Aliens: il mazzo di carte perduto!

La scena che ha perso il doppiaggio italiano

Il doppiaggio italiano del film Aliens (1986) è solamente quello del riversamento in VHS: ogni volta che ci hanno messo mano, l’hanno rovinato per sempre.

Non bastasse la scomparsa dell’ululato italiano di Hudson, ad ogni nuova uscita in home video c’è una scena del film che viene sempre più massacrata: quella in cui Ripley e i Colonial Marines superstiti studiano come assediarsi nella base di Hadley’s Hope. Il grave problema di questa scena è che in origine durava qualche secondo di più e venivano citate le mitragliatrici automatiche (le “sentinelle”) che poi, dovendo tagliare per il montaggio finale, James Cameron ha fatto sparire dal film: per festeggiare la loro “ricomparsa”, con l’Edizione Speciale del film nel 1999, le mitragliatrici sono finite pure nel videogioco Aliens vs Predator (2000) della Sierra. Credevo fosse un’invenzione del gioco perché ancora non avevo visto la versione estesa del film.

Dunque in Italia viene doppiata una scena che poi però nel 1999, con l’uscita del DVD, viene tutta stagliuzzata perché vengono riattaccati i secondi in cui sono citate le mitragliatrici. Il risultato è un’accozzata ma comunque è ancora un riversamento fedele del doppiaggio italiano su un film più lungo, poi arriva il dramma: l’uscita del Blu-ray nel 2012.

Qualcuno si sarà detto “Ma che davvero mi devo mettere a fare taglia e cuci su ’sta scena?” Così sapete che facciamo? Cancelliamo l’intero doppiaggio italiano della scena, lasciandola sottotitolata: che ci frega?

Dite addio al mazzo di carte di Hicks, scomparso dall’Italia

Ecco così che il riferimento al “mazzo di carte” di Hicks e l’«Affermativo!» di Newt scompaiono per sempre.

Newt c’è rimasta male, ad aver perso la sua frase in italiano

Perché a questo punto non hanno cancellato direttamente l’intero doppiaggio italiano? Tanto questo film è tutto un puzzle, visto che le scene reinserite sono solo un totale di 17 minuti ma in realtà sono mille inserimenti di due fotogrammi l’uno!

Per avere un’idea del risultato e per una panoramica sull’evoluzione della scena in questione, ecco pronto un video della Zinefilo Production.

L.

– Ultime indagini:

  • Aliens: il mazzo di carte perduto! - L'uscita del Blu-ray del film cancella il doppiaggio italiano di una scena: è questa la grande qualità digitale?
  • Atmosfera Alien: la versione etrusca - La lunga puntualizzazione etrusca su una questione delicata, che merita di essere approfondita.
  • Alien e Atmosfera zero: stesso universo? - Scopro dal canale YouTube "Alien Theory" che esiste tra i fan una tesi per cui l'universo in cui si svolge Alien (1979) e quello di Atmosfera Zero (1981) siano comuni o comunque "combacianti".
  • I bossoli “fantasma” di Aliens (1986) - Gorman assicura che i pulse rifle sparano proiettili senza bossolo... ma poi i bossoli ci sono. Mai fidarsi di Gorman!
  • No Lovecraft in Alien (2020) - Un viaggio alla ricerca delle fonti lovecraftiane nei film Alien (1979) e Prometheus (2012), scoprendo che... non ne esistono! #Lovecraft2020
  • [Armi aliene] Pulse Rifle - Concepita dal genio James Cameron e costruita dal maestro Simon Atherton, non stupisce che il "fucile ad impulso" (pulse rifle) sia l'arma-simbolo dell'universo alieno... sebbene i suoi autori lo abbiano ignorato per decenni!
  • Bitch Please! - Panoramica su come i vari doppiaggi europei (e non solo) hanno reso la celebre frase ad effetto di Ripley.
  • La canzone di Ripley - Cosa canta Ripley prima di mandare lo xenomorfo nello spazio?
  • Aliens: l’ululato di Hudson - Un altro caso di doppiaggio italiano "alieno" mozzato nelle ristampe moderne.
  • Alien: doppiare il fruscio - I vari curiosi modi in cui è resa in home video una scena difficile del film.

Aliens: Crucible, il gioco mai uscito

Nei primi anni del Duemila l’universo alieno godeva di ottima salute: malgrado il mondo dei fumetti fosse a pezzi, dopo il crollo del primo universo, l’uscita al cinema di AVP Alien vs Predator (2004) e la nascita dei primi romanzi originali, iniziati con Aliens: Original Sin (2005), seguito delle vicende di Alien Resurrection (1997), era la perfetta premessa alla nascita di un nuovo videogioco, anche se certo sarebbe stato difficile battere la qualità dei due giochi Sierra del 1999 e 2000.

In questo momento di grande splendore nasce il progetto Aliens: Crucible, un videogioco che purtroppo non è sopravvissuto alla sua disastrosa lavorazione.

Che ambientazione perfetta, sarebbe stata

Per parlare del gioco traduco la scheda del The CRPG Book: A Guide to Computer Role-Playing Games (2018) curato da Felipe Pepe.

«Nel 2006 la Sega ha annunciato il suo videogioco di ruolo basato su Alien, che sarebbe stato sviluppato dalla Obsidian Entertainment.

Aveva una chiara influenza da Mass Effect e si sarebbe focalizzato in modo netto sulla sopravvivenza, con una squadra da combattimento in presa diretta e un sacco di dialoghi.

Stando ad un post dello sviluppatore Anthony Davis, era un gioco basato sulle risorse limitate e sulla morte permanente dei personaggi, così da creare tensione e paura invece di limitarsi all’orrore del mostro alieno.

Per esempio, se un compagno è attaccato da un facehugger i giocatori devono decidere se donargli una morte misericordiosa e continuare con il gioco.

Il titolo è stato cancellato nel 2009, ma esiste una anteprima video apparsa nel 2013 che mostra alcune modalità di gioco.»


Il 26 giugno 2009 la Obsidian rilascia una dichiarazione ufficiale con cui annuncia la cancellazione del gioco: purtroppo il post è stato cancellato come ogni altro riferimento ad Aliens dal sito dell’azienda – che dal 2018 è diventata proprietà Microsoft – ma per fortuna il testo è stato subito riportato da altri siti, come AVP Galaxy e Giant Bomb.

«A questo punto, la Sega non ha alcun piano per il proseguimento di un gioco di ruolo di Aliens. Il franchise ci offre così tanti contenuti fra cui scegliere che reputiamo importante fare un passo indietro e considerare con attenzione il tipo di gioco che vogliamo distribuire.

Abbiamo intenzione di continuare a lavorare con il franchise alieno e chiediamo ai fan di essere pazienti, e di rimanere in attesa di ulteriori informazioni su ciò che la Sega ha in serbo per questa serie di giochi, ad iniziare dall’imminente Alien vs Predator. Siamo davvero emozionati per questo titolo, che promette ai giocatori grandi emozioni sia in modalità singola che in multiplayer. Siamo fiduciosi che assicurerà l’emozione e il divertimento che i fan di Alien e Predator cercano.»


Il 16 aprile 2019 il sito VG247 riporta dichiarazioni dello sceneggiatore Chris Avellone (co-fondatore della Obsidian) rilasciate durante la conferenza Reboot Develop 2019.

«È stato davvero triste veder cancellato Aliens: Crucible, non incolpo la Sega per questo: anche se è un confronto un po’ azzardato, sarebbe stato in pratica come Mass Effect ma più spaventoso.

Volevamo farlo, ma a quel punto la Sega… Credo che le relazioni fra l’editore e lo sviluppatore fossero arrivate al punto in cui erano semplicemente stanchi di trattare [con la Obsidian]. Tutti quelli che lavoravano ad Aliens: Crucible erano davvero emozionati, stava uscendo fuori un gran bel gioco: il prototipo era una forza, ma poi la SEGA ha detto “no”.

Il gioco di ruolo avrebbe visto i protagonisti volare verso un pianeta sconosciuto dove avrebbero trovato una nave aliena abbandonata, oltre ad una zona di creazione e sperimentazione di armi. Ma una volta entrati nell’atmosfera risultava chiaro che il pianeta fosse incredibilmente instabile, quindi l’intero equipaggio si ritrovava in pericolo. Atterravi con i tuoi soldati, tecnici e scienziati, e la cosa strana è che quando è uscito Prometheus ci ho visto diverse somiglianze, pensando. “Oh, avevamo un personaggio come quello”. Ma l’intero mondo era violento e c’erano un sacco di alieni in giro: era più una questione di sopravvivenza e di recupero di risorse. È stato bello da ideare.

La sfida più grande era inserire la paura anche nei dialoghi, la sensazione che un alieno possa attaccare in qualsiasi momento durante la conversazione.»


Non sono riuscito a trovare altre informazioni sicure sul gioco. Certo che dal filmato superstite con una demo di gioco non capisco proprio quale differenza ci sia con qualsiasi altro gioco alieno, c’è da girare per corridoi e sparare agli alieni, ma è un medium che non mi appartiene quindi la mia opinione non conta.

L.

– Ultimi videogiochi:

Escono dai fottuti pixel! Alien 3

Condivido la seconda parte di un post capolavoro firmato da redbavon di Pictures of You, apparso sul suo blog il 14 aprile 2021, ringraziando l’autore per la disponibilità.


3 times the suspense
3 times the danger
3 times the horror…

Alien al cubo anche nei videogiochi: per Super Nintendo, Mega Drive e Amiga

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[2021-04] Predator in tribunale!

Due ex bagnini contro l’Impero

Qualche giorno fa, parlando della piattaforma “Star” di Disney+, mi chiedevo come mai a “casa Disney” mancasse la saga di Predator, di proprietà Fox e quindi ormai nel calderone dei marchi posseduti dalla Casa del Topo: la risposta è arrivata questi giorni. Di nuovo l’universo alieno è costretto a fare causa al nuovo Padrone ingrato.

Il 15 aprile 2021 Eriq Gardner scrive su “The Hollywood Reporter” che «gli autori di Predator fanno causa alla Disney per riottenerne i diritti». Questa settimana infatti scade la proprietà Fox/Disney sui diritti della sceneggiatura del film Predator (1987), in pratica l’unico lavoro di successo dei fratelli Jim e John Thomas – che risultano anche autori di Predator 2 (1990) ma essendo quello plagiato smaccatamente da un fumetto non lo metterei nel loro curriculum – e i due autori vorrebbero riappropriarsi del copyright in questione, mentre la Disney non ha alcuna intenzione di mollare la “preda” (è il caso di dirlo).

Spiega il giornalista:

«I fratelli Thomas stanno cercando di sfruttare una clausola di rescissione della legge sul copyright, la quale consente agli autori di annullare i trasferimenti dopo aver atteso un periodo di tempo, in genere 35 anni per i lavori più recenti. Dato il lasso di tempo, gli studios si trovano davanti la prospettiva di perdere i diritti su molte opere iconiche degli anni Ottanta.»

Il 17 aprile 2021 sono scaduti i trentacinque anni in questione, quindi i fratelli Thomas possono reclamare i diritti del marchio Predator. Malgrado sia dal 2016 che i due abbiano avvertito chi di dovere del loro intento, solamente nel gennaio 2021 hanno ricevuto la prima risposta: gli avvocati della Disney fanno sapere che le pretese sono assurde, attaccandosi a vari cavilli giuridici. A difendere i due fratelli c’è Marc Toberoff, esperto di diritti che tempo fa ha vinto in una causa a favore dell’autore di Venerdì 13, mentre sul fronte Disney c’è Daniel Petrocelli, che ha affrontato proprio Toberoff in una processo durato anni riguardante i diritti di Superman.

Il giornalista Gardner spiega che proprio in questo periodo la Fox sta investendo capitali in un nuovo film su Predator – che, pare, si inizierà a girare questo giugno 2021 – proprio mentre sta per iniziare una nuova saga a fumetti del personaggio (pare a novembre 2021) con relativa ristampa di tutto il materiale precedente, sia in video che a fumetti. Insomma, ci sono un sacco di soldi in ballo e restituire il copyright ai fratelli Thomas sarebbe un crollo verticale drammatico.

I fratelli Thomas nel 1986

Quelli del sito AVP Galaxy ovviamente si sono scatenati sulla questione e in questo post del 18 aprile hanno dato alcune spiegazioni: spero che l’abbiano fatto consultando dei legali, e non limitandosi a fornire le proprie opinioni!

Stando dunque all’utente Voodoo Magic che firma l’articolo, il ritorno dei diritti di Predator ai fratelli Thomas vuol dire solo che i due saranno pagati per le opere future legate al personaggio: tutti i film esistenti, a partire da quello del 1987, rimangono di proprietà assoluta della Disney.  Visto che la casa ha impugnato la decisione, è facile che voglia tirarla per le lunghe fino all’uscita del nuovo film di Predator, così da conservarne i diritti: dopo di che (aggiungo io), se proprio un tribunale la costringerà a restituire i diritti ai fratelli Thomas, non farà mai più un film di Predator così i due geni rimarranno cornuti e mazziati, insieme a tutti noi!

Comunque pare che i due fratelli possano bloccare l’uscita del futuro film e del futuro fumetto finché una corte non abbia legiferato sulla questione, ma lo si saprà solo con il tempo. Una volta ottenuti i diritti, Jim e John Thomas potrebbero benissimo ricederli alla Disney, ma potrebbero anche metterli all’asta in cerca di un’offerta più alta.

Di sicuro, la giungla del centro America era un ambiente più sereno rispetto ad Hollywood.

L.

– Ultime indagini:

Citazioni aliene. Plan B (2016)

Quando due rivali si lanciano nel citazionismo puro

Quando tre stuntman tedeschi di varie origini etniche si mettono insieme per fare un film di arti marziali strizzando gli occhi agli anni Ottanta, è davvero facile che Schwarzenegger finisca citato.

Lo scorso 8 aprile 2021 il canale Cielo ci ha regalato in prima visione assoluta Plan B: Scheiß auf Plan A (“Piano B: fanculo il piano A”!), introvabile altrove in italiano, che recensisco sul Zinefilo.

Due rivali, di diverso colore di pelle, si lanciano in una spettacolare citazione dei super-bicipiti di Carl Weathers ed Arnold Schwarzenegger in Predator (1987).

Dagli anni Ottanta con furroe!

Tie’, uguale!

Visto che il film cita apertamente Cobra (1986), Robocop (1987) e Die Hard (1988), direi che è un capolavoro da recuperare.

L.

– Ultime citazioni:

  • Citazioni aliene. Accident Man (1993) - Nella loro trasferta americana, gli autori britannici di questo fumetto strizzano due volte l'occhio all'universo alieno.
  • Citazioni aliene. I Griffin 17×16 (2019) - Spettacolare citazione aliena dalla serie animata "I Griffin" (Family Guy) che, nell'episodio 17x16 (24 marzo 2019), mostra in tribunale una Regina Aliena che si prova un guanto come fosse O.J. Simpson!
  • Citazioni aliene. Barbapapà (2019) - L'amico Zio Portillo mi segnala questa incredibile sequenza con powerloader palesemente ispirata ad Aliens (1986).
  • Citazioni aliene. Nathan Never: tre passi nel domani (2011-2021) - Volume da libreria che raccoglie tre storie del personaggio, con "copertina aliena" disegnata da Roberto De Angelis, che mette tra le mani dell'eroe uno splendido pulse rifle.
  • Citazioni aliene. American Dad (2006) - Sin dal 1986 il powerloader è una delle icone di Aliens più amate e più citate. L’episodio 1×17 (o, secondo un’altra numerazione, 2×10) dell’8 gennaio 2006 della serie televisiva d’animazione “American Dad“, dal titolo Scambio difficile – lo trovate su Prime Video, non so fino a quanto – si apre con il protagonista Stan Smith (doppiato in … Leggi tutto Citazioni aliene. American Dad (2006)
  • Citazioni aliene. Plan B (2016) - Due rivali, di diverso colore di pelle, si lanciano in una spettacolare citazione dei super-bicipiti di Carl Weathers ed Arnold Schwarzenegger in Predator (1987).
  • Citazioni aliene. Zagor Color 8 (2018) - Walter Venturi nell'ottavo speciale a colori di Zagor ci regala un'astronave aliena con un corridoio decisamente... gigeresco!
  • Citazioni aliene. V (2010) - Il Moro, del blog "Storie da birreria", mi segnala un'incredibile cripto-citazione aliena della serie remake della storica "Visitors", a testimonianza che la Compagnia non ha più limiti nella sua espansione.
  • Citazioni aliene. Mandalorian 2×05 (2020) - Mello sterminato Gotha iconico degli autori Jon Favreau e Dave Filoni, Aliens (1986) ha sempre un posto d'onore: ecco Hicks e il suo shotgun nell'universo del mandaloriano.
  • Citazioni aliene. Mandalorian 2×03 (2020) - Nuova citazione aliena dalla serie televisiva di Star Wars, che ormai ci ha preso gusto: di nuovo il "trovatello" (the Kid) alle prese con un simil-facehugger.

[1996-03] Stuart Gordon su “Cinefantastique” (V27) 7

Dopo che il compianto Stuart Gordon ci ha lasciati, è stato “scoperto” un film alieno che avrebbe girato per dei parchi a tema: come ho già raccontato, non esistevano prove che Gordon avesse davvero firmato Aliens: Ride at the Speed of Fright… finora!

Al di là delle tante voci di corridoio senza sostanza, ecco finalmente la prova che Gordon ha davvero diretto un gioiello alieno imperdibile.

Intervistato in occasione dell’uscita del film Space Truckers (1996) da “Cinefantastique” nell’aprile 1997, l’esperto di effetti speciali Paul Gentry afferma:

«Stuart [Gordon] pensava che il ride film di Aliens fosse una palestra per Space Truckers: un sacco di cose che abbiamo fatto per questo film le avevamo già fatte per quello alieno. Stuart non ha molta esperienza con la fanteria paramilitare che spara con grandi fucili, certe cose non le vedi di certo in Re-Animator, quindi è stata un’esperienza grandiosa.»

Ma la vera prova da “pistola fumante” arriva un anno prima, nella stessa rivista specialistica “Cinefantastique” (volume 27, n. 7) del marzo 1996. Il tecnico che ha curato gli effetti speciali del ride film alieno, Les Paul Robley, racconta in prima persona l’operazione.


Alien: The Ride

di Les Paul Robley
(operatore che ha lavorato al ride film in questione)

da “Cinefantastique”
volume 27, n. 7 (marzo 1996)

Sul set del film-simulazione basato su “Aliens” della Fox

Con i ride film che diventano attrazioni sempre più popolari dei parchi a tema, sembra naturale crearne ispirati a celebri film. A Disneyland c’è lo Star Tours, agli Universal Studios c’è il Back to the Future, al Six Flags c’è The Right Stuff, al Caesar’s Palace c’è Elvira’s Graveyard Shift, c’è un Robocop: The Ride ed è in arrivo Terminator 3D della Digital Domain. Ora, c’è anche Aliens: Ride at the Speed of Fright.

Prodotto dalla Praxis Films in associazione con la Iwerks Entertainment, la casa autrice di Robocop, il nuovo genere chiamato ride film ha esordito l’anno scorso con ventotto titoli al Pier 39 di San Francisco e in tre cinema giapponesi. La Iwerks ha la più completa libreria di film-simulazioni di questa industria, con installazioni in più di 150 cinema. Diretto da Stuart Gordon, celebre per Re-Animator (1986), e con il direttore della fotografia Paul Gentry, in passato supervisore degli effetti speciali alla Full Moon Entertainment, il ride film mostra effetti e scene dal film Aliens (1986) della 20th Century Fox, con del girato inedito creato per l’occasione.

«Questo sarà un film che andrà ben oltre quanto avete mai provato», afferma il regista Gordon. «Non solo vedrete l’azione, ma la proverete anche. Parliamo davvero della nuova generazione di esperienza cinematografica».

L’operatore Les Paul Robley sul set del filmato-simulazione

Il prologo si apre con la scoperta di un marine superstite che ha perso la propria squadra su un pianeta alieno. Tramite dei flashback vediamo ciò che è successo alla sua squadra durante un controllo di routine nella colonia del posto. Ci sono cadaveri ovunque, imbozzolati: l’unica possibilità è azionare una bomba, che in dieci ore spazzerà via tutto ripulendo il pianeta.

La squadra però è attaccata da xenomorfi provenienti da ogni direzione. I marine aprono il fuoco cercando di sfuggire all’attacco, ma il tunnel è ostruito. Intanto il contatore della bomba prosegue il suo conto alla rovescia quindi i marine dovranno sbrigarsi, a bordo del loro APC (Armored Personnel Carrier).

Lo spettatore viaggia con loro mentre atterrano sul pianeta usando sequenze prese dal film [in realtà no, sono anch’esse girate per l’occasione. Nota etrusca.]. Vediamo l’APC farsi strada nel complesso, tra buche create dall’acido e materiale resinoso. Seguendo un segnale di soccorso, i marine trovano l’APC della precedente missione. […]

Dietro le quinte di Aliens: Ride at the Speed of Fright

I cinema che proiettano i ride film della Iwerks sincronizzano schermi giganti con filmati ad alta risoluzione e movimenti di alta tecnologia. Gentry ha fotografato le nuove scene con pellicola in 35 millimetri 5248 VistaVision, otticamente ingrandita per il formato 870 della Iwerks.

Il set ha visto la presenza di oggetti di scena a grandezza naturale insieme a modellini: niente grafica computerizzata. I passati ride film della Iwerks hanno fatto uso di una grafica al computer che purtroppo ha rovinato il realismo delle scene, una volta proiettata su grandi schermi: le miniature invece sono preferite perché mantengono il realismo. A lavorare sul progetto sono stati chiamati alcuni artisti direttamente da Aliens. […]

Aliens è stato preso dalla Iwerks in licenza dalla 20th Century Fox Licensing, e sarà il primo film ad essere sviluppato in un’attrazione interattiva. Iwerks Visual Adventures presenterà l’attrazione Aliens più avanti, quest’anno.

C’è voluto più di un mese per girare l’intero filmato. […] Le riprese sono iniziate nel febbraio del 1995. […] Il creatore di Alien, H.R. Giger, quando ha saputo del progetto ha commentato: «È un bene che ci stiate lavorando, ma avrei preferito essere informato». Magari un giorno verrà a provare dal vivo il terrore che ha creato.


L.

P.S.
Non perdete lo speciale che “La Bara Volante” sta dedicando a Stuart Gordon.

– Ultime riviste:

[2020-03] Guy Pearce su “Prometheus”

Guy Pearce racconta il suo Peter Weyland a “GQ”

Sul suo canale YouTube, la rivista “GQ” porta avanti una splendida iniziativa: lascia che attori noti raccontino aneddoti e ricordi relativi ai loro ruoli più famosi. Infatti l’iniziativa si chiama “x Breaks Down His Most Iconic Characters“, dove x sta per l’attore di turno.

Il 19 marzo 2020 è stato il turno dell’attore britannico Guy Pearce, che raccontando i suoi ruoli più famosi è ovviamente finito a parlare del suo Peter Weyland in Prometheus (2012) di Ridley Scott: curiosamente non ha speso una sola parola per Alien: Covenant (2017), dove riprende il personaggio nel prologo.

Traduco di seguito il suo intervento riguardo al film Prometheus.

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[1992-08] Alien 3 su “Megatech”

Numero datato agosto 1992 della rivista specialistica britannica “MegaTech” con uno speciale dedicato ai due videogiochi alieni in uscita quell’anno. L’illustrazione di copertina è firmata da Cam Kennedy.

Il primo gioco ad essere presentato è Alien 3, pubblicato da Acclaim e sviluppato da Probe, in formato 8M-Bit Rom (qualsiasi cosa questo voglia dire), e dato in uscita per novembre 1992 al prezzo di 39,99 sterline.

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Citazioni aliene. Zagor Color 8 (2018)

Incuriosito dalla firma di Tito Faraci, autore che adoro e “rincorro” da molto tempo, mi sono letto il Color Zagor n. 8 (novembre 2018), un divertente esperimento di “fusione” fra due collane bonelliane: lo storico “Zagor” e il più recente “Brad Barron“, creato e sceneggiato da Faraci stesso.

In questa avventura Brad si ritrova in un mondo parallelo, quello di Zagor, e insieme affrontano gli alieni Morb. Quando i due eroi si addentrano in un’astronave aliena… be’, quel corridoio mi è decisamente familiare…

Questo corridoio non mi è nuovo…

Magari sono io che vedo citazioni aliene ovunque, ma quello stile “gigeresco” del corridoio mi sembra una strizzata d’occhio non casuale, a firma dell’ottimo disegnatore Walter Venturi.

L.

– Ultime citazioni bonelliane:

Alien su Disney+: tutto qua?

Immagine della Collezione Aliena su Disney+

Come annunciato anche da “Film TV” in Italia, la piattaforma Disney+ ha dedicato un suo spazio alla saga aliena, ma c’è un particolare che sembra sfuggire a chi ripete questa notizia: è uno spazio molto ristretto e selettivo.

Schermata principale della collezione aliena

La Disney ha acquistato la Fox, quindi automaticamente ha i diritti di tutti e dodici i film dell’universo alieno, ma per motivi ignoti su questa piattaforma ufficiale… ne presenta solo sette. Ma perché???

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