[2021-08] Alien 3: The Unproduced Screenplay

Il 31 agosto 2021 – stavolta senza ritardi e rimandi di mesi e mesi – è uscito e quindi apparso nel mio Kindle il romanzo Alien 3: The Unproduced Screenplay by William Gibson, targato come sempre Titan Books.

Come se già non fosse stata sfruttata oltre il dovuto la pessima sceneggiatura di William Gibson, nata quando ancora c’era il Muro di Berlino e la Guerra fredda – su consiglio di Walter Hill fresco di Danko (1988) – come se già non bastasse averla trasformata in fumetto, ora diventa anche un romanzo, con Pat Cadigan che ha l’ingrato compito di prendere il testo di Gibson e scriverci intorno.

Sto per festeggiare i vent’anni dalla mia traduzione in italiano di quella sceneggiatura – che all’epoca proposi alla Fanucci, casa editrice che fu così gentile da rispondermi, ovviamente dicendosi non interessata – quindi sono davvero nauseato dalla storia e non ho alcuna intenzione di leggere questo romanzo, che mi limito a schedare.


La trama

La sceneggiatura rigettata di William Gibson per il seguito cinematografico di Aliens, che rivela i destini di Ripley, Newt, il sintetico Bishop e il caporale Hicks. Quando la nave dei Colonial Marines Sulaco attracca alla stazione spaziale militare Anchorpoint appare una nuova forma di xenomorfo. Scritto dalla romanziera vincitrice del Premio Hugo nonché “regina del cyberpunk”, basato sulla prima bozza mai prodotta di Gibson.

La Sulaco, nel suo viaggio di ritorno da LV-426, entra in un settore controllato dall’Unione dei Popoli Progressisti, uno stato-nazione impegnato in una Guerra fredda e in una corsa agli armamenti. Il personale dell’UPP sale a bordo della Sulaco e trova le capsule dell’ipersonno con Ripley, Newt e Hicks ferito. Un facehugger attacca il primo che si avvicina e gli altri scappano per un pelo, portando con sé ciò che resta di Bishop.

La Sulaco prosegue per Anchorpoint, una stazione spaziale e un’installazione militare delle dimensioni di una piccola luna, e finisce sotto il controllo della Divisione Armi dell’esercito. A bordo della nave una squadra di Colonial Marines e scienziati viene assaltata da una coppia di droni xenomorfi. Nella lotta la capsula di Ripley viene gravemente danneggiata. Portata a bordo di Anchorpoint, si scopre che Ripley è finita in coma. Newt e il caporale Hicks ferito vengono risvegliati e la bambina viene inviata a Gateway Station, diretta verso la Terra. L’UPP manda Bishop ad Anchorpoint, dove Hicks inizia a sentire voci di esperimenti, clonazione e modificazione genetica degli xenomorfi.

Il tipo di sperimentazione che potrebbe produrre un ibrido mostruoso, e forse anche una Regina.


Dall’incipit

I coloni di LV-426 hanno rappresentato la prima ondata di terraformatori. LV-426 era in realtà un planetoide in orbita stabile attorno a una stella altrettanto stabile, ma la sua ricchezza di risorse naturali è stata la vera attrazione per gli organizzatori della spedizione: sia l’American Extrasolar Colonization Administration che la Weyland-Yutani Corporation concordarono che sarebbe valso ogni centesimo dei loro rispettivi investimenti. La Weyland-Yutani era così fiduciosa che aveva chiesto di battezzare colonia “Hadley’s Hope”, in onore del loro primo amministratore, Curtis Hadley.

Oltre ai terraformatori, tra i centocinquanta residenti di Hadley’s Hope c’erano anche ricercatori, ingegneri, geologi e manovali, insieme alle rispettive famiglie e a una serie di medici, nutrizionisti, educatori e altro personale di supporto. Lavorando a rotazione continua, 24 ore su 24, hanno prodotto un’atmosfera respirabile in meno di quarant’anni, battendo il precedente record di cinquantanove anni. Hadley’s Hope è diventato il primo esempio di come una collaborazione tra un ente governativo e una società nel settore privato sia in grado di produrre un successo di cui entrambi possano essere orgogliosi: un gioiello nella loro corona a due teste.

Tutto questo finché quella orribile donna è apparsa improvvisamente dal nulla dopo essere stata nel sonno criogenico per quarantasette anni, sostenendo che c’erano mostri su LV-426. Stando al suo racconto una creatura grottesca avrebbe ucciso tutti i compagni di viaggio della donna, a bordo su un mercantile chiamato Nostromo. Con il resto dell’equipaggio morto, lei era stata costretta ad abbandonare la nave e a farla esplodere, salvando solo il gatto di bordo.

L’equipaggio era stato ucciso ma lei aveva salvato il gatto? Certo, potrebbe capitare a chiunque.

La gattara pazza era un guaio: subito dopo il suo arrivo la Weyland-Yutani ha perso ogni contatto con i coloni. Fu inviata una squadra di salvataggio di Marines, con la gattara a seguito, e quella fu la fine del problema: non c’è stata più alcuna menzione nei notiziari e i particolari della questione sono scomparsi nel nulla, per l’opinione pubblica. Se qualcuno proprio avesse insistito per informarsi, la risposta era semplice: i Colonial Marines si erano occupati del problema, come facevano sempre.

~

Quattro anni dopo, l’equipaggio per la protezione delle frontiere dell’Union of Progressive Peoples ricevette un segnale che indicava una navicella spaziale in avvicinamento proprio verso di loro, pronta ad entrare nel territorio dell’UPP in palese violazione di un trattato che i capitalisti senza princìpi avevano giurato di onorare ad ogni costo.

Rompere le promesse era tipico dei capitalisti. Il consiglio direttivo dell’UPP era solo sorpreso che ci fosse voluto così tanto tempo.


L’autrice

Pat Cadigan (Patricia Oren Kearney Cadigan) è un’autrice di genere fantastico che si è impegnata anche in romanzi-novelization, come Lost in Space (1998) e Jason X (2005).

Ecco i suoi romanzi usciti in lingua italiana:

  • Mindplayers (1987), “Cyberpunkline” n. 4 – Shake Edizioni Underground (1996); Victor Gollancz (2000) Traduzione di Nicoletta Vallorani
  • Sintetizzatori umani (Synners, 1991), “Cyberpunkline” n. 10 – Shake Edizioni Underground (1998) Traduzione di Giuliana Giobbi
  • Folli (Fools, 1992), “Cyberpunkline” n. 16 – Shake Edizioni Underground (2000) Traduzione di Giuliana Giobbi
  • Corpo virtuale (The Web: Avatar, 1999), “The Web” n. 10 – Mondadori (1998) Traduzione di Paolo Canton
  • Alita: angelo della battaglia. Il romanzo ufficiale del film (Alita: Battle Angel, 2018) “Pandora” – Sperling & Kupfer (2019) Traduzione di Elena Cantoni e Antonio David Alberto

Racconti:

  • Il club degli idoli (Pretty Boy Crossover), apparso su “Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine” nel gennaio 1986, raccolto nell’antologia “Il club degli idoli”, Future Fiction (2016) Traduzione di Lia Tomasich
  • Per strade perdute (By Lost Ways), raccolto in “Wild Cards 2 : L’invasione” (Aces High, 1987) a cura di George R.R. Martin, “Oscar Bestsellers” n. 2366 – Mondadori (2013) Traduzione di Giusi Valent
  • Tutto normale (Business As Usual), apparso su “Twelve Tomorrows” nel 2014, raccolto nell’antologia “Il club degli idoli”, Future Fiction (2016) Traduzione di Lia Tomasich
  • La ragazza che si fece sushi (The Girl-thing that went out for sushi), apparso su “Edge of Infinity” nel 2012, raccolto nell’antologia “Il club degli idoli”, Future Fiction (2016) Traduzione di Lia Tomasich

L.

– Ultimi libri:

  • [1990-12] Predator 2 (Novelization) - Rarissimo romanzo-novelization del secondo film, copiato dal fumetto di Mark Verheiden.
    La nave aliena è atterrata sull'emisfero occidentale, alimentata da una tecnologia sconosciuta alla scienza umana. La sua destinazione: la città di Los Angeles.
  • [2021-08] Alien 3: The Unproduced Screenplay - Ennesimo sfruttamento della pessima sceneggiatura di William Gibson, stavolta a forma di romanzo.
    Nella Guerra fredda futura, i Comunisti spaziali fanno esperimenti sugli alieni che poi gli Americani dovranno gestire.
  • [2021-04] Aliens: Infiltrator - Ottimo romanzo che racconta gli eventi pregressi del videogioco Aliens: Fireteam (2021).
    Il dottor Hoenikker arriva su Pala Station e capisce subito che gli esperimenti sugli xenomorfi che lì vengono portati avanti potrebbero finire male. Molto male.
  • [2008-10] Aliens: No Exit - Su un pianeta diviso tra due compagnie uno xenomorfo compie una strage, e la Planetus manda un suo uomo per indagare e capire se sia colpevole l'altra compagnia, la Weyland-Yutani.
    Romanzo verboso e inconcludente, quasi del tutto privo di xenomorfi ma in compenso con chiacchiere in eccesso.
  • [2006-03] Predator: Forever Midnight - Altra grande occasione mancata, con troppe invenzioni e poca trama.
    Appena giunti sul pianeta Midnight per proteggere la colonia umana, gli Orbital Marines del comandante Ness sono aggrediti e falcidiati da una nave dei Predator, i quali ora inseguono le loro prede sul pianeta dove non tramonta mai il sole. Inizia una caccia alquanto noiosetta.
  • [2007-09] Predator: Flesh and Blood - Per evitare un pericoloso pretendente all'eredità di famiglia, suo cugino cattivo fa in modo che dei Predator in caccia atterrino proprio dove sta il parente ingombrante, ma gli umani sono più scaltri e comincia una lunga (e noiosa) rincorsa. Lettura non memorabile, vicenda minuscola e personaggi anonimi, quando non proprio banali.
  • [2008-02] Predator: Turnabout - Steve Perry riesce a scrivere un romanzo Predator... senza Predator!
    Il ranger Sloane nella sua foresta in Alaska scopre l'arrivo di cacciatori spaziali dediti al massacro, così tira fuori i suoi super-fucili da cecchino e usa la sua esperienza di marine in Vietnam per dare la caccia ai cacciatori.
  • [2016-05] Alien – The Weyland-Yutani Report - La romanziera S.D. Perry per la Titan Books si inventa un universo alieno omogeneo per uno splendido volume riccamente illustrato, sia con foto di scena che con illustrazioni create appositamente. Tolte le invenzioni, è sicuramente un imperdibile oggetto da collezione.
  • [2014] Easy Street (the Hard Way) - Traduco quel poco spazio che l'attore Ron Perlman dedica ai ricordi legati ad Alien Resurrection (1997) in questa sua autobiografia.
  • [2020-05] Predator: Stalking Shadows - Romanzo-prequel del videogioco Predator: Hunting Grounds (2020) che si prefigge di fare da agile manuale sugli incontri e scontri fra uomini e Predator dal 1997 ad oggi.
    Protagonista è l'immaginario Scott Devlin, di cui assistiamo alla carriera lanciata quel giorno in cui a Los Angeles, nel 1997, ha conosciuto il maggiore Dutch Schaefer, appena rimesso dalle ferite dell'incontro con un Predator dieci anni prima. Vengono velocemente raccontati i momenti chiave del loro pluridecennale lavoro contro i cacciatori alieni.

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