvero violento, sento di averne già fatti tanti e non ne voglio altri, a meno che ovviamente non si tratti di Alien vs Predator“. L’ho buttata là citando il film che meno di tutti c’era la possibilità di fare, perché alla Fox il progetto non stava andando da nessuna parte. Mi richiamarono qualche settimana dopo e dissero. “Dovresti incontrare John Davis [produttore di AVP]”. Lo incontrai e buttai lì l’idea che avevo elaborato nella mia mente negli ultimi dieci anni. Lui disse: “Ho sentito 150, 200, 250 idee su AVP e sono stati scritti una dozzina di copioni: questa è la migliore idea che ho mai sentito”.»

«Due o tre giorni dopo siamo andati alla Fox», continua Anderson. «Ripresentai l’idea, loro impazzirono e un mese dopo già stavo scrivendo la sceneggiatura. Dopo la prima stesura dissero: “Richiederà del lavoro, ma facciamo questo film”. Si mossero molto in fretta, il che era davvero emozionante, perché dopo che hai passato un decennio a sviluppare un film non ti butti nella produzione a meno di non essere convinto che sia un buon progetto. Dopo che ci hai investito dieci anni, puoi anche prendertene altri cinque, ma loro erano davvero entusiasti dell’idea.»

[È necessario specificare che non esiste alcuna idea: Anderson si limita a prendere los punto dello storico fumetto del 1990 limitandosi a peggiorarlo in ogni modo possibile, con aggiunte pessime e discutibili. Perché si ostinasse a dire che era una sua idea rimane misterioso. Nota etrusca.]

Alla fine Resident Evil: Apocalypse (2004) ha finito per dirigerlo Alexander Witt, Death Race 3000 è stato messo in pausa e ad Anderson è stato dato meno di un anno per presentare AVP al cinema. «Gli studios fanno così», dice. «Una volta che si appassionano a qualcosa lo vogliono per ieri. È lo stesso con ogni film che ho fatto: nessuno vuole fare il tuo film finché non vogliono fare il tuo film, e da quel momento lo vogliono immediatamente.»

Alien vs Predator calza a pennello su Anderson. Contando che Ridley Scott e Alien sono fra le sue influenze artistiche, Anderson è sempre stato il regista britannico più commerciale della sua generazione, e mentre i suoi film – Shopping, Mortal Kombat, Punto di non ritorno, Soldier e Resident Evil – possono non essere sempre piaciuti ai critici, hanno contribuito a creare il suo stile unico. Quindi questo è davvero un sogno che si realizza?

«Dipende da che momento della giornata o da che ora sia, ma di sicuro è un fottuto sogno che si realizza», replica. «Basta girare e guardare le facce della troupe che fissano Tom Woodruff nel costume alieno: “Sto facendo un film di Alien“, dicono. Oppure stanno lì a fissare il Predator con occhi sgranati. Ricordo la prima volta alla ADI, quando abbiamo fatto dei test utilizzando una vecchia tuta aliena rimasto da un film di Alien e una sorta di costume di Predator raffazzonato, con io che giravo un video: avere l’alieno e il predatore nella stessa inquadratura era meraviglioso, letteralmente i peli mi si drizzavano sul collo. Era elettrizzante per la maggior parte del tempo: non importava quanto eri stanco e quante giornate intere di lavoro avevi sulle spalle, sedevi con le creature e dicevi “Cazzo, è emozionante”.»

[Anderson evidentemente era fra i pochi a non aver visto Batman: Dead End (2003), che regalò a noi fan l’emozione di avere le due creature insieme in video. Nota etrusca.]

«D’altro canto eri anche intimidito», continua. «Ho passato parecchie notti insonni a pensare: “Stai attento a cosa desideri”. Ridley Scott e James Cameron sono due dei migliori registi ancora oggi, e David Fincher Jean-Pierre Jeunet non sono certo gli ultimi arrivati. John McTiernan, quando ha fatto Predator (1987), era tipo uno dei migliori registi d’azione al mondo. È davvero spaventoso doversi mettere a confronto.»

Malgrado Anderson tiene fuori dalla lista Stephen Hopkins, regista dell’ingiustamente vituperato Predator 2 (1990), lo stesso dice: «Mi sono divertito a guardarlo. Per me, l’errore che hanno commesso è stato di avere un solo Predator. I franchise fanno davvero successo quando alzano il tiro: vuoi la stessa cosa per il 60% e qualcosa di nuovo per il 40%. È questo ciò che ha fatto Cameron, nel suo modo geniale, con Aliens (1986): ha dato a tutti la roba nuova. È come se avesse detto: “Ok, avete avuto un alieno, non posso rifarlo uguale come l’ha fatto Ridley, così vi darò un sacco di alieni e anche la Regina Aliena». Quello era l’approccio giusto. Con Predator 2 avevo già visto un mostro cacciare qualcuno ben più tosto di Danny Glover.»

Anderson non vuole fregare nessuno sulla conta dei mostri in AVP, ma certo vi farà aspettare un po’ prima di vederli. «La cosa interessante della struttura di Alien, Aliens e Predator, che sanno sfruttare bene mentre gli altri film della saga lo fanno un po’ meno, è che ritarda l’arrivo della creatura il più a lungo possibile», spiega il regista. «In Alien non vedi il facehugger prima di 45 minuti dall’inizio. In Aliens sei un’ora e 10 minuti addentro alle vicende prima di vedere lo scontro armato con i mostri. Con Predator sono 55 i minuti che passano prima di vedere il cacciatore invisibile. Quei film ti tengono sull’orlo della poltrona perché sono pieni di tensione ma anche di buone storie, e solo allora svelano le creature. Ha funzionato meno con Alien 3 ed Alien Resurrection, perché nel primo caso praticamente vedi la creatura nei titoli di testa, e nel secondo vedi la Regina già dopo dieci minuti. E una volta che sei lì, una volta che hai visto la creatura, non puoi andare più da nessun’altra parte.»

«Devi essere onesto», continua. «La frase di lancio di Aliens era “Questa volta è guerra” e sono andato a vederlo volendo la guerra, e sai cosa? Ho avuto la guera ed è stato grandioso, ma ho dovuto aspettare almeno un’ora. Ciò che ho avuto è stato principalmente una buona narrazione e buoni personaggi, così ho apprezzato la guera quando è arrivata. Se ci vai sparato, magari nei primi cinque minuti, poi ci devi tornare e tornare per tutto il resto del film e non sempre puoi. È meglio creare prima un po’ di tensione, che poi potrà sfogare. Ciò che funziona così bene in Alien ed Aliens è che hai tempo per conoscere tutti quei personaggi, così quando iniziano a morire almeno sai chi sono e ti dispiace per loro.»

Anderson dice che strutturalmente il suo film è molto simile ad Aliens, «nel senso che una volta iniziata l’azione non si ferma più», spiega. «Sì, vi faremo aspettare 45 minuti ma quando si partirà poi fino alla fine sarà implacabile, a si spera che una volta lasciato il cinema farete il giro e tornerete a vedere di nuovo il film. Quando le due creature saranno faccia a faccai sarà grandioso. È un film incredibilmente frenetico e gli alieni non sono mai stati così al massimo: è stato chiesto loro di fare cose in questo film che non hanno mai fatto prima. La prima scena che vede lo scontro fra le due creature ci abbiamo messo un mese a girarla, malgrado sia appena una pagina di copione. Dovevamo renderla straordinaria.»

Il regista è sempre attento al senso dello straordinario nei suoi film. Dal punto di vista degli effetti speciali Anderson ha voluto fortemente che Woodruff ed Alec Gillis della ADI – quelli che hanno lavorato ad Alien 3 ed Alien Resurrection – gestissero le creature sempre con grande enfasi. C’è chi dice che questo sia il risultato della delusione di Anderson per il mostro computerizzato di Resident Evil.

«Il problema che abbiamo avuto è che abbiamo inserito il Licker troppo tardi», ammette. «Ciò che avremmo dovuto fare, e che abbiamo poi fatto per il seguito, è costruire un animatrone e fare poi aggiustamenti al computer. Nel primo film è stato durante l’inizio delle riprese che ho deciso di aggiungere il mostro, ma allora era troppo tardi per costruirne uno vero così abbiamo dovuto ricorrere alla CGI. C’erano sequenze che andavano bene ed altre che non avevano bisogno di interventi grafici, ma abbiamo dovuto farli perché non avevamo tempo di attuare altre soluzioni.»

«In questo film invece la situazione è diversa, perché ho lavorato alla pre-produzione per almeno un anno prima delle riprese, così tutto è stato meticolosamente pianificato. Ci sono scene che stiamo girando oggi il cui storyboard l’ho disegnato un anno fa, pianificando la loro ripresa. Così nei punti in cui è previsto un animatrone come la Regina, ci sarà, così come dov’è previsto ci sia un tizio in costume o qualcosa da sistemare in CGI sarà tutto pronto. Ma il tutto è stato un processo davvero lungo e laborioso, miglore di qualsiasi altro film a cui abbia lavorato.»

In più, una priorità di Anderson è stata una scelta rigorosa degli attori. «La prima volta che ho parlato con lo studio sono stato molto chiaro, e ho detto: “Voglio il genere di attori visto in Alien, bravi in ognuno dei loro ruoli. Non voglio caratteristi stupidi o attori deboli ma che magari sono famosi all’estero. Voglio lo stesso tipo di cast che ha avuto Ridley Scott”. Non c’è un solo attore debole, così come anche in Aliens: una squadra fantastica. Volevo quel tipo di gruppo, non necessariamente composto da nomi famosi, e lo studio è stato subito d’accordo.»

Sono arrivati nomi anche più forti di Henriksen, il cui personaggio è il modo con cui Anderson si ricollega alla Alien mythology che tanto ama, e accanto alla protagonista Lathan c’è un cast eclettico, compreso l’italiano Raoul Bova, visto ultimamente in Sotto il sole della Toscana con Diane Lane, poi gli scozzesi Ewan (Trainspotting) Bremner e Tommy Flanagan, così come l’amico di Anderson Colin (Resident Evil) Salmon nel ruolo di Max Stafford, il capo della sicurezza e braccio destro di Weyland.

«Paul ha scritto la parte per me, il che è stato davvero gentile: mi aveva ucciso troppo presto in Resident Evil», dice Salmon. «Ha deciso di tornare ad utilizzarmi e così ha creato il personaggio di English. Max è il charge d’affaire del signor Weyland, è un cacciatore di teste ma anche un ex militare, quindi ha capacità in più campi.»

Mentre Henriksen ha portato con sé l’esperienza di aver lavorato ad Aliens ed Alien 3, Lathan, che ha lavorato con Denzel Washington in Out of Time (2003), non è solo un’esoridente in questi franchise ma anche nel genere horror, a parte un piccolo ruolo in Blade (1998) come madre di Wesley Snipes. In più si ritrova a coprire un ruolo “alla Sigourney Weaver”. Mentre Anderson capisce che sarà inevitabile il confronto, afferma che l’attrice ha portato molto al progetto, non solo le sue grandi capacità.

«La cosa che mi ha davvero attratto di lei è che è una bravissima attrice», dice. «E mettere una brava attrice al centro di questo film è ciò che ero convinto dovessimo fare. Perché la realtà è che si tratta di un film “uomo-in-costume contro uomo-in-costume”, e l’unica cosa che rende i due credibili è vedere la reazione sui volti degli esseri umani. Ecco perché Alien funziona, perché sono grandi attori e Ridley punta molto sui volti delle persone che fissano la creatura: aveva attori capaci di affrontare quella prova.»

«Il suo entusiasmo è contagioso», dice Lathan di Anderson. «Non ho mai lavorato con un regista che sia così appassionato di un progetto. Ogni giorno è come se camminasse sospeso dal suolo, dalla contentezza, visto che è un progetto che sognava da tempo. La gioia del regista ha effetto su tutto il set e si gira molto meglio. Anche quando la scena è più impegnativa, comunque è divertente. Non mi sono mai fatta così tanti amici come durante questo film.»

«Ho lavorato con molte persone che hanno fatto film d’azione, e loro arrivano e sanno subito come stare davanti allo schermo verde», dice Anderson. «Per Sanaa invece è la primissima volta, eppure ha saputo subito gestire la situazione in modo perfetto: quando la vedi penzolare da un picco, sei dannatamente convinto che sia reale. E alla fine non importa quanto siano buoni gli effetti speciali: se gli occhi dell’attore non funzionano, la scena non funziona. A guardarla penzolare da uno schermo verde, a tipo due metri d’altezza, hai paura per lei perché nei suoi occhi leggi la paura, ed è fantastica.»

Il contratto di Lathan prevede il suo ritorno se AVP sarà un successo. Alla domanda se considera questo film come l’inizio di un nuovo franchise, Anderson esclama: «Assolutamente sì. Non è Alien 5 ed è pensato espressamente per non interferire con Alien 5 o Predator 3, se mai li gireranno. Pensare di fare un film alieno che non sia nel futuro e non abbia Sigourney Weaver è un’assurdità.»

«È una delle ragioni per cui ho insistito con la Fox: “Voglio fare questo film per voi, ma voglio chiamarlo AVP“. E sono stati d’accordo, infatti la sigla è sulle locandine e nel trailer. Per me quelle tre lettere sono importanti perché delineano l’identità del film, che considero di un franchise separato. È un film a sé stante [stand-alone movie]. Non devi per forza aver visto un film di Predator o di Alien, anche se nel caso ci sono un sacco di citazioni e strizzate d’occhio ai franchise, ma lascia libera la Fox di fare Alien 5 e Predator 3 semmai vorranno.»


L.

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