[2000-09] Resurrection su “Games Master”

Sul numero 9 (settembre 2000) della rivista specialistica italiana “Games Master” c’è una entusiastica recensione del videogioco Argonaut ispirato al film Alien Resurrection (1997), la cui lavorazione è stata particolarmente tribolata: riporto più sotto il testo dell’autore ignoto che ci regala qualche impressione di gioco.

Il “paginone centrale” della rivista è dedicato ad un poster dello xenomorfo del gioco, come potete vedere a fine pezzo.


La PlayStation colpisce ancora!

Alien Resurrection

senza firma

Il gioco è in lavorazione da quattro anni e il film è già uscito da due: si direbbe che creare “Alien Resurrection” sia stato più difficile che sfuggire agli alieni in una cabina telefonica! Finalmente il gioco è finito, però e “Games Master” ha visitato il quartier generale di Argonaut per saperne di più…

Alien Resurrection prodotto dai creatori di… Croc?! Strano ma vero. Alien Resurrection è infatti prodotto dai signori britannici dei giochi Argonaut, già autori di successi strepitosi come Star Wings per SNES e, più di recente, Croc per PSX.

Ottenuti i diritti per la creazione di un gioco ispirato al film Alien Resurrection, la squadra ha dapprima realizzato un titolo simile a Tomb Raider, ma dopo averci lavorato per anni si è resa conto che… accidenti, non faceva abbastanza paura! La visuale in terza persona era ideale per vedere Ripley e gli altri sopravvissuti arrancare per le scalette e i corridoi della USS Auriga, enorme astronave scenario del film e del gioco, improvvisamente invasa da alieni in fuga.

La presenza di tutti questi dettagli, tuttavia, rendeva possibile vedere gli alieni all’attacco da un chilometro di distanza; circa un anno fa è stata quindi presa la coraggiosa decisione di cancellare il gioco ricominciando da zero, questa volta con una formula alla Quake, in prima persona, zeppa di suspance e di angolini infestati dagli alieni. La squadra ha realizzato un demo da mostrare ai boss di 20th Century Fox, detentori del marchio Alien, che sono stati abbastanza saggi da dare l’OK ad Argonaut per la realizzazione del gioco.

A tutta azione!

I livelli saranno anche stati in gran parte recuperati dalla versione abortita del gioco, ma il passaggio dalla terza alla prima persona ha migliorato nettamente l’atmosfera. È uno dei giochi più suggestivi che abbiamo mai provato. Lo schermo Impostazioni ci raccomanda perfino di abbassare la luminosità del video, in modo da non lasciarci sorprendere dall’attacco di un alieno! In effetti, si trascorre gran parte del primo livello cercando di scorgere gli alieni, che se la battono non appena li vediamo. Gli effetti sonori, tutti tratti dal film, contribuiscono ottimamente a riprodurne la tensione; è stato perfino assoldato il tipo che dava la voce al computer e agli annunci degli altoparlanti, che ci propina frasi tipo «Richiesta password livello 2» o «Energia riavviata» quando azioniamo i numerosissimi interruttori dell’Auriga.

Lucertole volanti!

Abbiamo provato Alien Trilogy? Ah, ah, ah! Ridicolo! Paragonarlo ad Alien Resurrection è come dire che un gattino e un leone sono la stessa cosa!

Il nuovo gioco presenta mostri completamente poligonali e splendidamente animati, ognuno composto da 400 poligoni: altro che i pupazzetti piatti di Alien Trilogy. Diversamente da Alien Trilogy, in cui i mostri attaccavano sempre da davanti, in Resurrection sono in grado di saltare per tutto lo scenario e spesso si avvicinano a noi camminando sul soffitto o saltano da un muro all’altro, costringendoci a girare come trottole per centrarli!

Paura…

Per aiutarci a tenere d’occhio i dannati esseri, nell’angolo in basso a sinistra dello schermo c’è un sensore di movimento che emette un bip quando un alieno si muove: più acuto è il suono, più vicino e il mostro! Lo strumento però può rilevare solo gli alieni in movimento, perciò occhio a quelli che stanno fermi in agguato, pronti a saltare fuori dal nulla!

Grande paura…

Tutti gli elementi si combinano in un’esperienza favolosa: l’aspetto dimesso degli interni della nave, i velocissimi alieni, i livelli strutturati in modo da indurci all’esplorazione e l’atmosfera che ci fa sudare freddo… Presto ne sapremo di più.


L.

– Ultime riviste:

9 pensieri su “[2000-09] Resurrection su “Games Master”

    • Il gioco o la rivista?
      Sto recuperando riviste dell’epoca per ricostruire la tribolata lavorazione di questo gioco sfortunato, che doveva seguire l’onda dell’uscita del film invece ha ritardato tre anni e – malgrado l’entusiasmo del giornalista italiano – è stato un flop perché non poteva competere con la giocabilità di Alien Trilogy (mi spiega Redbavon) o la giocabilità unita a miticità assoluta del capolavoro “Aliens vs Predator” (Sierra). E’ stato un gioco nato male e finito peggio, come capita spesso all’universo alieno…

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      • All’epoca lo trovai pirata. Ricordi che una volta per strada potevi trovare un abusivo con un panno per terra su cui vendeva dischi d’ogni genere? (Musica, film, CD-Rom) non ho resistito che ancora oggi, a più di vent’anni di distanza, ho ancora quel disco e funziona benissimo, con l’emulatore per PC. Peccato che il gioco non valga la pena.

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      • Temo che in Italia non abbia fatto molta presa. Avevo un amico malato di videogiochi che al solo sentir pronunciare la frase “gioco tratto da film” diventava isterico: l’odio profondo per questa oscena intromissione del volgare cinema nel sacro mondo dei videogiochi temo non sia un caso isolato…

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      • No, non è un caso isolato. I cosiddetti “tie-in” sono nella maggior parte dei casi (sopratutto ai tempi dei 16 bit) una qualità di gioco tra il mediocre e il pessimo. Il motivo è che gli editori impegnavano gran parte del budget per acquistare la licenza e agli sviluppatori restava poco sia in termini di risorse economiche sia in termini di tempo utile per la programmazione.
        AR ha scontato piuttosto il fatto che la PS1 era al fine del suo ciclo di vita e Argonaut Software è giunta con il suo videogioco troppo tardi. AR non è tra i peggiori esempi di videogiochi tratti da Alien, ma era al di sotto delle aspettative e in giro c’era già di meglio. La licenza di Alien non era sufficiente. Un appassionato di Alien, che superi la grafica datata e i controlli un po’ macchinosi, potrebbe dargli una possibilità.

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