Oscurità, dolore e disperazione in cuffia (guest post)

È con grande emozione e tanto sangue acido nel cuore che presento questo splendido guest post di Vasquez, la nostra Colonial Marine speciale che si è lanciata in una nuova missione: andare alla scoperta dei tre audiolibri italiani tratti da romanzi inediti in Italia, e visto che sono in realtà radiodrammi… audiodrammi… aliendrammi… tutto è più complicato. Per fortuna a spiegarcelo è una che è «troppo troppa».

L.


Oscurità, dolore
e disperazione in cuffia

Guida all’ascolto di tre audio alieni

«Radiodramma». Secondo il mio Zingarelli Minore si tratta di un’opera drammatica scritta per la radio. La prima volta che ho avuto a che fare con questa parola è stato, manco a dirlo, in un libro di Stephen King, Terre desolate (The Waste Lands, 1991), terzo della saga della Torre Nera. A parlarne è Susannah Dean, la pistolera senza gambe: è stata segata viva dalle ruote d’acciaio della metropolitana di New York al passaggio di un treno della linea A – quello reso immortale da Duke Ellington – che l’ha lasciata con le gambe staccate dal corpo di poco sopra le ginocchia.

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X-Files – Prometheus: il mistero dell’olio nero

«Tu lo chiami solo un vecchio sporco imbroglio / Ma è uno sbaglio, è petrolio» (Confusione, 1972)

A fine agosto 2021 è uscito l’atteso videogioco Aliens: Fireteam (2021), preceduto alcuni mesi prima dall’ottimo romanzo Aliens: Infiltrator (2021) di Weston Ochse che ne racconta l’antefatto, e nel frattempo si è concluso il primo capitolo della saga a fumetti targata Marvel dell’universo alieno, senza parlare dell’uscita nel frattempo del romanzo “in solitaria” Alien: Into Charybdis (2021) di Alex White e dell’ennesimo sfruttamento di roba vecchia e bollita, cioè Alien 3 by William Gibson (2021) di Pat Cadigan. Intanto, poco prima della pandemia, nel dicembre 2019 è nato il meraviglioso e vastissimo universo “da tavolo” contenuto in ALIEN: The Role Playing Game.

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Masters of the Universe: Prometheus! (2021)

Qualcosa mi diceva che l’attesa nei confronti della serie animata “Masters of the Universe: Revelation” (luglio 2021) sarebbe stata vana, infatti già al primo episodio ho mollato. Poi un amico mi ha spinto ad andare avanti e al secondo episodio già la disprezzavo profondamente. Ma almeno… c’è una citazione aliena!

Per farmi odiare la serie, si usano le idee dell’Alien sbagliato…

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Quando Hyperdyne era Cyberdyne

Il 29 giugno 2021 sul suo profilo instagram Alien vs. Predator Galaxy presenta una schermata dal «primissimo copione di Aliens» (The very first draft of Aliens), datato 1985, dove si vede chiaramente come James Cameron si sia divertito ad inserire un richiamo palese al suo Terminator (1984): l’androide Bishop infatti risulta costruito dalla Cyberdyne Systems, casa il cui nome però nella sceneggiatura finale diventerà Hyperdyne Systems, anche se è sempre stato chiaro a tutti che Jim si è divertito a rendere il T-800 e Bishop due fratelli robotici!

Non è stato però d’accordo Roberto C. Sonaglia, che al momento di tradurre in italiano il romanzo-novelization di Alan Dean Foster per la Sonzogno (ottobre 1986) ha preso il termine originale «Hyperdine» (scritto con la “i” e non con la “y”) e l’ha trasformato in «Cyberdene»: è stato un errore di battitura? Mi piace pensare invece che Sonaglia fosse un fan di Terminator e abbia voluto restituire al gioco citazionista di Cameron il suo valore.

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Aliens: il mazzo di carte perduto!

La scena che ha perso il doppiaggio italiano

Il doppiaggio italiano del film Aliens (1986) è solamente quello del riversamento in VHS: ogni volta che ci hanno messo mano, l’hanno rovinato per sempre.

Non bastasse la scomparsa dell’ululato italiano di Hudson, ad ogni nuova uscita in home video c’è una scena del film che viene sempre più massacrata: quella in cui Ripley e i Colonial Marines superstiti studiano come assediarsi nella base di Hadley’s Hope. Il grave problema di questa scena è che in origine durava qualche secondo di più e venivano citate le mitragliatrici automatiche (le “sentinelle”) che poi, dovendo tagliare per il montaggio finale, James Cameron ha fatto sparire dal film: per festeggiare la loro “ricomparsa”, con l’Edizione Speciale del film nel 1999, le mitragliatrici sono finite pure nel videogioco Aliens vs Predator (2000) della Sierra. Credevo fosse un’invenzione del gioco perché ancora non avevo visto la versione estesa del film.

Dunque in Italia viene doppiata una scena che poi però nel 1999, con l’uscita del DVD, viene tutta stagliuzzata perché vengono riattaccati i secondi in cui sono citate le mitragliatrici. Il risultato è un’accozzata ma comunque è ancora un riversamento fedele del doppiaggio italiano su un film più lungo, poi arriva il dramma: l’uscita del Blu-ray nel 2012.

Qualcuno si sarà detto “Ma che davvero mi devo mettere a fare taglia e cuci su ’sta scena?” Così sapete che facciamo? Cancelliamo l’intero doppiaggio italiano della scena, lasciandola sottotitolata: che ci frega?

Dite addio al mazzo di carte di Hicks, scomparso dall’Italia

Ecco così che il riferimento al “mazzo di carte” di Hicks e l’«Affermativo!» di Newt scompaiono per sempre.

Newt c’è rimasta male, ad aver perso la sua frase in italiano

Perché a questo punto non hanno cancellato direttamente l’intero doppiaggio italiano? Tanto questo film è tutto un puzzle, visto che le scene reinserite sono solo un totale di 17 minuti ma in realtà sono mille inserimenti di due fotogrammi l’uno!

Per avere un’idea del risultato e per una panoramica sull’evoluzione della scena in questione, ecco pronto un video della Zinefilo Production.

L.

– Ultime indagini:

  • Quando Hyperdyne era Cyberdyne - Sul copione del 1985 di Aliens si legge che Bishop è stato costruito dalla stessa Cyberdyne che ha costruito il T-800 di Terminator: un gioco citazionista che poi però James Cameron cancella. Verrà restaurato dal traduttore italiano!
  • Aliens: il mazzo di carte perduto! - L'uscita del Blu-ray del film cancella il doppiaggio italiano di una scena: è questa la grande qualità digitale?
  • Atmosfera Alien: la versione etrusca - La lunga puntualizzazione etrusca su una questione delicata, che merita di essere approfondita.
  • Alien e Atmosfera zero: stesso universo? - Scopro dal canale YouTube "Alien Theory" che esiste tra i fan una tesi per cui l'universo in cui si svolge Alien (1979) e quello di Atmosfera Zero (1981) siano comuni o comunque "combacianti".
  • I bossoli “fantasma” di Aliens (1986) - Gorman assicura che i pulse rifle sparano proiettili senza bossolo... ma poi i bossoli ci sono. Mai fidarsi di Gorman!
  • No Lovecraft in Alien (2020) - Un viaggio alla ricerca delle fonti lovecraftiane nei film Alien (1979) e Prometheus (2012), scoprendo che... non ne esistono! #Lovecraft2020
  • [Armi aliene] Pulse Rifle - Concepita dal genio James Cameron e costruita dal maestro Simon Atherton, non stupisce che il "fucile ad impulso" (pulse rifle) sia l'arma-simbolo dell'universo alieno... sebbene i suoi autori lo abbiano ignorato per decenni!
  • Bitch Please! - Panoramica su come i vari doppiaggi europei (e non solo) hanno reso la celebre frase ad effetto di Ripley.
  • La canzone di Ripley - Cosa canta Ripley prima di mandare lo xenomorfo nello spazio?
  • Aliens: l’ululato di Hudson - Un altro caso di doppiaggio italiano "alieno" mozzato nelle ristampe moderne.

Aliens: Crucible, il gioco mai uscito

Nei primi anni del Duemila l’universo alieno godeva di ottima salute: malgrado il mondo dei fumetti fosse a pezzi, dopo il crollo del primo universo, l’uscita al cinema di AVP Alien vs Predator (2004) e la nascita dei primi romanzi originali, iniziati con Aliens: Original Sin (2005), seguito delle vicende di Alien Resurrection (1997), era la perfetta premessa alla nascita di un nuovo videogioco, anche se certo sarebbe stato difficile battere la qualità dei due giochi Sierra del 1999 e 2000.

In questo momento di grande splendore nasce il progetto Aliens: Crucible, un videogioco che purtroppo non è sopravvissuto alla sua disastrosa lavorazione.

Che ambientazione perfetta, sarebbe stata

Per parlare del gioco traduco la scheda del The CRPG Book: A Guide to Computer Role-Playing Games (2018) curato da Felipe Pepe.

«Nel 2006 la Sega ha annunciato il suo videogioco di ruolo basato su Alien, che sarebbe stato sviluppato dalla Obsidian Entertainment.

Aveva una chiara influenza da Mass Effect e si sarebbe focalizzato in modo netto sulla sopravvivenza, con una squadra da combattimento in presa diretta e un sacco di dialoghi.

Stando ad un post dello sviluppatore Anthony Davis, era un gioco basato sulle risorse limitate e sulla morte permanente dei personaggi, così da creare tensione e paura invece di limitarsi all’orrore del mostro alieno.

Per esempio, se un compagno è attaccato da un facehugger i giocatori devono decidere se donargli una morte misericordiosa e continuare con il gioco.

Il titolo è stato cancellato nel 2009, ma esiste una anteprima video apparsa nel 2013 che mostra alcune modalità di gioco.»


Il 26 giugno 2009 la Obsidian rilascia una dichiarazione ufficiale con cui annuncia la cancellazione del gioco: purtroppo il post è stato cancellato come ogni altro riferimento ad Aliens dal sito dell’azienda – che dal 2018 è diventata proprietà Microsoft – ma per fortuna il testo è stato subito riportato da altri siti, come AVP Galaxy e Giant Bomb.

«A questo punto, la Sega non ha alcun piano per il proseguimento di un gioco di ruolo di Aliens. Il franchise ci offre così tanti contenuti fra cui scegliere che reputiamo importante fare un passo indietro e considerare con attenzione il tipo di gioco che vogliamo distribuire.

Abbiamo intenzione di continuare a lavorare con il franchise alieno e chiediamo ai fan di essere pazienti, e di rimanere in attesa di ulteriori informazioni su ciò che la Sega ha in serbo per questa serie di giochi, ad iniziare dall’imminente Alien vs Predator. Siamo davvero emozionati per questo titolo, che promette ai giocatori grandi emozioni sia in modalità singola che in multiplayer. Siamo fiduciosi che assicurerà l’emozione e il divertimento che i fan di Alien e Predator cercano.»


Il 16 aprile 2019 il sito VG247 riporta dichiarazioni dello sceneggiatore Chris Avellone (co-fondatore della Obsidian) rilasciate durante la conferenza Reboot Develop 2019.

«È stato davvero triste veder cancellato Aliens: Crucible, non incolpo la Sega per questo: anche se è un confronto un po’ azzardato, sarebbe stato in pratica come Mass Effect ma più spaventoso.

Volevamo farlo, ma a quel punto la Sega… Credo che le relazioni fra l’editore e lo sviluppatore fossero arrivate al punto in cui erano semplicemente stanchi di trattare [con la Obsidian]. Tutti quelli che lavoravano ad Aliens: Crucible erano davvero emozionati, stava uscendo fuori un gran bel gioco: il prototipo era una forza, ma poi la SEGA ha detto “no”.

Il gioco di ruolo avrebbe visto i protagonisti volare verso un pianeta sconosciuto dove avrebbero trovato una nave aliena abbandonata, oltre ad una zona di creazione e sperimentazione di armi. Ma una volta entrati nell’atmosfera risultava chiaro che il pianeta fosse incredibilmente instabile, quindi l’intero equipaggio si ritrovava in pericolo. Atterravi con i tuoi soldati, tecnici e scienziati, e la cosa strana è che quando è uscito Prometheus ci ho visto diverse somiglianze, pensando. “Oh, avevamo un personaggio come quello”. Ma l’intero mondo era violento e c’erano un sacco di alieni in giro: era più una questione di sopravvivenza e di recupero di risorse. È stato bello da ideare.

La sfida più grande era inserire la paura anche nei dialoghi, la sensazione che un alieno possa attaccare in qualsiasi momento durante la conversazione.»


Non sono riuscito a trovare altre informazioni sicure sul gioco. Certo che dal filmato superstite con una demo di gioco non capisco proprio quale differenza ci sia con qualsiasi altro gioco alieno, c’è da girare per corridoi e sparare agli alieni, ma è un medium che non mi appartiene quindi la mia opinione non conta.

L.

– Ultimi videogiochi:

[2021-04] Predator in tribunale!

Due ex bagnini contro l’Impero

Qualche giorno fa, parlando della piattaforma “Star” di Disney+, mi chiedevo come mai a “casa Disney” mancasse la saga di Predator, di proprietà Fox e quindi ormai nel calderone dei marchi posseduti dalla Casa del Topo: la risposta è arrivata questi giorni. Di nuovo l’universo alieno è costretto a fare causa al nuovo Padrone ingrato.

Il 15 aprile 2021 Eriq Gardner scrive su “The Hollywood Reporter” che «gli autori di Predator fanno causa alla Disney per riottenerne i diritti». Questa settimana infatti scade la proprietà Fox/Disney sui diritti della sceneggiatura del film Predator (1987), in pratica l’unico lavoro di successo dei fratelli Jim e John Thomas – che risultano anche autori di Predator 2 (1990) ma essendo quello plagiato smaccatamente da un fumetto non lo metterei nel loro curriculum – e i due autori vorrebbero riappropriarsi del copyright in questione, mentre la Disney non ha alcuna intenzione di mollare la “preda” (è il caso di dirlo).

Spiega il giornalista:

«I fratelli Thomas stanno cercando di sfruttare una clausola di rescissione della legge sul copyright, la quale consente agli autori di annullare i trasferimenti dopo aver atteso un periodo di tempo, in genere 35 anni per i lavori più recenti. Dato il lasso di tempo, gli studios si trovano davanti la prospettiva di perdere i diritti su molte opere iconiche degli anni Ottanta.»

Il 17 aprile 2021 sono scaduti i trentacinque anni in questione, quindi i fratelli Thomas possono reclamare i diritti del marchio Predator. Malgrado sia dal 2016 che i due abbiano avvertito chi di dovere del loro intento, solamente nel gennaio 2021 hanno ricevuto la prima risposta: gli avvocati della Disney fanno sapere che le pretese sono assurde, attaccandosi a vari cavilli giuridici. A difendere i due fratelli c’è Marc Toberoff, esperto di diritti che tempo fa ha vinto in una causa a favore dell’autore di Venerdì 13, mentre sul fronte Disney c’è Daniel Petrocelli, che ha affrontato proprio Toberoff in una processo durato anni riguardante i diritti di Superman.

Il giornalista Gardner spiega che proprio in questo periodo la Fox sta investendo capitali in un nuovo film su Predator – che, pare, si inizierà a girare questo giugno 2021 – proprio mentre sta per iniziare una nuova saga a fumetti del personaggio (pare a novembre 2021) con relativa ristampa di tutto il materiale precedente, sia in video che a fumetti. Insomma, ci sono un sacco di soldi in ballo e restituire il copyright ai fratelli Thomas sarebbe un crollo verticale drammatico.

I fratelli Thomas nel 1986

Quelli del sito AVP Galaxy ovviamente si sono scatenati sulla questione e in questo post del 18 aprile hanno dato alcune spiegazioni: spero che l’abbiano fatto consultando dei legali, e non limitandosi a fornire le proprie opinioni!

Stando dunque all’utente Voodoo Magic che firma l’articolo, il ritorno dei diritti di Predator ai fratelli Thomas vuol dire solo che i due saranno pagati per le opere future legate al personaggio: tutti i film esistenti, a partire da quello del 1987, rimangono di proprietà assoluta della Disney.  Visto che la casa ha impugnato la decisione, è facile che voglia tirarla per le lunghe fino all’uscita del nuovo film di Predator, così da conservarne i diritti: dopo di che (aggiungo io), se proprio un tribunale la costringerà a restituire i diritti ai fratelli Thomas, non farà mai più un film di Predator così i due geni rimarranno cornuti e mazziati, insieme a tutti noi!

Comunque pare che i due fratelli possano bloccare l’uscita del futuro film e del futuro fumetto finché una corte non abbia legiferato sulla questione, ma lo si saprà solo con il tempo. Una volta ottenuti i diritti, Jim e John Thomas potrebbero benissimo ricederli alla Disney, ma potrebbero anche metterli all’asta in cerca di un’offerta più alta.

Di sicuro, la giungla del centro America era un ambiente più sereno rispetto ad Hollywood.

L.

– Ultime indagini:

Storia dei fumetti alieni 16. Alieni in Italia (4)

In attesa di scoprire che ne sarà dell’universo narrativo alieno, mi sembra il momento giusto per iniziare a raccontare – per la prima volta al mondo! (e non sto esagerando) – la storia di trent’anni di narrativa a fumetti in un universo più vasto di quanto gli autori stessi abbiano idea.

Illustrazione di Raymond Swanland da AVP: Three World War (2010)


Lucius Etruscus

Storia dei fumetti
di Alien e Predator

(parte sedicesima)

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Storia dei fumetti alieni 15. Alieni in Italia (3)

In attesa di scoprire che ne sarà dell’universo narrativo alieno, mi sembra il momento giusto per iniziare a raccontare – per la prima volta al mondo! (e non sto esagerando) – la storia di trent’anni di narrativa a fumetti in un universo più vasto di quanto gli autori stessi abbiano idea.

Illustrazione di Raymond Swanland da AVP: Three World War (2010)


Lucius Etruscus

Storia dei fumetti
di Alien e Predator

(parte quindicesima)

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Storia dei fumetti alieni 14. Alieni in Italia (2)

In attesa di scoprire che ne sarà dell’universo narrativo alieno, mi sembra il momento giusto per iniziare a raccontare – per la prima volta al mondo! (e non sto esagerando) – la storia di trent’anni di narrativa a fumetti in un universo più vasto di quanto gli autori stessi abbiano idea.

Illustrazione di Raymond Swanland da AVP: Three World War (2010)


Lucius Etruscus

Storia dei fumetti
di Alien e Predator

(parte quattordicesima)

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