[1981] Il terrore viene dal passato

Un film che scopiazza Alien (1979) e in cui la Ripley di turno… in Italia è doppiata dalla stessa Ada Maria Serra Zanetti di Sigourney Weaver. Come può il cuore di un fan non esplodere come quello del Grinch?

Scusate, la mia è stata una battuta di pessimo gusto, visto che questa storia inizia con un cuore malandato.


In memoria di James Cummins

Dopo vent’anni a combattere con i problemi di un cuore malandato, nel 2010 è proprio l’achy breaky heart a portarsi via – a soli 51 anni – quel ragazzo che impazziva per gli effetti speciali cinematografici: dubito che vedremo mai un documentario su James Cummins, che è entrato nel mondo del cinema horror all’età di 13 anni. Forse sapeva che doveva bruciare le tappe, prima che il suo cuore gli facesse interrompere la carriera con l’inizio degli anni Novanta.

da “Filmland” n. 176 (agosto 1981)

Se citassi Cocoon (1985), Chi è sepolto in quella casa? (1985), Il mio nemico (1985) e Creatura degli abissi (1989) farei sembrare Cummins più importante di ciò che realmente era, diciamo che negli studi dove i maghi degli effetti speciali preparavano il materiale per i vari film… James era lì, magari un po’ nell’angolo, ma sempre pronto a dare tutto se stesso. E a scolpire mostri come non ci fosse un domani. Forse perché, per un crudele gioco del destino, un domani per lui non c’era.

Dagli anni Sessanta in poi se eri un americano malato di mostri e cinema horror non potevi certo raccontarlo in giro, ma potevi raccontarlo a Forrest J. Ackerman, che era di sicuro più malato di te: la sua storica rivista “Famous Monsters of Filmland” ha tenuto a battesimo intere generazioni di maghi degli effetti speciali, ci ha scritto un giovane recensore di nome Joe Dante – quando non era ancora Joe Dante – e con l’inizio degli Ottanta le nuove leve erano lì, pronte a passare da lettori a intervistati. Giovani leve come James Cummins, che viene intervistato nel numero di agosto 1981 della rivista.

«Lavoro nel trucco a livello professionale da due anni, ma ho iniziato come apprendista circa otto anni fa, quando ne avevo 13: un numero fortunato?»

Temo che oggi nessun bambino di tredici anni abbia anche solo il permesso di vedere Bambi in DVD, perché ci muore un personaggio (non dico quale!), figurarsi macinare secchiate di filmacci horror a palate.

“Filmland” n. 176 (agosto 1981)

«Il mio interesse nel trucco deriva dal mio amore per i vecchi film horror e di fantascienza, che mi sono visto a secchiate [I bombarded myself] quand’ero ragazzino. Veneravo quei film (ancora oggi) e li rimettevo in scena con gli amici, truccandoci a vicenda come alieni e mostri spaziali. Non volevo interpretare un certo personaggio, volevo esserlo

Mentre i genitori si chiedono quando James cercherà un lavoro normale, lui a casa ricrea i trucchi che aveva visto nei film horror: non passa molto prima del consueto trasferimento in California e via con le scuole di cinema. All’inizio studia animazione, ma scopre che disegnare fotogrammi animati lo annoia a morte: meglio il cinema horror.

Un giorno lo indirizzano allo Studio Burman dove viene notato e ingaggiato per fare esperienza. Anche perché lo studio è impegnato in un lavoro congiunto per cui serve più personale: devono aiutare un giovane tizio che potrebbe diventare famoso, un certo Stan Winston. Mentre lui si occupa di una decapitazione nel film The Exterminator (1980) ai tirocinanti è chiesto di fare il resto del lavoro. Aiutare il grande Winston a decapitare qualcuno è un battesimo del fuoco di prima grandezza.

Dopo qualche mese al fianco di Stan Winston il nostro James si ritrova disoccupato, visto che – ci viene spiegato – è molto difficile che i tirocinanti poi vengano assunti. Dovranno passare sei mesi prima di ricevere la prima offerta di lavoro: una casa, la Cal Arts, gli chiede se è disposto a disegnare un mostro per un film televisivo dal titolo The Lucifer Rig. Il progetto è ancora a livello teorico, non gira un solo centesimo, ma l’occasione è ghiotta e James ci si butta a capofitto per ben tre mesi, non sapendo neanche se alla fine sarà pagato. Per fortuna la ABC dà luce verde al progetto, ribattezzato The Intruder Within.

Iniziare la carriera scopiazzando H.R. Giger: senza prezzo!

Nel giro di tre settimane James si vede partire per il Canada con quattro mostri in valigia, più delle uova aliene, e giunto sul posto è pronto ad animare personalmente i suoi mostri sul set, scoprendo che per farlo bisogna essere iscritti al sindacato e lui non lo è, quindi non può far altro che rimanere seduto a guardare altri che azionano le proprie creature.

Non una parola viene spesa per notare che le creature disegnate da James Cummins sono assolutamente identiche a quelle create da H.G. Giger solo un paio d’anni prima per Alien (1979), ma Forrest J. Ackerman è uno di noi, uno che ama il cinema horror al di là di vecchie concezioni come “originali” e “copie”: in quell’intervista viene specificato che il modellino dello pseudo-chestbuster di Cummins già campeggia nell’Acker-monster’s Museum. Collezionista non si diventa, ci si nasce. E Ackerman lo nacque.


La (non) distribuzione

IMDb ci dice che il film esce in patria americana il 20 febbraio 1981, non specificando se sia quella la data della messa in onda sulla ABC. A portare il film nel nascente mercato home video ci pensa la TWE (Trans World Entertainment), quella che nel 1985 agguanterà il ninja Shô Kosugi per regalargli i suoi film peggiori.

Ignoto alle sale, The Intruder Within sbarca direttamente nella galassia dei piccoli canali locali italiani, a partire da quel sabato 18 dicembre 1982 in cui va in onda su RTI R4, con il titolo Il terrore viene dal passato, alle 21,30: la stessa ora in cui TVR Voxson trasmette L’Etrusco uccide ancora (1972), era destino che io fossi collegato a questo film!
Nella notte dell’11 settembre 1985 va in onda su Italia1, ed è l’unico passaggio noto del film su un’emittente nazionale.

Riappare nell’aprile 1988 in VHS per la De Laurentiis/Ricordi Video, ed è l’ultima traccia di vita italiana prima dell’oblio: per fortuna qualche bravo Pirata Conservatore ha digitalizzato quella videocassetta così da salvare l’edizione italiana del film.


Chi trivella trova

La rivista “Famous Monsters of Filmland” era fra quelli che capirono le varie scopiazzate di Dan O’Bannon prima ancora che Alien (1979) uscisse al cinema, ma in questo caso non degna di attenzione un film che in effetti non è degno di attenzione, se non per i fan alieni, essendo in pratica l’ennesimo rifacimento del film di Ridley Scott ma in chiave Z.

Il titolo italiano dell’Alien ambientato nell’oceano

Lo sceneggiatore televisivo Ed Waters è specializzato in polizieschi, non ha chiaramente idea di cosa sia la fantascienza: se dal lato “fanta” ha poca fantasia, dal lato “scienza” siamo nella melma più totale. E dico “melma” perché sono un signore.
Non sappiamo se sia stato voluto o semplicemente la ABC non se ne è accorta, comunque Ed Waters deve ricopiare Alien facendo in modo che la Fox non faccia causa, quand’anche la major abbai mai avuto notizia dell’uscita di questo film infinitesimale.

Non vi sembra la Nostromo immersa nello spazio?

La Nostromo era un’astronave che trasportava una raffineria, rimaniamo dunque nel campo del petrolio: non nello spazio ma in pieno oceano, che poi è la stessa cosa.

Ci sarà un motivo se il nome inizia per Z…

Siamo così sulla piattaforma petrolifera Zortron 101 (in fondo è un film di serie Z, no?) che si trova dove non dovrebbe trovarsi, impegnata in una missione che non risulta nei registri e questo preoccupa moderatamente il capo Nevins (Chad Everett), che è il Dallas della situazione, baffi compresi.

Ha telefonato Tom Skerritt: rivuole i suoi baffi!

Ufficialmente la piattaforma sta facendo tutt’altro, perché invece sta trivellando da settimane dove non c’è una sola goccia di petrolio? Le domande di Nevins cadono nel vuoto, perché l’uomo della Compagnia non si sbottona e prosegue le sue ricerche segrete. In pratica, Scott (Joseph Bottoms) è l’Ash di turno.

Che gran faccia da Ash…

Già che ci siamo, c’è pure la quota nera con Mark (Rockne Tarkington), che non fa niente esattamente come Parker.

Ciao, sono una quota nera, passavo di qui e m’hanno preso a bordo

C’è la comparsa bionda, proprio come la povera Lambert, e via così, fino alla scena in cui tutti e sette sono a pranzo: da quel 1979 ogni fanta-horror in ambiente chiuso deve avere almeno una scena conviviale.

Ragazzi, non è che a stare in sette a tavola porta sfiga?

Trivella oggi, trivella domani, alla fine magari qualcosa trovi.

— Cosa cerchiamo così in profondità?
— Forse il Diavolo.

Non dimentichiamo che il film doveva chiamarsi The Lucifer Rig, la piattaforma luciferina, un modo abile per sviare il pensiero da “temi alieni”, ma alla fine tutto procede secondo copione: impicciandosi troppo in un luogo alieno (in questo caso le profondità oceaniche), si finisce nei guai.
Un giorno il Kane di turno mette la mano doveva non doveva – come al solito tutto è sempre colpa del “ricercatore che tocca” – e un chestburster piomba in scena.

Bravo, metti la mano dove non dovresti, ecco che succede

Il ciclo vitale degli xenomorfi viene un po’ stravolto, probabilmente per non incorrere nelle ire della Fox, ma il concetto rimane lo stesso: abbiamo tre forme, una più grande dell’altra, che appaiono in punti diversi della vicenda.
Dalle profondità marine per ora è fuoriuscito un serpentone dentuto con tanto di “braccine corte”, a simboleggiare la povertà di mezzi della produzione.

Che denti grandi che hai…

La sceneggiatura brancola nel buio dello spazio, malgrado siamo in alto mare, quindi dalle profondità oceaniche fuoriescono anche delle uova, più che altro simili a Ferrero Rocher.
Il serpentone dentuto è nato da quelle uova? Non si sa, visto che entrambi vengono ritrovati nello stesso momento.

Mmmm, oggi per pranzo scatta la frittatona gusto oceano

Poi d’un tratto abbiamo una forma intermedia, simile a una sirena ma con la testa sospettosamente allungata, tipo xenomorfo. Sarebbe la forma più adulta del serpentone? Non si sa, appare dal nulla e nel nulla poi torna.

Che fortuna a trovare una bacinella esattamente della misura giusta

Gli operai della piattaforma che vengono morsi da questi esseri sviluppano strani comportamenti: per esempio uno di loro prende una collega e se la porta a letto. Ah, che cosa strana! È un fenomeno che nessuno scienziato saprebbe spiegare: che paura questi mostri oceanici, che spingono alla copula.
Intanto Jon Spaihts prende appunti: “Un uomo contagiato da un’entità sconosciuta che fa sesso con una collega nel pieno di una situazione di crisi: questa me la rivendo per Prometheus“. Giusto per ricordare la totale non originalità di quel film del 2012.

È il momento che il mostrone entri in scena

Alla fine, quando tutto sembra finito, arriva lui: lo zenomorfo, cioè lo xenomorfo di serie Z.

Ogni riferimento a uno xenomorfo è assolutamente voluto

Il giovane James Cummins chiaramente sta ricopiando la creazione di H.R. Giger, plausibilmente spinto dalla produzione, e cerca di cambiare il giusto per non essere denunciato ma lasciando gli elementi base per far capire che è uno xenomorfo, anche se sotto mentite spoglie.
Questa creatura è la forma adulta delle precedenti viste? Nasce da un corpo umano o si sviluppa da sola? Non si sa niente, perché lo sceneggiatore Ed Waters è in alto mare: temo non abbia mai letto o visto un’opera di fantascienza in vita sua, quindi spara alla cieca.

Xenomorfo che lento vai / dal nulla tu venisti, e nel nulla te ne andrai (semi-cit.)

Per far capire il livello di totale follia del povero Ed Waters, che da serie TV come “Mannix”, “T.J. Hooker” e “Police Story” si è trovato a riscrivere Alien, ecco la spiegazione con cui l’uomo della Compagnia giustifica tutto quanto sta accadendo sulla piattaforma:

«14 milioni di anni fa il primo antenato dell’uomo, una scimmia guerriera primitiva, apparve sul pianeta Terra: trionfa su ogni altra creatura e poi misteriosamente scompare. Cosa causò la sua scomparsa? Chi o che cosa distrusse le scimmie senza lasciare traccia? Dev’essere stato qualcosa di incredibilmente feroce, potente, tutte le creature sarebbero scappate terrorizzate.»

Fine della spiegazione. Siamo a un livello scientifico pari a due Ridley Scott e mezzo!
Cosa sarebbero queste “scimmie guerriere” che sarebbero poi estinte? Ma su quali libri è andato a studiare Ed Waters? Mi sa che in libreria è entrato nel reparto “umorismo” senza rendersene conto.

Le schiaccianti prove scientifiche della tesi del film

Lasciati orfani di una qualsiasi spiegazione, “fanta” o “scientifica” che sia, noi spettatori possiamo immaginare che trivellando nelle profondità marine i nostri eroi abbiano riportato alla luce questa creatura che da 14 milioni di anni aspettava il primo stronzo che la liberasse. Non è stato un evento casuale, è chiaro che l’uomo della Compagnia sapesse dove trivellare, anche se il motivo ci sfugge.
Comunque ciò che fuoriesce è un mostrone tontolone che cammina ondeggiando alla velocità di un metro l’ora: sicuri che sia questa la terribile creatura che ha ammazzato tutte le “scimmie guerriere primitive”?

Fermo là, che in un’ora ti raggiungo e ti mangio!

In tutto questo delirio ci consola la presenza di Colette (Jennifer Warren), la Ripley di turno, anche se il confronto è improprio: il personaggio qui si limita a fare la “donna tosta ed emarginata”, senza però fare altro. Al massimo Nevins le chiede di ricaricare la pistola e lei ci mette tipo due ore e mezza. Non proprio un’eroina d’azione.
Comunque vedere una pseudo-Ripley di nuovo con la voce italiana della Zanetti è un’emozione che da sola giustifica l’intero film.

L’attrice ha qualcosa della Weaver, oltre alla voce italiana

Copiare Alien è cosa buona e giusta, perché si ruba sempre dai migliori, ma certo un minimo di “fanta” e un minimo di “scienza” la si potrebbe anche racimolare in giro, comunque forse la cialtronaggine della sceneggiatura rende il film ancora più divertente, viste le risate grasse che genera nello spettatore.

Dubito che James Cummins abbia mai immaginato che sarebbe stato ricordato in Italia per l’impresa giovanile di costruire mostri scopiazzandoli dagli xenomorfi, ma per me anche lui ha il suo spazio nel grande Pantheon Alieno.
Addio, James, e grazie per il mostraccio alienoide.

L.

– Ultime scopiazzate aliene:

  • [1981] Il terrore viene dal passato - Un film che scopiazza Alien (1979) e in cui la Ripley di turno... in Italia è doppiata dalla stessa Ada Maria Serra Zanetti di Sigourney Weaver. Come può il cuore di un fan non esplodere come quello del Grinch?
  • [2013] Alien War (Stranded) - L'incredibile film che scopiazzando Alien 4 riesce a dare ispirazione al successivo LIFE, segno che le scopiazzate aliene regnano nella fantascienza.
    Christian Slater gestisce la base lunare quando da un meteorite arriva una forma aliena che copia Alien, Predator e gli ultracorpi baccelloni! Divertimento assicurato.
  • [2020] Breach – Incubo nello spazio - Fanta-horror spaziale, alieno a bordo, Bruce Willis che gigioneggia, bevande fantastiche, fanta-fucili e citazioni aliene: per me, è il film dell'anno!
    Scopiazzando dall'universo alieno, l'equipaggio della Hercules vedrà lo scontro fra Bruce Willis e gli alieni: chiunque vinca... noi perdiamo!
  • [2013] The Colony - Pago il mio debito con Evit e recensisco una nullità che cerca di copiare da "Aliens".
    Nel futuro bbuio e freddo, in piena pandemia, un gruppo di beoti va a controllare una colonia che non dà più segni di vita e, in una replica di Hadley's Hope, si ritrova ad affrontare... i cannibaliens!
  • [2018] Alien Expedition (Jurassic Expedition) - Un filmaccio assurdo ma anche una spettacolare scopiazzata di Prometheus (2012) con dinosauri, fanta-fucili e donne artificiali: cosa chiedere di più???
  • [1991] Terrore nello spazio (Dead Space) - L'Alien di Roger Corman, affidato ad un esordiente che sembra più la versione anni Novanta di Ed Wood.
  • [2021] Army of the Dead (Snyder vs Aliens) - Zack Snyder pensa bene di ricopiare Aliens (1986) sostituendo gli xenomorfi con gli zombie, aggiungendo Vasquez intera!
  • [2003] Volo per l’inferno (Flight to Hell) - Nella Z profonda nessuno può sentirti copiare "Alien".
  • [2012] Alien Origin - Forze Speciali vanno nella giungla del Belize e trovano una creatura aliena da affrontare: una cialtrona scopiazzata da Predator (1987) in salsa found footage che brucia gli occhi per la sua bruttezza.
  • [2007] AVH: Alien vs. Hunter - Se il Predator di Shane Black ha generato Alien Predator (2018), la famigerata The Asylum non era certo nuova all'operazione: l'uscita di Aliens vs Predator 2 (2007) ha infatti generato la sua versione Z.

[2013] Alien War (Stranded)

Il futuro non è più quello di una volta, lo dicono tutti e infatti è vero: una volta la base lunare aveva Martin Landau come capo, oggi… ha Christian Slater. Tempi bui. Tempi di Z!

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[2020] Breach – Incubo nello spazio

Giovedì prossimo, 23 settembre 2021, Koch Media renderà disponibili per la vendita il DVD e il Blu-ray di questo film, e io sono fra quelli che l’hanno già comprato in prevendita.
Uno dei rarissimi film con Bruce Willis in locandina in cui poi all’interno… incredibile! C’è Bruce Willis davvero! Una claustrofobica avventura fanta-horror nello spazio profondo, con sonno criogenico, alieni a bordo, bevande fantastiche, fanta-fucili, scopiazzate aliene e serie Z da ridere di pancia: per me… è il film dell’anno!

«Ci vuole molto più di un alieno per uccidermi.»
(It’ll talk a lot more than aliens to kill me)

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[2013] The Colony

La settimana scorsa sotto il mio lungo trattato su come Prometheus scopiazzi pesantemente da “X-Files” mi ritrovo questo commento, rivolto all’amica Vasquez:

«A me non ha mai dato la soddisfazione di riconoscere che The Colony omaggi prepotentemente Aliens al punto da rendere la trama ridicola, ma non si può avere sempre tutto dal proprio Lucius di fiducia.»

A scriverlo è l’amico Evit del blog Doppiaggi italioti, che scopro essersi “segnato al dito” una questione che io, come al solito, non ricordo assolutamente, ma avendo ormai perduto ogni più minuscola briciola di memoria non sono più fonte attendibile.
Non posso lasciare in sospeso la questione, soprattutto poi quando si parla di “citazioni aliene“, quindi ho ripescato un film che in origine ho visto in lingua originale quasi dieci anni fa, disprezzandolo, e me lo sono rivisto, disprezzandolo di nuovo, solo per Evit. Cosa non si fa per gli amici!

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[2018] Alien Expedition (Jurassic Expedition)

Su Prime Video mi sono gustato un film che “Bizzarro Movies” (Minerva Pictures) ha distribuito in italiano ma per ragioni misteriose ancora non trovo alcuna edizione DVD: appena uscirà sarà mio!

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[1991] Terrore nello spazio (Dead Space)

Ormai lo sanno tutti, nello spazio nessuno può sentirti citare Alien, quindi lo fanno in tanti. Come per esempio Fred Gallo, che oggi produce documentari per bambini ma ha esordito alla regia con un filmaccio di fantascienza che copia tanto e dai migliori: come dargli torto?

Il suo Dead Space è prodotto dalla Concorde Pictures di Roger Corman, che grazie ad un accordo distributivo con la RCA-Columbia permette a questi infimi prodottini di girare tutto il mondo, Italia compresa.
Al momento di portarlo nelle nostre videoteche, però, la Columbia-TriStar ha pensato bene di affibbiargli il titolo Terrore nello spazio, drammaticamente vago per un film: vuoi vedere che hanno pensato di chiamarlo come il film di Mario Bava del 1965 che O’Bannon ha scopiazzato per Alien? Che sia una sorta di contrappasso, visto che questo film del 1991 è palesemente una scopiazzata aliena?
Comunque la Prisma/Fox nel 1998 ha battezzato con lo stesso titolo la VHS italiana di Within the Rock o Terror Mooon (1996), che invece IMDb chiama Dagli abissi dello spazio. Insomma, ’sto terrore nello spazio piace ai distributori italiani.

Scomparso subito nel nulla, il film dal maggio 2020 lo trovate in italiano sul canale YouTube di Cinema ZOO, finché dura.

Un titolo secco, senza fronzoli

L’eroe della vicenda è la classica figura di avventuriero spaziale che negli anni Ottanta la faceva da padrone, e in questo caso è il comandante Steve Krieger, interpretato da quel Marc Singer che per tutta la sua carriera di filmacci ha campato di rendita grazie all’enorme fama riscossa nei panni del mitico Mike Donovan nella serie “Visitors”. Noi ragazzini degli anni Ottanta siamo tutti cresciuti con Donovan come padrino, malgrado i finti anni Ottanta di moda oggi lo ignorino.

Può un figlio di quel “fanta-decennio” girare per la galassia senza un robot “spalla comica” al seguito? Ovviamente no, e qui l’assistente robotico – Tim in originale, che diventa qualcosa come Timba in italiano! – è doppiato da una voce famosa ma non so identificarla.

Steve Krieger, maschio spaziale senza rischio né raschio

Krieger e Tim guidano un’astronave scassata, come si confà ad un avventuriero spaziale, e rispondono contro voglia ad una richiesta di soccorso da Phebon, una stazione di ricerca sul pianeta omonimo: un laboratorio spaziale affetto dal peggiore dei problemi dell’universo. È gestito da Bryan Cranston!

Chi sarà mai il cattivo della storia? Chi sarà il.. breaking bad?

Il miglior attore del mondo (come lo sfotte Cassidy) interpreta Frank Darden, uno degli scienziati che a Phebon cercano una cura contro il virus Delta-5 che sta falcidiando l’umanità, e la sapete tutti la regola per combattere un nemico: trovare un nemico più potente. È la formula americana: vuoi far fuori un dittatore violento? Cerca un dittatore ancora più violento, e poi uno più più violento per far fuori quello più violento, e poi uno più più più violento per far fuori il precedente e così via. È una tecnica che gli Stati Uniti adottano da sempre, e la politica internazionale dimostra che hanno fatto proprio un bel lavoretto di fino…

Nello spazio vige la stessa regola, così Bryan Cranston e gli altri scienziati per combattere il pericoloso virus hanno creato un «mutante metamorfico», che non sconfigge il virus ma in compenso si mangia tutti gli umani che incontra. Esattamente lo stesso risultato della politica estera americana!
Dubito che la sceneggiatrice esordiente Catherine Cyran pensasse a tutto questo, ma mi piace pensare che quella vecchia pellaccia di Roger Corman adorasse il sottotesto sarcastico.

Che bell’ovetto, chissà quale sorpresa conteneva…

Corman avrà tempo con Carnosaur 2 (1995) di ricopiare identico Aliens (1986), qui siamo nello spazio quindi si ricopia Alien (1979). Così uno scienziato curiosone si sporge troppo sul piccolo uovo che covava il virus mutaforma (?), questo ne fuoriesce e gli si infila nel naso (giuro!), e dopo un po’ – da bravo chestburster – ne fuoriesce in versione larvale dal petto. Però per non far proprio capire che si sta copiando il film di Ridley Scott confondiamo un po’ le acque: il mostro fuoriesce dal petto citando palesemente La Cosa (1982) di John Carpenter. Anche per citare i registi giusti.

Rob Bottin, dove sei?

Tornando al copione alieno, l’essere larvale fuoriuscito dal petto fugge e va a nascondersi in attesa di crescere, mentre Krieger e gli altri cominciano a setacciare la stazione, assicurandosi di chiudere man mano i bocchettoni dell’impianto di condizionamento per intrappolare la creatura, anticipando la scena identica vista l’anno dopo in Alien 3 (1992).
Intanto non mancano le frecciatine agli scienziati spietati, che con i loro esperimenti infami mettono a rischio la vita con la scusa di salvarla. Signora mia, chissà che ci mettono nei vaccini. Certo che avere Bryan Cranston occhialuto con un camice da dottore non aiuta la ricerca medica.

Fidatevi degli scienziati, soprattutto se hanno la faccia di Bryan Cranston

Il povero Marc Singer è palesemente fuori ruolo, visto che non serve un avventuriero spaziale dalla battuta pronta e dal fisico forgiato da mille amplessi: siamo in un campo dominato da eroi “ripleyggianti”, cioè donne determinate più che muscolose, quindi l’aitante Singer non può far altro che mettersi in pose plastiche davanti a fonti di luce ingiustificate e assumere la faccia di chi finge di capire dove sia, quando è chiaro che non lo sappia.

Quando cerchi di fingere interesse ma non sai neanche dove sei

Ad un certo punto il nostro baldo eroe ci regala il momento più alto dell’intera vicenda, dove si ride di cuore. Bisogna andare fuori dalla stazione a stanare il mostro, e quindi è necessario indossare la tuta spaziale per camminare sul pianeta alieno. Eh, detta così pare facile, dove li troviamo i soldi per una tuta spaziale? Va be’, Singer: infilati un giacchetto, che vale come tuta pressurizzata!
Non un respiratore, non un casco, solo un giacchetto… e neanche chiuso fino al collo! Mi coprivo di più io quando uscivo di casa in Fase 1!

Cioè… quella sarebbe una tuta spaziale pressurizzata???

Dopo una puntatina alle Vasquez Rocks, la mitologica location dove sono state girate le migliori scene di cinema fantastico di sempre – da “Star Trek” a Bill & Ted che citano “Star Trek” (1991) – si torna in interni che dobbiamo girare l’incontro con la Regina Aliena. Va be’, Regina forse è troppo… diciamo una dama di compagnia inquadrata con tante luci addosso.

Al cospetto della Regina Aliena… o supposta tale!

Mi sembra superfluo specificare che non esiste trama, al di fuori della scopiazzata aliena, e i personaggi vagano abbandonati a sé stessi, ma vi posso assicurare che si ride di gusto, soprattutto quando il mostro pseudo-xenomorfo attacca le sue vittime. Il budget del film permetteva al massimo un “coso” di gomma appeso alla parete, quindi sta agli attori buttarcisi addosso fingendo di esserne afferrati, e agitarsi facendo in modo di muovere gli artigli di gomma come se il mostro fosse vivo.
Siamo in pratica tornati alla celebre piovra di gomma di Ed Wood, cioè agli albori del cinema horror: solo per queste scene vale la pena vedersi questo film.

Lo xeno-coso di gomma

Per un film di fantascienza copiare Alien è cosa buona e giusta, ma bisogna sempre ricordarsi anche di Aliens, perciò non stupisce che dopo una prodezza dell’eroe Krieger, il suo amico robotico Tim se ne esca con questa frase:

«Non male per un semplice essere umano.»

Quando basta una sola frase a venderti un film.

L.

– Ultime citazioni da Alien:

[2021] Army of the Dead (Snyder vs Aliens)

Vasquez and the Army of the Dead

Ogni film che omaggia Aliens (1986) di James Cameron fa solo il suo dovere, pagando il tributo al più iconico e archetipico film del genere fanta-horror moderno; ogni film che copia Aliens (1986) di James Cameron fa bene, perché si copia sempre dai migliori: persino Cameron stesso si è auto-copiato, con quella roba che ha chiamato Avatar (2009)!

Ecco perché sebbene sia il vuoto con gli zombie intorno, Army of the Dead (2021) di Zack Snyder va visto: sia per dichiarare la morte cerebrale del cinema, che cerca malamente di riciclare tematiche ormai proprie dei fumetti, sia per dichiarare la sconfitta di trent’anni di fanta-horror, visto che il paraculo Snyder sa bene che l’unico modo di vendere questa roba agli spettatori… è ricopiare Aliens (1986) scena per scena, con battute e personaggi copia-e-incollati di peso. Non sembri una critica: copiare Aliens è cosa buona e giusta!

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[2003] Volo per l’inferno (Flight to Hell)

L’estate scorsa, in piena astinenza da bancarelle – ormai estinte per ragioni pandemiche – comprai su Amazon alcuni DVD con la mitica “S” in locandina: cioè produzioni Stormovie che colleziono da anni. Fra questi ho preso a scatola chiusa, visto il prezzo basso, anche Volo per l’inferno senza sapere cosa fosse. Una volta arrivato, andandolo a catalogare nei miei elenconi mi sono reso conto che era qualcosa da non toccare a mani nude, così con una pinza l’ho riposto in fondo alla collezione.
Grande è stata la mia sorpresa nel trovarlo su Prime Video, perciò mi sono deciso a riprendere la mia copia in DVD.

Non ho trovato tracce di questo film al di fuori dell’edizione Stormovie 2008, quindi il 2003 riportato da IMDb non so da dove venga. La Stormovie attinge agli archivi Mediaset quindi il film potrebbe essere stato trasmesso di nascosto su qualcuno dei suoi canali, ma capisco perfettamente le guide TV che non hanno riportato l’evento.

Il viaggio all’inferno è quello dello spettatore

L’aereo Roulette One parte da Las Vegas con il compito di far sollazzare un riccone, che per motivi misteriosi preferisce fare in volo ciò che potrebbe fare comodamente a terra, cioè giocare alla roulette.

Perché questa roulette ha una testiera accanto?

È una notte buia e tempestosa e il pilota ha avuto un incubo che sembrava un film horror, sicuramente succederà qualcosa di brutto: per esempio questo film.

Gli effetti speciali delle grandi occasioni

Un fulmine colpisce l’aereo e distrugge la radio, proprio mentre avevano intercettato uno strano messaggio di soccorso. I tecnici dell’aereo dalla stiva fanno sapere che il loro contratto non prevede ci si fermi per rispondere a messaggi di soccorso, ma il capitano fa sapere che, al contrario, esiste una clausola nel caso di omesso soccorso che bloccherebbe la loro Paga. Mmmm io ’sta cosa l’ho già sentita da qualche parte…

Da solo in cabina è un buon momento per dormire

Non è chiaro perché e per come, comunque l’aereo intercetta del muco alieno che inizia a infilarsi ovunque, depositando uova: è il classico comportamento del muco, deporre uova…

Tipiche uova deposte dal muco alieno

… ma mica uova normali, no: uova palesemente prese da una produzione Fox!

A me ’ste uova sembrano familiari…

Degli strani esserini aracniformi cominciano a girare per l’aereo, e tutti se la ridono: sai quanti soldi ci faremo con questa scoperta? Ho smesso di cercare una qualsiasi logica nella sceneggiatura di questo film. ahahahha “sceneggiatura” ahahahha!

Che carino, chiamiamolo “stringi-faccia”

Voi non ci crederete, ma un membro dell’equipaggio ficca troppo il naso… tanto che un mostriciattolo se ne fa tana!

Vi prego, date il Premio Nobel a questa scena!

Potete continuare a non crederci, ma quando sembra tutto passato quello stesso membro dell’equipaggio va a pranzo… e l’esserino gli fuoriesce. Non dal petto, ma dall’occhio, perché l’originalità è il forte di questo film.

La versione Z di Kane a pranzo

L’esserino poi cresce e diventa mostrone bruttone…

Nel buio nessuno può sentirti copiare Alien

… con zanne affilate e vari accorgimenti perché non sembri troppo xenomorfo.

Quando lo xenomorfo si scrive con la Z

Cosa dire di questo grande film diretto da Alvaro “Al” Passeri? Niente, se non che le immagini che riporto non riescono a rendere la vera qualità Z del prodotto. Non so cosa abbia spinto un essere umano a creare quest’opera, ma approvo la voglia di copiare Alien (1979), che è sempre cosa buona e giusta.

In quanto Alien-clone questo Volo per l’inferno è un gioiello oscuro, di un bel marrone corposo, che non può mancare nella collezione di un pazzo come me, che oltre ai film alieni ufficiali conserva pure le scopiazzate di serie Z.

L.

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– Ultime citazioni aliene:

[2012] Alien Origin

Grazie a Prime Video mi sono visto un filmaccio a tema alieno che mi era sfuggito, quando la Minerva Pictures l’ha portato in DVD italiano nel maggio 2015, con la targa “Bizzarro Movies”.

Il regista Mark Atkins è un professionista della Z, con film divertenti come Sand Sharks (2012) e roba Asylum, come il divertente Android Cop (2014) o il tristissimo Planet of the Sharks (2016). Tutte opere decisamente superiori a questo vuoto Alien Origin (2012).

Il vuoto con un alieno intorno

Il film è puro letame, ma è irresistibile la prima parte, dove viene ricreato l’inizio di Predator (1987) ma in salsa found footage.

«Nell’ottobre 2011 un’unità delle Forze Speciali è stata mandata in missione nella giungla del Belize insieme alla giornalista Julia Evans e alla sua troupe televisiva: l’intero gruppo è sparito senza lasciar traccia.»

Quindi la fantomatica località del Centro America di Predator diventa il Belize, che affaccia sul mare, e le Forze Speciali anni Ottanta di Schwarzy si ammodernizzano: oggi tutti i soldati girano con una videocamera addosso, quindi è plausibile la quantità di tecnologia che si portano appresso i protagonisti di questo film. Purtroppo l’idea è di sfruttare per la milionesima volta l’idea del “filmato ritrovato” come ricostruzione degli eventi, e onestamente dopo vent’anni è un’idea che ci ha abbondantemente sfondato gli zebedei.

L’astronave ritrovata nel Belize ha una forma davvero aliena…

Degli attori improvvisati vengono lasciati senza alcun copione a girare tra le fresche frasche, parlando del più e del meno, poi a un certo punto trovano un teschio che è proprio plausibile: non sembra affatto una roba fatta con la stampante 3D…

Un autenticissimo teschio alieno

Niente viene spiegato, pare di capire che in quella zona ci sono alieni che rapiscono la gente, ma è chiaro che non esiste trama: solo una divertente versione cialtrona di alcune atmosfere di Predator.

Assolutamente deliziosa la scena in cui un soldato monta sulla spalla di un altro una… «pistola laser» alla Predator, ma tranquilli sta scherzando, è solo un sensore. È però chiaro che la battuta strizza l’occhio al cannone da spalla del Predator.

Cannoni da spalla modello Predator montati

Malgrado il disprezzo che genera la visione del film, il DVD è già entrato nella mia collezione dei “Finti Alien” scopiazzoni.

L.

– Ultimi post simili:

[2007] AVH: Alien vs. Hunter

Se l’uscita del The Predator (settembre 2018) di Shane Black ha generato Alien Predator (settembre 2018), scopro che la famigerata The Asylum non era certo nuova all’operazione: l’uscita di Aliens vs Predator 2: Requiem (dicembre 2007) ha infatti generato AVH: Alien vs. Hunter (dicembre 2007). Anche in questo caso il film è inedito in Italia, o almeno non ho trovato tracce di distribuzione.

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