Citazioni aliene. Cinema Sewer 11 (2002)

Questa copertina pepata della ruspante rivista “Cinema Sewer” n. 11 (2002) lascia pochi dubbi sull’omaggio al newborn di Alien Resurrection (1997), malgrado dentro non ci sia alcuna specifica di sorta.

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[2020-04] Alien Saga su “Sci-Fi Now” 170

Traduco il testo che Oliver Pfeiffer ha scritto per la rivista specialistica “Sci-Fi Now” n. 170 (aprile 2020) dandogli il roboante titolo di “The Complete Guide to ALIEN“: sarà davvero una guida completa?

Ovviamente no, è solo un mucchio di nozioni superficiali, spesso sballate, buttate a casaccio e citando brani di interviste a capocchia, giusto per creare ancora più leggende generiche su una saga che invece avrebbe bisogno di maggiore concretezza.

L’articolo si chiude citando il cofanetto “Alien: Six-film Collection”, quindi potrebbe essere legato a questo fatto l’assenza dei due AVP nel racconto, ma non escludo che il giornalista appartenga a quelli che ignorano volutamente i due poveri film, mentre invece esalta le immonde porcate di Ridley Scott.

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[2000-09] Resurrection su “Games Master”

Sul numero 9 (settembre 2000) della rivista specialistica italiana “Games Master” c’è una entusiastica recensione del videogioco Argonaut ispirato al film Alien Resurrection (1997), la cui lavorazione è stata particolarmente tribolata: riporto più sotto il testo dell’autore ignoto che ci regala qualche impressione di gioco.

Il “paginone centrale” della rivista è dedicato ad un poster dello xenomorfo del gioco, come potete vedere a fine pezzo.

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[2000-09] Resurrection su “PlayStation Power” 56

La rivista “PlayStation Power” – che dal numero 50 diventa “Power – The PlayStation Mag” – è durata solamente pochi anni, nata nel 1996 e chiusa nel 2001 (stando a questa Wiki), ma ha fatto a tempo a coprire l’uscita del travagliato videogioco Alien Resurrection (2000), tratto dal film omonimo di Jean-Pierre Jeunet.

Questo numero 56 (settembre 2000) recensisce il gioco dandolo in uscita quello stesso settembre: visto che il numero sarà stato plausibilmente chiuso il mese precedente, la data non è certa.

Il recensore Clive Gorman (cognome “alieno”!) inizia raccontando brevemente la saga filmica di Alien per quei pochi che non la conoscessero, e visto che riporta il 1989 come anno d’uscita di Aliens è chiaro che non è un lavoro coi fiocchi.

Il pezzo prosegue raccontando come il gioco fosse stato inteso all’inizio come spara-tutto in terza persona finché la Argonaut ha deciso di cambiare, passando ad una prima persona «più d’atmosfera». E l’atmosfera è la parte più lodata del gioco finito, oltre alla grande accuratezza grafica.

Viene specificato che la Argonaut ha avuto accesso agli archivi audio della Fox così da poter garantire un impianto sonoro perfettamente fedele al film, e il giornalista cita l’emozione di sparare con un pulse rifle e la tensione crescente dell’udire il suono di un  tracker, entrambi assenti nel film: forse sono stati aggiunti nel videogioco per far piacere ai fan?

Tra i difetti viene citato il fatto che è impossibile uccidere uno xenomorfo che si muova sulle pareti: l’unico momento in cui ha senso sparare alle creature è quando camminano sul terreno, in qualsiasi altra posizione semplicemente sono impermeabili al fuoco delle armi. Inoltre i tracker non consentono di segnalare presenza aliena in zone non ancora esplorate, rendendo quindi palesemente inutile la loro essenza. Altro difetto una gestione dei controlli difficoltosa durante le azioni concitate.

Al di là di tutto, il giudizio è ottimo e addirittura il recensore considera Alien Resurrection migliore del coetaneo Resident Evil 3 a livello di scariche di adrenalina.

Ecco le pagine dell’articolo… con illustrazioni a casaccio!

L.

– Ultime riviste:

[2000-08] Resurrection su “Playstation Magazine” 61

Sul numero 61 (agosto 2000) della rivista specialistica britannica “Official UK PlayStation Magazine” appare un lungo articolo dedicato al videogioco tratto dal film Alien Resurrection (1997) di Jean-Pierre Jeunet.

Il testo di Andy Lowe ci spiega che da tre anni il videogioco che doveva uscire insieme al film sta vivendo un development hell, espressione usata per indicare non solo una gestazione artistica problematica ma anche una serie di costose rielaborazioni, come per esempio una completa revisione del gioco in questione. Però la casa Argonaut Software promette che «il gioco è quasi pronto, ed è destinato a diventare un classico»: non mi intendo dell’universo videoludico, ma dubito sia andata così.

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Storia dei fumetti alieni 7. Clonare la donna sbagliata

In attesa di scoprire che ne sarà dell’universo narrativo alieno, mi sembra il momento giusto per iniziare a raccontare – per la prima volta al mondo! (e non sto esagerando) – la storia di trent’anni di narrativa a fumetti in un universo più vasto di quanto gli autori stessi abbiano idea.

Illustrazione di Raymond Swanland da AVP: Three World War (2010)


Lucius Etruscus

Storia dei fumetti
di Alien e Predator

(parte settima)

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[2014] Easy Street (the Hard Way)

Nutrivo molte speranze nei riguardi di Easy Street (the Hard Way), l’autobiografia (o memoriale) scritta da Ron Perlman insieme a Michael Largo, invece purtroppo sul fronte alieno c’è davvero poco: comunque traduco quel poco spazio che l’attore dedica ai ricordi legati ad Alien Resurrection (1997).


Se date un’occhiata su IMDb alla mia filmografia degli anni Novanta potreste pensare: “Ma che cazzo, questo qua non fa che lavorare tutto il tempo”. E io risponderei che a parte rare eccezioni come City of Lost Children (1995), The Island of Dr. Moreau (1996), Alien: Resurrection (1997) e, alla fine, Il nemico alle porte (2001), tutto il resto è nato dalla semplice disperata disperazione. Non mi spingerei a dire che mi vergogno di quei film, è solo che spero che nessuno li abbia visti. Mi fa sembrare uno stupido, ma essenzialmente stavo tirando avanti: avevo dei figli alla scuola privata e un tetto sulla mia testa che dovevo mantenere integro. Ma mentre la maggior parte degli uomini può nascondere i propri sbagli sotto il tappeto, i miei di sbagli sono finiti su grande schermo e sono stati proiettati alle 11 di sera ogni fottuta settimana.

[…]

Ho saputo del progetto [di Alien Resurrection] quando ho ricevuto una strana telefonata da uno degli alti dirigenti della 20th Century Fox. Stavano preparando il lancio di ciò che sarebbe stato il quarto titolo di uno dei franchise più di successo di sempre. Stavano stilando una lista di possibili registi per il film e molto in alto su quella lista c’era Jean-Pierre Jeunet, con il quale avevo lavorato per City of Lost Children. Visto che lui aveva lavorato solo con il cinema indipendente francese, nessuno ad Hollywood aveva idea se fosse in grado di gestire una grande produzione per uno studio, perciò sapendo che io ero l’unico americano con cui Jean-Pierre avesse mai lavorato mi chiesero come fosse stata quell’esperienza. Naturalmente il mio racconto è stato entusiasta: non solo Jean-Pierre era un autore brillante ed innovativo, ma era anche un grande cinefilo che avrebbe adorato lavorare ad una grande produzione americana. In più – e questa era la cosa sorprendente – mi aveva confessato il desiderio di fare un grande film per Hollywood.

Alla fine ottenne la regia e mi restituì il favore aiutandomi ad ottenere il ruolo di Johner. Il personaggio era un fanfarone sopra le righe, uno che si credeva un duro ed aveva l’abitudine di cercare sempre di dimostrarlo. Visto che le mie partecipazioni ai grandi progetti di Hollywood erano molto limitate, va da sé che ero parecchio eccitato. In più nel film c’era Winona Ryder, all’apice della carriera, e un paio di altri attori con cui da allora sono rimasto amico: Leland Orser (Purvis, l’imbozzolato!) e Raymond Cruz (il soldato Distephano), dei tipi eccezionali!

A differenza dei film hollywoodiani che ho fatto, questo è stato girato negli studi Fox a Century City, così ho potuto usufruire del lusso di dormire nel mio letto ogni sera, tanto per cambiare. […]

Alien Resurrection ha avuto un buon esordio, incassando all’incirca 38 milioni nel finesettimana del Ringraziamento, quando uscì: poi nella seconda settimana è scomparso. Niente gambe [No Legs], come dicono a Hollywood. Perciò, molto rapidamente, l’eccitazione ha lasciato il posto alla delusione, per poi lasciare il posto all’imbarazzo, per poi lasciare il posto a due anni durante i quali il mio telefono non ha squillato. Ed intendo letteralmente. Neanche un cartone animato da doppiare, attività che mi ha sostenuto in tanti anni difficili. Stavolta la cosa era molto più seria. Questo silenzio radio, giorno dopo giorno mi convinceva che la mia fortuna era esaurita. Non c’erano prospettive future né al cinema né in TV.


La storia continua con Ron che segue il consiglio del suo psichiatra per elaborare quella crisi e poi, dal nulla, arriva la telefonata di Jean-Jacques Annaud, che l’aveva diretto ne  Il nome della Rosa (1986): se Jude Law accetta, c’è un filmone da girare con un ruolo scritto appositamente per Perlman. Cioè Il nemico alle porte (2001).

Ad Alien Resurrection non è dedicata più alcuna parola.


L.

– Ultimi libri alieni:

  • [1990-12] Predator 2 (Novelization) - Rarissimo romanzo-novelization del secondo film, copiato dal fumetto di Mark Verheiden.
    La nave aliena è atterrata sull'emisfero occidentale, alimentata da una tecnologia sconosciuta alla scienza umana. La sua destinazione: la città di Los Angeles.
  • [2021-08] Alien 3: The Unproduced Screenplay - Ennesimo sfruttamento della pessima sceneggiatura di William Gibson, stavolta a forma di romanzo.
    Nella Guerra fredda futura, i Comunisti spaziali fanno esperimenti sugli alieni che poi gli Americani dovranno gestire.
  • [2021-04] Aliens: Infiltrator - Ottimo romanzo che racconta gli eventi pregressi del videogioco Aliens: Fireteam (2021).
    Il dottor Hoenikker arriva su Pala Station e capisce subito che gli esperimenti sugli xenomorfi che lì vengono portati avanti potrebbero finire male. Molto male.
  • [2008-10] Aliens: No Exit - Su un pianeta diviso tra due compagnie uno xenomorfo compie una strage, e la Planetus manda un suo uomo per indagare e capire se sia colpevole l'altra compagnia, la Weyland-Yutani.
    Romanzo verboso e inconcludente, quasi del tutto privo di xenomorfi ma in compenso con chiacchiere in eccesso.
  • [2006-03] Predator: Forever Midnight - Altra grande occasione mancata, con troppe invenzioni e poca trama.
    Appena giunti sul pianeta Midnight per proteggere la colonia umana, gli Orbital Marines del comandante Ness sono aggrediti e falcidiati da una nave dei Predator, i quali ora inseguono le loro prede sul pianeta dove non tramonta mai il sole. Inizia una caccia alquanto noiosetta.
  • [2007-09] Predator: Flesh and Blood - Per evitare un pericoloso pretendente all'eredità di famiglia, suo cugino cattivo fa in modo che dei Predator in caccia atterrino proprio dove sta il parente ingombrante, ma gli umani sono più scaltri e comincia una lunga (e noiosa) rincorsa. Lettura non memorabile, vicenda minuscola e personaggi anonimi, quando non proprio banali.
  • [2008-02] Predator: Turnabout - Steve Perry riesce a scrivere un romanzo Predator... senza Predator!
    Il ranger Sloane nella sua foresta in Alaska scopre l'arrivo di cacciatori spaziali dediti al massacro, così tira fuori i suoi super-fucili da cecchino e usa la sua esperienza di marine in Vietnam per dare la caccia ai cacciatori.
  • [2016-05] Alien – The Weyland-Yutani Report - La romanziera S.D. Perry per la Titan Books si inventa un universo alieno omogeneo per uno splendido volume riccamente illustrato, sia con foto di scena che con illustrazioni create appositamente. Tolte le invenzioni, è sicuramente un imperdibile oggetto da collezione.
  • [2014] Easy Street (the Hard Way) - Traduco quel poco spazio che l'attore Ron Perlman dedica ai ricordi legati ad Alien Resurrection (1997) in questa sua autobiografia.
  • [2020-05] Predator: Stalking Shadows - Romanzo-prequel del videogioco Predator: Hunting Grounds (2020) che si prefigge di fare da agile manuale sugli incontri e scontri fra uomini e Predator dal 1997 ad oggi.
    Protagonista è l'immaginario Scott Devlin, di cui assistiamo alla carriera lanciata quel giorno in cui a Los Angeles, nel 1997, ha conosciuto il maggiore Dutch Schaefer, appena rimesso dalle ferite dell'incontro con un Predator dieci anni prima. Vengono velocemente raccontati i momenti chiave del loro pluridecennale lavoro contro i cacciatori alieni.

Citazioni aliene. Dharma e Greg (1998)

Quando un poster di Alien, la clonazione sbuca fuori da una sit-com

La segnalazione di Giuseppe mi ha fatto ricordare un’altra citazione aliena da una serie televisiva, che trovai una quindicina d’anni fa: ne approfitto per ripescarla.

Nell’episodio 1×14 (21 gennaio 1998) della sit-comDharma e Greg“, dal titolo Vecchio giallone (Old Yeller), la “pittoresca” Dharma convince il marito a fare un viaggio a bordo di un vecchio scuolabus, il “giallone” del titolo, caricando gente a caso.
Alle spalle di una signora, vediamo chiaramente un poster di Alien Resurrection (1997): visto che la serie è prodotta dalla 20th Century Fox Television, è un modo simpatico di fare “campagna pubblicitaria” per il quarto film alieno uscito nelle sale un paio di mesi prima.

Perché la Fox non pubblicizza sempre così i suoi film?

L.

– Ultime citazioni:

[1998] Alien 4 (VHS THX)

Con l’uscita di Alien Resurrection (novembre 1997), la Fox Video decide di riproporre in home video quella che ormai è diventata una tetralogia, impreziosendola così da convincere i fan a non accontentarsi della vecchia cassetta che hanno già a casa: decide quindi di rimasterizzare i quattro film in VHS Stereo con audio THX.

Dalla fine del 1997 all’inizio del 1998 i film della saga escono in VHS singole ma nel 1998 vengono anche raccolti nel cofanetto “Alien Saga“.

Ecco la trama dal retro della locandina:

Il capitano Ellen Ripley (Sigourney Weaver), 200 anni dopo la sua morte, viene clonato da un gruppo di scienziati senza scrupoli allo scopo di risvegliare la regina aliena che vive dentro di lei e ottenere una nuova micidiale arma. Resuscitata, Ripley scopre di essere il risultato di un incredibile esperimento e, per combattere le nuove creature aliene sfuggite al controllo dal laboratorio, si allea con un gruppo di mercenari; tra essi il meccanico Call (Winona Ryder), una donna-androide con una sorprendente missione da compiere…

Diretto con ritmo incalzante da Jean-Pierre Jeunet, il regista del film cult Delicatessen, il 4° episodio della serie promette un nuovo coinvolgente incubo.

Dalla grafica minimalista delle precedenti edizioni si passa a qualcosa di decisamente molto più accattivante.

L.

– Ultimi post simili:

[Armi aliene] Auriga Rifle

A bordo dell’Auriga di Alien Resurrection (1997) ci sono due tipi di fucili ed entrambi seguono le direttive del regista Jean-Pierre Jeunet per cui tutto debba essere “strano” nel film.

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