[2021-06] Aliens: Fireteam su “PC Gamer” n. 344

Traduco l’anteprima del videogioco Aliens: Fireteam apparsa sulla rivista statunitense “PC Gamer USA” nel numero di giugno 2021.

È la prima stroncatura che leggo del gioco, sebbene con beneficio d’inventario visto che si basa solo su una demo. Da una parte il recensore mi sembra “confuso”, perché rimpiange l’assenza di quelle atmosfere aliene presenti però in Colonial Marines, che invece disprezza dichiaratamente, quindi non si sa bene secondo di lui di cosa dovesse parlare un videogioco alieno. Però dall’altra mette il dito nella piaga: dopo l’accurato lavoro fatto con Isolation, questo Fireteam fa una figura un po’ barbina, risultando addirittura un passo indietro nello sviluppo videoludico dell’universo alieno.


Aliens: Fireteam
Primo sguardo

di Andy Kelly

da “PC Gamer USA”
n. 344 (giugno 2021)

In pratica è “Left 4 Dead” ma con gli xenomorfi

In questo nuovo spara-tutto cooperativo create il vostro Colonial Marine, fate squadra con tre amici on line (o guidati da intelligenza artificiale) e combattete xenomorfi, androidi impazziti ed altri nemici dall’universo di Alien attraverso quattro campagne di gioco. Ambientato ventitré anni dopo i film, sei inviato a proteggere le colonie dagli attacchi di quegli xenomorfi ormai presenza fissa.

Lo sviluppatore Cold Iron mette subito in chiaro che l’ispirazione del gioco viene da Aliens, non da Alien, e non posso non pensare: ma non ci siamo già passati? Molti spara-tutto si sono rifatti al film del 1986 di James Cameron tanto da diventare un archetipo, e ora dopo Alien: Isolation c’è il rischio che Fireteam sembri un passo indietro.

Da come lo sviluppatore descrive le campagne di Fireteam, l’ispirazione principale sembra provenire da Left 4 Dead. Ci sono undici specie di xenomorfi, ognuna con una differente abilità e comportamento. Zinkievich parla di «un algoritmo che agisce dietro le quinte», cambiando le cose al volo durante il gioco, il che ricorda l’intelligenza artificiale di Left 4 Dead. E le campagne di gioco, basate su una trama, sono concepite per essere dinamiche ed imprevedibili, incoraggiando a giocarle più volte.

Zinkievich afferma che c’è stato molto lavoro dietro agli algoritmi dell’intelligenza artificiale degli xenomorfi e del loro movimento, descrivendo il gioco come «un’esperienza di sparatoria in 3D». Il che significa, in teoria, che gli xenomorfi saranno estremamente dinamici, capaci di camminare sui soffitti, scalare pareti e passare per i condotti d’areazione.

In una versione demo ho visto una squadra di quattro giocatori respingere ondate di xenomorfi che sembrano essere davvero implacabili, sbucando da ogni angolo dello schermo. I giocatori sono spesso atterrati dalle creature, costringendo i propri compagni a raggiungerli per curarli o riportarli in vita, il che di nuovo fa molto Left 4 Dead. Zinkievich inoltre afferma che il sangue acido degli xenomorfi sarà una minaccia concreta che aumenterà la difficoltà di gioco.

In azione, Fireteam sembra simpatico [fine]. Il combattimento in terza persona mi ricorda parecchio The Division, con oggetti espandibili come torrette portatili che ti aiutano nella battaglia. Ma complessivamente sono rimasto alquanto deluso. Sembra uno spara-tutto perfettamente funzionante ma carente di una certa scintilla. Non mi ha appassionato.


Game Over, Man

Mentre guardo un membro della squadra uccidere all’istante una dozzina di droni in fila con un fucile, mi tornano alla mente brutti ricordi del triste Colonial Marines della Gearbox. Questo potrebbe essere un gioco migliore, ma credo di essere stato viziato da Isolation, dove la Creative Assembly a reso finalmente lo xenomorfo qualcosa di più di semplice carne da cannone.

Tra le missioni giri per una nave da guerra, la Endeavor, dove puoi parlare con i personaggi e trovare oggetti. Mentre ci saranno alcuni collegamenti con i film e altri media di Alien, Zinkievich specifica che questa è una storia originale. «Non è un gioco citazionista», il che mi sembra un’occasione mancata: avrei adorato farmi strada attraverso la Nostromo, Hadley’s Hope e Fury 161.

Fireteam avrà un sistema di progressione da gioco di ruolo. Il vostro marine crescerà di livello, avrà accesso ad armature, oggetti ed armi sempre migliori, e soprattutto personalizzabili. Inoltre si potranno applicare delle modifiche chiamate “Challenge Cards” ad ogni missione, per mischiare un po’ le cose. Cold Iron non è scesa troppo nei particolari riguardo alle figure dei personaggi, ma i loro nomi – artigliere, demolitore, tecnico, dottore e ricognitore – sono abbastanza esplicativi.

Fireteam ha del potenziale ma l’idea alla base non mi ha conquistato. C’era così tanto da poter fare con l’universo alieno che un semplice spara-tutto in cooperativa sembra la soluzione più sbrigativa. Aliens ha già fornito ampia ispirazione al mondo dei videogiochi, perciò non ci rimane che scoprire se Cold Iron lascerà un segno in questo universo.


L.

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3 pensieri su “[2021-06] Aliens: Fireteam su “PC Gamer” n. 344

  1. Hai ragione: il recensore è parecchio “confuso”. La citazione di Isolation è fuori tema. Sono due giochi con approcci e dinamiche totalmente differenti. Una buona notizia però c’è: i compagni di squadra possono essere dei “bot” quindi vuole dire che è possibile giocare in “single player”. Per quanto non sia l’esperienza studiata dagli sviluppatori, se i bot non sono imbranati e se c’è un minimo di comandi da impartire alla squadra potrebbe fare aprire il mio portafogli come un galletto amburghese da mettere sulla griglia 😜.

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    • Nel mio amato “Rainbow Six” quei due beoti di compagni bot si ficcano sempre sulla mia linea di fuoco, se non do loro ordini specifici di stare fuori dalle balle, ma magari qui i Colonial Marines sono più svegli 😀
      Scherzi a parte, potrebbe esserci speranza addirittura di una trama!!! ^_^

      Piace a 1 persona

  2. Pingback: [2016-07] Alien 3 su “RetroGamer” 157 (guest post) | 30 anni di ALIENS

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