Alien su Disney+: tutto qua?

Immagine della Collezione Aliena su Disney+

Come annunciato anche da “Film TV” in Italia, la piattaforma Disney+ ha dedicato un suo spazio alla saga aliena, ma c’è un particolare che sembra sfuggire a chi ripete questa notizia: è uno spazio molto ristretto e selettivo.

Schermata principale della collezione aliena

La Disney ha acquistato la Fox, quindi automaticamente ha i diritti di tutti e dodici i film dell’universo alieno, ma per motivi ignoti su questa piattaforma ufficiale… ne presenta solo sette. Ma perché???

Questa sarebbe la “collezione aliena”? Egli altri film???

Perché presentare Aliens vs Predator 2: Requiem (2007) e NON avere in catalogo AVP: Alien vs Predator (2004)? Perché cioè avere il seguito di un film assente?

Ma soprattutto, perché non c’è traccia dei quattro film di Predator? Sicuramente ci sono casini di copyright, visto che la Disney è famosa per fregarsene di certe questioni e probabilmente ci sono dei casini dietro, ma la schermata della piattaforma sembra una barzelletta: la casa che possiede l’universo alieno… non ce l’ha in catalogo!
Se volete quasi tutto l’universo alieno… dovete andare su Prime Video a pagamento!

L’intero universo Predator è su Prime Video

L’universo alieno su Prime Video

Perché Prime Video, che non possiede la saga, presenta dieci film su dodici mentre Disney+, proprietaria della saga, solo sette? E perché AVP è assente in entrambe? Cos’è, Raoul Bova sta facendo storie e ha bloccato il film?

In attesa di scoprire il mistero che avvolge queste piattaforme, dove si può trovare di tutto TRANNE l’universo alieno completo, ecco le pagine principali dei sette film alieni su Disney+.

(cliccate per ingrandire)

L.

13 pensieri su “Alien su Disney+: tutto qua?

      • Sta già succedendo con la digital delivery per i videogiochi. Sony chiude lo store per PS3, PSP e PS Vita e addio a centinaia di titoli. La digital delivery altera il concetto di proprietà e lo trasforma a diritto di utilizzo modificabile ad nutum dalle piattaforme e senza possibilità di opporvisi. Senza contare l’annullamento del mercato dell’usato e della distribuzione. Ne vedremo delle belle. Chi è entusiasta di questo cambiamento, temo dovrà ricredersi quando i prezzi aumenteranno e non avrà altre alternative. Il consumatore non è per nulla protetto con l’attuale normativa.

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      • Che situazione assurda. Eppure per i film sono davvero pochi quelli che ancora usano l’home video, il sistema delle piattaforme ha conquistato tutti, tranne poi scoprire che pagano per qualcosa su cui non hanno il benché minimo controllo.

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      • Se mi guardo intorno, sembra proprio che il “piano globale” sia quello di annullare il mercato dell’usato, ma anche la possibilità di prestare un film o un videogioco a un amico.
        E’ lo stesso discorso con gli ebook—che pure a me piacciono—che non puoi né rivendere né far leggere a tua sorella a meno di non prestare completamente il lettore.

        Questa moda si sta diffondendo anche nel mondo dei giochi da tavolo, mio grande hobby, seppur più lentamente. Da qualche anno infatti sono diventati di moda dei giochi chiamati “legacy” dove i giocatori devono strappare carte, scrivere con pennarelli indelebili sul tabellone e altre diavolerie in modo da garantire una “esperienza di gioco irripetibile”; ovviamente non lo puoi rivendere.

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      • Incredibile, questa del gioco “usa e getta” proprio non la sapevo!!!

        Credo siano mezzucci (anche un po’ infami) per sopperire al problema di fondo della carenza di utenti: quando i giochi da tavolo vendevano milioni di copie, non fregava molto se poi la gente se li passasse di mano, idem per i libri o i film. Ora che l’utenza è minuscola, tocca litigarsi ogni singolo compratore, e impedirgli di passare il prodotto.

        Non mi trovo per nulla a mio agio con questa cultura dello “streaming”, cioè di dover pagare per rimanere in completa balìa di un distributore dispettoso e poco serio, ma io sono un utente dai gusti specifici, sono totalmente fuori dal mercato, che punta molto sul generalista che non vede mai film ma paga netflix, che non ascolta mai musica ma paga spotify, che non legge ma si riempie la bocca con kindle. Capisco lo spillare soldi al pubblico generico, mi spiace invece che comincino a non esistere più alternative, cioè la possibilità per un utente di usare “in standalone” un prodotto, tanto infatti che stanno scomparendo i videogiochi in solitaria.

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  1. Ma guarda, QUESTO sarebbe lo spazio che Disney+ ha concesso alla saga? E allora, in conseguenza di ciò, devo dire chiaramente dove se ne può andare oppure è facilmente intuibile leggendo fra le righe? 😠
    Nient’altro da aggiungere, son momenti come questi che ti rendono fiero di essere ancora un “arcaico” collezionista di home video…

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    • E’ purtroppo anche un triste segnale di quanto l’universo alieno sia tenuto in considerazione all’interno dell’Impero Disney: zero meno qualcosa…
      Non essendo un prodotto da vendere ai ragazzini a caro prezzo, è chiaro come sia roba poco allettante per Sua Maestà il Topo, quindi da tenere ai confini dell’impero.

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  2. Pingback: [2021-04] Predator in tribunale! | 30 anni di ALIENS

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