[1997-10] Predator vs Judge Dredd

Cover di Brian Bolland

La Dark Horse Comics nei suoi anni d’oro riesce a mettere le mani su John Wagner, storico sceneggiatore britannico che negli anni Settanta ha fatto parlare di sé per le storie pubblicate dalla rivista-contenitore “2000 AD”. Visto che negli anni Novanta i fumetti alieni sono il prodotto principale della Dark Horse, pare ovvio che al noto autore venga subito affidata una saga in quell’universo, e dopo aver firmato la brevissima (e muta) Predator: Rite of Passage (1992), apparsa sul primo numero del mensile-contenitore “Dark Horse Comics”, Wagner ci regala Aliens: Berserker (1995): forse non un capolavoro ma di sicuro strapiena di ottime idee ghiottissime.

Cover di Brian Bolland (MagicPress)

Conclusa la saga, la casa di Mike Richardson guarda Wagner e pensa: questo tizio nel 1977 ha creato il giudice più cazzuto della galassia, un vero e proprio ispettore Callaghan del futuro ma mille volte più determinato, perché non gli facciamo scrivere qualcosa per Star Wars? Nasce così Boba Fett, in pratica il Judge Dredd della galassia lontana lontana. Personaggio anonimo e inutile dalla sua nascita nel 1978, solamente nel 1995 Wagner gli dona quelle caratteristiche che ancora oggi sono apprezzate ai fan ignari dei film.

Arriva il 1997 e il passo successivo è più che ovvio: perché il personaggio storico di Wagner non arriva alla Dark Horse a menare qualcuno dei suoi eroi? Ci sarà tempo per il Giudice di affrontare gli xenomorfi  (2003) e poi anche un Predalien (2016): nell’ottobre 1997 è la volta di Predator vs Judge Dredd, con i disegni del maestro argentino Enrique Alcatena.

Raccolto in volume cartonato nel novembre 1998, il fumetto arriva anche in Italia nel 2000 grazie a MagicPress, con la traduzione di Angelo Bosca, stampato con in appendice la citata storia breve Rito di passaggio.

C’è un nuovo re a Mega City

Un Predator in piena stagione di caccia arriva nei pressi di Mega City, e scopriamo che la procedura prevede che la nave si nasconda agli sguardi “seppellendosi” sotto terra: ma una volta non diventava invisibile?
Intanto in città il nostro Dredd sta raggiungendo la sua quota giornaliera di mazzate in testa ai criminali, comminando pene a manetta se anche solo questi alzano gli occhi al cielo. Lo stesso il pugno di ferro non impedisce il formarsi di bande che si fanno la guerra tra di loro manco fossimo tornati nella Los Angeles del 1997. Il Predator guarda e studia.

In originale dice «have summo’, skytrash!»

Ci vuole poco perché il cacciatore spaziale cominci ad aprire il fuoco sui Giudici, così che Dredd inizi ad inseguirlo e si ritrovi velocemente ad un confronto fisico.

«You’re an ugly brute», versione più morigerata dell’«ugly motherfucker»

Guerra tra bande, un tutore dell’ordine che scova subito il Predator nascosto in un palazzo abbandonato, i due lottano e il tutore dell’ordine cade dalla finestra, poi c’è pure una scena in treno metropolitano… fin qui Wagner sta chiaramente copiando Predator: Heat o Concrete Jungle (1989), il primo fumetto della casa, firmato da Mark Verheiden, copiato poi malamente per il film Predator 2 (1990). La conferma arriva quando al quartier generale dei Giudici trovano in archivio precedenti avvistamenti del cacciatore spaziale: «Sono già stati qui… nel 20° secolo, nel vecchio distretto di New York»: non Los Angeles, quindi Wagner sta chiaramente citando l’originale di Verheiden, non il film.

Non stupisce dunque che la Divisione PSI mandi una bionda che però non è la solita Anderson: la telepate si chiama Schaefer, come il protagonista di Verheiden… e Dutch era il suo bisnonno!

«Non mi piacciono le armi, immagino che in questo i geni del vecchio Schaefer non mi hanno assistita.»

Mentre lei indaga in laboratorio, i Giudici sul campo scoprono che sono le prede perfette per un cacciatore in cerca solo dell’eccellenza.

A caccia dell’eccellenza

Per un grande nemico servono grandi armi, così i Giudici mettono in campo i «droidi da combattimento [war droids] Mark 7 equipaggiati con napalm, cannoni laser e tracciamento automatico». Saranno utili per stanare il cacciatore che si rintana nel sottosuolo, dove giacciono i resti di quella New York che è stata terreno di caccia della sua specie.

Droidi da combattimento all’attacco

Lo scontro finale con Dredd sarà cruento, violento e pieno di frasi ad effetto! «È già morto… ma non vuole ammetterlo!»

Scontro di titani!

Una storia ghiottissima e divertentissima, tre albi veloci che fanno rimpiangere la Dark Horse che fu, quando la casa sapeva intrattenere con autori di altissima qualità che si divertivano a “giocare” con i personaggi.


Non perdete lo Speciale Judge Dredd del blog “La Bara Volante” di Cassidy.


Chiudo con la cover gallery:

L.

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4 pensieri su “[1997-10] Predator vs Judge Dredd

  1. Avendo avuto la fortuna di leggerla, confermo: storia ghiottissima e divertentissima 😉
    Splendide copertine di Brian Bolland che, tra le altre cose poco ricordate, diede pure una mano a Sydney Jordan come co-disegnatore di “Erede Legittimo” (avventura di raccordo fra il Jeff Hawke originale e il Lance McLane riadattato con lo stesso nome)…

    Piace a 1 persona

  2. Pingback: Judged Dredd (2020) 30 anni di MEGAzine – Fumetti Etruschi

  3. Pingback: Storia dei fumetti alieni 15. Alieni in Italia (3) | 30 anni di ALIENS

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