[2013] The Colony

La settimana scorsa sotto il mio lungo trattato su come Prometheus scopiazzi pesantemente da “X-Files” mi ritrovo questo commento, rivolto all’amica Vasquez:

«A me non ha mai dato la soddisfazione di riconoscere che The Colony omaggi prepotentemente Aliens al punto da rendere la trama ridicola, ma non si può avere sempre tutto dal proprio Lucius di fiducia.»

A scriverlo è l’amico Evit del blog Doppiaggi italioti, che scopro essersi “segnato al dito” una questione che io, come al solito, non ricordo assolutamente, ma avendo ormai perduto ogni più minuscola briciola di memoria non sono più fonte attendibile.
Non posso lasciare in sospeso la questione, soprattutto poi quando si parla di “citazioni aliene“, quindi ho ripescato un film che in origine ho visto in lingua originale quasi dieci anni fa, disprezzandolo, e me lo sono rivisto, disprezzandolo di nuovo, solo per Evit. Cosa non si fa per gli amici!

The Colony viene presentato in terra canadese nell’aprile 2013, la mia adorata Blue Swan lo porta in DVD nel marzo 2017.

Citare Aliens è facile, farlo bene lo è molto meno

Come sono invecchiati male i film catastrofici:

«L’ultima influenza ha fatto fuori venti persone in una settimana.»

Beati voi, con più di tre quarti d’Italia vaccinata noi invece abbiamo settanta morti al giorno…

Il presente ha superato di parecchio il futuro, così la vicenda ci parla di una pandemia d’influenza così grave che addirittura Salvini voterebbe per il green pass obbligatorio. Ma questo futuro va oltre, così ha imposto una regola spietata: non essendoci cure per questa influenza, se risulti positivo te ne stai in quarantena, e se non ti va… una pallottola e risolto il problema. Oppure affronti una lunga camminata nel gelo sperando di arrivare in qualche posto sicuro. Siamo in un mondo bbuio e freddo, come ogni futuro che si rispetti.
«Chiunque ha la possibilità di scegliere, e questo indipendentemente dal risultato degli esami»: sembra di sentire un qualsiasi ospite di talk show di oggi.

È un futuro bbuio e freddo, come la faccia di Bill Paxton

Adducendo come causa un vago “riscaldamento globale”, facciamo che a un certo punto è sparito il sole e il mondo è diventato freddo, così freddo che basta un giacchetto e una sciarpa e stai a posto. Sono stato in posti più freddi di così, ma diciamo che è un clima apocalittico.
I sopravvissuti si sono rifugiati in colonie chiuse, buie e sporche, e qui tentano di costruire delle nicchie ecologiche indipendenti. Se però comincia a girare l’influenza è un dramma, visto poi che vivono tutti a stretto contatto in un luogo chiuso e senza ricambio d’aria.

Una vecchia striscia delle Sturmtruppen raccontava che la soluzione ad ogni problema è l’exterminazionen, e gli umani del futuro sembrano essere d’accordo: chi si ammala di influenza deve lasciare la colonia dove vive, foss’anche con una pallottola in testa, perché sono finiti i farmaci per curarla e contagerebbe tutti.
Vorrei far notare agli autori che non esistono farmaci per curare l’influenza, per questo ce la prendiamo tutti gli anni da sempre, e ci vacciniamo – chi lo fa – non per esserne immuni (cosa impossibile) ma solo per ridurne la sintomatologia. Invece nel futuro basta uno starnuto perché Bill Paxton ti spari in testa. Altro che green pass!

Scusa Bill, ma temo che quella mascherina non sia a norma

Iniziare il film con il personaggio più stupido della vicenda non è una buona mossa, ma per fortuna qui tutti i personaggi sono stupidi quindi il difetto non si nota. Dispiace per il nostro Bill Paxton, che evidentemente stava messo così male con il conto in banca da accettare questa immane vaccata di film, dove peraltro interpreta un ruolo paragonabile a “quarto albero sulla sinistra”.
In quelle rare occasioni in cui a Paxton fanno dire qualcosa, subito è chiaro che sarebbe stato meglio non farlo. Mason, il suo personaggio, è uno che vuole risolvere il problema dell’umanità morente uccidendo la gente, un’idea davvero sottilmente geniale: una volta che saranno tutti morti… non morirà più nessuno! Che sia una citazione dal celebre Finale di partita (1957) di Samuel Beckett? «Morirà, se non lo ammazzo». Chissà…

Colonia 7, dove invece del vaccino ti sparano in testa

Nella Colonia 7 scarseggia il cibo, gli animali muoiono e muoiono le persone perché Mason ammazza tutti così, per divertimento. Però c’è abbastanza trucco e cosmetici perché l’unica donna del cast sia perfettamente truccata e abbia l’acconciatura impeccabile, ma tanto è solo una quota rosa sullo sfondo, non ha alcun peso nella vicenda.
Dalla vicina Colonia 5 arriva un segnale di soccorso (Alien, dove sei?) e poi non si riesce più a mettersi in contatto (Aliens, dove sei?): bisogna farsi due giorni di cammino nella neve per andare a vedere che succede. Ma che ci frega? Niente domande, mica puoi chiedere agli sceneggiatori di fare il loro lavoro! Su, partiamo per una spedizione di soccorso… in tre, un manipolo di eroi che sicuramente potrà risolvere qualsiasi problema si dovesse presentare.

La trama del film è come una partita a scacchi… ma con le pedine del Monopoli

L’arrivo di Briggs (Laurence Fishburne) e altri due beoti a Colonia 5 è palesemente ricopiato sull’arrivo dei Colonial Marines ad Hadley’s Hope, con le dovute ovvie proporzioni: è come paragonare la Nutella ad una sostanza di pari colore e consistenza ma di diversa fragranza.
Continuando il paragone, i tre babbei scoprono che l’intera Colonia 5 è stata massacrata da orde di… boh. Mettiamole così, è ovvio che volevano ricopiare l’idea mettendoci degli xenomorfi, ma non avendo soldi hanno detto “mettiamoci dei cannibali”, che però si comportano esattamente come gli alieni di James Cameron.

Gli manca una seconda bocca e poi è uno xenomorfo sputato. Sputato dagli spettatori!

I buoni arrivano, tutto è silente, nessuna traccia di vita, poi trovano uno che cerca di metterli in guardia ma loro non desistono, poi sbuca fuori un alieno, poi un altro e un altro e d’un tratto l’intera colonia brulica di creature. Tutto è ricopiato fedelmente da Aliens (1986) ma con dei cannibali al posto delle creature, sebbene il loro comportamento sia identico: saltano addosso alle loro vittime, stanno sempre con la bocca aperta a mostrare i denti, camminano sulle pareti e sul soffitto, insomma sono cannibaliens.
La vogliamo spendere una parola per spiegare come mai ci siano dei cannibali privi di parola e dagli evidenti poteri sovrumani che si aggirano in numero pressoché infinito? Gli sceneggiatori si lamentano, con la nostra domanda li abbiamo svegliati: scusate. Ci sono i cannibaliens, fine della trama.

Tornato a Colonia 7 per dare l’allarme, il protagonista Sam (Kevin Zegers) ovviamente non è creduto, perché nel frattempo Bill Paxton ha istituito un regime dittatoriale con cui può dedicarsi liberamente all’exterminazionen. Ma che senso ha? Siamo rimasti in dieci, senza scorte alimentari, che senso ha imporre uno stato di polizia? Bastava così poco al film per non essere una buffonata totale, e invece…
Comunque arrivano i cannibaliens non si sa come, visto che nel frattempo ne hanno ammazzati mille e loro si presentano in mille, quanti cacchio sono ’sti mostri? C’è una fonte naturale di cannibali che sgorga dalla terra? Come fanno a nutrirsi questi sterminati eserciti di cannibali, visto che la popolazione umana è quasi estinta? Che siano cannibali vegetariani?

Possibile che dopo trent’anni… ancora vengono fuori dalle fottute pareti?

Dopo lo scontro nei piani bassi di Hadley’s Hope si passa a ricreare l’assedio finale di Aliens, dove tutti i buoni mirano verso la porta e invece gli alieni arrivano dal soffitto. La scena è ricreata pressoché identica, e stavolta c’è proprio Bill Paxton a reinterpretarla, guardando in alto come faceva ai tempi d’oro del soldato Hudson.

Povero Bill, dopo trent’anni gli è toccato tornare ad Hadley’s Hope

Siamo nel futuro apocalittico, senza cibo e senza medicinali, e quindi… i proiettili crescono sugli alberi. L’americano può anche digiunare, ma non può stare senza sparare, perciò anche nella Terra ghiacciata è pieno di fucili e pistole, tutte perfettamente oliate e nuove di zecca, con bancali di proiettili senza fine: a Colonia 7 hanno due piantine, un paio di litri d’acqua e dieci tonnellate di munizioni. Avete mai visto altro futuro al cinema?
Quattro frescacce e il film finisce in un sonoro peto, esattamente come era iniziato, mantenendo perciò la sua qualità dall’inizio alla fine. In fondo poi con tutto questo freddo… un peto ti scalda!

Già che ci siamo, ricreiamo la fuga esplosiva di Nikita!

Il problema principale di The Colony è che ha un ottimo impianto effettistico, se lo vedete da una copia ad altissima definizione scoprirete che le scene nei finti esterni sono spettacolari, con un’ottima grafica e tutto il resto. E questo è un problema, perché quando un regista ha degli ottimi effetti speciali tira i remi in barca e non gliene frega niente di scriverci un film intorno, convinto com’è che il pubblico presterà attenzione solo alle scene fatte al computer.
Quindi abbiamo una manciata di secondi di ottime ricostruzioni digitali immerse in novanta minuti di ciarpame maleodorante, senza alcuna sceneggiatura se non frasette stereotipate buttate alla rinfusa. Quando invece gli autori non hanno alcun effetto speciale degno di nota, di solito tendono a inventarsi qualcosa per sopperire alla mancanza e almeno si sforzano un po’.

Ottime scene in esterno infilate in un film assente ingiustificato

Le citazioni aliene sono ghiotte e indiscutibili, e più volte risuona nelle orecchie il grido «vengono fuori dalle fottute pareti», il problema è che gli xenomorfi avevano un motivo logico per stare nelle pareti, i cannibali no. Quindi abbiamo un nemico indistinto, mai spiegato, dal comportamento totalmente illogico, e dall’altra parte umani con cui è impossibile empatizzare, visto che sono dei mentecatti totali dalla cui bocca escono solo frasette generiche e stereotipate.

Ringrazio Evit per avermi fatto rivedere questa cialtronata imbarazzante, così almeno l’ho schedata per il blog alieno.

L.

– Ultime scopiazzate aliene:

  • [2022-01] Project Gemini - La fantascienza russa scende di livello, ma almeno copia sempre da Alien: bene così!
  • [1995-10] Wes Craven’s Mind Ripper - Il figlio di Wes Craven scrive un'immane porcata ma la riempie di citazioni aliene da applauso!
  • [2022-08] Prey – Predator vs Metaphor - Su Disney+ arriva il film per ragazzine con Predator contro Metaphor: chiunque vinca, noi perdiamo.
  • [1992-04] FernGully – 30 anni del VERO Avatar! - È il momento di festeggiare il film che James Cameron ha fuso con Aliens per il suo successo del 2009.
  • [1980-04] Alien 2 sulla Terra - Sono contento che Ciro si sia sparato tutti i soldi dei fantomatici "Vinzi & Pane" ma a me non ha pagato nessuno per vedere ’sta bojata inutile.
  • [2009] Screamers 2 - Una deliziosa operazione di "scopiazzo alieno": soldati spaziali entrano in una colonia abbandonata ignari del pericolo che si annida nei recessi più bui, e vai con le citazioni aliene senza freni.
  • [1980-07] Contamination - Un film che mette paura per la sua inconsistenza, seguito da un romanzo-novelization che neanche il suo autore ricorda.
  • [2021] Alien Predator Invasion (6 film) - Come può un povero collezionista pazzo, con tanta bava aliena nel cuore, a non comprare subito su Amazon questo cofanetto tedesco contenente sei scopiazzi alieni, per 500 minuti di Z pura?
  • [1981] Il terrore viene dal passato - Un film che scopiazza Alien (1979) e in cui la Ripley di turno... in Italia è doppiata dalla stessa Ada Maria Serra Zanetti di Sigourney Weaver. Come può il cuore di un fan non esplodere come quello del Grinch?
  • [2013] Alien War (Stranded) - L'incredibile film che scopiazzando Alien 4 riesce a dare ispirazione al successivo LIFE, segno che le scopiazzate aliene regnano nella fantascienza.
    Christian Slater gestisce la base lunare quando da un meteorite arriva una forma aliena che copia Alien, Predator e gli ultracorpi baccelloni! Divertimento assicurato.

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