Alien oltre l’oscurità: la versione etrusca

Con anni di colpevole ritardo, e grazie all’entusiasmo della recensione di Vasquez, finalmente ho sentito l’audiolibro Alien: oltre l’oscurità (Audible 2016), tratto dal romanzo omonimo del 2014 di Tim Lebbon, anche se forse il termine “sceneggiato radio” sarebbe più corretto. Di solito un audiolibro prevede un attore che legge il romanzo in questione, qui invece abbiamo una reinterpretazione del romanzo originale che ha dato vita a un testo senza descrizioni, in cui cioè la vicenda è descritta dai dialoghi (come a teatro), e diversi attori a recitare un personaggio a testa. È il primo che sento nell’èra digitale, credevo che finita l’epoca degli sceneggiati RAI per radio certe cose in Italia non si facessero più.

Grazie anche alla recensione del Moro, direi che in questo blog ho già parlato a sufficienza della trama di questo sceneggiato, ma per dovere di cronaca la riassumo velocemente. Siamo a più di trent’anni dalla fine del primo Alien (1979) e Ripley si risveglia dal suo sonno criogenico, ma non è a casa: si ritrova in una situazione di crisi, in una stazione spaziale presa d’assalto dagli xenomorfi e così, neanche il tempo di sgranchirsi, la donna deve di nuovo guidare i protagonisti alla salvezza dalle creature.
Come mai vent’anni dopo Ripley viene risvegliata all’inizio di Aliens (1986) senza che ricordi nulla di questa avventura? Dovrete scoprirlo ascoltando l’audio.

I doppiatori italiani sono qui di una bravura da applauso e guidano l’ascoltatore per i meandri delle navi senza mai perdere il filo, al contrario di quando c’è solo un doppiatore che legge un romanzo: quello sì che mi fa perdere il filo del discorso in continuazione.
Con sole tre ore di durata è chiaro che la vicenda è un “riassunto” del romanzo, ma molto fedele e sebbene siano passati molti anni dalla mia lettura ci ho ritrovato dentro tutto ciò che ricordavo, quindi direi che è stato un lavoro ben fatto.

Però c’è da sottolineare come Dirk Maggs, l’autore della riduzione in formato audio, si sia preso diverse libertà rispetto al romanzo originale, che vado tosto ad illustrare.


Ammodernamenti audio
rispetto al romanzo cartaceo

Il romanzo Alien: Out of Shadows viene presentato dalla Titan Books nel gennaio 2014, inaugurando l’acquisizione del marchio alieno in forma letteraria: solamente dieci mesi dopo uscirà il videogioco Alien: Isolation che farà esplodere il personaggio di Amanda Ripley, che nei decenni precedenti è sempre stato solo citato e mai utilizzato.

Tim Lebbon si è uniformato alle precedenti opere aliene e quindi la figlia di Ripley viene solo citata, protagonista dei tanti incubi che funestano la povera Ripley in questa avventura: incubi così terribili che la donna supplicherà che le venga “cancellata la memoria” prima di tornare nel sonno criogenico.

Qui purtroppo va segnalata una pecca della rielaborazione di Dirk Maggs, perché in pratica Ripley per tutto l’audiolibro non fa mai menzione dei terribili incubi che la stanno straziando, è un elemento narrativo fondamentale nel romanzo che invece in versione audio viene citato solo alla fine, sembrando così un qualcosa appiccicato al volo mentre invece era ben presente sin dall’inizio. Ma torniamo ad Amanda.

«Computer, dammi i risultati della ricerca di Amanda Ripley.»

Così il perfido Ash nel capitolo 8 si informa su questa figlia che scopre dalle parole di Ripley.

«Amanda Ripley, nata il 24 giugno 2111 a Little Shoot, Wisconsin. Unico genitore noto: la madre Ellen, dispersa a bordo della nave da trasporto Nostromo

L’anno di nascita è ovviamente in linea con quanto sappiamo da Aliens (1986), ma quel 24 giugno è davvero curioso: solo tre anni dopo l’audiolibro Keith R. DeCandido nel suo romanzo Alien: isolation (2019) racconterà l’infanzia di Amanda, datando la sua nascita a giugno (senza citare il giorno): possibile che due autori indipendenti siano arrivati allo stesso mese di nascita del personaggio? Mi riprometto di indagare ulteriormente in futuro.

«Dall’età di dieci anni Amanda è cresciuta con la famiglia adottiva.
Entrata nella Weyland-Yutani Corporation come ingegnere, trasferita a bordo della Torrens, astronave commerciale di classe M.

Era diretta da St. Clair alla stazione Sevastopol nel 2137, quando la scatola nera della nave della madre è tornata in funzione.»

Questi eventi sono ignoti a Tim Lebbon e al suo romanzo originale, visto che sono tutti inventati dal videogioco Isolation nell’ottobre 2014.

«I registri riguardanti le attività successive di Amanda Ripley sono secretati. Dopo il suo ritorno sulla Terra si è sposata, prendendo il nome di McClaren. Nessun figlio. Il suo domicilio attuale non è inserito in questo database.»

Così viene rispettato quel nome, McClaren, citato in Aliens (1986).

Dunque l’audiolibro prende il romanzo originale e lo arricchisce di particolari presi dal videogioco successivo, forse per inserire richiami che attirino videogiocatori: dubito fortemente che lettori e videogiocatori siano due universi che sappiano anche solo dell’esistenza reciproca.
Seguendo questa linea, ecco che nell’audiolibro scompare il termine “sintetico“, proprio dell’universo alieno (anche se Bishop preferisce “persona artificiale”) e appare “working joe” come nel videogioco: purtroppo c’è un eccessivo uso del termine “androide” che non appartiene al mondo alieno ma quello è già così nel romanzo originale.

Dal videogioco arriva anche la Siegson, la grande casa concorrente della Weyland-Yutani, compagnia che misteriosamente Ripley dà prova di non conoscere. Temo che l’autore audio si sia confuso con un passaggio del romanzo e abbia erroneamente creduto che Ripley ai tempi della Nostromo non conoscesse il nome Weyland-Yutani, che in effetti è diventato famoso solo con il secondo film, ma è chiaro che conosceva la grande compagnia a cui faceva capo.
Proprio per creare un universo espanso la Siegson nello stesso periodo dell’audiolibro è entrata anche nel mondo dei fumetti alieni, anche se per poco. Oggi è parte integrante del nuovo universo alieno.


Rimandi ai classici

La vicenda di Oltre l’oscurità si svolge vent’anni dopo quella del videogioco Alien: Isolation quindi ci sta che le vicissitudini di Amanda Ripley siano note, ma va tenuto bene a mente che si svolge vent’anni prima del film Aliens, quindi sarebbe stato meglio resistere alla voglia citazionista e non anticipare certe trovate.
Invece sia il romanzo che l’audio se ne escono con «ci servirà solo un mazzo di carte» (Then all we need is a deck of cards): quando poi Ripley sentirà quella battuta dal Colonial Marine Hicks non le sembrerà un déjà vu? Ma capisco che la voglia di citare sia tanta: peccato che quel “mazzo di carte” sia ormai scomparso dalle edizioni italiane del film…

Stesso discorso per frasi come «I think we killed a queen». Nel capitolo 7 Ripley ci mette un secondo a fare il collegamento logico che la porta a capire come quella creatura più grande delle altre sia la regina dell’alveare, mentre invece quando arriverà su Hadley’s Hope si limiterà a farsi domande a cui risponderanno altri: sarà Bishop a pronunciare la frase «Yes, the Queen» nella versione estesa del film del 1999, e a ben ragione, visto che con una immagine scacchistica sarà lui (Bishop, “alfiere”) ad essere “mangiato” dalla Regina.
Perché qui Ripley capisce al volo il concetto di Regina Madre mentre in seguito non riuscirà ad arrivarci da sola?


Conclusione

Sono state tre ore di puro piacere alieno, quindi è un’esperienza che consiglio caldamente a tutti, anche ai non fan.

L’unico difetto è giusto una sottigliezza, cioè la propensione eccessiva a battutine in stile Marvel che trovo decisamente fuori luogo in una storia aliena, che dovrebbe invece essere disperata e oscura. Trovarsi a entrare in un’astronave che forse è piena di mostri, che forse non ci porterà da nessuna parte e moriremo tutti lì, rende implausibile che TUTTI ci mettiamo a fare battutine sceme.
Finché era solo il soldato Hudson a fare il simpatico era un conto, ma qui tutti i personaggi fanno a gara a fare dell’inutile umorismo fuori luogo, ed onestamente non ricordo assolutamente fosse un elemento del romanzo originale, anche se certo l’ho letto ormai diversi anni fa.

A parte questo, sentire la “vera voce” di Ripley che torna per una nuova avventura è un’emozione che già da sola vale l’ascolto.

L.

– Ultime indagini:

9 pensieri su “Alien oltre l’oscurità: la versione etrusca

  1. Che dire, se non: “Evviva!!!”
    Contentissima che tu ti sia gustato quest’esperienza aliena 😊
    Giustamente ci voleva l’orecchio Etrusco per cogliere differenze col romanzo e discrepanze varie, anche se secondo me Ripley non poteva avere un dejà-vu su quel mazzo di carte, visto quello che le succede a fine storia, giusto?
    Però in effetti sulla storia degli incubi di Ripley su sua figlia Amanda mi trovi d’accordo: nell’audio-dramma mi è sembrata una trovata infilata a forza per giustificare quel finale, mentre invece giustamente nel romanzo è ben integrata nella storia e fa parte del personaggio di Ripley sin dall’inizio.
    Ma si tratta davvero di andare a cercare il pelo nell’uovo (alieno).
    Adesso aspettiamo “Il fiume del dolore” e “Il mare della disperazione” 😉

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    • Sì è vero, non avrebbe potuto ricordarselo, ma secondo me avrebbe avuto più forza se le avessero fatto dire qualcosa che dirà sempre lei, non qualcosa che diranno altri. Tipo “loro non li vedi ammazzarsi per una percentuale”, qualcosa del genere. Qualcosa cioè che è nel suo carattere dire e che quindi è lecito dirà più volte.
      Ma davvero stiamo parlando di finezze di nessuna importanza: il citazionismo ci piace e citare Aliens è sempre cosa buona e giusta ^_^

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  2. Interessante che a quanto venne raccontato nel libro siano stati aggiunti elementi dal videogioco, da l’impressione di un universo condiviso coerente. Solo l’impressione, perché dai tuoi articoli abbiamo imparato che non lo è per niente… 😁

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    • Gli sforzi ci sono, il problema è che mentre fumetti e libri e videogiochi si mettono d’accordo, poi arriva Pazzo Scott e fotte tutto!
      Per ragioni incomprensibili il cinema è il medium principale, malgrado faccia schifo e sia totalmente incapace di raccontare una qualsiasi storia, quindi tutti gli sforzi degli altri media finiscono nel vuoto.
      Dal 2020 sta nascendo un nuovo universo alieno che giochi da tavolo, videogiochi, romanzi e fumetti stanno creando in perfetta sincronia: rimane da aspettare la prossima cagata di film che spazzi via tutto…

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