[2020] Breach – Incubo nello spazio

Giovedì prossimo, 23 settembre 2021, Koch Media renderà disponibili per la vendita il DVD e il Blu-ray di questo film, e io sono fra quelli che l’hanno già comprato in prevendita.
Uno dei rarissimi film con Bruce Willis in locandina in cui poi all’interno… incredibile! C’è Bruce Willis davvero! Una claustrofobica avventura fanta-horror nello spazio profondo, con sonno criogenico, alieni a bordo, bevande fantastiche, fanta-fucili, scopiazzate aliene e serie Z da ridere di pancia: per me… è il film dell’anno!

«Ci vuole molto più di un alieno per uccidermi.»
(It’ll talk a lot more than aliens to kill me)

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Citazioni aliene. The Exorcist (2016)

La citazione aliena più “santa” di sempre!

Ho voluto provare a vedere la prima stagione della serie televisiva “The Exorcist” creata da Jeremy Slater, disponibile su Prime Video. La noia è stata così forte che la seconda l’ho giusto iniziata e, capito che era pure peggio, subito interrotta.

Non prima però di aver beccato una citazione aliena coi controfiocchi!

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[2020-04] Alien Saga su “Sci-Fi Now” 170

Traduco il testo che Oliver Pfeiffer ha scritto per la rivista specialistica “Sci-Fi Now” n. 170 (aprile 2020) dandogli il roboante titolo di “The Complete Guide to ALIEN“: sarà davvero una guida completa?

Ovviamente no, è solo un mucchio di nozioni superficiali, spesso sballate, buttate a casaccio e citando brani di interviste a capocchia, giusto per creare ancora più leggende generiche su una saga che invece avrebbe bisogno di maggiore concretezza.

L’articolo si chiude citando il cofanetto “Alien: Six-film Collection”, quindi potrebbe essere legato a questo fatto l’assenza dei due AVP nel racconto, ma non escludo che il giornalista appartenga a quelli che ignorano volutamente i due poveri film, mentre invece esalta le immonde porcate di Ridley Scott.

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Alien su ArtStation (3) Daniel Green

Ho scoperto il sito grafico ArtStation, dove artisti del disegno e della grafica digitale presentano loro personali creazioni, spesso idee che usano personaggi di noti universi fantastici calati in vari ambienti: poteva mancare l’universo alieno?

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Citazioni aliene. Grabbers (2012)

Non sarà una Regina Aliena, ma siamo nelle vicinanze

Su Prime Video mi è capitato di vedere L’invasione degli ultrasbronzi (2012), ridicolo titolo italiano del film Grabbers di Jon Wright, che invece Blue Swan nel maggio 2016 ha portato in DVD con il titolo Grabbers. Hangover finale.

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Quando Hyperdyne era Cyberdyne

Il 29 giugno 2021 sul suo profilo instagram Alien vs. Predator Galaxy presenta una schermata dal «primissimo copione di Aliens» (The very first draft of Aliens), datato 1985, dove si vede chiaramente come James Cameron si sia divertito ad inserire un richiamo palese al suo Terminator (1984): l’androide Bishop infatti risulta costruito dalla Cyberdyne Systems, casa il cui nome però nella sceneggiatura finale diventerà Hyperdyne Systems, anche se è sempre stato chiaro a tutti che Jim si è divertito a rendere il T-800 e Bishop due fratelli robotici!

Non è stato però d’accordo Roberto C. Sonaglia, che al momento di tradurre in italiano il romanzo-novelization di Alan Dean Foster per la Sonzogno (ottobre 1986) ha preso il termine originale «Hyperdine» (scritto con la “i” e non con la “y”) e l’ha trasformato in «Cyberdene»: è stato un errore di battitura? Mi piace pensare invece che Sonaglia fosse un fan di Terminator e abbia voluto restituire al gioco citazionista di Cameron il suo valore.

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Citazioni aliene. Cronache del Tempo Medio (1991)

Finalmente mi decido a schedare le citazioni aliene dalle Cronache del Tempo Medio (Crónicas del Tiempo Medio), saga a fumetti di Emilio Balcarce con gli irresistibili disegni di Giovanni “Juan” Zanotto (1935-2005), nato a Torino ma argentino d’adozione.

Tra parentesi, è un fumetto ad altissima densità scacchistica, e per saperne di più su questo aspetto rimando all’analisi del Custode, fenomenale appassionato del “nobil giuoco” che purtroppo il Covid-19 si è portato via nel 2020.

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Citazioni aliene. Elvira (1988)

Questa in realtà non è proprio una citazione manifesta, ma mi risulta davvero difficile vedere la protagonista di Una strega chiamata Elvira (Elvira: Mistress of the Dark, 1988) affrontare il cattivo finale armata di fucilone, a due anni dall’uscita di Aliens (1986), e non pensare ad una strizzata d’occhio alla Ripley furiosa che scende nell’alveare.

Ringrazio il post di Evit per avermi fatto ricordare questa scena.

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Citazioni aliene. Barbapapà (2019)

L’amico Zio Portillo di solito mi segnala citazioni scacchistiche, ma stavolta ci regala un piccolo gioiello! Visto che oggi è il suo compleanno, questo post è anche per fagli gli auguri.

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[1991] Terrore nello spazio (Dead Space)

Ormai lo sanno tutti, nello spazio nessuno può sentirti citare Alien, quindi lo fanno in tanti. Come per esempio Fred Gallo, che oggi produce documentari per bambini ma ha esordito alla regia con un filmaccio di fantascienza che copia tanto e dai migliori: come dargli torto?

Il suo Dead Space è prodotto dalla Concorde Pictures di Roger Corman, che grazie ad un accordo distributivo con la RCA-Columbia permette a questi infimi prodottini di girare tutto il mondo, Italia compresa.
Al momento di portarlo nelle nostre videoteche, però, la Columbia-TriStar ha pensato bene di affibbiargli il titolo Terrore nello spazio, drammaticamente vago per un film: vuoi vedere che hanno pensato di chiamarlo come il film di Mario Bava del 1965 che O’Bannon ha scopiazzato per Alien? Che sia una sorta di contrappasso, visto che questo film del 1991 è palesemente una scopiazzata aliena?
Comunque la Prisma/Fox nel 1998 ha battezzato con lo stesso titolo la VHS italiana di Within the Rock o Terror Mooon (1996), che invece IMDb chiama Dagli abissi dello spazio. Insomma, ’sto terrore nello spazio piace ai distributori italiani.

Scomparso subito nel nulla, il film dal maggio 2020 lo trovate in italiano sul canale YouTube di Cinema ZOO, finché dura.

Un titolo secco, senza fronzoli

L’eroe della vicenda è la classica figura di avventuriero spaziale che negli anni Ottanta la faceva da padrone, e in questo caso è il comandante Steve Krieger, interpretato da quel Marc Singer che per tutta la sua carriera di filmacci ha campato di rendita grazie all’enorme fama riscossa nei panni del mitico Mike Donovan nella serie “Visitors”. Noi ragazzini degli anni Ottanta siamo tutti cresciuti con Donovan come padrino, malgrado i finti anni Ottanta di moda oggi lo ignorino.

Può un figlio di quel “fanta-decennio” girare per la galassia senza un robot “spalla comica” al seguito? Ovviamente no, e qui l’assistente robotico – Tim in originale, che diventa qualcosa come Timba in italiano! – è doppiato da una voce famosa ma non so identificarla.

Steve Krieger, maschio spaziale senza rischio né raschio

Krieger e Tim guidano un’astronave scassata, come si confà ad un avventuriero spaziale, e rispondono contro voglia ad una richiesta di soccorso da Phebon, una stazione di ricerca sul pianeta omonimo: un laboratorio spaziale affetto dal peggiore dei problemi dell’universo. È gestito da Bryan Cranston!

Chi sarà mai il cattivo della storia? Chi sarà il.. breaking bad?

Il miglior attore del mondo (come lo sfotte Cassidy) interpreta Frank Darden, uno degli scienziati che a Phebon cercano una cura contro il virus Delta-5 che sta falcidiando l’umanità, e la sapete tutti la regola per combattere un nemico: trovare un nemico più potente. È la formula americana: vuoi far fuori un dittatore violento? Cerca un dittatore ancora più violento, e poi uno più più violento per far fuori quello più violento, e poi uno più più più violento per far fuori il precedente e così via. È una tecnica che gli Stati Uniti adottano da sempre, e la politica internazionale dimostra che hanno fatto proprio un bel lavoretto di fino…

Nello spazio vige la stessa regola, così Bryan Cranston e gli altri scienziati per combattere il pericoloso virus hanno creato un «mutante metamorfico», che non sconfigge il virus ma in compenso si mangia tutti gli umani che incontra. Esattamente lo stesso risultato della politica estera americana!
Dubito che la sceneggiatrice esordiente Catherine Cyran pensasse a tutto questo, ma mi piace pensare che quella vecchia pellaccia di Roger Corman adorasse il sottotesto sarcastico.

Che bell’ovetto, chissà quale sorpresa conteneva…

Corman avrà tempo con Carnosaur 2 (1995) di ricopiare identico Aliens (1986), qui siamo nello spazio quindi si ricopia Alien (1979). Così uno scienziato curiosone si sporge troppo sul piccolo uovo che covava il virus mutaforma (?), questo ne fuoriesce e gli si infila nel naso (giuro!), e dopo un po’ – da bravo chestburster – ne fuoriesce in versione larvale dal petto. Però per non far proprio capire che si sta copiando il film di Ridley Scott confondiamo un po’ le acque: il mostro fuoriesce dal petto citando palesemente La Cosa (1982) di John Carpenter. Anche per citare i registi giusti.

Rob Bottin, dove sei?

Tornando al copione alieno, l’essere larvale fuoriuscito dal petto fugge e va a nascondersi in attesa di crescere, mentre Krieger e gli altri cominciano a setacciare la stazione, assicurandosi di chiudere man mano i bocchettoni dell’impianto di condizionamento per intrappolare la creatura, anticipando la scena identica vista l’anno dopo in Alien 3 (1992).
Intanto non mancano le frecciatine agli scienziati spietati, che con i loro esperimenti infami mettono a rischio la vita con la scusa di salvarla. Signora mia, chissà che ci mettono nei vaccini. Certo che avere Bryan Cranston occhialuto con un camice da dottore non aiuta la ricerca medica.

Fidatevi degli scienziati, soprattutto se hanno la faccia di Bryan Cranston

Il povero Marc Singer è palesemente fuori ruolo, visto che non serve un avventuriero spaziale dalla battuta pronta e dal fisico forgiato da mille amplessi: siamo in un campo dominato da eroi “ripleyggianti”, cioè donne determinate più che muscolose, quindi l’aitante Singer non può far altro che mettersi in pose plastiche davanti a fonti di luce ingiustificate e assumere la faccia di chi finge di capire dove sia, quando è chiaro che non lo sappia.

Quando cerchi di fingere interesse ma non sai neanche dove sei

Ad un certo punto il nostro baldo eroe ci regala il momento più alto dell’intera vicenda, dove si ride di cuore. Bisogna andare fuori dalla stazione a stanare il mostro, e quindi è necessario indossare la tuta spaziale per camminare sul pianeta alieno. Eh, detta così pare facile, dove li troviamo i soldi per una tuta spaziale? Va be’, Singer: infilati un giacchetto, che vale come tuta pressurizzata!
Non un respiratore, non un casco, solo un giacchetto… e neanche chiuso fino al collo! Mi coprivo di più io quando uscivo di casa in Fase 1!

Cioè… quella sarebbe una tuta spaziale pressurizzata???

Dopo una puntatina alle Vasquez Rocks, la mitologica location dove sono state girate le migliori scene di cinema fantastico di sempre – da “Star Trek” a Bill & Ted che citano “Star Trek” (1991) – si torna in interni che dobbiamo girare l’incontro con la Regina Aliena. Va be’, Regina forse è troppo… diciamo una dama di compagnia inquadrata con tante luci addosso.

Al cospetto della Regina Aliena… o supposta tale!

Mi sembra superfluo specificare che non esiste trama, al di fuori della scopiazzata aliena, e i personaggi vagano abbandonati a sé stessi, ma vi posso assicurare che si ride di gusto, soprattutto quando il mostro pseudo-xenomorfo attacca le sue vittime. Il budget del film permetteva al massimo un “coso” di gomma appeso alla parete, quindi sta agli attori buttarcisi addosso fingendo di esserne afferrati, e agitarsi facendo in modo di muovere gli artigli di gomma come se il mostro fosse vivo.
Siamo in pratica tornati alla celebre piovra di gomma di Ed Wood, cioè agli albori del cinema horror: solo per queste scene vale la pena vedersi questo film.

Lo xeno-coso di gomma

Per un film di fantascienza copiare Alien è cosa buona e giusta, ma bisogna sempre ricordarsi anche di Aliens, perciò non stupisce che dopo una prodezza dell’eroe Krieger, il suo amico robotico Tim se ne esca con questa frase:

«Non male per un semplice essere umano.»

Quando basta una sola frase a venderti un film.

L.

– Ultime citazioni da Alien:

  • Citazioni aliene. Piccolo ranger (1981) - Quasi due anni dopo l'uscita italiana di Alien (1979), la testata a fumetti "Il piccolo ranger" presenta la versione bonelliana del nostro xenomorfo preferito, anche se adattata per i giovani lettori.
  • Star Trek Alien: Datalore (1988) - Anche Evit parte per le stelle e mi segnala una deliziosa cripto-citazione trekiana, a cui aggiungo due perle del male.