[2010-07] Predator su “HorrorHound” 24 (2)

Traduco il secondo (e ultimo) articolo che la rivista specialistica “HorrorHound“, n. 24, dedica all’uscita del film Predators (2010), cioè un’intervista al produttore Robert Rodriguez.


Intervista a Robert Rodriguez

di Jessica Dwyer

da “HorrorHound”
n. 24 (luglio 2010)

È l’uomo dietro uno dei più grandi cine-fumetti degli ultimi venti anni. È la metà del duo registico che ha riportato in vita il cinema grindhouse. Robert Rodriguez conosce sicuramente il cinema di genere, avendo diretto un grande omaggio ai film di fantascienza sull’isteria chiamato The Faculty, la sua visione intrisa di sangue lo ha portato a Planet Terror così come al vampiro chiamato Insanity di Dal tramonto all’alba. Rodriguez è uno di noi, è un fan che sa cosa amano gli altri fan. E lo porta ancora una volta sul grande schermo (insieme a Nimród Antal) con Predators. È stato un vero piacere parlare con Robert di questo nuovo ingresso nel mito di Predator, atteso da molto tempo per il talentuoso regista/sceneggiatore/produttore/esercito di un solo uomo.

Ha scritto la sceneggiatura quindici anni fa mentre stava finendo Desperado. Ora, quasi un decennio e mezzo dopo, Robert Rodriguez vede la sua visione del cacciatore spaziali prendere vita.

Quindi non è un segreto che tu sia un grande fan del primo film. Quanto è stato importante per te vedere finalmente realizzato un tuo titolo puramente Predator?

Robert Rodriguez: È stato bello. Ricordo che stavo girando un film per bambini e uno dei bambini stava giocando a un videogioco, gli ho chiesto “A cosa stai giocando?” e il ragazzo ha detto “Aliens vs Predator: un classico”. Quel ragazzo non lo sapeva! Le persone hanno bisogno di essere rieducate, i predatori meritano il loro film. Stavo proprio allora per iniziare a lavorare su questo film. È un grande personaggio, uno dei più duraturi del cinema per quanto riguarda le creature umanoidi, motivo per cui penso che così tante persone possano identificarsi con lui. Perché in qualche modo si sente molto umano. È un grande cattivo e un grande personaggio.

E ha anche un fantastico retroscena.

Non ottieni molto dai film. Ogni tanto ricevi una nuova informazione, ma la maggior parte le crei con la tua testa. Che è ciò che amo di lui perché è molto misterioso e ogni volta che ottieni un nuovo pezzo di mitologia è molto eccitante.

La cosa fantastica è che il progetto è qualcosa su cui hai lavorato un po’ di tempo fa, poi sono tornati da te per lavorarci.

È stato qualcosa che ho fatto appena prima di girare Desperado. Ho chiesto se avrei dovuto scrivere un seguito del primo film, penso che a quel punto avessero già fatto Predator 2 e volessero fare qualcosa di più simile al film originale, qualcosa che avesse quella suspense e azione. Ho sempre amato l’ambientazione della giungla, quindi volevo tornarci. Ma per renderlo diverso, volevo ambientarlo su un altro pianeta.

Ero solo uno sceneggiatore, quindi non dovevo preoccuparmi di come poi il film sarebbe stato realizzato. Quindi ho scritto una bozza molto corposa che probabilmente era impossibile da girare all’epoca: ti parlo del 1994 o 1995. L’ho consegnato, poi loro sono andati nella direzione di Alien vs Predator perché non riuscivano a far tornare Arnold, ecco per chi avevo scritto la sceneggiatura. Me ne ero quasi dimenticato, ogni tanto qualcuno me lo chiedeva. Mi è piaciuta molto la sceneggiatura. È stato allora che ho deciso di non scrivere più su commissione, perché c’erano molte cose che mi piacevano della sceneggiatura e tuttavia ci si girava intorno senza mai riuscire a realizzarla. È difficile scrivere qualcosa che finirà nelle mani di qualcun altro, che deciderà di realizzarlo o meno. Perciò quando il progetto è tornato a me l’anno scorso, e mi hanno chiesto se sarei stato interessato a dirigerlo, all’inizio rinunciai perché avevo già un impegno. Ho suggerito di limitarmi a produrlo, in modo da poter almeno vederlo realizzato nei miei studi e farne parte in qualche modo, perché mi piaceva molto.

E questo ti dà ancora controllo sul progetto, il che è positivo.

Ed essendo un fan, posso vederlo realizzato e farne parte. Far parte del processo decisionale significa che vedi il film nascere e crescere come un fan vorrebbe. Perché l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un brutto film di Predator. Volevo assicurarmi che fosse all’altezza, quindi ci ho messo la mia troupe e ho trovato un grande regista e un nuovo gruppo di sceneggiatori. È stato fantastico avere il supporto dello studio per realizzare un film davvero eccezionale.

Parlando di registi, cosa ti ha attratto di Nimrod?

Io e lo studio abbiamo fatto una lista di registi, così da vedere i loro film e poi incontrarli. Volevo ottenere le migliori firme possibili, volevo qualcuno con dell’esperienza. Quello che mi è piaciuto di Nimród è che aveva già girato tre film ed ero un fan e io adoravo il suo primo lavoro, Kontrol, dove mostrava cosa potesse fare un regista pieno di risorse con un personaggio e una buona storia. Poi ha fatto Armored: me l’ha fatto vedere per dimostrare come potesse lavorare con Laurence Fishburne, Matt Dillon, Jean Reno e Fred Ward, sai, personalità molto forti. È stato capace di farli litigare e di ottenere il meglio da loro. Ed era davvero un bravo ragazzo quando l’ho incontrato, e poi è un grande fan di Predator. Andavo d’accordo con lui e sapevo che la mia squadra avrebbe fatto lo stesso. Questo è sempre il primo passo da fare, assicurarsi che al comando ci sia qualcuno con cui puoi lavorare, dal momento che ci starai insieme per un anno. E Nimród trasudava fiducia e affabilità.

Quante idee hai avuto sul nuovo aspetto dei Predators?

Questo è stato l’aspetto più emozionante! Volevo progettare personalmente il nuovo Predator presso la mia società, la Troublemaker. Quindi Chris Olivia, uno dei miei principali artisti, ha ideato il Predator con l’osso della mascella e ne ha fatto il disegno originale. Anche prima di coinvolgere qualcuno, abbiamo progettato i nostri Predator personali perché volevamo perché volevamo far sapere che era tutto un nostro progetto.

Abbiamo lavorato sui disegno, realizzato alcune versioni al computer e dopo aver visto come stavano andando abbiamo coinvolto Greg Nicotero, per portarlo al livello successivo. Greg lavora su più elementi e riempie gli spazi vuoti. A volte avevamo solo una faccia, e lui ideava parti del corpo e dell’armatura. Chris Olivia ha disegnato i cani e il Predator principale.

Sai niente delle action figure in produzione?

Sì, sembrano davvero fantastiche. Abbiamo scattato alcune buone foto di riferimento. In studio abbiamo questo grande schermo verde e scattiamo tutte le nostre foto ufficiali per le locandine. Scattiamo foto di tutte le parti, quindi fanno da riferimento per le action figure e per qualsiasi opera legata al film. Ho pensato che i figurini fossero fantastici.

Se questo film riesce a rilanciare il franchise, come penso, saresti interessato a dirigere il prossimo?

Dipende se la mia agenda lo consente. Ho diverse cose in arrivo. Ma se vogliono farne un altro film, probabilmente dovrò di nuovo limitarmi a produrre, il che in realtà si è rivelato piuttosto eccezionale… è stato fantastico, diciamo, lavorare su Machete e poi entrare nel parcheggio e imbattersi in Predator. Perché stavano girando Predator nello stesso momento. Quindi è stata una vera emozione. Non appena Danny Trejo ha finito di girare Machete, si è diretto verso il set di Predators.

Quindi hai fatto praticamente tutto nel regno del cinema. Hai una preferenza tra produrre o dirigere? Ritieni che rispetto alla produzione sei un po’ più bloccato come regista?

Be’, sono davvero due cose diverse. Mi è piaciuta l’esperienza di produrre questo film perché ho avuto modo di vedere dall’alto la mia squadra lavorare: ho avuto modo di vedere davvero quanto sono grandi. Anche di più di quando dirigo io, perché siamo tutti in trincea insieme. Ma quando guardi le trincee da un altro punto d’osservazione, è davvero fantastico vederle farsi avanti. Solo guardando Nimród ho imparato molto, anche dal suo direttore della fotografia e dal suo montatore. Lavorare con John Debney su un film che non stavo dirigendo, ma solo producendo. Quasi lo vedi da una prospettiva diversa in questo modo. È bello da fare. Mi piace fare lavori diversi per diventare un regista migliore, così sai cosa sono veramente e qual è il ruolo di tutti. E quando produci, non ti porti un intero film sulle spalle come fai quando sei alla regia, il che è piuttosto difficile e richiede molta energia. Sarebbe bello fare più film non dovendoli dirigere tutti. Mi piace ancora dirigere, ma mi piacerebbe anche produrre di più.

L’ho chiesto a Nimród perché so che è anche un grande fan del franchise. Nomina un momento che ti è rimasto in mente, come fan.

Penso che per questo film, e questo era nella mia sceneggiatura originale, volevo avere la nuova razza di Predator, ma volevo avere anche il Predator originale del primo film come una delle altre tribù. Hanno cambiato il disegno così tanto che non li hai mai più visti così, tranne che per quel primo film. Quindi, in quanto nerd e fan, volevo rivedere quel ragazzone… e filmarlo. L’abbiamo realizzato usando stampi e riferimenti originali perché Greg e la sua troupe avevano lavorato sul Predator originale per alcune riprese, in modo da ricordare l’esperienza.

Quindi vedere il Predator originale vestito e camminare nel mio parcheggio è probabilmente il momento in cui stavo andando “Oh mio Dio… non sapevo che fosse così… non sapevo che fosse così grande! Non sapevo fosse così figo!” Vederlo da vicino è stata una sensazione incredibile, come un ritorno al passato in una macchina del tempo, come se fossi appena entrato sul set del Predator originale.

Oltre ad avere il disegno originale, ci sono citazioni agli altri film?

Ero così entusiasta del Predator originale… e non l’avevo nemmeno chiesto, all’inizio, perché temevo che la risposta sarebbe stata no, quindi avevamo iniziato a girare. Molto più tardi, durante la produzione, ho chiesto se saremmo stati in grado di utilizzare una delle partiture originali e hanno detto “Oh sì, possediamo ancora i diritti sulla musica, ed ecco gli spartiti”. John Debney ed io stavamo impazzendo sui quei fantastici arrangiamenti che Alan Silvestri aveva fatto. Quindi dovevamo mettere quella musica quando si presenta il Predator classico, alcuni di quei temi originali che ricordi dal primo film adattati per questo. È così iconico, è come la musica de Lo Squalo: appena la senti, sai di essere in un film di Predator.


L.

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