Citazioni Aliene: Dylan Dog 30 (1989)

Quella sul comodino di sinistra è per caso una Regina Aliena?

Tornato a leggiucchiare la testata a fumetti “Dylan Dog“, nella sua serie di ristampe ragionate “Viaggio nell’incubo”, scopro quella che potrebbe essere forse una citazione aliena che mi è sfuggita all’epoca, quando comprai in edicola e adorai sin da subito questo albo.

Si tratta del numero 30 (marzo 1989), La casa infestata scritto da papà Tiziano Sclavi, con i meravigliosi disegni di Claudio Castellini.

Come si può vedere dalla foto ad inizio post, il bambino ha una camera piena di buona roba, come un pupazzo di E.T. sul comodino di destra: quella sul comodino di sinistra sembra decisamente una Regina Aliena. Però poi nella vignetta successiva Castellini sembra quasi avere un ripensamento.

Ma… è una Regina che ride?

Non è sicuro che il bambino stringa a sé lo stesso pupazzo del comodino, ma è chiaro che in questa seconda vignetta il corpo della Regina Aliena si fonda con un mostro che si può vedere già prima, nella vicenda. Visto che la trama verte su un ragazzino con caschetto che pare in grado di far apparire mostri, mi sembra chiaro che sia tutta una citazione di “It’s a Good Life” di Joe Dante, terzo episodio del mitico film antologico Ai confini della realtà (1983), in cui fra i mostri creati dal perfido ragazzino ce n’è uno chiaramente ripreso da Castellini.

Una delle cose che ricordo di più del film del 1983

Dopo quattro pagine Castellini torna a mostrare il pupazzo sul comodino del protagonista, e ha un aspetto ancora diverso.

Sembra ancora la Regina, ma forse no…

Stavolta i denti sembrano proprio quelli della Regina Aliena, anche se esagerati, ma rimane il dubbio sul fatto che sia davvero una piccola citazione aliena.

L.

– Ultime citazioni dai fumetti Bonelli:

11 pensieri su “Citazioni Aliene: Dylan Dog 30 (1989)

  1. I disegni più belli dell’universo!
    Pensa che io invece quando lessi questo albo per la prima volta (la prima ristampa, l’originale l’ho recuperato in seconda battuta) quel pupazzo lì l’avevo associato al babau dei Ghostbuster, quelli a cartoni:

    Che strano che tu dica che hai amato un albo che cita spudoratamente lo “Shining” di Kubrick, dalla fisionomia del papà di Danny, fino ai nomi dei protagonisti: Danny appunto, e poi Jack, e anche Shelley 😛

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    • Quando nel 1988 ho conosciuto Dylan Dog ero totalmente “vergine” di cienma horror: sapevo che esisteva, vedevo le locandine in videoteca e sulle riviste, nomi e titoli li conoscevo per sentito dire ma film veri e propri non ne avevo visto in pratica nessuno. Così quando ho letto questo albo ho capito subito che stava citando “Shining”, ma essendo un film a me ignoto non avevo alcun pregiudizio: il risultato è che quando poi ho visto il film di Kubrick ci sono rimasto malissimo… perché questa storia di Dylan la consideravo molto più bella 😛
      Le citazioni bonelliane erano per me affascinanti perché tutte sconosciute: si capiva quando Dyd citava, ma non conoscendo l’originale mi facevo tutti film mentali sulle meraviglie a me sconosciute, e non sempre poi, andando alla fonte, ne rimanevo soddisfatto. Tipo come con HPL, che ho sentito citare da chiunque poi finalmente a quell’epoca presi alcune antologie Mondadori trovando i racconti spaventosamente più datati rispetto non solo a Dylan Dog ma altre opere coeve, ai miei occhi non solo più “moderne” ma molto più dense. Per me “Il pozzo e il pendolo” di Poe è un raccontino insoddisfacente, rispetto al film-capolavoro di Stuart Gordon che ho visto all’epoca, con un titanico Lance Henriksen nel ruolo di Torquemada 😛

      A parte qualche caso limite, le storie di Dylan Dog le amavo tutte in maniera ossessiva, almeno fino al 1992 circa. E considera che il primo albo comprato in edicla, cioè la prima storia che ho letto in asosluto di Dyd,, è stato il n. 26 (vado a memoria) quello tutto folle dove in una sola notte al nostro indagatore succede la qualunque! Un tipo di storie che teoricamente non mi piace, eppure quel numero quel giorno mi ha travolto, spingendomi a oordinare alla casa tuttigli arretrati. (Trovarli in fumetteria era impossibile: non esisteva un solo lettore di Dyd disposto a dar via un albo, ricordo i fumettari che per avere dei vecchi numeri avrebbero venduto la madre 😀 )

      Per finire, non è sicuro che sia quello il mostro usato per il fumetto, ma visto che l’episodio richiama molto quel lavoro di Dante – il ragazzino è praticamente identico! – mi piace vederci quel richiamo, che all’epoca non avevo minimamente notato.

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      • Io invece avevo sì notato il richiamo a Dante, a differenza di quello alla Regina Aliena (plausibilissimo, essendo Aliens di soli tre anni prima) considerando che il mostriciattolo mi sembrava troppo “cangiante” per attribuirle una forma -e una citazione- definitiva. Quello che deporrebbe a favore di un omaggio dichiarato, però, è la malcelata simpatia dimostrata in un’altra occasione dall’ottimo Castellini nei confronti degli xenomorfi: nell’albo “Horror Paradise”, infatti, non lo vediamo forse riprenderne uno quasi pari pari (a parte qualche piccolo dettaglio aggiunto)? 😉

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  2. La coda di quel pupazzetto è spaventosamente aliena secondo me 😀
    “Dopo mezzanotte”, che bello! Mi ricordo una battuta di Dylan: “Chissà se la droga fa effetto anche a mangiarla…” dopodiché gli succede la qualunque 😀

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    • E sì, a volte certe citazioni era più bello immaginarle che andarle a verificare. Anche se non avendo mai visto il film “Il pozzo e il pendolo”, e trovando invece il racconto di Poe sull’antologia delle medie, oh! a me il racconto piacque da morire!

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      • Esatto, “Dopo mezzanotte”. E l’albo dopo era “Ti ho visto morire” che ho amato profondamente. Le copertine di Claudio Villa poi erano qualcosa che mi illuminava gli occhi: da lettore texiano sono contento che poi il disegnatore sia passato alle copertine del Tizzone d’inferno, ma da lettore dydiano è stata una botta terribile. Da ragazzo ammiravo quelle copertine in piena estasi.
        Per finire l’Amarcord, nel 1990 andavo in giro con la maglietta di Dylan Dog raffigurante proprio la copertina de “La casa infestata”: tanti si dicevano fan del fumetto, ma nessuno aveva il coraggio di indossarlo ^_^

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    • Dovrei aprire la sotto-sezione “citazioni dubbie” 😛
      Appena ho visto questa vignetta mi sembrava ovvio fosse la Regina Aliena, poi è chiaro che non lo sia, al massimo ci assomiglia. Chissà, magari Castellini ha cambiato in corso d’opera e non ha voluto ripetere una citazione così netta.

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