[Armi aliene] Engineer Rifle

Difficile stabilire chi abbia inventato quell’arma che ho amato chiamare Engineer Gun, in quel 2014 in cui iniziai a recensire fumetti alieni su un blog, ma che in effetti sarebbe più giusto chiamare Engineer Rifle: in effetti è difficile addirittura datarne la prima apparizione.


Nascita dell’arma

L’uscita del film Prometheus (2012) non ha visto la consueta novelization a fumetti della Dark Horse Comics, semplicemente perché la casa ha deciso di fare le cose più in grande: utilizzare le novità inventate appositamente per il film per creare una lunga saga – della durata addirittura di due anni! – che fonda tutto, il vecchio e il nuovo. Chiama cinque sceneggiatori e affida ad ognuno una parte della saga, con relativi cinque disegnatori (e coloristi), affida loro altrettanti editor e chiude tutti dentro una stanza, a creare il ciclo noto come “Fire and Stone“. (Giunto nelle librerie italiane nel 2017 per saldaPress.)

Cover di David Palumbo

Stando alle dichiarazioni dello sceneggiatore Chris Sebela, le riunioni creative per questo evento erano abbastanza caotiche.

«C’erano cinque scrittori, un disegnatore e mezza dozzina di editor: era una situazione che metteva abbastanza ansia. Quando mi è capitato di collaborare con qualcuno, è stato di persona o per mail ma sempre con grande calma, per mantenere la concentrazione che uso per scrivere. Ora invece mi ritrovavo in una stanza piena di gente molto più espansiva di me, e dovevo sputare fuori qualsiasi idea mi venisse in mente invece che elaborarla ed analizzarla con calma nella mia testa. Ci ho messo un po’ ad abitarmi, ma ora che è finita un po’ mi manca.»

In questa “tempesta di cervelli” diventa difficile stabilire la paternità di idee singole: l’Engineer Rifle potrebbe essere statala felice intuizione di uno dei cinque autori coinvolti oppure una convergenza corale, purtroppo non esistono dichiarazioni in merito. Come in realtà non esiste niente, visto che riguardo a questi fumetti si parla solo di “chi vincerebbe in uno scontro tra Alien e Predator?” e stupidaggini simili.


Apparizioni

Per il lungo ciclo “Fire and Stone” la Dark Horse Comics ha deciso di utilizzare la tecnica Marvel-DC, cioè un grande “evento” spalmato su più testate, adottando la discutibile tecnica di farle uscire in modo frastagliato.

Pubblicità dell’iniziativa, con disegno di Dave Palumbo

Ad esempio, il ciclo inizia il 10 settembre 2014 con il numero 1 della testata “Prometheus: Fire and Stone”, con un equipaggio che atterra sul pianeta LV-223 (quello visto nel film di Ridley Scott, quando ancora il folle regista non aveva deciso di distruggere tutto defecando Alien: Covenant) dove i nostri trovano un relitto, fra le altre cose. Il 24 settembre successivo esce il numero 1 della testata “Aliens: Fire and Stone” e assistiamo al panico su LV-476 con alcuni superstiti che fuggono prima dell’arrivo dei Colonial Marines del film Aliens (1986): questi sopravvissuti sbarcheranno su LV-223 e la loro nave sarà il relitto trovato nel precedente numero. Incastrare ogni singolo numero di ben quattro testate (“Prometheus”, “Aliens”, “Predator” ed “AVP: Alien vs Predator”) crea un pastrocchio assurdo, che rende la saga leggibile esclusivamente passando da una testata all’altra e seguendo l’ordine di uscita di tutti e 17 i numeri. Mi chiedo cosa abbiano capito della storia i lettori italiani (semmai ne esistano) al momento di comprare i volumi singoli della saldaPress, visto che a leggere le storie singole si fa solo confusione.

Ma chi è quel mostro? E cos’è quell’arma?

In questa confusione generale, ecco che l’8 ottobre 2014 sulla testata “AVP: Fire and Stone” n. 1 un personaggio spara ad un mostro con uno strano fucile: ma chi è quel mostro? Cos’è quel fucile? Purtroppo la Dark Horse ha fatto uscire questo numero troppo presto, perché la spiegazione arriva il 15 ottobre successivo, quando su “Prometheus: Fire and Stone” n. 2 appare per la vera prima volta il fucile.

 

La prima vera apparizione del fucile

La missione su LV-223 andrà molto male, i protagonisti saranno attaccati dagli xenomorfi ma anche da creature mutate – per via dell’acceleratore evolutivo costiuito dal black goo, quella melma nera inventata dal film di Scott – e nella fuga Galgo ed alcuni commilitoni si ritrovano isolati: invece di dare una mano agli altri, salgono sulla prima scialuppa che trovano e partono. Portando con sé quello strano fucile trovato in una caverna del pianeta.

Particolare della copertina di Dave Palumbo per “Predator: Fire and Stone” n. 1

La navetta verrà attaccata da un Predator, come mostrato in “Predator: Fire and Stone” n. 1, e Galgo rimarrà in vita solo perché il cacciatore spaziale riconosce nel fucile la tecnologia degli Ingegneri (ecco perché lo chiamo Engineer Rifle), specie a cui lui dà la caccia per vendetta personale.

Il Predator è molto interessato al fucile

Si instaurerà una strana amicizia tra Galgo e il Predator, che essendo cieco da un occhio l’umano chiama Ahab, che durerà anni. Galgo e Ahab rimangono su LV-223 e ritrovano i superstiti della missione (le cui avventure sono raccontate in altri albi) e in pratica nasce una sorta di comunità, in attesa di soccorsi dalla Terra.

La lunga saga si chiude con i superstiti a caccia su LV-223

Non so quanto davvero abbia venduto questa lunga saga, ma sta di fatto che subito dopo la Dark Horse Comics ne mette in cantiere un’altra, della stessa durata, ma stavolta molto più semplice: chiama il bravo Dan Abnett – che ha appena vinto tutto scrivendo il videogioco Alien: Isolation (2014) – e affida solo a lui una saga sempre di 17 albi ma stavolta tutti in ordine, così che la lettura sia molto più lineare.

Il ritorno di Galgo armato di Engineer Rifle

Una seconda missione arriva su LV-223 e trova i superstiti, compresi Galgo e Ahab.  Galgo ancora gira con l’Engineer Rifle: ma ha munizioni infinite?

Con cosa lo ricaricano, quel fucile?

Dopo la dolorosa avventura di questa seconda saga, è il momento degli addii. Ahab ha trovato un clan in cui entrare da eroe e saluta l’amico di tante avventure, il quale vuole regalargli il simbolo stesso della loro amicizia: il fucile degli Ingegneri.

Un regalo d’addio

L’ultima vignetta che ritrae Ahab lo mostra andarsene su una nave con in braccio l’arma.

Un grande guerriero con una grande arma

Non stupisce dunque che al momento di presentare l’action figure del personaggio la NECA infili un Engineer Rifle tra i suoi accessori.


Il funzionamento dell’arma

A nessuno interessa quest’arma, né ai suoi autori né ai suoi lettori: sono l’unico ad averla notata quindi non esiste niente sull’argomento.

Di sicuro in “Prometheus: Fire and Stone” n. 4 vediamo un Ingegnere imbracciarla, scoprendo che ogni disegnatore l’ha un po’ modificata.

Non era mica così grande nelle altre storie

Qui il fucile ha una canna a punta, che però una volta puntata e caricata contro il nemico si apre a raggiera.

Una brutta sorpresa per gli alieni

L’esplosione è potente anche se non ho idea di cosa spari l’arma, e nel testo non è specificato.

Roba rossa ammazza-alieni

Quando la vediamo tra le braccia di Galgo la prima volta, in “AVP: Fire and Stone” n. 1, la canna non è più a punta ma “aperta fissa”…

Un fucile parecchio diverso

… e il raggio sparato sembra molto più diretto e potente.

Ma comunque efficace

Quando però riappare in mano a Galgo, in “Predator: Fire and Stone” n. 4, la punta stavolta è “a chiave inglese”…

Ma che razza di punta ha?

… e il raggio è simile ma più “bianco” e corposo.

Comunque funziona sempre bene

Insomma, ognuno degli autori di questa saga ha reinterpretato l’arma a proprio gusto, compreso David Palumbo che per la copertina di “Prometheus: Life and Death” n. 4 (che vedete più sotto) ha ritratto un Ingegnere armato… come fosse un chitarrista metal!


Elenco delle apparizioni

Ciclo “Fire and Stone”

Cover di David Palumbo

8 ottobre 2014
AVP: Alien vs Predator 1
di Christopher Sebela, disegni di Ariel Olivetti

 

15 ottobre 2014
Prometheus 2
di Paul Tobin, disegni di Juan Ferreyra

22 ottobre 2014
Predator 1
di Joshua Williamson, disegni di Chris Mooneyham
copertina di Lucas Graciano

10 dicembre 2014
Prometheus 4
di Paul Tobin, disegni di Juan Ferreyra

17 dicembre 2014
Predator 3
di Joshua Williamson, disegni di Chris Mooneyham

28 gennaio 2015
Predator 4
di Joshua Williamson, disegni di Chris Mooneyham

11 febbraio 2015
Prometheus: Omega
di Kelly Sue DeConnick, disegni di Agustin Alessio

Ciclo “Life and Death”

13 luglio 2016
Prometheus 2
di Dan Abnett, disegni di Andrea Mutti

10 agosto 2016
Prometheus 3
di Dan Abnett, disegni di Andrea Mutti

14 settembre 2016
Prometheus 4
di Dan Abnett, disegni di Andrea Mutti
copertina di David Palumbo

29 marzo 2017
Alien vs Predator 4
di Dan Abnett, disegni di Brian Thies


L.

– Ultimi post simili:

6 pensieri su “[Armi aliene] Engineer Rifle

  1. Insomma, le cose rimangono le stesse in qualsiasi universo (sia trek che alien/predator/prometheus): della nascita di un nuovo fucile non frega nulla a nessuno (e sì che su di un’arma tecno-organica come questa da dire ce ne sarebbe stato)…

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  2. Pingback: Storia dei fumetti alieni 9. Fuoco e pietra, Vita e morte | 30 anni di ALIENS

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