[2020-03] Guy Pearce su “Prometheus”

Guy Pearce racconta il suo Peter Weyland a “GQ”

Sul suo canale YouTube, la rivista “GQ” porta avanti una splendida iniziativa: lascia che attori noti raccontino aneddoti e ricordi relativi ai loro ruoli più famosi. Infatti l’iniziativa si chiama “x Breaks Down His Most Iconic Characters“, dove x sta per l’attore di turno.

Il 19 marzo 2020 è stato il turno dell’attore britannico Guy Pearce, che raccontando i suoi ruoli più famosi è ovviamente finito a parlare del suo Peter Weyland in Prometheus (2012) di Ridley Scott: curiosamente non ha speso una sola parola per Alien: Covenant (2017), dove riprende il personaggio nel prologo.

Traduco di seguito il suo intervento riguardo al film Prometheus.


«È stato molto bello far parte del mondo di Alien, e ancora di più interpretare Peter Weyland, cioè il tizio che ha creato tutto. Meno bello è stato invece sottostare a cinque ore di trucco da invecchiamento. Mi dovevo svegliare alle due del mattino, mi portavano a lavoro e alle tre iniziava la sessione di trucco, per essere pronto alle otto del mattino, quando sarebbero iniziate le riprese che duravano fino alle due del pomeriggio, poi avevo finito. E al film ho partecipato solo per quindici o diciassette giorni.

La cosa particolare del personaggio è che dovevo indossare questa specie di esoscheletro metallico, il che significava che non potevo sedermi bene, al massimo potevo stare mezzo sdraiato e mormorare «Ditemi quando siete pronti, io aspetto qui. No, non voglio bere, sto a posto».

Guy Pearce invecchiato per un “gioco” che non si è poi concretizzato

C’è stato un giorno in cui sono arrivato, ho fatto tutta la sessione di trucco, mi sono posizionato e mi hanno detto «Siamo un po’ in ritardo questa mattina, saremo presto da lei», e da mezzo sdraiato mormorai «Okay». Passò un’ora, poi un’altra, e ogni tanto si affacciava qualcuno a dire «Stiamo quasi per venire da lei». Arrivati all’una del pomeriggio, arrivarono e dissero: «Sta a lei decidere: può staccare e togliere il trucco oppure possiamo andare a girare. Che ne dice?» A quel punto ero così atrofizzato, a stare fermo tutta la mattina in quella posizione scomodissima, che… non credo di aver girato, quel giorno.

La parte più difficile era quell’ora di tempo che serviva per togliere tutto il trucco.

La ragione per cui Ridley Scott mi ha ingaggiato è perché voleva mostrare un Peter Weyland da giovane. C’era questa scena dove Michael Fassbender indossa questi occhialoni speciali con i quali parla con Peter Weyland, il quale è in una specie di riposo criogenico. E attraverso quegli occhialoni entriamo nel mondo di Peter Weyland, quello che lui sta sognando nella sua stasi congelata, e lì Peter è giovane, sul suo yacht ai Caraibi circondato da signorine. Al che appare Michael Fassbender e loro due iniziano a parlare. Ridley non riusciva a trovare uno yacht che gli piacesse e pensarono di costruirne uno, prima di capire che non potevano permetterselo. Dissero che alla fine avrebbero risolto quella scena, non mi sarei dovuto preoccupare, invece poi dissero: «Be’, probabilmente non ne abbiamo bisogno, basta mostrare Michael con gli occhialoni che parla, così che si capisca che sta parlando con Peter Weyland».

Avrebbero potuto ingaggiare un attore centenario al posto mio, ma sono comunque felice di aver interpretato Peter Weyland. Farei di tutto per Ridley, quindi va bene così.

Ridley Scott e i suoi occhiali 3D perenni

Inoltre ho lavorato con cineprese in 3D. La cosa divertente era che Ridley si presentava… Doveva indossare occhiali in 3D per vedere il risultato delle riprese, solo che poi se li lasciava indosso e andava a parlare con gli attori per dare indicazioni, con quegli occhiali sul naso. Poi se ne ricordava e d’un tratto se li strappava via, imprecando.»


Ricordo che le sequenze con Guy Pearce nei panni del giovane Weyland le trovate come contenuti speciali delle edizioni in home video.

L.

– Ultimi post su Prometheus:

2 pensieri su “[2020-03] Guy Pearce su “Prometheus”

  1. Ho come l’impressione che, a parte sporadiche dichiarazioni di rito (nel caso di Pearce, poi, nemmeno quelle) non ci sia poi tutto questo entusiasmo nel ricordare di aver partecipato a “Covenant”, a meno di non sperare di essere convocato per il prossimo sequel (e il personaggio di Peter Weyland, nello specifico, molto difficilmente potrebbe venire di nuovo richiamato in causa attiva)…
    Comunque, l’immagine di Ridley che si ricorda all’improvviso di aver ancora addosso gli occhiali in 3D e reagisce di conseguenza è impagabile 😛 😀

    Piace a 1 persona

    • Il bello di queste interviste ad anni di distanza dal film, quindi lontani dalla campagna pubblicitaria osannante, ci permettono di dare uno sguardo su piccole fastidiose sul set, tipo gli occhiali 3D o rimanere tutta la mattina incastrati in un esoscheletro in attesa di girare 😛

      "Mi piace"

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