Citazioni aliene [1998-08] Zona X 38

Grazie all’amica Vasquez scopro questo numero 38 (agosto 1998) di una testata d’altri tempi: “Zona X” (Sergio Bonelli Editore), “figlia” del buon vecchio zio Martin Mystère e così d’annata da non aver avuto neanche un piccolo spazio nel sito ufficiale Bonelli.

La seconda storia di questo albo antologico, Il segreto della magia, è l’undicesima avventura di un gruppo chiamato “Magic Patrol”. Eccone la presentazione:

Cover di Giancarlo Alessandrini

«Nel mezzo di un vasto e desolato deserto sorgono le avveniristiche installazioni di Altrove, una base governativa degli Stati Uniti d’America il cui proposito è affrontare e studiare tutto ciò che generalmente non viene accettato dalla scienza. Armati di moderne tecnologie e di arcani poteri esoterici, gli agenti del Gruppo di Intervento Lambda, la sezione preposta ai casi di emergenza, affrontano minacce aliene, orrori sovrannaturali e le insidie tese dai sinistri Uomini in Nero, spietati custodi della storia “ufficiale”, indagando sui misteri dell’universo e della mente umana. Nella base, il Gruppo di Intervento Lambda è meglio noto come Magic Patrol.»

Vincenzo Beretta alla sceneggiatura e Maurizio Mantero ai disegni mandano i protagonisti all’interno di un passaggio dimensionale, un Portale il cui interno… è decisamente “alieno”!

Questo antro non mi è nuovo…

I cinque protagonisti si ritrovano dunque in una «costruzione biomeccanica realizzata con una tecnologia sconosciuta», e non sanno che all’interno di alcuni “tunnel gigeriani” ci sono dei nemici che li attendono al varco.

Quei “tunnel gigeriani” non mi sono nuovi…

Sfuggire all’attentato distoglie l’attenzione dalle chiare citazioni all’arte di H.R. Giger che pervade Alien (1979): ringrazio di cuore Vasquez per aver stanato questa deliziosa chicca d’annata.

L.

– Ultime citazioni targate Bonelli:

10 pensieri su “Citazioni aliene [1998-08] Zona X 38

  1. Se avessi saputo che la testata avrebbe chiuso 7 numeri più in là avrei continuato l’acquisto…invece mi sono fermata intorno al numero 20, causando così il recupero in tempi recenti, complice anche la tua segnalazione della ristampa della miniserie “La stirpe di Elan” in solitaria. Che fra l’altro devo dire non mi sta dispiacendo troppo rileggere, nonostante io non ami in modo particolare il fantasy. Mentre la Magic Patrol “pesa” era, e “pesa” l’ho ritrovata, ma questo piccolo omaggio a corridoi che noi sappiamo essere pieni di alieni è stato davvero gradito 😉

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    • Quei corridoi gigeriani l’ho ritrovati sia in Zagor che in Dylan Dog, giusto per citarne un paio che mi vengono in mente, quindi direi che alla Boneli piacevano assai 😛
      Un giorno magari iniziierò Zona X e me ne innamorerò, ma per ora titubo. Avevo iniziato Alfa qualcosa, lo speciale figlio del Musone, ma ci sono più parole di un romanzo scritto, quello stile non fa pe rme.

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      • Eh lo so, la Bonelli purtroppo ci soffre, del resto si sa che raccontare per immagini è più difficile. Però a volte vale la pena affrontare muraglie di testi, per trovarsi immersi in buone storie, che poi sono state quelle che mi fecero innamorare di questa testata. Storie singole, autoconcludenti a tema fantascientifico: viaggi nel tempo (e non solo) ne “Il dio con quattro ruote”, pandemia (!) in “Virus”, il piccolo E.T. Xoprxsxx (sto andando a memoria) che viene sulla Terra semplicemente in vacanza in “Invasione”, “No smoking” dove il BVZM cerca di smettere di fumare in una storia palesemente ispirata a “Quitters Inc.” di King…
        Immagino che ad un certo punto abbiano esaurito i classici a cui ispirarsi, iniziando così queste miniserie. Gradevoli sì, ma i classici di Zona X erano tutt’altra cosa.

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  2. Ah, la base nascosta dei Tecnomanti atlantidei dalle architetture così familiari (e anche stavolta sono stato battuto nelle segnalazioni, chiaro segno che i miei riflessi non sono più quelli di una volta) 😉
    Da qualche parte conservo ancora tutti i numeri di Zona X, di cui non disdegnavo né le ottime storie singole né le miniserie, “Magic Patrol” e “La stirpe di Elan” comprese: nonostante nemmeno io fossi un grande estimatore del fantasy, mi piaceva il modo in cui veniva trattato in quei contesti, mixandolo ad elementi di altri generi per renderlo interessante pure ai non “fantasysti” convinti…
    P.S. Curiosità da aggiungere al commento di Vasquez: “No smoking” cita apertamente “Star Trek” e “Spazio 1999”, dato che lo specialista a cui si rivolge il BVZM ha le fattezze di Leonard “Spock” Nimoy e i suoi collaboratori si chiamano Bob e Mathias (ovviamente da Bob Mathias, l’indimenticato assistente della dottoressa Russell) 😉

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    • Malgrado ci abbia passato l’infanzia, non sono così esperto di “Spazio 1999” tanto da ricordare attori e personaggi: i miei lo adoravano quindi da bambino l’ho visto a getto continuo, ma da qui a ricordare pure gli assistenti ce ne passa 😀

      Scherzi a parte, ma quindi mi dici che questa strutura “gigeriana” dove finiscono gli eroi della storia è legata ai personaggi del primo Albone di Nathan Never? Erano quelli i Tecnomanti, no? O ricordo male? E lì sì che di citazioni aliene si va giù duro…

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      • No, quelli erano i Tecnodroidi, altrettanto citazionisti ma slegati dagli ipertecnologici “maghi” atlantidei (apparsi tra l’altro anche sulle pagine del Musone)…
        P.S. Hai presente l’infermeria sulla base lunare? Ecco, Il dottor Bob Mathias (Anton Phillips) c’era in ogni episodio. Della prima stagione però, perché Fred “ti affosso anche questa” Freiberger lo fece sparire poco dopo l’inizio della seconda 😀

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