Masters of the Universe: Prometheus! (2021)

Qualcosa mi diceva che l’attesa nei confronti della serie animata “Masters of the Universe: Revelation” (luglio 2021) sarebbe stata vana, infatti già al primo episodio ho mollato. Poi un amico mi ha spinto ad andare avanti e al secondo episodio già la disprezzavo profondamente. Ma almeno… c’è una citazione aliena!

Per farmi odiare la serie, si usano le idee dell’Alien sbagliato…

Come sempre in questi anni di girl power la serie ha protagoniste tutte donne: ci voleva Kevin Smith per prendere un universo esclusivamente maschile e trasformarlo in femminile, dove le donne siano tutte forti, determinate, decise, indipendenti, automunite e militesenti. E i maschi? Ovvio: o tontoloni o fallocrati patriarchi. Ah, quanta freschezza di vedute.

A un certo punto alla muscolosa Tee-La col capello alla moda viene spiegata la missione, e per farlo si accende un bell’ologramma con pianeti e roba varia. Al che scatto in piedi e, sollevando la spada al cielo, grido «Promeeeeeeeetheus!»

Solo il meglio, per questa serie animata

Non credo sia una citazione dal film del 2012, l’Alien sbagliato dello Scott sbagliato, ma proprio la “convergenza di ispirazione” mi fa disprezzare ancora di più la serie animata: qualsiasi prodotto abbia le stesse idee di Prometheus merita solo biasimo.

Le dominatrici dell’universo

L.

– Ultime “indagini”:

15 pensieri su “Masters of the Universe: Prometheus! (2021)

    • Io non avevo alcuna aspettativa, non sapevo neanche la trama: sono nato e cresciuto con i Masters, conservo ancora gelosamente tutti quelli comprati dal 1983 in poi, quindi per me bastava una serie dei Masters, anche senza trama.
      Dal secondo episodio invece abbiamo l’effetto “Lower Decks”, cioè tutte donne – e ce ne vuole a trovarne, in un universo narrativo quasi esclusivamente maschile come quello dei Masters – che accusano i maschi fallocratici e patriarcali di opprimerle pretendendo da loro d’essere compagne, invece che donne libere, artefici del proprio destino.
      Perché scegliere dei pupazzi muscolosi privi di donne per parlare di donne che si ribellano ai maschi muscolosi? Perché scegliere una serie anni Ottanta per dire che tutto ciò che è stato detto negli anni Ottanta era spazzatura?
      Fate una serie chiamata “Eroina muscolosa dal capello perfetto parla per mezz’ora di diritti delle donne, che gli uomini servono solo a buttare la spazzatura” e via, si scrive da sola 😀

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  1. Dovunque mi giri non vedo che lodi sperticate per questi nuovi Masters, e la cosa appariva alquanto sospetta 😀
    Io ricordo che mio fratello aveva alcuni pupazzetti e ci giocava con molto gusto, a me il cartone non dispiaceva, il personaggio che preferivo era Man-At-Arms, lo ricordo poco, ma per quel poco mi sembrava che andasse più che bene così com’era. Perché andarlo a rimaneggiare per omaggiare a forza l’avanzare di questo nuovo femminismo forzato costruito a tavolino?
    Io avrei rimaneggiato… che so? “Jem e le Holograms”, oppure “Occhi di Gatto”, che lì è pieno di donne col capello fresco di parrucco e uomini toncoloni al limite della demenza 😛

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    • Ecco, quelle sono serie nate già con un’idea della donna che trovo molto più moderna negli anni Ottanta che oggi. Forse proprio perché non “a tavolino”, come dici giustamente. Oggi ha troppo l’aria di un allisciarsi le spettatrici, quasi a farsi perdonare troppo maschilismo usato in precedenza: perché però, allora, scegliere una serie maschile per parlare alle donne?
      Onestamente non ricordo cartoni animati che spingevano le giovani spettatrici a rimanere chiuse scalze in cucina, o a fare la calzetta in attesa del ritorno del loro maschio-padrone: io ricordo sempre messaggi di indipendenza – prima di tutto psicologica, che è la più importante – e di spinta a scegliersi la propria vita invece che di farsela scegliere: nel momento in cui diventa un dogma, non è più un messaggio onesto né sincero.

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