Alien 3 (1992-2022) – 8. La versione di Giger


Gigeriade

Cosa ne pensa il creatore grafico dello xenomorfo del terzo film dedicato alla creatura? A raccontarcelo ci pensa il giornalista Les Paul Robley, che va a trovare l’artista svizzero H.R. Giger e pubblica il risultato sulla neonata rivista “Imagi-Movie” (n. 3, primavera 1994), figlia della blasonata “Cinefantastique”.

Stando alle parole del giornalista, il 28 luglio 1990 H.R. Giger è stato contattato per la seconda volta affinché ridisegni la sua creatura in vista di Alien 3: una prima volta era stato contattato da Gordon Carroll – il terzo membro, insieme a Walter Hill e David Giler, della Brandywine, la casa che possiede i diritti di Alien – ai tempi in cui regista era ancora Vincent Ward, ma a quell’epoca l’artista svizzero era impegnato e non se ne è fatto niente.

Questa seconda volta invece è David Fincher in persona a viaggiare fino in Svizzera per andare a trovare Giger, senza avere un copione in mano ma con una proposta che sicuramente piacerà all’artista: ha mano libera per riadattare la creatura. Non sappiamo se qui il giornalista ci metta del suo o stia riportando parole di Fincher, comunque la proposta prevede di sistemare quei «dettagli qualitativamente inferiori» assunti dagli xenomorfi in Aliens (1986). Partendo dal presupposto che non esiste alcun dettaglio “qualitativamente inferiore” in Aliens, tanto più se paragonato al terzo film, credo si riferisca al fatto che Giger non aveva potuto partecipare attivamente alle creature del secondo film, quindi magari ora Fincher lo sta tentando proponendogli di essere più presente.
(Da molti anni i fan litigano sulle variazioni della testa aliena nei primi tre film, appellandosi a fantasiose teorie scientifiche che di scientifico non hanno nulla: semplicemente ognuno ha il proprio xenomorfo preferito.)

Tutti odiano i “bozzi in testa” del secondo film, perché non ve li meritate!

Stando a Robley, Fincher propone a Giger di creare un facehugger acquatico, un nuovo chestburster e una nuova pelle per l’alieno adulto, ma soprattutto una versione di xenomorfo a quattro zampe. L’artista svizzero accetta in nome dell’ottimo rapporto che nel 1979 si era instaurato con Ridley Scott: se l’avesse fatto dietro un contratto chiaro, firmato da un dirigente Fox, sarebbe stato meglio, come vedremo.

Inizia dunque la collaborazione, e per un mese Giger faxa disegni e schizzi ai Pinewood Studios dove Fincher li riceve e risponde con note e commenti. Giger si mostra entusiasta di questa “invenzione moderna”, cioè il fax, perché gli permette di non uscire più di casa: disegna tutta la notte e poi, alle 6 del mattino, faxa tutto a Fincher dall’altra parte dell’oceano.

Chissà come mai questo orripilante “bambi-burster” è stato scartato… (foto da “Imagi-Movies”)

In quelle notti di lavoro frenetico Giger crea uno xenomorfo felino, molto più bestiale del suo parente dei film precedenti, con una pelle quasi mimetica, e che soprattutto emette suoni: l’artista sarà sinceramente dispiaciuto che nel film non si senta la pelle aliena emettere suoni…
Tutto molto bello, tutto molto artistico e ispirato, poi arriva una telefonata di Tom Woodruff e Alec Gillis, gli artisti della ADI (Amalgamated Dynamics, Inc.) che curano l’universo alieno sin dal secondo film, i quali in tono cordiale dicono: «Grazie, Giger, a posto così. Oh, fatti sentire, eh? Faxaci una cartolina». Non sono ovviamente queste le parole usate, ma il succo è lo stesso: anche Giger è rimasto intrappolato nell’ascensore per l’inferno.

«L’Alieno è stato il mio bambino, perciò quando mi è stato chiesto di cambiarlo e trasformarlo in qualcosa di meno umanoide speravo che le mie decisioni in merito sarebbero state le uniche prese in considerazione. Sono stato un ingenuo, nei confronti di Hollywood. Pensavo che avendo vinto un Oscar per il mio alieno, avrei avuto voce in capitolo sul suo aspetto.»

Se non ha avuto voce in capitolo per il secondo film, cosa gli faceva supporre che l’avrebbe avuta per il terzo? Secondo Giger, è stato David Fincher a dargli questa falsa illusione, e ora questo “ragazzetto” osa ignorare il più grande artista svizzero e invece dà ascolto a due maghi degli effetti speciali che da anni conoscono l’alieno meglio di lui!
Dobbiamo infatti ricordare che Woodruff e Gillis sono quelli che fisicamente hanno creato tutte le creature, spesso le hanno “interpretate” e le hanno mosse a favor di camera: Giger si limitava a disegnare e faxare, se poi le sue idee fossero realizzabili nel concreto, e con il budget a disposizione, non gli interessava minimamente.

Mentre GIger faxa dalla Svizzera, Woodruff passa le giornate vestito da alieno

Una volta inviati gli schizzi per fax, la 20th Century Fox considera chiusa la collaborazione con Giger, anche perché tanto si è deciso in favore dei modelli di Woodruff e Gillis. Ma l’artista svizzero, ormai lanciatissimo, continua per conto suo, e insieme al suo fido collaboratore Cornelius de Fries comincia a costruire modellini della creatura da lui concepita, compreso un modello a grandezza naturale (all’incirca due metri di lunghezza) di uno xenomorfo. Gira anche un piccolo filmato a mo’ di documentario, poi propone tutto alla Fox, chiedendo in cambio solo il costo del materiale utilizzato. Non ci crederete, ma la Fox rifiuta l’offerta.

Il modello a grandezza naturale creato da GIger (da “Imagi-Movies”)

Quello che l’esperienza in tanti anni non sembra aver insegnato a Giger è che non si lavora mai “sulla fiducia”, o peggio ancora “per amicizia”: già con un contratto vincolante tocca poi fare causa per essere pagati, quando si parla di Hollywood, figuriamoci senza nulla di scritto!

Giger scopre in seguito che Woodruff e Gillis avevano un regolare contratto con la Fox per occuparsi dell’alieno, firmato già quando c’era Vincent Ward, e quindi hanno considerato gli schizzi di Giger come semplici e apprezzati “suggerimenti” provenienti dal “papà dell’alieno”, nient’altro. Giger era convinto di essere stato “ingaggiato”, invece semplicemente ha fatto una chiacchierata con un regista, il che equivale allo zero assoluto.
Al giornalista Giger parla chiaramente: secondo lui è stato tutto un raggiro messo in atto da Fincher, il quale ha voluto avere due artisti a lavoro sulla creatura così da avere una doppia opportunità al prezzo di una. Mi permetto di dubitare di questa interpretazione.

Gli schizzi alieni che Giger faxava da Zurigo a Londra (da “Imagi-Movies”)

Quando Alien 3 arriva in sala, la Fox organizza a Ginevra una proiezione speciale per Giger e i suoi amici, così da aggiungere la beffa al danno: nei titoli di testa l’artista risulta come ideatore del disegno originale dell’Alien, che sembra una definizione corretta ma nasconde un “sotto-testo”: significa infatti che non è l’autore della creatura del terzo film. Malgrado sia esatto, visto che nessuna delle sue idee è stata presa in considerazione, Giger va su tutte le furie e si considera derubato del proprio lavoro: inviata una lettera alla Fox, ovviamente per fax, la risposta è che ormai tutto il materiale pubblicitario è stato stampato e non si può più correggere.
Da una seconda visione in sala del film, l’artista scopre che il suo nome non è citato nei titoli di coda.

Giger non molla, tramite agenti e avvocati insiste che quello su schermo è un prodotto anche di suoi rimaneggiamenti e alla fine riesce ad ottenere dalla Fox un costoso rimaneggiamento della pellicola, così che nella distribuzione home video nei titoli di testa si legga

«Alien 3 Creature Design by H.R. Giger»

invece della scritta precedente

«Original Alien Design by H.R. Giger»

Da notare come il giornalista affermi, sbagliando, che il nuovo credito vada ad aggiungersi al precedente, invece su tutte le edizioni in home video di Alien 3 (VHS, DVD e Blu-ray, con relative riedizioni e speciali), e quindi anche nelle trasmissioni televisive, esiste un solo credito per Giger, cioè quello che attesta un suo (non propriamente vero) lavoro di disegno sulla creatura del terzo film.

Il tutto inserito fra gli effetti visivi di Edlund e gli effetti alieni di Woodruff e Gillis. Cioè tutta gente che ha lavorato al film, con sudore e sangue, mentre Giger giocava con il fax.

Il credito presente in tutte le edizioni home video del film

Può sembrare il puntiglio di un artista vanesio, una precisazione di lana caprina, invece si tratta di soldi, e anche tanti. Stando a Leslie Barany, agente dell’artista, Giger nel 1979 ha ricevuto una cifra molto alta come diritto d’autore per lo xenomorfo, cifra che curiosamente non si è più ripetuta nei film successivi – ecco quindi il motivo per cui la Fox preferisce non rivolgersi a lui per “ricreare” l’alieno – e ora lui, in nome del suo cliente, sta tentando di estendere quei diritti anche al ricchissimo mondo delle opere licenziatarie dell’universo narrativo espanso. Cosa che, temo, la Fox non permetterà con facilità.

Intanto Giger comincia a farsi sensibile, convinto com’è che il suo rapporto con Alien 3 sia lo stesso avuto vent’anni prima con Alien (1979): scoprire che la Fox non lo porta in giro in pompa magna lo ferisce personalmente. Eppure era successo lo stesso nel 1986 per il secondo film, ma forse stavolta credeva le cose fossero diverse.

Giger racconta al giornalista di “Imagi-Movies” un aneddoto piccolo ma rappresentativo. Quando la rivista “Fangoria” ha chiesto di contattarlo per un’intervista, l’ufficio pubblicitario della Fox ha specificato che l’artista non era coinvolto nella lavorazione del film. Non viene detto, ma ipotizzo che questo volesse dire che il giornalista di “Fangoria” non avrebbe potuto volare fino a Zurigo a spese della Fox. Comunque l’essere considerato “non coinvolto” nel terzo film – cosa che corrisponde a verità – ha ferito personalmente lo svizzero.

Artista che con occhio d’aquila non perde una sola rivista di settore dove stanare le interviste a Woodruff e Gillis, i quali lo citano sempre come maestro ma osano definirlo “creatore dell’alieno”, invece che riconoscergli un lavoro che in realtà non ha fatto, visto che l’alieno del terzo film è opera di Woodruff e Gillis. Addirittura sulla rivista “Cinefex” David Fincher ringrazia personalmente tutti quelli che hanno reso possibile il film… e non cita Giger! Può esistere offesa più grave?

Confronto fra l’alieno di Giger e quello di Woodruff e Gillis usato nel film

Dopo mesi di costose cause legali, Giger riesce ad ottenere dalla Fox i diritti d’autore sul merchandising del film (cioè la paccata di soldi a cui il sensibile artista mirava sin dall’inizio), ma vuole anche essere risarcito dei novemila dollari di spese legali: in quest’ultimo caso la Fox finge di non sentire. E infine ci si mettono pure gli Oscar: l’Academy Award compie il madornale errore di non candidarlo per quei quattro schizzi faxati da Zurigo. Per settimane Giger invia fax a chiunque, in vista della cerimonia di premiazione, ma solo alla fine la Fox risponde, sottolineando come le regole del premio vietino alle case di proporre nomi, quindi – lascia ben poco velatamente trasparire la lettera – la colpa è di Fincher, che all’Academy ha mandato solo i nomi di Woodruff e Gillis. Giusto per mettere benzina sul fuoco.

Effetti speciali alieni proiettati alla Notte degli Oscar 1993

Il 29 marzo 1993 è un triste giorno, perché alla 65ª edizione della cerimonia di premiazione degli Oscar, nella categoria “Migliori effetti speciali“, l’attrice Andie MacDowell legge i nomi di Edlund, Gillis, Woodruff e Gibbs, cioè quelli che si sono spaccati la schiena per creare gli effetti speciali di Alien 3. Si può essere più ingiusti nei confronti di Giger, che se ne stava a casa sua ad inviare schizzi col fax, credendo che a Hollywood si lavorasse “sulla fiducia”?
Tranquilli, alla fine non c’è stata alcuna ingiustizia, quel 1993 l’Oscar per i migliori effetti speciali va La morte ti fa bella di Robert Zemeckis… dove però ha lavorato anche Woodruff!

Tom Woodruff jr. (l’ultimo a destra) premiato lo stesso, quel 1993

Dopo aver dato ampio spazio alle geremiadi (anzi, gigeriadi) di Giger, la stessa “Imagi-Movies” va a sentire gli “incriminati”, cioè Woodruff e Gillis della ADI: bei tempi quando le riviste non si limitavano a fare gli uffici stampa ma davano voce anche ad opinioni dissonanti.

Al giornalista Tim Prokop Woodruff racconta che:

«L’alieno è così noto che non c’erano molti margini di lavorazione, se non renderlo ancora più alieno rispetto ai due primi film. La maggior parte delle nostre modifiche sono state di tipo stilistico, perché volevamo tornare ai disegni originali di Giger mai davvero portati su schermo.»

Interviene Gillis:

«I dipinti di Giger hanno a che vedere con qualcosa di tanto spaventoso quanto affascinante. Ci sono cose tipo parti di macchinari integrati nella creatura, e penso che quella strana combinazione di umano, macchina e ossa sia una delle cose che rendono l’alieno unico e spaventoso. Abbiamo cercato di suggerire le stesse forme, anche se in maniera più organica.»

I “burattinai” della Boss Film

I due raccontano al giornalista che si trovavano negli studi di Londra a preparare gli effetti per il film quando ricevettero una telefonata di Giger. Woodruff confessa che sebbene fossero grandi estimatori del suo lavoro, avevano sentito voci sul temperamento dell’artista svizzero, e temevano che il loro lavoro per Aliens (1986) non fosse piaciuto. «Non sapevamo se ci stava telefonando per congratularsi o per offenderci: invece si è rivelata una persona simpaticissima».

Stando al racconto di Gillis, Giger ha telefonato per sapere quali fossero le loro idee sulla creatura poi ha iniziato a inviare per fax disegni e schizzi, «idee molto utili al momento di decidere come sviluppare l’alieno: eravamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda». Woodruff e Gillis prendono la decisione di rimuovere i tubi sulla schiena della creatura, che poi (come abbiamo visto) verranno ri-messi e ri-tolti, perché impedivano un corretto movimento della lunga testa di un alieno diventato quadrupede, da bipede che era sempre stato. Guarda caso, nei bozzetti faxati da Zurigo anche Giger ha tolto i tubi: insomma, nel racconto dei due effettisti è stata una collaborazione scritta in Cielo, al contrario di come la racconta l’artista svizzero.

Tom Woodruff Jr.: il nostro caro alieno dal 1986! (da AvP Galaxy)

Una volta decisa la forma dell’alieno, la ADI crea una tuta aderentissima che poi dovrà indossare il solito Woodruff, l’uomo che dal 1986 ad oggi ha interpretato lo xenomorfo su schermo. Poi viene costruito anche un modellino in scala 1:8 per farlo muovere come un burattino dagli effettisti della Boss Film, in scene da posporre poi su quelle a grandezza naturale.

«Credo che siamo andati molto vicino ai disegni originali di Giger nel creare l’alieno, e grazie alla Boss Film siamo stati in grado di renderlo reale.»

Così Woodruff conclude il suo racconto del “dietro le quinte”: uno stile ben diverso da quello di Giger.

(continua)

L.

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