[2008-10] Aliens: No Exit

Cover di Stephen Youll

Grazie all’antologico The Complete Aliens Omnibus: Volume Seven (Titan Books) mi sono potuto gustare uno dei romanzi originali con cui la Dark Horse agli inizi del Duemila ha cercato di espandere l’universo narrativo alieno a fumetti. A giudicare dalla qualità delle storie, diciamo che l’intenzione era giusta ma gli strumenti sbagliati.

Ho iniziato Aliens: No Exit (2008) di B.K. Evenson nell’agosto 2020 e l’ho finito nel marzo 2021, giusto per far capire quanto mi ha preso e quanta voglia avevo di leggerlo.


Indice:


La trama

Dopo trent’anni di sonno criogenico, il detective Anders Kramm si sveglia in un mondo ben diverso. La minaccia aliena è stata sottovalutata. Gli interessi della Compagnia ora dominano il mercato universale: il business della terraformazione porta alti guadagni e gli uomini che si spartiscono il potere vogliono espandere la loro dominazione anche su altri mondi.
Ma Kramm ha un segreto. Lui sa perché la Compagnia ha ucciso dodici dei suoi migliori scienziati, lui sa perché gli alieni sono stati rilasciati sulla superficie di un pianeta conteso, lui sa che le informazioni in suo possesso hanno un valore e che la Compagnia farà di tutto per fermarlo dal rivelarle. Perseguitato dai ricordi della propria famiglia massacrata, Kramm dovrà gestire una situazione spinosa… con alieni che spuntano da ogni angolo.


L’autore

Brian K. Evenson è un premiato romanziere di Los Angeles che insegna anche alla CalArts. In Italia è noto unicamente per noto in Italia per Dead Space: Martyr (Multiplayer.it).


La storia

Anders Kramm lavorava come “Alien assault investigator” sul pianeta Soulages per la Weyland-Yutani, finché uno degli attacchi alieni su cui ha dovuto investigare ha interessato come vittime sua moglie e sua figlia. Sventrare la donna che amava, e che aveva appena ucciso, per sincerarsi della presenza in lei di un chestburster non è stato piacevole: trovare la figlia imbozzolata e con il petto esploso lo è stato ancora meno.

Ora Kramm ha mollato la Compagnia ed è andato a lavorare per la più piccola Omnitech dove fa lo sleeper: rimane in sonno criogenico finché i suoi servizi non sono richiesti dalla compagnia. Essendo un sonno senza sogni, è quello che fa per Kramm, che ogni notte si ritrova a rivivere i terribili eventi che gli hanno portato via la famiglia.
Viene risvegliato dopo trent’anni, anche se per lui è passato solo un battito di ciglia, e viene accolto da Matthew Darby, dirigente della Planetus, che nel frattempo ha comprato la precedente compagnia. E ha comprato anche Kramm.
L’uomo è stato svegliato perché serve qualcuno fidato, che non sia una spia delle grandi corporazioni, e Kramm sembra quello giusto visto che è letteralmente fuori da ogni “gioco di spie”.

La Planetus ha comprato metà del pianeta C-3 L/M, la cui altra metà è della Weyland-Yutani: non si sono messi d’accordo su un nome più colloquiale. La WY sta facendo cose strane nella sua metà e la Planetus vorrebe saperne di più, ma il dirigente Charles Braley nicchia, finché dice che non si può fare alcuna ispezione in quanto c’è stato un incidente.

Arrivato sul pianeta, Kramm conosce la rappresentante della Planetus, Frances Stauff, e il mellifluo uomo della compagnia Charles Braley, che cerca in ogni modo di saperne di più su di lui: perché mai fra tutti i “dormiglioni” che ci sono in giro, lui è rimasto inattivo per trent’anni? A Kramm è stato detto di non fidarsi di nessuno e di non rivelare nulla, e si attiene alla parte.
Sul posto incontrano Bjorn e Jolena Heyward, due ex marine che ora lavorano per la Planetus: «La famiglia che uccide insieme resta insieme» è il loro motto. Per sicurezza passano a Kramm una “versione tascabile” della pistola al plasma, una pistolina da quattro colpi che non dà alcuna fiducia all’uomo.

Sul luogo dello strano incidente, la cui dinamica lascia parecchi dubbi, Kramm trova una registrazione nell’occhio finto di una delle vittime, che riesce a portarsi via di nascosto dall’uomo della WY. In essa Tobin A. Marshall, spia della Planetus con una microcamera impiantata nell’occhio, che mostra come viene smascherato e torturato da Braley, che inscena un finto attacco alieno per nascondere l’uccisione della spia. Perché non organizzare un semplice incidente? Perché uccidere anche sette scienziati, fingendo si sia trattato di un massacro operato da xenomorfi, solo per far fuori una spia industriale? Cosa sta facendo di così importante la Weyland-Yutani da doverlo tenere nascosto a questi prezzi?

Mentre sono sulla nave del ritorno, Kramm e Frances si rendono conto di avere altri problemi da risolvere: per esempio uno xenomorfo messo lì a sistemare definitivamente la loro presenza molesta, mentre i canali di informazione ricevono la notizia che i due sono morti. Sfuggiti al pericolo, Kramm e Frances ora devono muoversi con attenzione, perché chi ha teso quella trappola potrebbe decidere di finire il lavoro se scoprisse che sono ancora vivi.

Cercando di tornare alla Planetus, i nostri scoprono che ormai la compagnia è stata acquisita dalla Weyland-Yutani, che ha deciso sia più saggio far sparire la concorrenza piuttosto che rischiare di far sapere che il pianeta Soulages è in pratica diventato una riserva per la crescita in cattività di xenomorfi.


Conclusione

Gli xenomorfi sono i grandi assenti di questa storia, visto che sono a malapena citati e li intravediamo giusto in un paio di occasioni. Se però questa scelta volesse dire concentrarsi sulla Compagnia e i suoi biechi progetti andrebbe comunque bene, invece la trama “spionistica” è davvero buttata lì malamente e il romanziere non fa che parlare a vuoto per mezzo libro, prima di abbandonare i suoi personaggi con il pilota automatico.

Dopo un prologo molto intrigante, la lettura è subito diventata noiosa perché fino a metà libro non si capisce quale accidenti sia la trama, e dopo è chiaro che non ne esista una: sono solo situazioni-riempitivo per fingere di aver scritto un romanzo alieno.


L.

– Ultimi libri:

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  • [2021-04] Aliens: Infiltrator - Ottimo romanzo che racconta gli eventi pregressi del videogioco Aliens: Fireteam (2021).
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    Romanzo verboso e inconcludente, quasi del tutto privo di xenomorfi ma in compenso con chiacchiere in eccesso.
  • [2006-03] Predator: Forever Midnight - Altra grande occasione mancata, con troppe invenzioni e poca trama.
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  • [2016-05] Alien – The Weyland-Yutani Report - La romanziera S.D. Perry per la Titan Books si inventa un universo alieno omogeneo per uno splendido volume riccamente illustrato, sia con foto di scena che con illustrazioni create appositamente. Tolte le invenzioni, è sicuramente un imperdibile oggetto da collezione.
  • [2014] Easy Street (the Hard Way) - Traduco quel poco spazio che l'attore Ron Perlman dedica ai ricordi legati ad Alien Resurrection (1997) in questa sua autobiografia.

2 pensieri su “[2008-10] Aliens: No Exit

  1. Interessante l’idea degli “sleepers”, sì, ma in un romanzo ambientato nell’universo alieno il lettore si aspetta forse di trovarne pure qualcuno, di alieno. Sempre che, appunto, non si decida di puntare i riflettori sulle macchinazioni della non meno mostruosa Weyland-Yutani… ma se non si prende né l’una né l’altra strada, allora direi che l’essere vinti dalla noia è il minimo 😦

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